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TROMBICULOSI nel cane – acari arancioni, sintomi e trattamento

La trombiculosi nel cane è una parassitosi cutanea provocata dalle larve di piccoli acari appartenenti alla famiglia dei Trombiculidae. In Europa la specie più frequentemente coinvolta è Neotrombicula autumnalis, conosciuta anche come acaro del raccolto, trombicula autunnale o harvest mite.

Le larve possono apparire sulla pelle come minuscoli punti di colore arancione o rosso-arancio, spesso riuniti in gruppi. Si localizzano soprattutto tra le dita, sulle zampe, intorno alle orecchie, sul muso e nelle parti inferiori del corpo.

La trombiculosi interessa in particolare i cani che frequentano prati, boschi, terreni incolti e aree rurali dalla fine dell’estate all’autunno. Per questo motivo i cani da caccia risultano particolarmente esposti durante l’addestramento e l’attività venatoria.

Che cos’è la trombiculosi

Gli acari trombiculidi trascorrono gran parte della loro vita nell’ambiente. Soltanto lo stadio larvale è parassita di animali e uomo.

Le larve salgono sulla vegetazione bassa e attendono il passaggio di un possibile ospite. Quando entrano in contatto con il cane si fissano alla cute e si nutrono per alcuni giorni di materiale tissutale liquefatto mediante sostanze enzimatiche.

Dopo essersi alimentate, le larve si staccano spontaneamente e tornano nell’ambiente, dove completano lo sviluppo. Le forme successive, ninfe e adulti, sono libere e non vivono sul cane.

Principali acari coinvolti

Neotrombicula autumnalis

Neotrombicula autumnalis, indicata in passato anche come Trombicula autumnalis, è diffusa in numerose aree europee. Le sue larve sono lunghe pochi decimi di millimetro, possiedono sei zampe e assumono un caratteristico colore arancione.

Nei climi temperati sono particolarmente attive nelle giornate asciutte e soleggiate, generalmente dalla seconda metà dell’estate all’autunno. Nelle zone più calde il periodo di rischio può essere più lungo.

Eutrombicula alfreddugesi

Eutrombicula alfreddugesi è una specie simile riscontrata soprattutto nel continente americano. Anche le sue larve possono infestare cani, gatti, fauna selvatica e persone.

Straelensia cynotis

Straelensia cynotis è un altro acaro trombiculide capace di provocare nel cane una particolare malattia chiamata straelensiosi. È stata segnalata anche in Italia e interessa soprattutto cani che frequentano ambienti rurali e territori abitati dalle volpi.

A differenza di Neotrombicula autumnalis, le larve di Straelensia cynotis penetrano nei follicoli cutanei e possono rimanervi per un periodo prolungato. La malattia provoca papule e noduli dolorosi, spesso distribuiti sul dorso, sulla testa e sul tronco.

Come si prende la trombiculosi

Il cane si infesta direttamente nell’ambiente camminando, correndo, sostando o sdraiandosi sui terreni nei quali sono presenti le larve.

Gli habitat più favorevoli comprendono:

  • prati e pascoli;
  • margini dei boschi;
  • terreni incolti;
  • vegetazione bassa e fitta;
  • zone con foglie e materiale vegetale in decomposizione;
  • campi e aree agricole;
  • ambienti rurali frequentati dalla fauna selvatica;
  • giardini nei quali gli acari sono già presenti.

La trombiculosi da Neotrombicula autumnalis non viene normalmente trasmessa direttamente da un cane a un altro. Più animali che frequentano la stessa area possono però infestarsi contemporaneamente.

Periodo di maggiore rischio

In gran parte dell’Europa le infestazioni vengono osservate soprattutto tra luglio e ottobre, con variazioni legate al clima e alla zona geografica.

Le larve diventano particolarmente attive quando:

  • la temperatura è mite o elevata;
  • il terreno è asciutto;
  • le giornate sono soleggiate;
  • la vegetazione offre riparo e punti di attesa;
  • sono presenti numerosi animali selvatici.

Nelle regioni caratterizzate da temperature più miti l’esposizione può iniziare prima e proseguire più a lungo.

Dove si localizzano le larve sul cane

Le trombicule tendono a concentrarsi nelle zone che entrano in contatto con il terreno o nelle aree in cui la cute è più sottile.

Le sedi maggiormente colpite sono:

  • spazi tra le dita;
  • cuscinetti plantari;
  • zampe e arti;
  • addome;
  • inguine;
  • ascelle;
  • muso e labbra;
  • contorno degli occhi;
  • margini delle orecchie;
  • padiglione auricolare;
  • area intorno all’ano e ai genitali.

Tra le dita e sulle orecchie le larve possono apparire come piccoli accumuli arancioni, a volte confusi con polline, polvere o residui vegetali.

