Il Tordo sassello, scientificamente classificato come Turdus iliacus, è uno dei Turdidi migratori più caratteristici dell’avifauna europea e una presenza tradizionale dell’autunno e dell’inverno italiano. Più piccolo e generalmente più gregario del Tordo bottaccio, è facilmente riconoscibile per il sopracciglio chiaro molto evidente e soprattutto per le caratteristiche tonalità rosso-ruggine dei fianchi e della parte inferiore delle ali.
Appartiene alla famiglia dei Turdidae e al genere Turdus, lo stesso di Tordo bottaccio, Merlo, Cesena, Tordela e Merlo dal collare. Rispetto agli altri rappresentanti del genere presenti regolarmente in Italia possiede una distribuzione riproduttiva decisamente settentrionale, legata soprattutto alle regioni boreali e subartiche dell’Europa e dell’Asia.
Il Tordo sassello è infatti un autentico migratore del Nord. Le popolazioni che nidificano in Scandinavia, Finlandia, Russia e nelle regioni settentrionali del continente abbandonano in larga misura i territori riproduttivi durante l’autunno, dirigendosi verso l’Europa occidentale e meridionale, il bacino del Mediterraneo e, in parte, il Nord Africa.
In Italia la specie è soprattutto migratrice regolare e svernante. Il suo arrivo è generalmente più tardivo rispetto a quello del Tordo bottaccio e può essere fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche e dalle ondate di freddo che interessano l’Europa centro-settentrionale.
Questa stretta relazione con il clima rende il Tordo sassello una delle specie nelle quali il numero di individui presenti durante l’inverno può variare sensibilmente da un anno all’altro.

Tordo sassello: carta d’identità
| Nome comune | Tordo sassello |
| Nome scientifico | Turdus iliacus |
| Nome inglese | Redwing |
| Ordine | Passeriformes |
| Famiglia | Turdidae |
| Genere | Turdus |
| Distribuzione riproduttiva | Europa settentrionale e nord-orientale, Islanda e vaste regioni boreali della Russia e dell’Asia |
| Presenza in Italia | Migratore regolare e svernante; nidificazione eccezionale o irregolare |
| Lunghezza | Circa 19-23 cm |
| Apertura alare | Circa 33-35 cm |
| Peso | Generalmente circa 45-80 g, con variazioni individuali e stagionali |
| Habitat riproduttivo | Boschi boreali, taiga, betulle, conifere e ambienti forestali settentrionali |
| Habitat di svernamento | Boschi, macchie, siepi, prati, pascoli, oliveti, frutteti e campagne alberate |
| Alimentazione | Lombrichi, insetti, altri invertebrati, frutti e bacche |
| Caratteristica distintiva | Sopracciglio chiaro e fianchi rosso-ruggine |
| Comportamento | Piuttosto gregario durante migrazione e svernamento |
| Status venatorio in Italia | Specie cacciabile secondo normativa nazionale e calendari venatori regionali |
Come riconoscere il Tordo sassello
Il Tordo sassello è un Turdide relativamente piccolo e compatto. A prima vista può ricordare il Tordo bottaccio, ma un’osservazione più attenta permette di riconoscerlo attraverso alcuni caratteri molto evidenti.
I due elementi più importanti sono il sopracciglio bianco-crema, che attraversa lateralmente la testa sopra l’occhio, e la colorazione rosso-ruggine dei fianchi e delle copritrici inferiori dell’ala.
Questi caratteri, combinati con le dimensioni relativamente contenute e il petto striato, rendono la specie facilmente identificabile quando viene osservata a distanza ravvicinata.
Il sopracciglio chiaro
Il sopracciglio rappresenta probabilmente il carattere più immediato per distinguere il Tordo sassello dal Tordo bottaccio.
Una evidente striscia chiara parte dalla regione anteriore dell’occhio e prosegue posteriormente lungo il lato della testa.
Nel Tordo bottaccio questa banda è assente o comunque molto meno evidente.
I fianchi rosso-ruggine
La seconda caratteristica fondamentale è rappresentata dalla colorazione rossastra dei fianchi.
Quando l’animale è posato, questa tonalità può essere parzialmente nascosta dalle ali, ma rimane generalmente visibile sui lati del corpo.
