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TASSO – Meles Meles

NON CACCIABILE

Il Tasso (Meles meles) è il più grande Mustelide della fauna italiana e uno dei mammiferi notturni più caratteristici delle nostre campagne e dei nostri boschi. Il corpo massiccio e basso, le potenti zampe munite di lunghi artigli e l’inconfondibile testa bianca attraversata da due bande nere ne fanno una specie facilmente riconoscibile quando viene osservata direttamente, anche se le sue abitudini prevalentemente notturne rendono gli incontri molto meno frequenti rispetto alla reale diffusione sul territorio.

La specializzazione più evidente del Tasso è lo scavo. Gli arti anteriori funzionano come strumenti estremamente potenti e consentono all’animale di costruire sistemi sotterranei che possono comprendere numerosi ingressi, gallerie, camere di riposo e percorsi utilizzati per generazioni. Una grande tana di Tasso non è quindi semplicemente un buco nel terreno, ma può diventare una struttura stabile del paesaggio forestale.

Dal punto di vista alimentare il Tasso è molto diverso dall’immagine tradizionale del Mustelide predatore. È un onnivoro estremamente flessibile: lombrichi, insetti, larve, piccoli vertebrati, frutti, cereali, radici e numerose altre risorse possono entrare nella dieta. In molti territori europei i lombrichi rappresentano una componente fondamentale, tanto che prati e terreni umidi possono diventare aree di alimentazione particolarmente importanti nelle notti favorevoli.

In Italia è distribuito lungo l’intera penisola ed è capace di occupare ambienti molto differenti: boschi, campagne, querceti, macchia, pascoli, coltivi, zone collinari e territori montani. Sono però particolarmente favorevoli i paesaggi nei quali aree di copertura e versanti adatti allo scavo si alternano a prati e superfici ricche di alimento.

Per chi frequenta il territorio il Tasso è una specie di grande interesse perché lascia numerosi segni riconoscibili: grandi tane, sentieri, impronte, latrine, scavi e tracce di alimentazione. Anche senza osservare direttamente l’animale è quindi possibile comprendere se un territorio viene utilizzato stabilmente.

Tasso: classificazione, dimensioni e caratteristiche

Nome comune Tasso
Nome scientifico Meles meles
Nome inglese European Badger
Ordine Carnivora
Famiglia Mustelidae
Genere Meles
Sottospecie indicata per l’Italia Meles meles meles
Lunghezza testa-corpo Circa 60-70 cm
Lunghezza della coda Circa 15-19 cm
Altezza alla spalla Circa 30 cm
Peso Generalmente circa 10-15 kg, con forti variazioni stagionali e geografiche
Alimentazione Onnivora: lombrichi, insetti, piccoli vertebrati, frutti, semi, cereali, radici e altre risorse disponibili
Habitat Boschi, campagne, querceti, macchia, prati, coltivi e ambienti collinari e montani con terreni adatti allo scavo
Presenza in Italia Intera penisola; assente naturalmente da Sicilia, Sardegna e isole minori
Comportamento Prevalentemente notturno, fossorio e socialmente variabile
Status venatorio in Italia Non incluso tra le specie cacciabili dalla Legge 157/1992

Il Tasso presenta una morfologia completamente diversa da quella dei Mustelidi più slanciati. Il corpo è tozzo, largo e molto robusto, sostenuto da arti corti e potenti. La conformazione abbassa il baricentro e permette all’animale di esercitare una notevole forza durante lo scavo.

Le zampe anteriori possiedono cinque dita munite di lunghe unghie robuste. Non sono semplicemente strumenti difensivi: costituiscono una vera specializzazione fossoria utilizzata per scavare gallerie, ampliare tane e cercare alimento nel terreno. ISPRA sottolinea proprio questa caratteristica nella descrizione morfologica della specie.

Il mantello del corpo appare grigio-argenteo, ma osservato da vicino è formato da lunghi peli con bande di colore chiaro e scuro che producono l’effetto complessivo caratteristico. Gli arti, la parte inferiore del collo e alcune regioni ventrali risultano più scuri.