Sintomi della trombiculosi nel cane

La gravità dei sintomi varia in base al numero di larve e alla sensibilità individuale del cane. Alcuni soggetti manifestano disturbi limitati, mentre altri sviluppano un’intensa reazione di ipersensibilità.

I principali sintomi comprendono:

  • prurito improvviso e intenso;
  • leccamento insistente delle zampe;
  • mordicchiamento degli spazi interdigitali;
  • sfregamento del muso;
  • scuotimento della testa;
  • arrossamento della pelle;
  • piccole papule rilevate;
  • croste;
  • escoriazioni;
  • perdita localizzata di pelo;
  • infiammazione delle dita;
  • dolore durante la camminata;
  • irrequietezza e difficoltà a riposare.

Il prurito può continuare per ore o giorni anche dopo che le larve si sono staccate, perché l’infiammazione e la reazione allergica non scompaiono immediatamente.

Aspetto degli acari arancioni

Le larve appena salite sul cane sono molto piccole e difficili da vedere singolarmente. Dopo essersi alimentate aumentano di volume e diventano più facilmente riconoscibili.

Possono presentarsi come:

  • puntini ovali di colore arancio vivo;
  • piccoli granelli rossastri apparentemente immobili;
  • gruppi compatti aderenti alla pelle;
  • materiale arancione concentrato tra le dita o nelle pieghe cutanee.

Non devono essere confuse con zecche, pulci, pidocchi, croste ematiche o residui vegetali.

Complicazioni

Il leccamento, il mordicchiamento e il grattamento possono lesionare la barriera cutanea e favorire infezioni secondarie.

Le possibili complicazioni comprendono:

  • dermatite traumatica;
  • infezione batterica della pelle;
  • dermatite umida acuta;
  • infiammazione dolorosa degli spazi interdigitali;
  • otite esterna quando sono coinvolte le orecchie;
  • ispessimento della cute nelle infestazioni ripetute;
  • reazioni allergiche particolarmente intense.

Diagnosi della trombiculosi

La diagnosi si basa sulla combinazione di stagionalità, ambienti frequentati, distribuzione delle lesioni e identificazione delle larve.

Il veterinario può utilizzare:

  • osservazione diretta della pelle;
  • lente di ingrandimento;
  • dermatoscopio;
  • raschiato cutaneo superficiale;
  • nastro adesivo trasparente;
  • esame microscopico del materiale raccolto;
  • citologia delle lesioni per ricercare infezioni secondarie.

Al microscopio le larve presentano un corpo ovale ricoperto di setole e sei zampe. Questo particolare permette di distinguerle dalle forme adulte di molti altri acari, che possiedono otto zampe.

Quando il cane viene visitato dopo il distacco delle larve, la diagnosi può risultare più difficile e deve basarsi anche sulla storia clinica e sull’esclusione di altre malattie pruriginose.

Malattie da distinguere dalla trombiculosi

I sintomi possono essere confusi con numerose altre condizioni dermatologiche, tra cui:

  • allergia alla puntura delle pulci;
  • dermatite atopica;
  • allergia alimentare;
  • rogna sarcoptica;
  • demodicosi;
  • cheyletiellosi;
  • pidocchi;
  • dermatite da contatto;
  • piodermite batterica;
  • malasseziosi;
  • punture di insetti;
  • forasacchi e altri corpi estranei.

La presenza di prurito stagionale e puntini arancioni nelle zone a contatto con il terreno è fortemente indicativa, ma la conferma veterinaria è sempre consigliabile.

Come si cura la trombiculosi nel cane

Il trattamento ha lo scopo di eliminare le larve presenti sul cane, controllare il prurito e curare eventuali infezioni secondarie.

Il veterinario può prescrivere:

  • prodotti acaricidi specifici;
  • formulazioni spray o spot-on;
  • lavaggi con prodotti veterinari adeguati;
  • farmaci contro il prurito e l’infiammazione;
  • antibiotici in presenza di infezioni batteriche;
  • trattamenti locali per le lesioni interdigitali;
  • collare protettivo nei cani che si mordono intensamente.

Non tutti gli antiparassitari normalmente impiegati contro pulci e zecche sono necessariamente efficaci contro le trombicule. La scelta del prodotto deve quindi essere effettuata dal veterinario.

In caso di esposizione continua possono essere necessarie applicazioni ripetute secondo il protocollo prescritto.

Attenzione ai prodotti contenenti permetrina

Alcuni prodotti a base di piretroidi possono essere utilizzati esclusivamente nel cane. La permetrina è altamente tossica per il gatto e può provocare una grave intossicazione anche attraverso il contatto ravvicinato con un cane appena trattato.

Quando cani e gatti convivono, la scelta dell’antiparassitario e le modalità di separazione temporanea devono essere concordate con il veterinario.

