L’epilessia nel cane è una patologia neurologica caratterizzata dalla predisposizione a sviluppare crisi epilettiche ricorrenti. Una crisi è provocata da un’attività elettrica anomala e improvvisa nel cervello e può manifestarsi con convulsioni dell’intero corpo oppure con segni più limitati, come movimenti involontari del muso, alterazioni del comportamento o perdita temporanea di contatto con l’ambiente.
Un singolo episodio non significa necessariamente che il cane sia epilettico. Per parlare di epilessia vengono generalmente considerate almeno due crisi non provocate, separate da più di 24 ore. Prima di formulare la diagnosi è necessario escludere intossicazioni, alterazioni metaboliche e malattie strutturali del cervello.
Una crisi che dura cinque minuti o più e la comparsa di più crisi ravvicinate rappresentano un’emergenza veterinaria.
Che cos’è una crisi epilettica
La crisi epilettica è la manifestazione clinica di una scarica eccessiva e sincronizzata dei neuroni cerebrali. Non tutte le crisi provocano la classica caduta a terra con movimenti degli arti.
In base alle aree cerebrali coinvolte, le crisi possono essere:
- generalizzate, quando interessano entrambi gli emisferi cerebrali;
- focali, quando originano in una regione limitata del cervello;
- focali con generalizzazione, quando iniziano con segni localizzati e successivamente coinvolgono tutto il corpo.
Crisi epilettica generalizzata
Durante una crisi generalizzata il cane può:
- perdere improvvisamente conoscenza;
- cadere su un fianco;
- irrigidire il corpo;
- muovere ritmicamente le zampe;
- serrare o muovere involontariamente la mandibola;
- salivare abbondantemente;
- urinare o defecare;
- vocalizzare;
- presentare pupille dilatate;
- respirare in modo irregolare.
Questi movimenti sono involontari. Il cane non controlla il proprio comportamento e normalmente non è consapevole di ciò che accade durante la fase convulsiva.
Crisi epilettiche focali
Le crisi focali possono essere più difficili da riconoscere. I possibili segnali comprendono:
- contrazioni di un lato del muso;
- movimenti ripetitivi di una zampa;
- masticazione senza presenza di cibo;
- salivazione improvvisa;
- rotazione della testa da un solo lato;
- sguardo fisso e mancata risposta;
- inseguimento della coda;
- tentativi di mordere oggetti immaginari;
- improvvisa paura o agitazione;
- comportamenti ripetitivi non interrompibili;
- alterazioni transitorie della coscienza.
Alcuni comportamenti simili possono dipendere da dolore, disturbi gastrointestinali, problemi comportamentali o altre malattie neurologiche. Un video dell’episodio è spesso molto utile per il veterinario.
Le fasi di una crisi epilettica
Fase pre-ictale
Prima della crisi alcuni cani mostrano modificazioni del comportamento che possono durare da pochi secondi a diverse ore:
- irrequietezza;
- ricerca insistente del proprietario;
- tendenza a nascondersi;
- piagnucolio;
- salivazione;
- ansia;
- sguardo insolito.
Non tutti i cani presentano segnali riconoscibili prima dell’episodio.
Fase ictale
È la crisi vera e propria. Può durare pochi secondi oppure alcuni minuti. Una crisi generalizzata tipica tende a terminare spontaneamente entro uno o due minuti.
Fase post-ictale
Dopo la crisi il cane può apparire:
- confuso e disorientato;
- temporaneamente cieco;
- debole o instabile;
- molto affamato o assetato;
- agitato;
- estremamente stanco;
- incapace di riconoscere immediatamente persone e ambiente.
Questa fase può durare minuti o ore. Il comportamento anomalo non deve essere interpretato come aggressività volontaria: il cane è neurologicamente disorientato e deve essere avvicinato con prudenza.
Come intervenire durante una crisi epilettica
1. Mantenere la calma e controllare il tempo
Avviare immediatamente un cronometro. Durante una situazione emotivamente intensa una crisi di un minuto può sembrare molto più lunga, ma la durata reale è fondamentale per decidere se si tratta di un’emergenza.
2. Mettere in sicurezza l’ambiente
Spostare mobili, oggetti appuntiti e altri pericoli presenti vicino al cane. Proteggere l’animale da scale, balconi, piscine, strade, stufe e caminetti.
Se si trova vicino a una scala o a un bordo, creare una barriera con cuscini o coperte senza immobilizzarlo.
3. Non trattenere il cane
Non cercare di bloccare le zampe o di interrompere i movimenti convulsivi. Il contenimento può ferire sia il cane sia il soccorritore.
4. Non mettere nulla in bocca
Il cane non può ingoiare la propria lingua. Non bisogna introdurre mani, cucchiai, bastoni, tessuti o altri oggetti tra i denti.
I movimenti della mandibola sono involontari e possono provocare morsi molto gravi. Non tentare di tirare fuori la lingua.
5. Ridurre gli stimoli
Abbassare le luci, spegnere televisore e musica e allontanare persone e altri animali. Parlare con voce bassa senza toccare ripetutamente il cane.
6. Registrare un video
Quando la sicurezza lo permette, filmare l’episodio mantenendo una certa distanza. Il video può aiutare il veterinario a distinguere una crisi epilettica da sincope, tremori, disturbi vestibolari o altri eventi.
7. Utilizzare farmaci d’emergenza solo se prescritti
Alcuni cani con epilessia nota ricevono un protocollo domiciliare con medicinali anticonvulsivanti d’emergenza, per esempio per via intranasale o rettale.
Devono essere utilizzati esclusivamente:
- nel cane per cui sono stati prescritti;
- alla dose indicata;
- nel momento stabilito dal veterinario;
- seguendo la tecnica precedentemente dimostrata.