La testa è invece straordinariamente riconoscibile: fondo prevalentemente bianco e due grandi bande nere longitudinali che partono dalla regione del muso, attraversano gli occhi e raggiungono la zona delle orecchie e del collo. Nessun altro mammifero terrestre italiano presenta un disegno facciale equivalente.

Il più grande Mustelide italiano

Con un peso che può raggiungere e superare i 10 chilogrammi negli individui adulti, il Tasso è nettamente più grande di Martora, Faina e Puzzola. ISPRA lo indica come il più grande Mustelide italiano.

La massa varia però considerevolmente nel corso dell’anno. Durante primavera ed estate il peso può essere relativamente contenuto, mentre con l’avvicinarsi dell’inverno l’animale accumula importanti riserve adipose.

Questa variazione stagionale riflette il particolare ciclo annuale della specie. Nei mesi autunnali il Tasso aumenta fortemente l’attività alimentare e accumula grasso che verrà utilizzato durante il periodo di riduzione dell’attività invernale.

Maschi e femmine presentano dimensioni parzialmente sovrapposte e non sempre è possibile distinguere il sesso attraverso una semplice osservazione sul campo.

Habitat: bosco e campagna devono funzionare insieme

Il Tasso è estremamente adattabile, ma i territori più favorevoli presentano spesso un mosaico di ambienti. Boschi e macchie offrono rifugio e siti adatti alla costruzione delle tane, mentre prati, pascoli, coltivi e radure possono offrire grandi quantità di alimento.

Querceti, boschi misti, macchia mediterranea, incolti e paesaggi agricoli tradizionali possono risultare particolarmente favorevoli. ISPRA segnala per esempio una buona adattabilità ad ambienti termofili composti da querceti, macchie, coltivi e incolti.

La presenza del bosco non è quindi sufficiente da sola. Un territorio completamente forestale ma povero di prati e risorse trofiche può risultare meno produttivo di un paesaggio nel quale differenti ambienti si incontrano.

Anche le caratteristiche del terreno sono fondamentali. Per costruire una tana complessa servono substrati sufficientemente stabili da mantenere le gallerie ma abbastanza lavorabili da poter essere scavati.

Versanti leggermente inclinati, terreni ben drenati e aree protette da allagamenti costituiscono spesso siti particolarmente favorevoli per le grandi tane permanenti.

La tana del Tasso: un vero sistema sotterraneo

La capacità di costruire tane rappresenta probabilmente l’aspetto più affascinante dell’ecologia della specie. Una tana principale può essere utilizzata per anni, decenni e potenzialmente generazioni successive, subendo continue modifiche ed ampliamenti.

La struttura può comprendere numerosi ingressi collegati da un sistema di gallerie sotterranee e camere destinate al riposo e alla riproduzione. Con il passare del tempo nuovi cunicoli vengono scavati e altri possono essere abbandonati.

ISPRA descrive tane di dimensioni e funzioni differenti, continuamente modificate con l’uso e utilizzabili per molti anni. Le camere di riposo vengono rivestite con erba, foglie, muschi e altro materiale vegetale. :contentReference[oaicite:2]{index=2}

Una delle immagini più caratteristiche del comportamento del Tasso è proprio il trasporto del materiale della lettiera. L’animale può spingere o trascinare grandi quantità di erba e foglie verso l’ingresso e successivamente utilizzarle per rivestire le camere sotterranee.

Periodicamente il materiale può essere portato all’esterno, fatto asciugare o sostituito e successivamente riportato nella tana. È un livello di gestione del rifugio sorprendentemente sofisticato per un mammifero selvatico.

Come riconoscere una tana di Tasso

Una grande tana attiva presenta generalmente ingressi larghi e di forma approssimativamente ovale, spesso più ampi rispetto a quelli utilizzati da Volpi e altri Carnivori.

