La Moretta (Aythya fuligula) è una delle anatre tuffatrici più caratteristiche d’Europa e uno degli Anatidi che meglio rappresentano l’adattamento alla ricerca del cibo sott’acqua. Compatta, agile, capace di immersioni rapide e frequenti, vive soprattutto in laghi, lagune, bacini artificiali e zone umide con acque sufficientemente profonde da permettere l’attività subacquea.
Il maschio adulto in abito nuziale è immediatamente riconoscibile: corpo prevalentemente nero, fianchi candidi, occhio giallo intenso e una caratteristica piccola cresta pendente sulla parte posteriore del capo. La femmina è molto più discreta, con piumaggio bruno uniforme, ma mantiene la stessa struttura compatta e la tipica forma della testa.
La Moretta appartiene al gruppo delle cosiddette anatre tuffatrici, differente da Germano reale, Alzavola, Fischione o Codone, che si alimentano prevalentemente in superficie o immergendo soltanto la parte anteriore del corpo. La Moretta scompare completamente sott’acqua, utilizzando soprattutto le zampe posteriori per raggiungere molluschi, piccoli crostacei, larve, vegetazione acquatica e altre risorse presenti sul fondo.
In Italia è soprattutto migratrice e svernante, mentre la nidificazione è molto più localizzata. Durante l’inverno può essere osservata in gruppi anche numerosi e frequentemente insieme ad altre anatre tuffatrici, in particolare Moriglioni. Questa convivenza rende particolarmente importante il riconoscimento, perché struttura, colore e comportamento devono essere valutati rapidamente anche a notevole distanza.

Moretta: classificazione e caratteristiche
| Nome comune | Moretta |
| Nome scientifico | Aythya fuligula |
| Nome inglese | Tufted Duck |
| Ordine | Anseriformes |
| Famiglia | Anatidae |
| Genere | Aythya |
| Lunghezza | Circa 40-47 cm |
| Apertura alare | Circa 65-72 cm |
| Alimentazione | Onnivora, con forte componente di molluschi, invertebrati acquatici e materiale vegetale |
| Habitat | Laghi, lagune, bacini artificiali, grandi stagni, cave allagate e zone umide con acqua relativamente profonda |
| Presenza in Italia | Migratrice regolare e svernante, nidificante localizzata |
| Comportamento | Fortemente acquatico, gregario fuori dal periodo riproduttivo e specializzato nell’immersione |
| Status venatorio | Specie compresa nel quadro nazionale delle specie cacciabili; il prelievo effettivo dipende dai calendari venatori regionali e dalle disposizioni vigenti |
La Moretta possiede un corpo corto e compatto, con collo relativamente breve e testa tondeggiante. Come nelle altre anatre tuffatrici, le zampe sono inserite molto posteriormente rispetto al centro del corpo: questa posizione aumenta l’efficienza propulsiva durante l’immersione ma rende i movimenti sulla terraferma meno agevoli rispetto alle anatre di superficie.
Il maschio adulto presenta uno dei piumaggi più semplici ma efficaci dell’avifauna acquatica: testa, petto e dorso neri, fianchi bianchi e occhio giallo brillante. La superficie nera della testa può mostrare riflessi violacei con illuminazione favorevole. La piccola cresta posteriore è formata da penne allungate e può apparire più o meno evidente secondo posizione, vento e stato del piumaggio.
La femmina è prevalentemente bruna, con tonalità più scure sul dorso e più chiare sui fianchi. L’occhio rimane giallastro e la cresta è generalmente più corta e meno evidente. Alcune femmine possono mostrare una zona biancastra attorno alla base del becco, carattere che può creare difficoltà di identificazione con altre specie del genere Aythya.
Maschio, femmina e giovani: riconoscere correttamente la specie
Il maschio in abito nuziale è praticamente inconfondibile quando viene osservato bene. La combinazione tra nero e bianco, occhio giallo e ciuffo occipitale permette un’identificazione immediata. In volo diventa evidente anche un’ampia barra alare bianca, visibile sulle remiganti.
