IL FUCILE SI RACCONTA. LEGGERO SI, MA SENZA ESAGERARE
La ricerca della leggerezza nel fucile da caccia è una delle tendenze degli ultimi anni. Indubbiamente aver alleggerito i fucili è stato un traguardo positivo ma sin dove è logico arrivare? Questo è il punto di domanda al quale cercheremo di dare una risposta compiuta.
Iniziamo con una considerazione di tipo biometrico; la corporatura media di un cacciatore in epoche trascorse – per praticità facciamo riferimento ai nostri nonni – era sicuramente meno prestate di quella del cacciatore attuale e questo per ragioni perlopiù alimentari e di stili di vita quotidiana. Ciò nonostante andavano a caccia con fucili che se andava bene, ma molto bene, pesavano qualcosa più di tre chilogrammi – il riferimento è al calibro 12 – ma potevano anche arrivare a superare i cinque chilogrammi come nel caso delle versioni magnum dell’indimenticato Auto 5 di Browning, soprattutto se questo era dotato di canna da acquatici. Eppure a caccia ci andavano con soddisfazione, solo ed esclusivamente con l’unico mezzo di locomozione posseduto …. le gambe.
Oggi, che la locomozione e l’accesso al luogo di caccia è motorizzata e quindi decisamente meno faticosa, la ricerca della leggerezza, a volte anche esasperata, è dettata con buona probabilità da fattori reali con un misto di tendenze che fanno moda.
Sono plausibili in merito almeno quattro considerazioni. Il cacciatore moderno nella maggior parte delle sue attività professionali quotidiane non compie perlopiù operazioni di fatica e alla sopportazione dello sforzo continuato non è quindi allenato, o per meglio dire non è allenata la sua resistenza. C’è poi da dire che certi tipi di caccia es. quella alla stanziale realizzata con gli springer richiede che il fucile stia molto nelle mani del cacciatore pronto all’uso, mentre in passato con i cani da ferma da “pagliaio” dei nostri nonni, il fucile era per molto tempo portato a cinghia in spalla. Inoltre la caccia alla beccaccia, oggi praticata da molti, svolgendosi nel folto comporta che il fucile sia molto in mano gravando sulle braccia. In ultimo l’età del cacciatore, statisticamente è abbastanza avanzata e ovviamente con minore capacità di sopportazione della fatica.
Perciò la richiesta di fucili più leggeri è plausibile e motivata ed allora il produttore si è adeguato scegliendo di intervenire su alcune parti del fucile basculante o semiautomatico che sia, là dove era possibile farlo.
I calcioli in metallo della tradizione, sono oggi sostituiti da più leggeri calcioli in gomma o poliuretano, naturalmente più leggeri; a volte questi sono ventilati abbattendo ancor di più il peso.
Le canne, con l’evoluzione dei materiali e delle lavorazioni hanno oggi spessori decisamente inferiori al passato, pur mantenendo e superando la resistenza del passato e realizzando migliori performance balistiche. Meno materiale, meno peso. Inoltre, e qui le moderne munizioni ci sono venute in aiuto, le canne tendenzialmente si sono accorciate di alcuni centimetri senza limitare l’efficacia dello sparo grazie all’efficienza delle recenti polveri. In questo, l’esempio eclatante sono le armi dedicate alla beccaccia con canne specifiche da 60/62 cm. Anche in questo caso si è potuta realizzare una riduzione del peso per il minor utilizzo di materiale.
Veniamo alle bascule. Rimanendo sui basculanti, il sovrapposto ne ha potuto avere i migliori benefici in termini di alleggerimento per interventi sulla bascula. In alcuni casi in esse l’acciaio è stato sostituito dall’ergal. Questo materiale è un alluminio di tipo particolare, utilizzato in aereonautica, decisamente resistente ed quindi adatto allo scopo. Al fine comunque di garantire resistenza e sicurezza è uso del produttore mantenere una piastra di acciaio localizzata in prossimità dei percussori. Ciò permette di non stressare le chiusure e di fungere da base solida in culatta. Alcuni produttori, sempre nell’ottica di ottenere un alleggerimento della bascula hanno optato in uno specifico modello per l’eliminazione di materiale in tutti quei punti non sottoposti a sforzo ottenendo riduzioni di peso significative. Medesime soluzioni sono adottabili nella croce che potrebbe essere realizzata in modo composto con una parte in ergal. Sono allo studio ulteriori soluzioni che permettono anche la realizzazione della scatola del gruppo scatto in ergal.