Davanti alle aperture possono essere visibili grandi quantità di terreno scavato. Poiché il Tasso può spostare enormi volumi di terra nel corso degli anni, nei complessi più antichi si formano vere terrazze davanti agli ingressi.

I sentieri che collegano la tana alle aree di alimentazione possono diventare estremamente evidenti e assomigliare a piccoli percorsi regolarmente battuti.

Un altro elemento interessante è la presenza di materiale vegetale trascinato all’interno o all’esterno. Foglie ed erba secca nelle vicinanze degli ingressi possono indicare attività di sistemazione della lettiera.

La presenza di numerosi ingressi non significa necessariamente che tutti siano contemporaneamente utilizzati. Un grande sistema può comprendere settori attivi, aperture secondarie e parti temporaneamente abbandonate.

Tana principale e rifugi secondari

Non tutte le tane hanno la stessa importanza. Il Tasso può utilizzare una tana principale molto complessa, spesso impiegata per la riproduzione e il riposo stabile, insieme a rifugi secondari più semplici distribuiti all’interno del territorio.

Questi ultimi permettono di riposare lontano dal complesso principale durante spostamenti o periodi di intensa attività alimentare.

La presenza di più rifugi riduce la necessità di percorrere ogni notte lunghe distanze e offre alternative in caso di disturbo.

Per chi studia la specie è quindi importante non interpretare ogni apertura nel terreno come equivalente. Dimensioni, numero degli ingressi, quantità di terreno movimentato e continuità dell’utilizzo permettono di distinguere strutture con funzioni differenti.

Tasso, Volpe e Istrice: quando la stessa tana diventa un condominio

Uno degli aspetti più interessanti della fauna italiana riguarda la possibilità che le grandi tane vengano condivise o utilizzate contemporaneamente da specie differenti.

ISPRA ha documentato la coabitazione delle strutture sotterranee da parte di Tasso, Volpe e Istrice e sottolinea che l’Italia rappresenta un caso particolarmente interessante perché tutte e tre le specie possono convivere negli stessi territori. :contentReference[oaicite:3]{index=3}

La condivisione non significa necessariamente che gli animali occupino la stessa camera o si incontrino continuamente. Un grande sistema sotterraneo può possedere numerosi ingressi e settori sufficientemente separati da permettere l’utilizzo contemporaneo o alternato.

Una tana costruita originariamente dal Tasso può essere utilizzata successivamente dalla Volpe oppure dall’Istrice; al contrario il Tasso può ampliare strutture già esistenti.

Per determinare l’utilizzatore reale non basta quindi riconoscere la forma della tana: impronte, peli, escrementi, fototrappole e altri segni permettono di comprendere quali specie la frequentano realmente.

Alimentazione: un Carnivoro che mangia soprattutto ciò che conviene

Nonostante appartenga all’ordine dei Carnivori, il Tasso è un onnivoro generalista. La dieta può cambiare drasticamente secondo territorio, stagione e abbondanza delle differenti risorse.

Lombrichi, insetti, larve e altri invertebrati rappresentano spesso una parte molto importante. Piccoli mammiferi, anfibi, rettili, uova e giovani uccelli possono integrare la dieta, così come carcasse trovate casualmente.

La componente vegetale può essere altrettanto significativa: frutta, bacche, cereali, mais, ghiande, radici e altri alimenti vengono utilizzati quando disponibili.

La strategia generale consiste nello sfruttare risorse abbondanti che possano essere ottenute con un costo energetico relativamente limitato. Il Tasso non è quindi un predatore specializzato paragonabile alla Lince, ma un animale capace di cambiare dieta seguendo le opportunità del territorio.

Lombrichi: una delle risorse più importanti

Nei territori favorevoli i lombrichi possono rappresentare una componente centrale dell’alimentazione. Dopo una pioggia o durante notti umide salgono verso gli strati superficiali del terreno e diventano estremamente accessibili.

Prati, pascoli e campi possono così trasformarsi in vere aree di alimentazione. Il Tasso procede lentamente con il muso vicino al terreno, individua i lombrichi e li raccoglie rapidamente.