La femmina richiede invece maggiore attenzione. Il piumaggio bruno può ricordare altre anatre tuffatrici e l’osservatore deve valutare forma della testa, dimensioni, colore dell’occhio, profilo del becco ed eventuale accenno di ciuffo. La sagoma rimane comunque piuttosto compatta e il capo appare arrotondato.
I giovani assomigliano inizialmente alla femmina e acquistano progressivamente i caratteri adulti. Nei maschi giovani il contrasto nero-bianco si sviluppa con il completamento della muta, mentre la cresta diventa progressivamente più evidente.
Il riconoscimento assume particolare importanza nei gruppi misti di anatre tuffatrici. Moretta, Moriglione e altre specie possono alimentarsi e riposare nello stesso tratto di lago o laguna, rendendo indispensabile l’osservazione dell’intero insieme di caratteri piuttosto che affidarsi a un singolo dettaglio.
Moretta e Moriglione: due anatre tuffatrici da distinguere bene
La specie con cui la Moretta viene più frequentemente confrontata in Italia è il Moriglione (Aythya ferina). Entrambe appartengono allo stesso genere, condividono numerosi habitat e possono formare gruppi misti durante l’inverno, ma la loro struttura e colorazione sono decisamente differenti.
Il maschio di Moriglione presenta testa castano-rossiccia, petto nero e corpo grigio chiaro. Il maschio di Moretta è invece nettamente bicolore, con corpo nero e fianchi bianchi. La Moretta è inoltre più piccola e compatta e possiede il caratteristico ciuffo sulla nuca.
Le femmine sono più impegnative. Quella di Moriglione mostra generalmente una testa più allungata e un profilo più uniforme, mentre la femmina di Moretta ha capo più tondeggiante e può mostrare una piccola cresta. Anche la struttura del becco e la proporzione tra testa e corpo aiutano il riconoscimento.
| Caratteristica | Moretta | Moriglione |
|---|---|---|
| Nome scientifico | Aythya fuligula | Aythya ferina |
| Taglia | Più piccola e compatta | Più grande e allungata |
| Maschio | Nero con fianchi bianchi | Testa rossiccia, petto nero e corpo grigio |
| Creste | Presente sul capo | Assente |
| Occhio del maschio | Giallo | Rosso |
| Struttura della testa | Più tondeggiante | Più allungata |
| Strategia alimentare | Immersione | Immersione |
Questo confronto è particolarmente importante per il cacciatore di acquatici, perché nelle grandi zone umide invernali la distanza, la luce e la presenza di molti soggetti possono rendere l’identificazione più difficile di quanto suggeriscano le fotografie dei singoli adulti.
Habitat: dove vive la Moretta
La Moretta è strettamente legata a specchi d’acqua sufficientemente profondi da consentire l’immersione. Laghi, grandi stagni, lagune, bacini artificiali, cave allagate, invasi e zone umide con fondali relativamente profondi rappresentano gli ambienti più tipici durante migrazione e svernamento.
Rispetto alle anatre di superficie, utilizza meno intensamente le acque bassissime e i prati allagati. La profondità deve infatti consentire la presenza di organismi bentonici e vegetazione sommersa, ma non essere tale da rendere eccessivamente costosa la ricerca del cibo.
Durante il periodo riproduttivo diventano importanti anche canneti, vegetazione emergente, isole e rive sufficientemente protette. La Moretta necessita quindi di un habitat complesso nel quale siano contemporaneamente disponibili acqua aperta per alimentarsi e copertura vegetale per nidificare.
La specie ha mostrato una buona capacità di utilizzare ambienti artificiali. Cave dismesse trasformate in laghi, bacini di origine estrattiva e grandi invasi possono diventare importanti siti di svernamento quando presentano condizioni ecologiche favorevoli e disturbo contenuto.
