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SUGHERO nelle BORRE – caratteristiche e funzione nelle cartucce da caccia

Il sughero è uno dei materiali tradizionalmente utilizzati nella costruzione delle borre per cartucce da fucile ad anima liscia. Leggero, elastico e comprimibile, viene impiegato soprattutto come elemento ammortizzante e riempitivo all’interno della colonna di caricamento.

Prima della diffusione delle moderne borre contenitore in plastica, le cartucce erano normalmente assemblate con una successione di cartoncini, dischetti e borre realizzate in feltro, fibre vegetali, carta pressata o sughero. Queste soluzioni continuano a essere utilizzate nelle munizioni tradizionali e nei caricamenti nei quali si desidera evitare la dispersione nell’ambiente di una borra contenitore in plastica.

La borra in sughero non deve però essere considerata automaticamente equivalente a una moderna borra monopezzo. Tenuta dei gas, ammortizzazione e protezione dei pallini possono essere affidate a elementi distinti, progettati per lavorare insieme.

Che cos’è il sughero

Il sughero è il tessuto protettivo esterno ricavato principalmente dalla corteccia della quercia da sughero, Quercus suber. La sua struttura è costituita da una grande quantità di cellule chiuse contenenti gas, separate da pareti sottili e flessibili.

Questa struttura cellulare conferisce al materiale alcune caratteristiche particolarmente utili:

  • massa molto contenuta;
  • buona elasticità;
  • capacità di comprimersi e recuperare parzialmente la forma;
  • basso assorbimento dei liquidi;
  • isolamento termico;
  • buona capacità di smorzare urti e vibrazioni;
  • facilità di taglio e sagomatura.

Per la produzione delle borre possono essere utilizzati dischetti di sughero naturale oppure materiale agglomerato, ottenuto unendo granuli selezionati mediante un legante. Densità, granulometria, spessore e tipo di collante modificano il comportamento del prodotto finito.

Che funzione svolge la borra

All’interno di una cartuccia a pallini, la borra si trova tra la carica di polvere e la colonna dei pallini. Le sue funzioni principali possono comprendere:

  • separare la polvere dai pallini;
  • contribuire alla tenuta dei gas;
  • trasferire la spinta generata dalla combustione;
  • ammortizzare l’accelerazione iniziale;
  • ridurre la deformazione dei pallini;
  • occupare il volume necessario all’interno del bossolo;
  • mantenere la corretta altezza della colonna di caricamento;
  • influenzare il comportamento della rosata.

In una borra tradizionale queste funzioni possono essere distribuite tra più componenti. Il sughero svolge soprattutto un ruolo di ammortizzatore e spessore elastico, mentre la tenuta dei gas può essere affidata a un cartoncino impermeabilizzato o a un otturatore separato.

Struttura di una colonna di borraggio tradizionale

Una cartuccia con borra in sughero può comprendere differenti elementi sovrapposti. La configurazione varia secondo il calibro, il bossolo, la polvere, la chiusura e il progetto balistico della munizione.

In una struttura tradizionale possono essere presenti:

  • cartoncino sopra-polvere: separa la carica di propellente dalla borra e contribuisce all’otturazione;
  • borra in sughero: assorbe parte della spinta iniziale e regola l’altezza della colonna;
  • dischetto di protezione: evita il contatto diretto tra il sughero e i pallini;
  • pallini: collocati liberi nel bossolo oppure protetti da un contenitore separato;
  • cartoncino soprapallini: utilizzato soprattutto nelle chiusure orlate.

Non tutte le cartucce adottano la stessa disposizione. Esistono anche configurazioni ibride nelle quali il sughero viene associato a un otturatore in materiale plastico o biodegradabile per migliorare la tenuta dei gas.

Otturazione dei gas

Quando la polvere brucia, i gas devono rimanere dietro la borra per trasferire efficacemente la pressione alla carica di pallini. Se una parte dei gas supera lateralmente il borraggio, si verifica una perdita di efficienza che può rendere meno regolari velocità e pressione.

Una borra contenitore in plastica possiede normalmente una base a forma di coppa. La pressione dei gas allarga il bordo della coppa contro il bossolo e successivamente contro la canna, realizzando un’otturazione molto efficace.

Il sughero, da solo, non forma necessariamente una tenuta equivalente. Per questo viene spesso abbinato a cartoncini calibrati, dischi impermeabilizzati o otturatori separati. Il diametro e la comprimibilità degli elementi devono essere adeguati al diametro interno effettivo del bossolo.

Funzione ammortizzante

Al momento dello sparo la colonna dei pallini viene accelerata in un intervallo di tempo estremamente breve. I pallini collocati nella parte inferiore subiscono contemporaneamente la spinta della borra e il peso della colonna sovrastante.