Il contrasto con le parti inferiori chiare è particolarmente caratteristico.
Il sottoala rosso
Durante il volo diventa evidente un altro importante elemento diagnostico: la parte inferiore dell’ala presenta una marcata tonalità rosso-ruggine.
Questa colorazione può risultare molto utile per riconoscere rapidamente la specie quando l’animale si invola.
Il petto del Tordo sassello
Le parti inferiori sono prevalentemente chiare, con numerose striature e macchie scure distribuite soprattutto sul petto e sui fianchi.
Il disegno appare generalmente più striato rispetto alle caratteristiche macchie a forma di punta del Tordo bottaccio.
Il dorso
Le parti superiori presentano tonalità prevalentemente bruno-olivastre.
La colorazione relativamente uniforme permette al Tordo sassello di mimetizzarsi efficacemente quando si trova sul terreno o all’interno della vegetazione.
Maschio e femmina
Il Tordo sassello presenta un dimorfismo sessuale poco evidente.
Maschio e femmina risultano quindi molto simili nel piumaggio e non possono essere distinti facilmente attraverso la semplice osservazione sul campo.
I giovani
I giovani presentano generalmente un piumaggio più screziato rispetto agli adulti.
Come negli altri rappresentanti del genere Turdus, le caratteristiche del piumaggio giovanile vengono progressivamente sostituite durante la crescita e le successive mute.
Tordo sassello e Tordo bottaccio: come distinguerli
La distinzione tra Tordo sassello e Tordo bottaccio è particolarmente importante perché durante l’autunno e l’inverno le due specie possono frequentare gli stessi territori.
| Caratteristica | Tordo sassello | Tordo bottaccio |
|---|---|---|
| Nome scientifico | Turdus iliacus | Turdus philomelos |
| Dimensioni | Generalmente leggermente più piccolo | Leggermente più grande |
| Sopracciglio | Chiaro e molto evidente | Poco evidente o assente |
| Fianchi | Rosso-ruggine | Bruno-giallastri |
| Sottoala | Rosso-ruggine | Giallo-bruno |
| Petto | Più striato | Macchie scure a forma di punta |
| Comportamento | Più gregario | Generalmente meno gregario |
| Presenza riproduttiva in Italia | Eccezionale o irregolare | Nidificante localizzato |
| Migrazione autunnale | Generalmente più tardiva | Generalmente più precoce |
Il Tordo sassello è più piccolo del Tordo bottaccio?
Generalmente sì. Il Tordo sassello presenta dimensioni leggermente inferiori e una struttura relativamente compatta.
La differenza può però risultare difficile da valutare quando i due animali non vengono osservati contemporaneamente.
Per il riconoscimento sono quindi molto più affidabili sopracciglio e colorazione rossastra dei fianchi.
Tordo sassello e Cesena
La Cesena – Turdus pilaris è sensibilmente più grande e presenta un piumaggio completamente differente.
La testa grigia, il dorso castano e il groppone grigiastro permettono normalmente una distinzione immediata.
Le due specie possono però formare gruppi misti durante l’inverno, soprattutto nelle aree ricche di frutti e bacche.
Tordo sassello e Tordela
La Tordela – Turdus viscivorus è decisamente più grande e robusta.
Presenta inoltre grandi macchie tondeggianti sulle parti inferiori e non possiede né il sopracciglio fortemente marcato né i caratteristici fianchi rossastri del Tordo sassello.
Il richiamo del Tordo sassello
Il Tordo sassello possiede un caratteristico richiamo di contatto e di volo, particolarmente importante durante le migrazioni.
La vocalizzazione può essere udita anche durante la notte, quando gruppi di individui attraversano il territorio senza essere visibili.
Il canto
Nei territori riproduttivi settentrionali il maschio emette un canto territoriale relativamente semplice ma caratteristico.
La struttura è generalmente meno ricca e variabile rispetto al canto del Tordo bottaccio.
Perché in Italia sentiamo meno il canto territoriale?
La ragione è principalmente geografica.
Il Tordo sassello raggiunge l’Italia soprattutto durante migrazione e svernamento, mentre la fase riproduttiva avviene prevalentemente nelle regioni settentrionali europee.
Il comportamento canoro territoriale è quindi molto più evidente nei quartieri di nidificazione.