Immersione e alimentazione: la specializzazione delle Aythya
La Moretta è un’autentica anatra tuffatrice. Quando deve raggiungere il fondo, inclina leggermente il corpo e si immerge con un movimento rapido, scomparendo completamente sotto la superficie. Le zampe, collocate molto posteriormente, costituiscono il principale sistema propulsivo e permettono di muoversi sott’acqua con notevole efficienza.
La durata e la profondità delle immersioni dipendono dal sito e dal tipo di alimento ricercato. In pochi secondi l’animale può raggiungere il fondo, raccogliere una risorsa e riemergere anche a diversi metri dal punto nel quale si era tuffato.
La dieta è molto varia ma presenta spesso una forte componente animale. Molluschi, piccoli crostacei, larve di insetti e altri invertebrati acquatici possono costituire una parte importante dell’alimentazione. A questi si aggiungono semi, parti di piante acquatiche e altre risorse vegetali.
La disponibilità di molluschi può influenzare fortemente la presenza della specie. In alcuni bacini grandi concentrazioni di Morette sfruttano letti di bivalvi o altre risorse bentoniche particolarmente abbondanti, effettuando immersioni praticamente continue.
Rispetto alle anatre di superficie, che possono alimentarsi mantenendo il corpo galleggiante e immergendo soltanto testa e collo, la Moretta investe molta più energia in ogni tentativo di alimentazione. In cambio può sfruttare una nicchia alimentare meno accessibile a Germano reale, Fischione, Alzavola e altre specie superficiali.
Volo e decollo: perché corre sull’acqua
La posizione arretrata delle zampe, perfetta per l’immersione, comporta un compromesso. La Moretta non riesce a sollevarsi dall’acqua con la stessa immediatezza di molte anatre di superficie.
Per decollare deve generalmente compiere una breve corsa sulla superficie, battendo rapidamente le ali mentre aumenta la velocità. Solo dopo aver raggiunto una portanza sufficiente riesce a staccarsi completamente dall’acqua.
Una volta in volo diventa invece rapida e compatta. Le ali producono battiti frequenti e il gruppo può mantenere velocità considerevoli durante gli spostamenti. La barra alare bianca rappresenta un buon elemento di riconoscimento quando l’animale viene osservato lateralmente o dall’alto.
Gli stormi non sempre assumono le formazioni estremamente ordinate tipiche di altre specie di Anatidi. Nei trasferimenti locali tra zone di alimentazione e riposo possono apparire come gruppi relativamente compatti che mantengono una quota bassa sull’acqua prima di guadagnare altezza.
Migrazione e svernamento in Italia
La Moretta presenta popolazioni residenti o parzialmente migratrici in alcune regioni europee, mentre gli individui provenienti dalle aree più settentrionali e orientali compiono importanti movimenti stagionali verso sud e sud-ovest.
In Italia la specie è soprattutto migratrice regolare e svernante. Gli arrivi aumentano durante l’autunno e raggiungono generalmente le maggiori concentrazioni nei mesi freddi. Con la primavera una parte consistente degli individui riparte verso le zone riproduttive del Centro e Nord Europa.
La distribuzione invernale è fortemente condizionata dalla presenza di grandi corpi idrici adatti all’immersione. Laghi prealpini, lagune, zone umide costiere, bacini artificiali e altri sistemi acquatici possono ospitare gruppi consistenti, spesso insieme a Moriglioni, Folaghe e altri Anatidi.
Il gelo influenza soprattutto le popolazioni che utilizzano piccoli laghi e stagni dell’Europa settentrionale e centrale. Quando gli specchi d’acqua diventano inutilizzabili, gli individui sono costretti a spostarsi verso aree più miti e bacini che rimangono liberi dal ghiaccio. Le ondate di freddo continentali possono quindi modificare sensibilmente la distribuzione degli svernanti.