Tornando ancor più specificatamente alle canne, abbiamo già evidenziato che tendenzialmente si è avuta una riduzione e che i recenti acciai consentono ottime performance in termini di balistica e resistenza con minor utilizzo di materiale, ma una nuova tendenza in termini di riduzione di peso è realizzata nel sovrapposto con significativi interventi sulle bindelle. Sempre più si vedono canne accoppiate in bascula e in volata con una interruzione delle bindelle laterali per un lungo tratto. Ciò sembra non comportare elementi critici in termini di stabilità e taluni affermano anche che, la possibilità di vibrare delle canne perché non vincolate per lungo tratto, apporta benefici alla balistica. Inoltre sono già presenti soluzioni sulla bindella superiore, che sempre nei sovrapposti è eliminata per lunghi tratti o addirittura sostituita da una bindella in fibra di carbonio.
Anche i legni sono oggetto di attezione: mentre sulle aste gli interventi di riduzione del materiale sono limitatissimi, è invece possibile adottare soluzioni di rimozione all’interno della pala del calcio dopo attento studio della densità, della consistenza ed omogeneità e delle venature. Anche l’utilizzo di polimero al posto del legno, può consentire una se pur minima riduzione del peso
Tutte le soluzioni descritte, sono ben realizzabili nei sovrapposti e si possono adottare con buona efficienza anche nei semiautomatici, mentre la regina dei basculanti, il parallello o doppietta, può beneficiare molto di meno per le sue caratteristiche strutturali.
Sin qui i tecnicismi attuabili, che portano sicuramente il fucile da caccia moderno a non rispettare quel famoso rapporto consolidatosi in molti anni che voleva il fucile “dover pesare” cento volte tanto la carica lanciata. Questo rapporto tipico delle produzioni del dopoguerra a venire avanti, significava per esempio che per lanciare una carica di pallini di 34 gr il peso ideale del fucile era di 3,4 kg. A partire da anni recenti tale rapporto si può convenientemente considerare virato a 1/90.
Ma quando si parla di fucile leggero e in considerazione dell’adozione delle soluzioni tecniche sopra descritte, tale rapporto si riduce ancora ed allora è bene guardarsi allo specchio e farsi una semplice domanda: qual è il tipo di caccia prevalente o alla quale voglio dedicare un fucile. Questo perché un’arma particolarmente leggera ha i suoi pro, ma l’eccessiva riduzione di peso può evidenziare nell’utilizzo, anche aspetti negativi. Sicuramente il contenimento del peso grava di meno sulle braccia e determina minor affaticamento e d’altronde, masse ridotte riducono l’inerzia nel brandeggio tutto vantaggio della velocità d’esecuzione del tiro. E allora vien da pensare che la caccia alla selvaggina stanziale ed ancor di più quella alla sfuggente beccaccia, possono privilegiare nei pochi colpi sparati, di un’arma leggera e particolarmente pronta. Se questo assunto è vero, è altrettanto vero che nei tipi di caccia ove si sparano numerosi colpi la leggerezza può divenire un “avversario” per il cacciatore. La ridotta inerzia di un fucile leggero scarica una maggiore forza retrograda – leggi rinculo – sulla spalla del cacciatore, ed inoltre lo stesso tende a sbandierare di più ed a perdere la linea di mira che compromette l’efficacia del colpo successivo. Questo tanto di più quando aumenta il peso della carica dei pallini.
Esiste un logico compromesso? La risposta è “molto limitatamente”; il peso dell’arma deve essere valutato attentamente in funzione del tipo di caccia e che per questa e per le munizioni utilizzate sia il “giusto peso” senza esagerazioni al ribasso che non portano a nessuna utilità in più.
Un ultimo punto di domanda al quale al momento è difficile dare risposta è se i fucili moderni, concepiti in modalità light, avranno la durata di quelli ereditati da padri e nonni. È da supporre di si, per una semplice ragione. Il vecchio schioppo di famiglia, nell’arco della sua vita magari non sparava tantissimo, ma era sottoposto ad una cura ed ad una manutenzione che farebbero “rizzare i capelli al cacciatore moderno”, con prodotti dalle basse capacità protettive. Oggi i prodotti di pulizia disponibili sono altamente efficaci e solo il cacciatore totalmente negligente può incorrere in problemi nell’arco della vita del fucile anche se questo è particolarmente leggero, ossia per esempio, il tipico fucile da beccaccia, che peraltro durante la carriera operativa è destinato a sparare un numero di colpi abbastanza contenuto.
Perciò è possibile affermare che il fucile leggero offre opportunità interessanti al cacciatore, ma la scelta del livello di leggerezza deve essere ben ponderata evitando le esagerazioni.
Website: www.rfmarmi.it – Email: info@rfmarmi.it
__________
Maurizio Bertolassi – R.F.M. Armi.
La grande esperienza accumulata in decenni di produzione di migliaia di fucili basculanti usciti dalle sue mani, è oggi a Vostra disposizione.

Scrive da sempre di canna liscia, appassionato di armi e di caricamento amatoriale di cartucce, ha approfondito molte delle tematiche di interazione arma e munizione.




































