La LAV non avendo altro che fare, si prodiga a parlar di caccia. E questa volta non trovando altri spunti di interesse che potessero essere ascoltati in una Italia presa dalle elezioni politiche ha sparato alto, parlando della prossima estinzione.
LAV, Lega Anti Vivisezione, nei suoi ragionamenti matematici è partita da un dato elaborato da ISPRA dal quale si evince che ogni anno il 5% dei cacciatori non rinnova la licenza di caccia. E per LAV è crisi nera del settore venatorio.
Si prodiga inoltre con altri numeri provenienti dall’Emilia Romagna dai quali si evincerebbe che il cacciatore sarebbe estinto nel 2024.
Certo la situazione non è florida dato che negli ultimi sette anni la stessa ANPAM rileva uno investimento di moneta per cose relative alla caccia del 16%. Ma da qui all’estinzione ce ne passa.
D’altro canto LAV si supporta ulteriormente con i dati di un rapporto Eurispes che vuole una gran percentuale di italiani contrari alla caccia. Si sono dimenticati però di dire che la stessa indagine dello stesso istituto fatta un altro prima aveva un numero di contrari superiore del 10%.
Insomma si parla pur di ricordare che si esiste.
_______________________________________






