Questa strategia permette di ottenere numerosi piccoli alimenti in successione senza sostenere il costo energetico di una caccia complessa.

La disponibilità dei lombrichi spiega anche perché l’umidità del terreno e la presenza di prati stabili possano incidere notevolmente sull’utilizzo del territorio.

Insetti, larve e scavi alimentari

Gli artigli anteriori non vengono utilizzati soltanto per costruire la tana. Permettono anche di scavare nel terreno alla ricerca di larve di insetti e altre prede sotterranee.

Il Tasso può smuovere prati e superfici erbose creando piccoli scavi caratteristici. Durante particolari esplosioni demografiche di larve, queste risorse possono diventare molto importanti.

Anche nidi di Imenotteri e altri invertebrati possono essere utilizzati quando accessibili.

Questa attività contribuisce a modificare fisicamente il suolo e fa del Tasso anche un piccolo ingegnere dell’ecosistema: scavando, sposta terreno, incorpora materiale organico e crea microambienti utilizzabili da numerosi altri organismi.

Frutta, mais e risorse agricole

Durante estate e autunno il consumo di frutta può diventare molto importante. More, fichi, uva, mele, pere, susine e altri frutti selvatici o coltivati costituiscono fonti energetiche facilmente utilizzabili.

Il Tasso può frequentare anche campi di mais e altre colture, generando occasionalmente danni localizzati quando la risorsa è particolarmente abbondante e facilmente raggiungibile.

L’importanza delle colture varia enormemente tra territori e non permette di classificare genericamente la specie come dannosa per l’agricoltura.

Nei paesaggi tradizionali frutteti, prati e coltivi possono anzi costituire una parte fondamentale dello spazio alimentare utilizzato dalla specie.

Piccoli vertebrati e fauna di interesse venatorio

Il Tasso è perfettamente capace di predare piccoli vertebrati, ma non è specializzato nell’inseguimento di prede veloci. La maggior parte delle catture riguarda animali facilmente raggiungibili sul terreno o nelle loro tane.

Roditori, giovani Lagomorfi, anfibi e rettili possono rientrare nella dieta. Uova e pulcini di uccelli che nidificano al suolo possono essere consumati se individuati.

Fagiano, Starna e altri Galliformi possono quindi entrare occasionalmente nell’alimentazione soprattutto durante la fase riproduttiva, ma non costituiscono necessariamente una risorsa dominante.

Per il mondo venatorio è importante distinguere ancora una volta tra capacità predatoria e impatto demografico. Il Tasso possiede una dieta estremamente ampia e la pressione sulla piccola selvaggina dipende dal territorio e dalla disponibilità delle altre risorse.

Tasso e Lepre: quale rapporto esiste realmente

Un Tasso adulto possiede forza sufficiente per uccidere piccoli vertebrati, ma non è costruito per inseguire una Lepre adulta in campo aperto.

Leprotti e individui vulnerabili possono essere catturati opportunisticamente, soprattutto quando vengono individuati a breve distanza.

La principale strategia alimentare rimane però completamente differente da quella della Volpe. Il Tasso cerca gran parte delle proprie risorse camminando lentamente, scavando e investigando il terreno.

Attribuirgli un ruolo primario nella predazione della Lepre sarebbe quindi generalmente poco coerente con la sua ecologia alimentare.

Il Tasso come necrofago

Come molti Carnivori opportunisti, il Tasso può alimentarsi anche di carcasse. Un animale morto rappresenta una fonte energetica concentrata e non esiste alcun vantaggio biologico nel rifiutarla.

La presenza di peli o ossa di un Ungulato negli escrementi non dimostra quindi che il Tasso abbia ucciso l’animale.

Può utilizzare resti di animali investiti, carcasse naturali o materiale lasciato da altri predatori.

Questo comportamento lo inserisce nella comunità degli organismi che contribuiscono alla rimozione e al riciclo delle carcasse presenti sul territorio.