Distribuzione del Tordo sassello
Il Tordo sassello possiede una distribuzione riproduttiva fortemente settentrionale.
L’areale comprende territori che dall’Islanda e dall’Europa settentrionale si estendono verso est attraverso la Russia e vaste regioni boreali asiatiche.
La taiga
Una parte importante della popolazione riproduttiva è legata alla taiga boreale.
Boschi di betulle, conifere e formazioni forestali settentrionali rappresentano gli habitat tipici della stagione riproduttiva.
Le popolazioni islandesi
Il Tordo sassello presenta differenti popolazioni geografiche.
Gli individui che nidificano in Islanda e nelle Isole Fær Øer appartengono tradizionalmente alla sottospecie Turdus iliacus coburni, caratterizzata da alcune differenze rispetto alla forma nominale.
Le popolazioni continentali
La forma nominale Turdus iliacus iliacus occupa gran parte dell’areale continentale settentrionale ed è quella maggiormente coinvolta nei grandi movimenti migratori attraverso l’Europa.
Il Tordo sassello in Italia
In Italia il Tordo sassello è soprattutto un migratore regolare e svernante.
La presenza aumenta durante l’autunno con l’arrivo dei contingenti provenienti dalle regioni settentrionali e orientali dell’Europa.
Durante l’inverno la distribuzione può cambiare notevolmente in funzione delle condizioni climatiche e della disponibilità alimentare.
Il Tordo sassello nidifica in Italia?
La nidificazione in Italia rappresenta un evento eccezionale e irregolare.
La specie deve quindi essere considerata, nel contesto italiano, essenzialmente migratrice e svernante.
Questa caratteristica la distingue nettamente dal Tordo bottaccio, dal Merlo e dalla Tordela, che possiedono popolazioni nidificanti regolari nel nostro Paese.
La migrazione autunnale
La migrazione autunnale del Tordo sassello è generalmente più tardiva rispetto a quella del Tordo bottaccio.
I movimenti aumentano durante l’autunno avanzato e possono proseguire con importanti spostamenti anche durante l’inverno.
Perché il Tordo sassello arriva più tardi?
La specie nidifica mediamente a latitudini più settentrionali e mostra una forte capacità di resistere alle condizioni climatiche fredde.
Molti individui possono quindi rimanere nelle regioni settentrionali fino a quando neve, gelo e diminuzione delle risorse alimentari rendono necessario lo spostamento.
Una migrazione fortemente influenzata dal clima
Il Tordo sassello rappresenta un eccellente esempio di migratore nel quale le condizioni meteorologiche possono influenzare profondamente i movimenti.
Un improvviso abbassamento delle temperature nell’Europa settentrionale può determinare spostamenti importanti verso sud e sud-ovest.
Le invasioni invernali
In alcune annate particolarmente fredde possono verificarsi movimenti molto consistenti.
Grandi quantità di individui abbandonano contemporaneamente territori diventati sfavorevoli e raggiungono regioni climaticamente più miti.
Questi fenomeni contribuiscono alle forti variazioni numeriche osservabili tra un inverno e l’altro.
La direzione della migrazione
I movimenti avvengono prevalentemente lungo una direttrice generale nord-est / sud-ovest.
Le differenti popolazioni possono tuttavia seguire rotte differenti in funzione della provenienza geografica e delle condizioni meteorologiche.
Il vento può modificare la destinazione?
Sì. Il Tordo sassello rappresenta un caso particolarmente interessante perché le condizioni dei venti incontrate all’inizio della migrazione possono influenzare la rotta e, di conseguenza, le aree di svernamento raggiunte.
Questo contribuisce a spiegare perché la presenza della specie possa cambiare sensibilmente tra regioni e annate differenti.
La migrazione notturna
Come molti altri Turdidi, il Tordo sassello è soprattutto un migratore notturno.
Durante le ore di oscurità può percorrere centinaia di chilometri, utilizzando successivamente il giorno per riposare e alimentarsi.
Quanto può viaggiare?
I Turdidi migratori possono mantenere velocità considerevoli e percorrere grandi distanze durante una singola notte.
Il Tordo sassello è tra le specie del genere Turdus capaci di compiere gli spostamenti geografici più estesi, collegando le regioni siberiane e nord-europee con l’Europa occidentale e mediterranea.
