Il periodo è il solito, nell’ultimo mese a partire dalle preaperture a venire avanti, tra ricorsi ai TAR accolti o no, sospensive cautelari e difformità dai pareri ISPRA, i calendari venatori sono oggetto di continua modifica, con i cacciatori che non hanno certezze … e sarebbe ora che le avessero.
Alcuni elementi per provare impropriamente a spiegare ai tanti amici cacciatori che ce lo chiedono, come mai i calendari venatori sono sottoponibili a ricorsi ai Tribunali Amministrativi Regionali.
Partendo dal presupposto che chiunque acquisti una concessione dallo Stato e per via diretta dalle varie Regioni, sa cosa spende e decide di farlo perché sa con certezza cosa acquista; questo ormai da anni è sistematicamente minato da ricorsi ai vari TAR.
Le motivazioni dei ricorsi, legittimamente effettuati da chi contesta i caldendari, fanno capo al fatto che molto spesso l’emanazione di un calendario venatorio da parte di una regione, non è totalmente accompagnata da motivazioni scientifiche forti, quando le scelte fatte per tempi e specie si discostano dal parere prodotto dall’ISPRA. Ciò da modo, come detto, alla possibilità per le associazioni avverse alla caccia italiana di ricorrere legalmente ai TAR, per ottenerne il giudizio.
La risultante è che i Tribunali Amministrativi Regionali, esprimendo i loro giudizi sui quesiti sottoposti, possono rigettare i ricorsi o accoglierli, sospendendo parte delle attività concesse dai calendari venatori, a volte anche in materia cautelare, rispetto ad una successiva udienza di merito che non è mai immediata. E il cacciatore si trova ad aver acquistato un pacchetto di possibilità venatorie, che si riduce rispetto alla proposta originaria prodotta sottoforma di calendario. In altre parole, si acquista la concessione di un pacchetto di opzioni di caccia e si può correre il rischio che questo venga ridotto, magari per quella specificità di caccia, che più di altre ci ha spinto all’acquisto della concessione.
Le ultime situazioni che hanno visto l’intervento dei Tribunali Amministrativi Regionali, sono relativamente al calendario venatorio del Molise, preceduti dalla Campania, Emilia Romagna, Sicilia che annovera ricorsi sia accolti che rigettati. Anche nelle Marche il TAR Regionale è intervenuto e accolto parzialmente un ricorso.
Il Calendario Venatorio, è un atto amministrativo sottoposto a possibili ricorsi ai TAR. Probabilmente il nuovo Comitato Faunistico Venatorio Nazionale, opererà mettendo ordine a queste situazioni che ogni anno si ripetono.




