Attività notturna: il motivo per cui lo vediamo così poco

Il Tasso è fortemente notturno. Durante il giorno rimane normalmente all’interno della tana e inizia l’attività con il crepuscolo o dopo il tramonto.

Questo ritmo consente di utilizzare territori relativamente antropizzati riducendo moltissimo le occasioni di incontro con le persone.

Durante la notte può percorrere sentieri e strade forestali, attraversare campi e raggiungere prati situati anche a considerevole distanza dalla tana.

Gli individui conoscono molto bene la rete dei percorsi abituali e possono utilizzare gli stessi passaggi per anni, creando sentieri particolarmente evidenti nella vegetazione.

Vita sociale: solitario o animale di gruppo?

Il comportamento sociale del Tasso varia considerevolmente tra le differenti popolazioni europee. Nei territori con elevate densità e abbondanza di alimento possono formarsi gruppi sociali che condividono la stessa grande tana e parte del territorio.

In ambienti meno produttivi la densità diminuisce e gli individui possono condurre una vita molto più indipendente.

Questo significa che descrivere il Tasso semplicemente come “solitario” o “gregario” sarebbe riduttivo. La struttura sociale è flessibile e dipende dalle condizioni ecologiche.

Quando esistono gruppi stabili, una tana principale può diventare il centro della vita sociale, mentre differenti individui utilizzano aree di alimentazione parzialmente sovrapposte.

Marcature e latrine

Uno dei segni più caratteristici della presenza del Tasso è costituito dalle latrine. L’animale scava piccole buche nel terreno nelle quali deposita gli escrementi, spesso senza ricoprirli completamente.

Le latrine possono trovarsi vicino alla tana, lungo i sentieri o in corrispondenza dei confini territoriali e svolgono un’importante funzione comunicativa.

Gli odori trasmettono informazioni agli altri individui e contribuiscono a definire l’utilizzo dello spazio senza richiedere incontri diretti.

Per chi effettua monitoraggi faunistici, riconoscere queste piccole buche può essere molto più utile che sperare in un avvistamento diretto.

Riproduzione e impianto embrionale differito

La biologia riproduttiva del Tasso presenta una caratteristica particolarmente interessante: l’impianto embrionale differito.

Gli accoppiamenti possono verificarsi in differenti momenti dell’anno, ma dopo la fecondazione l’embrione non si impianta immediatamente nell’utero. Lo sviluppo viene ritardato in modo da sincronizzare la nascita dei piccoli con il periodo più favorevole.

La maggior parte delle nascite avviene tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera all’interno della tana.

I piccoli nascono ciechi e completamente dipendenti dalla madre e rimangono nel rifugio durante le prime fasi dello sviluppo.

Con l’arrivo della primavera iniziano progressivamente a uscire dagli ingressi e a esplorare l’ambiente circostante, rimanendo ancora per diverso tempo associati alla madre.

Il riposo invernale: il Tasso va davvero in letargo?

Il Tasso non compie un vero letargo profondo paragonabile a quello del Ghiro o della Marmotta.

Durante i periodi più freddi riduce però sensibilmente l’attività e può trascorrere molti giorni all’interno della tana sfruttando le riserve adipose accumulate in autunno.

La durata di questa fase dipende dal clima. Nelle regioni settentrionali e montane la riduzione dell’attività può essere marcata, mentre nei territori mediterranei e durante inverni miti il Tasso può continuare a uscire regolarmente.

Una serie di giornate relativamente calde può quindi provocare temporanee riprese dell’attività anche nel cuore dell’inverno.

Tracce: cinque dita e grandi unghie

L’impronta del Tasso è una delle più riconoscibili tra quelle dei mammiferi italiani. Sono presenti cinque dita disposte quasi su una linea e un grande cuscinetto plantare.

Nelle zampe anteriori le unghie lasciano spesso segni molto lunghi davanti alle dita, riflettendo la specializzazione nello scavo.

L’impronta può ricordare vagamente una piccola mano, ma presenta proporzioni caratteristiche.