Come per molte specie migratrici, il numero osservato in Italia può cambiare notevolmente tra un inverno e l’altro senza riflettere automaticamente un identico cambiamento nella popolazione complessiva: clima e distribuzione delle acque libere possono trattenere più a nord una quota consistente degli individui.
Riproduzione e sviluppo dei giovani
La nidificazione avviene soprattutto nelle regioni temperate e settentrionali d’Europa e Asia, con presenze riproduttive molto più localizzate in Italia. La coppia ricerca ambienti con acqua aperta e una buona disponibilità di vegetazione emergente o ripariale.
Il nido viene costruito vicino all’acqua, spesso nascosto tra canne, giunchi, carici o altra vegetazione fitta. La femmina utilizza materiale vegetale e piumino per creare una struttura protetta nella quale depone una covata numerosa.
L’incubazione è svolta prevalentemente dalla femmina. Dopo la schiusa i pulcini sono nidifughi e possono raggiungere rapidamente l’acqua, seguendo la madre. Come negli altri Anatidi, il piumino offre isolamento termico ma i giovani rimangono comunque molto vulnerabili durante le prime settimane.
La femmina conduce la nidiata verso le aree di alimentazione e utilizza la vegetazione come copertura nei confronti dei predatori. I piccoli imparano progressivamente a immergersi e sviluppano le capacità necessarie alla vita acquatica.
Il successo riproduttivo dipende da stabilità dei livelli idrici, abbondanza alimentare, disponibilità di copertura e pressione dei predatori. La perdita dei canneti o l’improvviso prosciugamento di un bacino durante l’allevamento dei giovani possono compromettere rapidamente la nidificazione.
Comportamento sociale e grandi gruppi invernali
Fuori dalla stagione riproduttiva la Moretta diventa decisamente gregaria. Nei bacini più favorevoli può formare concentrazioni numerose e condividere le aree di riposo e alimentazione con Moriglioni, Folaghe e altre anatre tuffatrici.
All’interno del gruppo l’attività non è necessariamente sincronizzata. Alcuni individui riposano mentre altri si immergono continuamente e la concentrazione può spostarsi lentamente seguendo la distribuzione delle risorse sul fondo.
Quando il gruppo viene disturbato molte Morette possono decollare contemporaneamente, producendo una lunga sequenza di corse sull’acqua. In altre situazioni preferiscono aumentare la distanza nuotando oppure immergendosi, soprattutto se il pericolo non è immediato.
Le aggregazioni invernali offrono anche un vantaggio in termini di vigilanza. Molti individui possono individuare più rapidamente l’avvicinarsi di un rapace, di un’imbarcazione o di altre fonti di disturbo, riducendo il tempo che ogni singolo animale deve dedicare al controllo dell’ambiente.
La Moretta nella tradizione venatoria
La Moretta appartiene alla tradizione italiana della caccia agli Anatidi e condivide con le altre anatre tuffatrici una serie di caratteristiche che richiedono una conoscenza specifica. Il suo rapporto con l’acqua profonda, il decollo meno immediato e la tendenza a formare gruppi invernali la distinguono nettamente dalle anatre di superficie.
Il riconoscimento è particolarmente importante nei branchi misti. Il maschio adulto offre riferimenti molto netti, ma femmine e giovani possono richiedere maggiore attenzione, soprattutto con luce debole o a grande distanza. Dimensioni, sagoma, forma della testa, colore dell’occhio e comportamento devono essere letti insieme.
La Moretta è compresa nel quadro nazionale delle specie cacciabili previsto dalla normativa italiana. La concreta possibilità di prelievo deve tuttavia essere verificata sulla base del calendario venatorio regionale vigente, dei periodi autorizzati e di eventuali limitazioni specifiche.
Per il cacciatore di acquatici conoscere la specie significa anche saper interpretare l’ambiente. La presenza di Morette può indicare fondali produttivi, acqua sufficientemente profonda e disponibilità di molluschi e altre risorse bentoniche. Osservare dove un gruppo si immerge ripetutamente permette quindi di leggere caratteristiche del bacino che non sono visibili dalla superficie.