L’importanza delle Alpi
In Italia l’arco alpino e prealpino rappresenta un settore particolarmente importante durante la migrazione.
Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e Piemonte si trovano lungo importanti direttrici utilizzate dai contingenti provenienti dall’Europa centro-settentrionale.
La Liguria
Dopo l’attraversamento delle regioni alpine e padane, una parte dei migratori può raggiungere anche la Liguria e proseguire lungo differenti direttrici verso le regioni mediterranee.
Gli Appennini
Le aree appenniniche rappresentano ulteriori territori di transito e sosta.
Boschi, prati montani, pascoli e aree ricche di bacche possono offrire risorse fondamentali durante il viaggio.
La presenza nell’Italia meridionale
Procedendo verso sud la distribuzione può diventare più irregolare e fortemente condizionata dall’andamento climatico.
Durante gli inverni favorevoli o in presenza di importanti movimenti migratori la specie può comunque raggiungere anche le regioni meridionali e le isole.
La Sardegna
La Sardegna può essere raggiunta dai Tordi sasselli durante la migrazione e lo svernamento.
La consistenza delle presenze può però cambiare considerevolmente da una stagione all’altra.
Il Mediterraneo
Il bacino mediterraneo rappresenta il limite meridionale di svernamento per una parte importante delle popolazioni europee.
Alcuni contingenti possono raggiungere anche le coste del Nord Africa.
Habitat del Tordo sassello durante l’inverno
Fuori dalla stagione riproduttiva il Tordo sassello utilizza una grande varietà di ambienti.
La presenza contemporanea di zone aperte per alimentarsi e vegetazione per ripararsi rappresenta una combinazione particolarmente favorevole.
Gli ambienti preferiti
| Boschi con radure | ★★★★★ |
| Prati e pascoli | ★★★★★ |
| Siepi | ★★★★★ |
| Macchia mediterranea | ★★★★★ |
| Oliveti tradizionali | ★★★★☆ |
| Frutteti | ★★★★☆ |
| Campagne alberate | ★★★★★ |
| Margini forestali | ★★★★★ |
| Grandi superfici agricole completamente uniformi | ★★☆☆☆ |
Il Tordo sassello nei prati
Prati e pascoli rappresentano importanti ambienti di alimentazione.
Quando il terreno è sufficientemente umido, la specie può trovare grandi quantità di lombrichi e altri invertebrati.
Il Tordo sassello nel bosco
Il bosco offre soprattutto protezione e siti di riposo.
Le aree più favorevoli sono spesso quelle nelle quali il bosco si alterna a radure, prati e margini.
Il Tordo sassello nelle siepi
Le siepi svolgono una funzione fondamentale nei paesaggi agricoli.
Offrono contemporaneamente riparo, bacche e collegamenti ecologici tra differenti aree di alimentazione.
Il Tordo sassello nella macchia mediterranea
Durante l’inverno la macchia mediterranea può offrire una grande disponibilità di frutti e bacche.
Queste risorse diventano particolarmente importanti quando il gelo rende difficile la ricerca degli invertebrati nel terreno.
Il Tordo sassello negli oliveti
Gli oliveti tradizionali inseriti in paesaggi ricchi di siepi, boschetti e vegetazione spontanea possono essere frequentati durante lo svernamento.
La diversità ambientale aumenta notevolmente la disponibilità di alimento e rifugio.
Alimentazione del Tordo sassello
Il Tordo sassello possiede una dieta onnivora e fortemente stagionale.
Durante la stagione favorevole prevalgono spesso gli invertebrati, mentre durante autunno e inverno aumenta considerevolmente l’importanza della componente vegetale.
Cosa mangia il Tordo sassello?
La dieta comprende:
lombrichi;
insetti;
larve;
coleotteri;
piccoli molluschi;
altri invertebrati;
frutti;
bacche.
I lombrichi
I lombrichi costituiscono una risorsa alimentare particolarmente importante quando il terreno rimane umido e accessibile.
Il Tordo sassello può alimentarsi nei prati camminando rapidamente e fermandosi improvvisamente per individuare la preda.
Frutti e bacche
Durante l’autunno e l’inverno frutti e bacche possono diventare fondamentali.