Su fango e neve fresca è possibile seguire la pista e comprendere come l’animale utilizzi sentieri, attraversamenti e punti di alimentazione.

Altri segni: peli, scavi e sentieri

I lunghi peli del Tasso possono rimanere impigliati nel filo spinato, nella vegetazione o all’ingresso delle tane. La particolare colorazione a bande può aiutare nel riconoscimento.

Gli scavi alimentari sono molto frequenti e possono interessare piccoli settori di prato oppure superfici più estese quando l’animale ricerca larve o altre risorse sotterranee.

I sentieri abituali possono essere sorprendentemente evidenti. La ripetizione dei passaggi comprime la vegetazione e crea percorsi che collegano tane, prati e punti di attraversamento.

Combinando tana, latrine, impronte, peli e sentieri è generalmente possibile confermare la presenza della specie anche senza osservarla.

Fototrappolaggio: entrare nella vita notturna del Tasso

Le fototrappole sono uno strumento ideale per studiare il Tasso. Posizionandole in prossimità dei sentieri e mantenendo un’adeguata distanza dagli ingressi è possibile documentare entrate, uscite e interazioni sociali senza disturbare direttamente gli animali.

Le immagini permettono di verificare se una tana apparentemente attiva viene utilizzata da uno o più individui e possono documentare contemporaneamente la presenza di Volpe o Istrice.

Nel periodo riproduttivo possono inoltre rivelare la comparsa dei giovani all’esterno della tana.

Un monitoraggio continuato nel tempo permette di comprendere quanto una stessa struttura sotterranea possa rappresentare un punto stabile del territorio per molte stagioni consecutive.

Distribuzione del Tasso in Italia

Il Tasso è distribuito, secondo ISPRA, lungo l’intera penisola italiana. È invece assente naturalmente da Sicilia, Sardegna e isole minori. :contentReference[oaicite:4]{index=4}

La distribuzione altitudinale è ampia. Può essere presente dalle pianure e dalle zone costiere fino agli ambienti montani, purché siano disponibili alimento, copertura e terreni idonei alla costruzione delle tane.

Le densità non sono però uniformi. Paesaggi collinari con boschi alternati a prati e coltivi possono sostenere popolazioni più consistenti rispetto a territori fortemente urbanizzati o caratterizzati da suoli poco adatti allo scavo.

Come per molti animali notturni, le conoscenze locali possono essere fortemente influenzate dalla quantità di monitoraggio: una scarsa frequenza di avvistamenti non indica automaticamente una bassa densità.

Il Tasso e le strade

Gli investimenti stradali rappresentano una delle cause di mortalità antropica più evidenti. Il Tasso percorre abitualmente gli stessi itinerari e può attraversare le carreggiate nei punti nei quali un’antica pista viene interrotta dalla rete stradale.

L’attività notturna aumenta il rischio perché l’animale diventa visibile ai conducenti soltanto a distanza ridotta.

La struttura massiccia e relativamente bassa non permette inoltre accelerazioni paragonabili a quelle di una Volpe.

Sottopassi, recinzioni correttamente progettate e mantenimento dei corridoi ecologici possono ridurre il numero degli incidenti nei punti di attraversamento più frequenti.

Tasso e agricoltura

Il rapporto con l’agricoltura è generalmente complesso ma non necessariamente conflittuale. Prati, coltivi e frutteti possono offrire abbondanza di lombrichi, insetti e risorse vegetali.

In alcune situazioni il Tasso può consumare mais, frutta e altre colture e produrre danni localizzati. Anche lo scavo può interessare argini, terrapieni o superfici gestite dall’uomo.

La stessa specie svolge però un’intensa predazione su insetti e piccoli organismi e utilizza molte risorse naturali.

La valutazione dell’impatto agricolo deve quindi essere effettuata sul singolo contesto e non attraverso una classificazione generica del Tasso come specie utile o dannosa.

