Tempi difficili quelli che stiamo attraversando, che soprattutto ci lasciano spiazzati, perché stravolgono le nostre abitudini e … la nostra passione non ne è esente.
Coronavirus, è il termine che tutti abbiamo sulla bocca, ormai da un po’ di tempo, un virus che attacca la nostra salute e particolarmente invasivo, in particolare con le persone che hanno già problemi pregressi di salute.
E’ un virus questo che oltre ad aggredire biologicamente il corpo delle persone che lo contraggono, tende a stravolgere abbastanza la nostra vita, aggredendo psicologicamente – male solo di un poco minore – anche le persone sane. E questo perché stravolgere pesantemente le abitudini di una società in così poco tempo non è affatto roba di poco conto.
Anche la nostra passione ne subisce condizionamento, limitando anche per noi quello sfogo mentale che la nostra passione venatoria da sempre ci regala.
Questo sarebbe periodo ove il cacciatore, notoriamente soggetto solitario o quasi, si dedica invece massicciamente ad attività sociali facenti parte della materia caccia. Ma l’evitare assembramenti e contatti tra persone è l’attuale parola d’ordine per contrastare il dilagare della patologia e tutto ne risente, caccia ed attività connesse comprese.
Questo è periodo infatti ove tante attività siamo abituati a svolgerle assieme. E’ il periodo nel quale ci si riunisce e si collabora a stretto contatto per completare le operazioni di cattura nelle Zone di Ripopolamento e Cattura. Ma è anche il periodo nel quale si inizierà con i censimenti degli ungulati e questi prevedono riunioni preliminari degli operatori per acquisire le linee guida con le quali operare.
Le manifestazioni cinofile stesse a vari livelli, che naturalmente prevedono gruppi di appassionati che si confrontano, sono state sospese e c’è annullare o reinviare di eventi che ha incluso la importantissima Fiera IWA di Norimberga.
E’ questo anche tempo nel quale Club ed Associazioni, terminata la stagione venatoria, organizzano cacciate sociali per stare insieme … proprio ciò che al momento è corretto evitare.
Il tutto anche a detrimento di quel sistema economico che annovera, riserve di caccia, strutture di ospitalità e ricezione ed armerie, che nel periodo di caccia chiusa, trovano il loro supporto economico in questo genere di attività.
Ci auguriamo che almeno l’avvicinarsi della primavera porti al consueto buttarsi dietro tante cose, compresi questi giorni decisamente complicati.






