La loro abbondanza può determinare la permanenza di gruppi numerosi in un determinato territorio.
Il rapporto tra gelo e alimentazione
Quando il terreno gela, lombrichi e numerosi altri invertebrati diventano difficilmente raggiungibili.
Il Tordo sassello deve quindi aumentare il consumo di risorse vegetali oppure spostarsi verso territori climaticamente più favorevoli.
La neve
La copertura nevosa rappresenta un problema ancora maggiore perché impedisce fisicamente l’accesso al terreno.
Neve persistente e gelo possono quindi provocare importanti movimenti invernali verso sud.
Il comportamento gregario
Una delle differenze comportamentali più evidenti rispetto al Tordo bottaccio è la maggiore tendenza del Tordo sassello a formare gruppi durante migrazione e svernamento.
Questi gruppi possono comprendere numerosi individui.
I gruppi misti
Il Tordo sassello può associarsi ad altri Turdidi, soprattutto:
Cesena;
Tordo bottaccio;
Tordela.
Le concentrazioni diventano particolarmente evidenti nelle zone ricche di risorse alimentari.
Perché vivere in gruppo?
Il comportamento gregario può offrire differenti vantaggi.
Un numero maggiore di individui aumenta la probabilità di individuare rapidamente fonti di alimento e permette di rilevare più facilmente l’avvicinamento di un predatore.
Il volo
Il Tordo sassello possiede un volo rapido e sostenuto.
Durante gli spostamenti migratori può percorrere distanze molto elevate, mentre all’interno delle zone di alimentazione effettua frequenti voli tra prati, alberi e siepi.
Riproduzione del Tordo sassello
La riproduzione avviene principalmente nelle regioni settentrionali europee e asiatiche.
Con l’arrivo della primavera i migratori abbandonano progressivamente i quartieri di svernamento e raggiungono le aree di nidificazione.
L’habitat riproduttivo
La specie è particolarmente legata agli ambienti forestali boreali.
Utilizza boschi di:
betulla;
conifere;
formazioni miste;
boschi radi vicini a prati e zone umide.
Dove costruisce il nido?
Il nido può essere collocato su alberi, arbusti, ceppaie e altri punti protetti.
La scelta dipende dalla struttura della vegetazione disponibile.
Com’è fatto il nido?
Il nido presenta una struttura a coppa costruita con materiale vegetale, erbe, rametti e altri elementi raccolti nell’ambiente.
La struttura interna viene consolidata per offrire una base resistente alla deposizione.
Quante uova depone?
La covata comprende generalmente 4-6 uova, anche se il numero può variare.
La colorazione presenta tonalità azzurro-verdi con macchie più scure.
L’incubazione
La cova dura generalmente circa due settimane.
Dopo la schiusa i giovani rimangono nel nido e vengono alimentati dagli adulti.
I piccoli
Durante la crescita i giovani ricevono soprattutto alimenti ricchi di proteine, costituiti da insetti, larve e altri invertebrati.
Lo sviluppo è rapido, come avviene generalmente nei Turdidi.
Il ciclo annuale del Tordo sassello
| Periodo | Fase principale |
|---|---|
| Inverno | Svernamento nell’Europa occidentale e meridionale e nel bacino mediterraneo |
| Fine inverno-primavera | Ritorno verso le aree riproduttive settentrionali |
| Primavera-estate | Nidificazione e allevamento dei giovani nelle regioni boreali |
| Fine estate | Dispersione e preparazione alla migrazione |
| Autunno | Migrazione verso Europa occidentale e meridionale |
| Autunno avanzato-inverno | Possibili ulteriori movimenti legati a gelo, neve e disponibilità alimentare |
I predatori del Tordo sassello
Il Tordo sassello costituisce una preda per numerosi predatori.
Tra quelli potenzialmente più importanti troviamo:
Sparviere;
Astore;
Falco pellegrino;
altri rapaci;
Corvidi, soprattutto per uova e giovani;
Mustelidi;
Volpe;
Gatto domestico e inselvatichito.
Il Tordo sassello e lo Sparviere
Lo Sparviere rappresenta uno dei predatori maggiormente specializzati nella cattura dei piccoli e medi Passeriformi.
La presenza in gruppi può aumentare la probabilità che uno degli individui individui tempestivamente il rapace e dia l’allarme.