Il ruolo ecologico: predatore, dispersore e ingegnere del suolo

Il Tasso occupa una posizione particolare negli ecosistemi perché svolge contemporaneamente numerose funzioni.

Preda invertebrati e piccoli vertebrati, consuma frutti e può contribuire alla dispersione dei semi. Utilizza carcasse e partecipa quindi al riciclo della materia organica.

Ma soprattutto scava. Le grandi tane spostano notevoli quantità di terreno, modificano drenaggio e struttura locale del suolo e creano cavità utilizzabili da numerose altre specie.

Anche gli scavi alimentari aumentano l’eterogeneità della superficie e possono influenzare germinazione, decomposizione e comunità di invertebrati.

Il Tasso può quindi essere considerato, almeno localmente, un vero ingegnere dell’ecosistema.

Rapporto con l’uomo e comportamento difensivo

Il Tasso è generalmente molto schivo e cerca di evitare il contatto con le persone. Un animale libero che dispone di una via di fuga tende normalmente ad allontanarsi.

La struttura potente e la dentatura non devono però essere sottovalutate. Se ferito, intrappolato o impossibilitato a fuggire può difendersi energicamente.

Non deve quindi essere avvicinato o manipolato, soprattutto in caso di investimento o quando appare in difficoltà.

Gli individui rinvenuti feriti devono essere segnalati agli organismi competenti per il recupero della fauna selvatica.

Status normativo del Tasso in Italia

La posizione normativa del Tasso richiede la stessa precisione utilizzata per la Faina.

Meles meles non è incluso nell’elenco delle specie particolarmente protette dell’articolo 2 della Legge 157/1992. L’elenco comprende invece, tra gli altri Mustelidi, Martora, Puzzola e Lontra. :contentReference[oaicite:5]{index=5}

Il Tasso non compare però neppure tra le specie cacciabili indicate dall’articolo 18 della stessa legge. :contentReference[oaicite:6]{index=6}

Non è quindi una specie oggetto dell’ordinaria attività venatoria italiana.

È importante mantenere distinta questa condizione dalla qualifica di “particolarmente protetto”: nel linguaggio comune entrambe possono essere sintetizzate dicendo che l’animale non si caccia, ma giuridicamente rappresentano situazioni differenti.

Eventuali interventi faunistici autorizzati rientrano in procedure diverse dall’ordinario esercizio venatorio e devono essere valutati nel quadro normativo applicabile.

Tasso e attività venatoria

Il Tasso condivide molti habitat con specie di grande interesse venatorio. Boschi e campagne frequentati da Cinghiale, Capriolo, Lepre e Fagiano possono ospitare stabilmente anche Meles meles.

La conoscenza della specie è particolarmente utile per evitare interpretazioni errate dei segni sul terreno. Una grande buca non è necessariamente prodotta da un Cinghiale; un sistema di gallerie non appartiene automaticamente a una Volpe; una pista notturna può essere utilizzata per anni da un Tasso.

Anche le fototrappole installate per il monitoraggio degli Ungulati possono fornire informazioni preziose su attività e distribuzione della specie.

Dal punto di vista della piccola selvaggina il Tasso può certamente utilizzare uova, giovani animali e altre prede, ma la sua dieta onnivora e la forte importanza di lombrichi, insetti e vegetali impongono di evitare letture esclusivamente predatorie.

Conservazione delle tane e gestione del territorio

Una grande tana attiva rappresenta una struttura ecologica di enorme valore e dovrebbe essere considerata con particolare attenzione durante lavori forestali, scavi e trasformazioni del terreno.

La distruzione di un sistema utilizzato da molti anni non elimina semplicemente un rifugio temporaneo: può cancellare il centro territoriale di più individui e una struttura potenzialmente utilizzata anche da altre specie.

La conservazione delle siepi, dei boschetti e delle fasce vegetate mantiene inoltre i corridoi utilizzati per raggiungere le aree di alimentazione.

Prati permanenti e terreni non eccessivamente impoveriti mantengono le popolazioni di lombrichi e invertebrati che rappresentano importanti risorse trofiche.