Conservazione e gestione delle zone umide
La Moretta dipende da zone umide che mantengano contemporaneamente acqua aperta, buona qualità dei fondali, disponibilità di alimento e vegetazione adatta alla riproduzione. La semplice presenza di un grande volume d’acqua non garantisce quindi un habitat di elevata qualità.
Inquinamento, eutrofizzazione estrema, alterazione delle comunità bentoniche, perdita della vegetazione ripariale e disturbo possono modificare profondamente l’idoneità di un sito. Nelle aree di nidificazione diventano particolarmente importanti la stabilità dei livelli idrici e la conservazione dei canneti e delle fasce vegetate.
Le zone di svernamento richiedono inoltre settori sufficientemente tranquilli nei quali gli animali possano riposare senza essere costretti a continui involi. Il disturbo ripetuto comporta infatti un costo energetico significativo: ogni decollo richiede una lunga accelerazione e sottrae tempo all’alimentazione e al riposo.
La gestione favorevole dovrebbe quindi mantenere una varietà di profondità, aree di alimentazione bentonica, superfici di riposo e fasce vegetate. Questa diversità aumenta contemporaneamente il valore dell’habitat per Morette, Moriglioni, Folaghe e molte altre specie acquatiche.
Curiosità sulla Moretta
- Il nome inglese Tufted Duck deriva dal caratteristico ciuffo di penne sulla nuca, particolarmente evidente nel maschio adulto.
- Il maschio presenta un forte contrasto nero-bianco e un caratteristico occhio giallo brillante.
- Le zampe sono inserite molto posteriormente, adattamento che migliora la propulsione sott’acqua ma rende meno agevole il movimento sulla terraferma.
- Per decollare deve generalmente correre per alcuni metri sulla superficie dell’acqua.
- È capace di effettuare immersioni ripetute per raggiungere molluschi, larve e altre risorse presenti sul fondo.
- Può riemergere a diversi metri dal punto nel quale si è immersa, rendendo evidente la sua buona capacità di movimento sott’acqua.
- Durante l’inverno forma frequentemente gruppi misti con Moriglioni e altre anatre tuffatrici.
- Le femmine possono presentare una zona chiara alla base del becco, dettaglio che richiede attenzione nell’identificazione rispetto ad altre Aythya.
- La barra alare bianca diventa evidente durante il volo e costituisce un ulteriore carattere utile per il riconoscimento.
- La presenza di grandi concentrazioni può essere strettamente collegata alla disponibilità di molluschi e altre risorse bentoniche.
La Moretta nell’Enciclopedia della Caccia
La Moretta permette di comprendere una delle principali differenze ecologiche all’interno del grande gruppo delle anatre. Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Codone e Marzaiola utilizzano soprattutto la superficie e le acque basse; Aythya fuligula appartiene invece al mondo delle anatre tuffatrici, dove il fondale assume la stessa importanza della superficie.
Questa differenza modifica tutto: forma del corpo, posizione delle zampe, tecnica alimentare, profondità dell’habitat e perfino il modo di decollare. La Moretta sacrifica parte dell’agilità sulla terra e dell’immediatezza nella partenza per ottenere una maggiore efficienza nell’ambiente subacqueo.
Per il cacciatore e per il naturalista osservare un gruppo di Morette significa quindi leggere la zona umida anche in profondità. Se decine di individui continuano a immergersi nello stesso settore, sotto quella superficie apparentemente uniforme esiste una risorsa: molluschi, invertebrati, vegetazione o una particolare struttura del fondale che rende quel punto più produttivo degli altri.
È proprio questa capacità di trasformare il fondo di un lago o di una laguna in un territorio di alimentazione a rendere la Moretta una delle anatre tuffatrici più caratteristiche e interessanti delle zone umide europee.