La compressibilità del sughero permette di assorbire una parte di questa sollecitazione. Una deformazione controllata della borra può rendere più progressivo il trasferimento della spinta e limitare lo schiacciamento dei pallini più morbidi.

Il comportamento dipende da:

  • densità del sughero;
  • spessore della borra;
  • dimensione dei granuli, se agglomerato;
  • tipo e quantità del legante;
  • presenza di altri dischetti;
  • pressione sviluppata dalla cartuccia;
  • durezza e materiale dei pallini.

Una borra eccessivamente rigida può ammortizzare poco, mentre una troppo cedevole può modificare il volume iniziale e il comportamento della combustione. La sua scelta deve quindi far parte del progetto complessivo della cartuccia.

Sughero naturale e sughero agglomerato

Sughero naturale

La borra può essere ricavata direttamente da una lastra di sughero selezionato. Il materiale conserva la struttura naturale della corteccia ed è privo delle linee di giunzione tipiche degli agglomerati.

La variabilità del prodotto naturale può però rendere più difficile ottenere densità e comportamento perfettamente uniformi tra una borra e l’altra.

Sughero agglomerato

Il sughero agglomerato viene prodotto utilizzando granuli calibrati uniti mediante un legante. Il processo permette di controllare più facilmente densità, spessore e omogeneità.

Le proprietà ambientali del componente non dipendono soltanto dal sughero, ma anche dal tipo di legante, dagli eventuali trattamenti impermeabilizzanti e dagli altri materiali associati alla borra.

Borre in sughero e feltro

Sughero e feltro sono stati largamente utilizzati nelle borre tradizionali. Il feltro può offrire elevata comprimibilità e buona adattabilità alla canna, mentre il sughero presenta peso ridotto e un ritorno elastico caratteristico.

Esistono anche borre composite formate da strati di materiali differenti. Una combinazione di sughero, feltro e cartoncino può essere progettata per ottenere contemporaneamente:

  • tenuta dei gas;
  • ammortizzazione;
  • altezza corretta della colonna;
  • resistenza durante il caricamento;
  • separazione tra polvere e pallini.

Influenza sulla rosata

Una borra in sughero tradizionale normalmente non avvolge lateralmente i pallini come una borra contenitore. Durante il passaggio nella canna, i pallini periferici possono quindi entrare direttamente in contatto con la superficie interna e subire maggiore sfregamento o deformazione.

Dopo l’uscita dalla volata, la borra tende a separarsi rapidamente dalla carica. In molte combinazioni questo comportamento può produrre una rosata più aperta rispetto a quella ottenuta con una borra contenitore.

Non è però corretto affermare che una borra in sughero produca sempre una rosata dispersante. Il risultato dipende anche da:

  • strozzatura della canna;
  • diametro e durezza dei pallini;
  • velocità iniziale;
  • altezza e densità del borraggio;
  • qualità dell’otturazione;
  • eventuale presenza di un contenitore;
  • lunghezza della camera e geometria del cono di raccordo.

La distribuzione reale deve essere verificata sparando la specifica cartuccia nella specifica canna su un bersaglio da rosata, alle distanze d’impiego previste.

Protezione dei pallini

La moderna borra contenitore avvolge la carica e riduce il contatto tra pallini e parete della canna. Questo può limitare la deformazione e contribuire a ottenere rosate più regolari e concentrate.

Con una borra tradizionale in sughero, i pallini sono generalmente liberi nel bossolo. Il contatto con la canna può essere limitato mediante:

  • una coppetta separata;
  • un contenitore biodegradabile;
  • un involucro in carta;
  • materiali protettivi specifici;
  • trattamenti superficiali dei pallini.

L’assenza del contenitore non è necessariamente uno svantaggio quando si ricerca una rosata relativamente aperta alle brevi distanze.

Sughero e pallini d’acciaio

I pallini d’acciaio sono molto più duri e meno deformabili di quelli in piombo. Il loro contatto diretto con la canna deve essere evitato mediante un contenitore protettivo specifico, capace di impedire lo sfregamento contro l’acciaio della canna e di sopportare le condizioni balistiche previste.

Una semplice borra in sughero collocata sotto la carica non fornisce questa protezione laterale. Le cartucce con pallini d’acciaio devono quindi utilizzare una struttura progettata espressamente per tali pallini.

Devono inoltre essere rispettate le marcature dell’arma, le indicazioni del produttore, la pressione della cartuccia, la dimensione dei pallini e le limitazioni relative alle strozzature.

Sughero e altri pallini alternativi

Anche bismuto, tungsteno e altre leghe senza piombo presentano densità, durezza e comportamento differenti. Alcuni materiali possono essere relativamente compatibili con le canne tradizionali, mentre altri richiedono contenitori particolarmente resistenti.