La gestione favorevole al Tasso coincide quindi con il mantenimento di un paesaggio agricolo e forestale eterogeneo, permeabile e ricco di microhabitat.

Curiosità sul Tasso

  • È il più grande Mustelide della fauna italiana e può raggiungere un peso di circa 10-15 kg o più in particolari condizioni stagionali.
  • La testa bianca attraversata da due grandi bande nere rende l’adulto praticamente inconfondibile.
  • Le zampe anteriori possiedono artigli eccezionalmente sviluppati, utilizzati soprattutto per scavare.
  • Le grandi tane possono essere utilizzate e ampliate per molti anni e comprendere numerosi ingressi e camere.
  • Il materiale della lettiera viene trasportato dentro e fuori dalla tana e può essere sostituito o fatto asciugare. :contentReference[oaicite:7]{index=7}
  • Tasso, Volpe e Istrice possono utilizzare lo stesso sistema di tane, contemporaneamente o in periodi differenti. :contentReference[oaicite:8]{index=8}
  • I lombrichi possono rappresentare una componente fondamentale della dieta, soprattutto durante le notti umide.
  • È onnivoro e consuma anche frutta, cereali, insetti e piccoli vertebrati.
  • Scava piccole latrine utilizzate per depositare gli escrementi e comunicare con i conspecifici.
  • Presenta impianto embrionale differito, che consente di sincronizzare le nascite con il periodo più favorevole.
  • Non compie un vero letargo, ma può ridurre notevolmente l’attività durante l’inverno.
  • È distribuito lungo tutta la penisola italiana ma manca naturalmente da Sicilia, Sardegna e isole minori. :contentReference[oaicite:9]{index=9}
  • Non è compreso tra le specie cacciabili previste dalla Legge 157/1992. :contentReference[oaicite:10]{index=10}

Il Tasso nell’Enciclopedia della Caccia

Il Tasso è uno degli animali che meglio dimostrano quanto una specie possa modificare fisicamente il territorio nel quale vive. Meles meles non si limita a occupare il paesaggio: lo scava, lo collega attraverso sentieri, vi costruisce sistemi sotterranei e crea strutture che possono rimanere utilizzabili per moltissimo tempo.

Il confronto con gli altri Mustelidi italiani rende la sua specializzazione ancora più evidente. La Martora porta la famiglia sugli alberi, la Lontra nell’acqua, la Puzzola nelle zone umide e nelle tane delle piccole prede, la Faina negli ambienti antropizzati. Il Tasso ha invece fatto dello scavo e della vita sotterranea uno degli elementi centrali della propria ecologia.

Anche la dieta ne mostra la straordinaria flessibilità. Nonostante appartenga ai Carnivori, può trascorrere una notte intera alimentandosi quasi esclusivamente di lombrichi, utilizzare frutta durante l’autunno, scavare larve dal terreno e consumare piccoli vertebrati quando l’occasione lo permette. La strategia non è catturare una singola categoria di preda, ma conoscere perfettamente quali risorse il territorio offre in quel momento.

Per il cacciatore e il gestore faunistico il Tasso rappresenta soprattutto una specie da leggere attraverso i suoi segni. Una grande tana, una latrina, una pista nella vegetazione o una serie di impronte con i caratteristici unghioni raccontano spesso molto più di un raro avvistamento notturno.

Particolarmente affascinante è il rapporto con Volpe e Istrice. Una stessa collina può contenere un sistema sotterraneo che attraversa generazioni e specie differenti, diventando una sorta di infrastruttura permanente della comunità animale. È una dimensione del territorio che normalmente rimane completamente invisibile a chi osserva soltanto ciò che accade in superficie.

È proprio questa combinazione tra forza, capacità di scavo, dieta opportunista, complessità delle tane e vita quasi interamente notturna a rendere il Tasso uno dei mammiferi più caratteristici e biologicamente interessanti delle campagne e dei boschi italiani.

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