Rimedi domestici da evitare

Alcol, benzina, petrolio, candeggina, aceto concentrato, oli essenziali e insetticidi ambientali non devono essere applicati sulla pelle del cane.

Queste sostanze possono provocare:

  • ustioni chimiche;
  • irritazione;
  • intossicazione;
  • peggioramento del prurito;
  • lesioni oculari;
  • ritardo della diagnosi.

Anche la rimozione energica delle larve può danneggiare la pelle già infiammata.

Come prevenire la trombiculosi

La prevenzione può risultare difficile perché le larve sono distribuite nell’ambiente e il cane può reinfestarsi a ogni nuova esposizione.

Le misure più utili comprendono:

  • evitare le aree nelle quali si sono già verificate infestazioni;
  • limitare l’accesso a prati e vegetazione fitta nei periodi di massimo rischio;
  • preferire sentieri asciutti e ben mantenuti;
  • controllare zampe, addome, muso e orecchie dopo ogni uscita;
  • risciacquare le parti inferiori del corpo al rientro;
  • asciugare accuratamente gli spazi tra le dita;
  • utilizzare un prodotto preventivo indicato dal veterinario;
  • trattare rapidamente i primi episodi per limitare le lesioni da grattamento.

Nel giardino può essere utile mantenere l’erba corta, rimuovere foglie accumulate e ridurre il materiale vegetale in decomposizione. Queste misure non garantiscono però l’eliminazione completa degli acari.

Trombiculosi e cani da caccia

I cani da caccia rappresentano una categoria particolarmente esposta perché attraversano erba alta, sottobosco, margini dei campi e aree frequentate dalla fauna selvatica proprio nel periodo di maggiore attività delle larve.

Durante la stagione venatoria è consigliabile:

  • ispezionare il cane dopo ogni uscita;
  • separare accuratamente le dita per cercare puntini arancioni;
  • controllare padiglioni auricolari, muso, ascelle e inguine;
  • lavare le zampe e la parte inferiore dell’addome;
  • osservare leccamento, zoppia o scuotimento della testa;
  • annotare le aree nelle quali si verificano infestazioni ricorrenti;
  • evitare temporaneamente i terreni fortemente contaminati;
  • concordare un programma preventivo con il veterinario.

Un cane che interrompe il lavoro per mordicchiarsi le zampe o che manifesta improvvisamente zoppia dopo un’uscita deve essere controllato anche per trombicule, oltre che per spine, ferite e forasacchi.

Straelensiosi nei cani da caccia

La straelensiosi merita una considerazione separata perché può colpire soprattutto cani da caccia e soggetti che frequentano territori rurali frequentati dalle volpi.

Le lesioni tipiche sono costituite da:

  • papule e noduli rilevati;
  • piccole lesioni simili a crateri;
  • croste e pustole;
  • dolore cutaneo;
  • perdita di pelo;
  • distribuzione sul dorso, sulla testa e sul tronco;
  • abbattimento e perdita dell’appetito nei casi più importanti.

Il prurito può essere assente oppure comparire in seguito a infezioni secondarie. La diagnosi richiede generalmente raschiati profondi, biopsia cutanea ed esame istologico.

La trombiculosi può colpire l’uomo?

Le larve presenti nell’ambiente possono infestare anche l’uomo e provocare papule rosse e intenso prurito. Il cane, tuttavia, non è normalmente la fonte diretta del contagio: persone e animali vengono generalmente infestati frequentando lo stesso terreno.

La trombiculosi umana non deve essere confusa con una malattia trasmessa stabilmente dal cane. In presenza di lesioni cutanee persistenti è opportuno rivolgersi al medico.

Quando rivolgersi al veterinario

È consigliabile richiedere una visita quando il cane presenta:

  • prurito intenso e improvviso;
  • gruppi di puntini arancioni sulla pelle;
  • leccamento continuo delle zampe;
  • dolore o zoppia;
  • ferite provocate dal grattamento;
  • pus, cattivo odore o croste diffuse;
  • lesioni vicino agli occhi o nelle orecchie;
  • papule e noduli dolorosi sul dorso;
  • mancato miglioramento dopo il trattamento;
  • episodi che si ripetono ogni anno.

In sintesi

La trombiculosi nel cane è una parassitosi stagionale causata dalle larve degli acari trombiculidi. In Europa la specie più comune è Neotrombicula autumnalis, riconoscibile per le minuscole larve arancioni che si concentrano soprattutto tra le dita, sulle zampe, sulle orecchie e nelle parti inferiori del corpo.

La malattia non si trasmette normalmente da cane a cane, ma viene acquisita frequentando ambienti contaminati. Il trattamento deve essere prescritto dal veterinario e può comprendere acaricidi, controllo del prurito e terapia delle infezioni secondarie. Nei cani da caccia la prevenzione richiede ispezioni accurate dopo ogni uscita e particolare attenzione durante la tarda estate e l’autunno.

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