La strategia contro i predatori
Il Tordo sassello combina mimetismo, vigilanza e rapidità di volo.
Durante l’alimentazione nei prati tende inoltre a mantenere relativamente vicine siepi, alberi o boschi nei quali rifugiarsi.
Il Tordo sassello e le ondate di freddo
Il rapporto tra Tordo sassello e condizioni meteorologiche rappresenta uno degli aspetti più interessanti della sua ecologia.
La specie è perfettamente adattata ai climi freddi, ma quando il gelo impedisce l’accesso alle risorse alimentari diventa necessario spostarsi.
Il freddo non è l’unico problema
Il problema principale non è necessariamente la bassa temperatura in sé.
La difficoltà maggiore deriva dalla riduzione dell’accessibilità all’alimento: terreno gelato, neve e ghiaccio possono rendere impossibile raggiungere lombrichi e altri invertebrati.
Le fughe da freddo
Quando vaste regioni vengono interessate contemporaneamente da gelo e neve, possono verificarsi importanti movimenti verso territori più miti.
Questi spostamenti vengono spesso definiti fughe da freddo.
Perché alcune annate hanno molti più sasselli?
La combinazione tra successo riproduttivo, disponibilità di bacche nell’Europa settentrionale, temperatura, neve e direzione dei venti può modificare profondamente la distribuzione invernale.
Per questo motivo un territorio può ospitare grandi quantità di Tordi sasselli in una stagione e numeri molto inferiori in quella successiva.
Il Tordo sassello e la disponibilità di bacche
Quando una regione dispone di abbondanti risorse vegetali, i gruppi possono rimanere nello stesso territorio per periodi relativamente lunghi.
Quando l’alimento viene esaurito, gli animali possono spostarsi rapidamente verso nuove aree.
Il ruolo ecologico del Tordo sassello
Come gli altri Turdidi, il Tordo sassello svolge differenti funzioni negli ecosistemi.
Consumando invertebrati partecipa alle reti trofiche, mentre attraverso il consumo di frutti contribuisce alla dispersione dei semi.
La dispersione dei semi
I semi contenuti nei frutti possono attraversare l’apparato digerente e venire depositati a distanza dalla pianta madre.
Gli spostamenti anche considerevoli della specie permettono quindi il trasporto dei semi tra differenti ambienti.
Il Tordo sassello nel paesaggio agricolo
Durante lo svernamento il Tordo sassello beneficia fortemente dei paesaggi agricoli diversificati.
La combinazione di prati, siepi, boschetti, alberi isolati, oliveti e vegetazione spontanea offre molte più opportunità rispetto alle grandi superfici uniformi.
L’importanza delle siepi
Le siepi rappresentano contemporaneamente una fonte di alimento e una zona di rifugio.
La loro conservazione favorisce non soltanto il Tordo sassello ma numerose altre specie di avifauna.
L’importanza dei prati permanenti
I prati permanenti e i pascoli possono ospitare grandi quantità di lombrichi e altri invertebrati.
Quando rimangono accessibili durante l’inverno rappresentano quindi importanti aree di alimentazione.
Come favorire il Tordo sassello
Una gestione ambientale favorevole può comprendere:
conservazione delle siepi;
mantenimento dei prati permanenti;
protezione degli arbusti produttori di bacche;
conservazione dei boschetti;
mantenimento dei margini forestali;
gestione diversificata degli oliveti;
conservazione della macchia mediterranea;
riduzione della semplificazione del paesaggio agricolo.
Il Tordo sassello è cacciabile in Italia?
Sì. Il Tordo sassello – Turdus iliacus è compreso tra le specie cacciabili previste dalla normativa nazionale italiana.
La Legge 11 febbraio 1992 n. 157 lo include, insieme a Tordo bottaccio e Cesena, tra le specie per le quali è previsto un arco temporale generale di attività venatoria compreso tra la terza domenica di settembre e il 31 gennaio.
L’effettivo periodo di prelievo deve tuttavia essere verificato nel calendario venatorio della Regione interessata e della stagione in corso, che costituisce il riferimento operativo per date, carnieri e ulteriori prescrizioni.
Perché bisogna verificare sempre il calendario regionale?
Il periodo indicato dalla normativa nazionale costituisce il quadro generale entro il quale viene disciplinato il prelievo.
