Pochi giorni fa, haimé, l’incidente a caccia che ha portato alla morte del ragazzo in provincia di Imperia. Il WWF coglie la palla al balzo e chiede l’introduzione di un reato tutto speciale: l’omicidio venatorio.
Il WWF si attiva contro la caccia, cosa ormai nota, ma questa volta lo fa uscendo anche dagli schemi di un’associazione ambientalista che si dovrebbe occupare di animali e non di uomini. L’iniziativa parte dal WWF Umbria, ove la percentuale di cacciatori è molto elevata rispetto ai residenti.
L’associazione venatoria Libera Caccia alza giustamente gli scudi precisando che in Italia ci sono circa 700mila cacciatori, di cui 26mila in Umbria e che l’ottenimento del porto d’armi superano esami e che sono sono sottoposti a controlli, che si ripetono durante il tempo per controllare il mantenimento dell’idoneità del cacciatore. La caccia ribadisce ANLC per questo paese è molto importante.
In molti di questi anni si sono verificati incidenti alla guida di imbarcazioni o vittime di incidenti di montagna, ma nessuno ha vietato di usare le imbarcazioni o di non andare più in montagna durante i giorni festivi o altri in genere. Libera Caccia si muove verso un futuro in cui la caccia sia una disciplina come un altra e che soprattutto venga fatta una buona formazione per evitare il più possibile incidenti. E in questo senso l’istituzione di un reato speciale quale il fantomatico omicidio venatorio.






