La natura della borra deve essere scelta in funzione dell’intero caricamento. La presenza di sughero non rende automaticamente la cartuccia adatta a qualsiasi tipo di pallino alternativo.

Impiego nelle cartucce tradizionali

Le borre in sughero sono particolarmente apprezzate nelle cartucce destinate a doppiette e sovrapposti tradizionali, soprattutto quando si desiderano:

  • assetto classico della munizione;
  • chiusura orlata con cartoncino soprapallini;
  • rosate adatte alle distanze medio-brevi;
  • riduzione dei componenti plastici espulsi nell’ambiente;
  • comportamento progressivo della colonna di borraggio;
  • compatibilità con determinate canne e strozzature tradizionali.

La scelta non deve essere motivata soltanto dall’aspetto nostalgico. Una cartuccia con sughero deve essere progettata, prodotta e collaudata secondo gli stessi criteri di sicurezza e regolarità applicati alle munizioni moderne.

Impiego nella caccia nel bosco

Una munizione priva di contenitore può risultare interessante nella caccia alla beccaccia e in altre situazioni caratterizzate da tiri relativamente ravvicinati, dove una rosata troppo concentrata può essere poco vantaggiosa.

L’effettiva apertura deve essere verificata nella propria arma. Cambiando canna, strozzatura o lotto di cartucce, la distribuzione dei pallini può variare in modo significativo.

La borra in sughero non sostituisce una borra dispersante dotata di una geometria progettata appositamente per modificare la colonna dei pallini. I due sistemi possono produrre effetti differenti.

Aspetti ambientali

Il sughero è un materiale di origine rinnovabile e può degradarsi nell’ambiente più facilmente rispetto alle comuni plastiche tradizionali. Questo rappresenta uno dei motivi del rinnovato interesse per le borre in materiali naturali.

La valutazione deve tuttavia comprendere tutti gli elementi espulsi dalla cartuccia:

  • cartoncini;
  • leganti dell’agglomerato;
  • trattamenti impermeabilizzanti;
  • eventuali otturatori plastici;
  • contenitori dei pallini;
  • inchiostri e rivestimenti.

Una borra che contiene sughero non è necessariamente completamente biodegradabile. Questa caratteristica deve essere dichiarata dal produttore in relazione all’intero componente.

Vantaggi delle borre in sughero

  • materiale leggero e comprimibile;
  • buona capacità ammortizzante;
  • origine naturale e rinnovabile;
  • riduzione dei componenti plastici dispersi nell’ambiente;
  • possibilità di regolare l’altezza della colonna;
  • adattabilità ai caricamenti tradizionali;
  • separazione rapida dalla carica dopo l’uscita dalla canna;
  • possibilità di ottenere rosate adatte ai tiri ravvicinati.

Limiti delle borre in sughero

  • otturazione generalmente meno efficace se non associata a elementi specifici;
  • maggiore variabilità del materiale naturale;
  • assenza di protezione laterale dei pallini;
  • possibile maggiore deformazione dei pallini periferici;
  • rosate potenzialmente meno concentrate;
  • necessità di una corretta combinazione con cartoncini e otturatori;
  • inadeguatezza, da sola, per proteggere la canna dai pallini d’acciaio;
  • prestazioni dipendenti dall’intero progetto della cartuccia.

Sughero nella ricarica delle cartucce

Nel caricamento delle cartucce a pallini, spessore, densità e diametro della borra influenzano il volume interno del bossolo, la compressione della colonna e il funzionamento della chiusura.

La sostituzione di una borra contenitore con una in sughero, o anche il semplice cambiamento dello spessore, può modificare sensibilmente il comportamento balistico. Non devono quindi essere improvvisate equivalenze tra componenti differenti.

Per la ricarica devono essere utilizzati esclusivamente dati pubblicati e verificati, rispettando esattamente bossolo, innesco, polvere, dose, borra, pallini e tipo di chiusura indicati. Ogni modifica richiede una nuova validazione della cartuccia.

Considerazioni finali

Il sughero nelle borre rappresenta una soluzione tradizionale ancora valida per particolari cartucce da caccia. La sua leggerezza e comprimibilità permettono di ammortizzare la spinta iniziale e di regolare l’altezza della colonna di caricamento.

Il sughero non svolge però necessariamente tutte le funzioni di una moderna borra contenitore. Tenuta dei gas, protezione laterale dei pallini e controllo della rosata possono richiedere cartoncini, otturatori o contenitori aggiuntivi.

La qualità di una cartuccia con borra in sughero dipende dall’equilibrio tra materiale, dimensioni, otturazione, propellente, pallini, chiusura e caratteristiche della canna. Solo la prova pratica della rosata e il collaudo balistico permettono di stabilire il comportamento reale della munizione.

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