Le Regioni possono adottare disposizioni specifiche nel rispetto della normativa nazionale ed europea e dei principi relativi alla tutela delle popolazioni migratrici.
Il Tordo sassello nella tradizione venatoria italiana
Il Tordo sassello occupa un posto importante nella tradizione della caccia ai Turdidi, soprattutto nelle regioni interessate dalle principali rotte migratorie.
Il suo arrivo relativamente tardivo e la forte relazione con le condizioni meteorologiche hanno prodotto nel tempo una vasta conoscenza empirica legata a venti, temperature e movimenti degli uccelli.
Il passo del Tordo sassello
Rispetto al Tordo bottaccio, il passo del sassello tende generalmente a collocarsi più avanti nella stagione.
Le presenze possono aumentare sensibilmente quando il clima peggiora nelle regioni settentrionali europee.
Il Tordo sassello e il vento
Il vento può influenzare profondamente la migrazione.
Direzione e intensità possono modificare:
la rotta seguita;
la velocità del movimento;
la quota di volo;
le aree di sosta;
i quartieri di svernamento raggiunti.
Perché il Tordo sassello è particolarmente interessante per lo studio della migrazione?
Le popolazioni settentrionali possono compiere spostamenti estremamente lunghi.
Gli studi di inanellamento hanno collegato l’Italia con regioni situate a migliaia di chilometri di distanza, dimostrando la dimensione continentale dei movimenti della specie.
L’inanellamento scientifico
L’inanellamento rappresenta uno degli strumenti fondamentali per ricostruire le rotte migratorie.
Attraverso le ricatture e i ritrovamenti è possibile studiare:
origine geografica;
direzione degli spostamenti;
distanze percorse;
tempi della migrazione;
fedeltà alle aree utilizzate;
longevità.
Quanto lontano può arrivare un Tordo sassello?
Le popolazioni più orientali possono effettuare spostamenti di migliaia di chilometri.
Il Tordo sassello, insieme alla Cesena, appartiene infatti ai Turdidi europei capaci di compiere alcuni degli spostamenti longitudinali più estesi.
Tordo sassello: caratteristiche principali
| Capacità migratoria | ★★★★★ |
| Adattamento ai climi freddi | ★★★★★ |
| Comportamento gregario | ★★★★★ |
| Riconoscibilità del sopracciglio | ★★★★★ |
| Colorazione caratteristica dei fianchi | ★★★★★ |
| Dipendenza da frutti e bacche in inverno | ★★★★★ |
| Sensibilità alla copertura nevosa | ★★★★☆ |
| Tendenza ai movimenti invernali | ★★★★★ |
| Importanza venatoria tradizionale | ★★★★★ |
| Presenza riproduttiva regolare in Italia | ★☆☆☆☆ |
Curiosità sul Tordo sassello
Il nome inglese è Redwing: significa letteralmente “ala rossa” e deriva dalla caratteristica colorazione rosso-ruggine della regione sottoalare.
Il sopracciglio è uno dei migliori caratteri di riconoscimento: la banda chiara sopra l’occhio permette di distinguerlo rapidamente dal Tordo bottaccio.
È un autentico migratore nordico: gran parte della popolazione europea nidifica nelle regioni boreali e subartiche.
In Italia non è un nidificante regolare: la sua presenza è legata soprattutto alla migrazione e allo svernamento.
Arriva generalmente dopo il Tordo bottaccio: i movimenti autunnali tendono a essere più tardivi.
Può formare gruppi numerosi: durante l’inverno è più gregario del Tordo bottaccio.
Si associa frequentemente alle Cesene: le due specie possono alimentarsi insieme nei prati e nelle zone ricche di bacche.
Il freddo può provocare grandi spostamenti: gelo e neve riducono l’accessibilità all’alimento e possono spingere interi contingenti verso sud.
Migra soprattutto di notte: i caratteristici richiami possono essere ascoltati anche mentre gli uccelli attraversano il cielo nell’oscurità.
Può percorrere distanze enormi: le popolazioni più orientali collegano le regioni boreali asiatiche con l’Europa occidentale e mediterranea.
