Leggendo una pubblicazione in facebook, c’è da chiedersi perché i migratori continuano ad ostinarsi ad effettuare una migrazione prenuziale a loro piacimento, invece di attenersi ai desiderata di alcune associazioni animal ambientaliste.
Lo spunto nasce dalla revisione dei Key Concept, per la quale una serie di associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu – BirdLife Italia e Wwf Italia stanno tentando di dare battaglia, con una serie di azioni di disturbo, quando la normativa europea per l’acquisizione dei dati è decisamente chiara. E se esiste un qualsiasi tipo di problema nella realtà dei fatti è il Ministero dell’Ambiente che lo deve chiarire.
Questo perché tale ministero, non si capisce perché, non ha seguito le procedure di legge, che prevedono una condivisione dei dati con il Ministero delle Politiche Agricole, prima della trasmissione degli stessi alla Commissione Ue. La questione è stata peraltro sollevata da quest’ultimo Ministero e non da qualche cacciatore sfegatato.
Si è anche arrivati a dire che l’applicazione delle corrette procedure dal parte del Ministero delle Politiche Agricole sarebbero in grado di arrecare danno alla natura. Le 5 specie selvatiche nello specifico sono state cacciate prima del 92 oltre il 31 gennaio e dalla applicazione della attuale legge entro tale data senza che si sia rivelate criticità sul loro stato di conservazione.
E’ da ritenere che i toni allarmistici degli ambientalisti posso serenamente essere ricondotti ad evidenti spiegazioni:
La competenza del Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e del Turismo sulla fauna è sancito dal comma 7 bis dell’articolo 1 della legge 157/92, in particolare per quanto riguarda i dati e le ricerche da trasmettere alla Commissione Europea. Questi dati devono peraltro essere trasmessi dal Ministero delle Politiche Europee, e non dal Ministero dell’Ambiente, come erroneamente eseguito nel novembre scorso dal Ministero dell’Ambiente che non era chiamato a farlo.
La procedura EU PILOT 6955/ENVI relativa ai calendari venatori, ha valutato che solo tre specie oggetto di caccia in Italia hanno stagioni più estese di quanto i KeyConcepts prevedono. Proprio per sanare questa situazione l’Italia ha chiesto alla Commissione la revisione dei KC, al fine di determinare nuovi KC, rendendoli di fatto allineati con quelli di altri paesi dell’area geografica mediterranea.
I dati elaborati da ISPRA, che il Ministero dell’Ambiente non ha mai condiviso con il Ministero delle Politiche Agricole, e non reperibili nemmeno su riviste scientifiche, prevedono addirittura la migrazione di alcune specie all’inizio del mese di gennaio, quando per tali specie gli altri paesi con nostra latitudine definiscano tranquillamente febbraio.
Sintesi del tutto le specie selvatiche devono avere la bontà di migrare prima del solito, perché talune associazioni possano avere la loro soddisfazione.
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