La caccia per avere la sua dignità sociale deve anche portare nelle mense il frutto del suo raccolto. Le carni pregiate. Saperne di più, anche in ambito sanitario, è l’obiettivo di un corso organizzato a Grosseto.
A Grosseto si coopera sulle carni di selvaggina. Si perché Confagricoltura e alcune associazioni venatorie ed ambientaliste hanno organizzato un corso sia indirizzato al trattamento delle carni di selvaggina che al consumo delle stesse.
Il percorso formativo è molto puntuale poiché le patologie presenti nell’animale possono essere molte e anche i tipi di assunzione della carni possono essere sia al crudo che cotte.
Si è ritenuto perciò nel corso di fare importante chiarezza in materia. Confagricoltura ha fornito un po’ di dati segnalando che in Europa ogni anno si rielevano 320.000 casi di zoonosi di vario tipo, alcune trasmissibili all’uomo.
Proprio in maremma, patria della caccia al cinghiale, si è ritenuto utile formare i cacciatori, sia perché presenti in grande quantità sia perché anche la fauna selvatica è abbondante e molte sono le specie cacciabili.
Arci Caccia, Ente Produttori Selvaggina, Enalcaccia, Libera Caccia, Italcaccia e URCA hanno affiancato Confagricoltura nella iniziativa del corso che avvierà tra pochi giorni (il 26 maggio), strutturato con 6 ore di teoria e 3 di pratica. Per info è possibile rivolgersi a Confagricoltura Grosseto.
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