Tordo sassello, Tordo bottaccio, Cesena e Tordela: confronto rapido
| Specie | Elemento distintivo |
|---|---|
| Tordo sassello | Sopracciglio chiaro e fianchi rosso-ruggine |
| Tordo bottaccio | Petto chiaro con caratteristiche macchie scure a forma di punta |
| Cesena | Testa grigia, dorso castano e coda scura |
| Tordela | Dimensioni maggiori e grandi macchie tondeggianti sulle parti inferiori |
Perché il Tordo sassello è una delle specie più interessanti della fauna migratoria italiana
Il Tordo sassello – Turdus iliacus permette di comprendere uno degli aspetti più affascinanti della migrazione degli uccelli: il legame continuo tra clima, disponibilità alimentare e movimento geografico.
A differenza di specie che seguono calendari migratori relativamente regolari, il Tordo sassello può modificare profondamente la propria distribuzione invernale in relazione alle condizioni incontrate durante il viaggio.
Un territorio europeo che dispone ancora di terreno accessibile e grandi quantità di frutti può trattenere migliaia di individui. Pochi giorni di gelo intenso e una forte nevicata possono però cambiare completamente la situazione, rendendo necessario uno spostamento verso sud.
È per questo motivo che la presenza del Tordo sassello in Italia può variare sensibilmente da un inverno all’altro.
La sua storia annuale inizia molto più a nord. Durante primavera ed estate una parte enorme della popolazione vive nei boschi boreali della Scandinavia, della Finlandia e della Russia, in territori nei quali le giornate estive sono lunghissime e gli invertebrati diventano temporaneamente molto abbondanti.
Con la fine dell’estate questa straordinaria disponibilità alimentare comincia a diminuire. Le giornate si accorciano, le temperature scendono e progressivamente iniziano i grandi movimenti verso l’Europa occidentale e meridionale.
Gran parte della migrazione avviene durante la notte. I richiami emessi dagli individui in volo costituiscono talvolta l’unico indizio della presenza di gruppi che attraversano il cielo completamente invisibili.
All’alba gli animali devono trovare rapidamente territori nei quali recuperare energia. Prati, pascoli, boschi, siepi, macchie, oliveti e campagne diversificate possono quindi diventare stazioni fondamentali lungo una rotta migratoria che attraversa l’intero continente.
La maggiore tendenza alla socialità rappresenta un’altra importante differenza rispetto al Tordo bottaccio. Durante l’inverno il sassello può formare gruppi numerosi e associarsi alle Cesene, creando concentrazioni particolarmente evidenti nelle zone ricche di frutti.
Il paesaggio nel quale trascorre l’inverno deve però offrire risorse differenti. Quando il terreno è morbido e umido, lombrichi e altri invertebrati rappresentano un’importante fonte proteica. Quando arriva il gelo, diventano invece fondamentali frutti e bacche.
Questa dipendenza dalla diversità ambientale dimostra perché la conservazione di siepi, arbusti, prati permanenti e piccoli boschetti sia importante anche per una specie che trascorre nel nostro Paese soltanto una parte dell’anno.
Dal punto di vista venatorio il Tordo sassello possiede una lunga tradizione in Italia. Il suo arrivo autunnale, spesso associato ai primi importanti abbassamenti delle temperature nel Nord Europa, è stato osservato per generazioni e ha prodotto un vasto patrimonio di conoscenze empiriche.
Oggi queste osservazioni possono essere integrate con i dati scientifici provenienti dall’inanellamento, dal monitoraggio delle popolazioni e dallo studio delle rotte migratorie.
Le ricatture dimostrano infatti che un piccolo Turdide del peso di poche decine di grammi può collegare territori separati da migliaia di chilometri.
Conoscere il Tordo sassello – Turdus iliacus significa quindi comprendere contemporaneamente migrazione a lungo raggio, adattamento ai climi boreali, influenza delle condizioni meteorologiche, ecologia dello svernamento, comportamento gregario, gestione degli habitat e tradizione venatoria.
È questa combinazione di caratteristiche a rendere il Tordo sassello una delle specie più interessanti da inserire nell’Enciclopedia della Caccia e uno dei migliori esempi del profondo collegamento ecologico esistente tra il Mediterraneo e le grandi regioni boreali dell’Europa e dell’Asia.























