Le modifiche per adesso approvate al Senato sono relative a Munizioni in piombo e calendari venatori presenti nel decreto Asset.
Sicuramente munizioni in piombo e calendari venatori sono gli argomenti che più stanno tenendo sulle spine i cacciatori in questo inizio di stagione venatoria. Questo intervento legislativo si era reso necessario poiché il primo provvedimento realizzato con circolari interministeriali era stato giudicato non valido, non avendo consistenza di legge, dal TAR del Lazio.
Munizioni di piombo
Al Senato è stato approvato il divieto delle munizioni di piombo soltanto nelle zone umide inserite nell’elenco Ramsar e nelle zone umide ricomprese nei SIC, ZPS, nelle riserve naturali e nelle Oasi di Protezione. Il tenore dell’approvazione è il seguente: chi nel tempo e nel percorso necessario a recarsi a caccia o rientrando da caccia, sarà trovato in possesso di munizioni di piombo è punito con sanzione amministrativa compresa tra 20 e 300 euro. La sanzione non verrà applicata se il cacciatore dimostrerà che la detenzione delle munizioni è per svolgere attività diverse. Sono comunque decadute le sanzioni di tipo penale.
Calendari venatori
Sull’emissione dei calendari venatori, resta l’obbligo da parte delle Regioni di richiedere il parere di ISPRA; a questo sarà affiancato il parere del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale. Entrambi i soggetti avranno a disposizione trenta giorni per rispondere ed allo scadere degli stessi i pareri si intendono acquisiti.
Rimane inoltre applicato il concetto di arco temporale massimo previsto dalla legge, quindi in caso di preapertura la stagione venatoria sarà accorciata per un mero di giorni equivalente.
Probabilmente varieranno i tempi nei quali è possibile fare i ricorsi. Per essi si applicherà l’art. 119, comma terzo del codice del processo amministrativo, secondo il quale nel caso in cui si ravvisino profili di fondatezza di pregiudizio grave ed irreparabile, la discussione dovrà essere fissata per la prima udienza utile una volta che siano trascorsi trenta giorni.
Adesso le modifiche alla legge sulla caccia passeranno alla Camera per l’eventuale approvazione definitiva.





