Non somministrare farmaci per bocca durante la crisi, perché il cane non riesce a deglutire e può inalare il prodotto.
Cosa fare dopo una crisi
Quando i movimenti cessano:
- mantenere l’ambiente tranquillo e poco illuminato;
- impedire l’accesso a scale, acqua e ostacoli;
- lasciare che il cane recuperi senza circondarlo;
- tenere lontani bambini e altri animali;
- evitare di avvicinare il volto alla bocca;
- controllare respirazione e colore delle gengive;
- annotare durata e caratteristiche dell’episodio;
- contattare il veterinario.
Non offrire immediatamente cibo, acqua o medicinali per bocca. Attendere che il cane sia completamente cosciente, capace di stare in piedi e di deglutire normalmente.
Dopo una crisi prolungata il corpo può essere molto caldo a causa dell’intensa attività muscolare. Non utilizzare ghiaccio o acqua gelata. Contattare il veterinario e seguire le istruzioni per l’eventuale raffreddamento durante il trasporto.
Quando una crisi è un’emergenza
È necessario raggiungere immediatamente un pronto soccorso veterinario se:
- la crisi dura cinque minuti o più;
- inizia una seconda crisi prima del completo recupero;
- si verificano più crisi nell’arco di poche ore;
- il cane presenta difficoltà respiratoria;
- le gengive diventano bluastre, grigie o molto pallide;
- si sospetta un avvelenamento;
- il cane ha subito un trauma;
- la crisi avviene durante la gravidanza o l’allattamento;
- il cane non recupera progressivamente;
- la temperatura corporea è molto elevata;
- si tratta della prima crisi della sua vita.
Stato epilettico
Lo stato epilettico si verifica quando una crisi dura almeno cinque minuti oppure quando più crisi si susseguono senza che il cane recuperi normalmente tra un episodio e l’altro.
È una condizione potenzialmente mortale che può provocare:
- ipertermia;
- carenza di ossigeno;
- alterazioni della glicemia;
- acidosi;
- danno cerebrale;
- problemi cardiaci e respiratori;
- danni a diversi organi;
- morte.
Non bisogna attendere passivamente il superamento dei cinque minuti. Se la crisi si sta prolungando, è necessario contattare immediatamente la struttura veterinaria e preparare il trasporto.
Crisi a grappolo
Le crisi a grappolo, chiamate anche cluster, sono episodi multipli che si verificano in un periodo ravvicinato, generalmente entro 24-48 ore.
Anche se il cane sembra riprendersi tra le crisi, esiste il rischio di progressione verso lo stato epilettico. Il protocollo d’emergenza deve essere concordato preventivamente con il veterinario.
Cause delle crisi epilettiche
Le crisi possono derivare da tre grandi categorie di problemi.
Epilessia idiopatica
Nell’epilessia idiopatica non viene identificata una malattia strutturale o metabolica capace di spiegare gli episodi. È probabilmente presente una predisposizione genetica, anche se non sempre è possibile dimostrarla.
L’esordio avviene frequentemente tra i sei mesi e i sei anni, ma l’età da sola non è sufficiente per formulare la diagnosi.
Epilessia strutturale
È associata a una lesione o malattia del cervello, come:
- tumore cerebrale;
- encefalite;
- malformazione congenita;
- trauma cranico;
- evento vascolare;
- infezione del sistema nervoso;
- malattia degenerativa;
- cicatrice cerebrale conseguente a una precedente lesione.
Crisi reattive
In questo caso il cervello reagisce a un problema esterno o metabolico, senza essere necessariamente la sede primaria della malattia.
Le possibili cause comprendono:
- ipoglicemia;
- malattie del fegato;
- insufficienza renale;
- alterazioni di sodio, calcio e altri elettroliti;
- colpo di calore;
- grave carenza di ossigeno;
- intossicazioni;
- reazioni a farmaci;
- eclampsia nella cagna in allattamento.
Una crisi reattiva non equivale necessariamente all’epilessia. Il trattamento della causa può impedire la comparsa di nuovi episodi.
Sostanze che possono provocare convulsioni
Tra le possibili sostanze coinvolte si trovano:
- esche lumachicide contenenti metaldeide;
- alcuni insetticidi;
- prodotti antiparassitari utilizzati in modo scorretto;
- xilitolo;
- cioccolato e caffeina;
- farmaci umani;
- droghe e sostanze stupefacenti;
- antigelo;
- alcune piante e funghi;
- prodotti agricoli;
- compost e alimenti ammuffiti.
In caso di possibile esposizione bisogna portare la confezione o una fotografia del prodotto e non provocare il vomito senza indicazioni veterinarie.
Razze predisposte
L’epilessia idiopatica può colpire qualsiasi cane, compresi meticci. Una predisposizione familiare o genetica è stata osservata in diverse razze, tra cui:
- Border Collie;
- Australian Shepherd;
- Beagle;
- Boxer;
- Border Terrier;
- Golden Retriever;
- Labrador Retriever;
- Pastore tedesco;
- Irish Wolfhound;
- Lagotto Romagnolo;
- Barbone;
- Vizsla.
L’appartenenza a una razza predisposta non conferma la diagnosi e non esclude altre cause.
Come si diagnostica l’epilessia
L’epilessia idiopatica è una diagnosi di esclusione. Il veterinario raccoglie informazioni dettagliate e valuta l’animale tra una crisi e l’altra.
Anamnesi
È importante riferire:
- età al primo episodio;
- frequenza e durata delle crisi;
- comportamento prima e dopo l’evento;
- eventuali segni focali iniziali;
- farmaci e integratori utilizzati;
- possibile esposizione a tossici;
- traumi precedenti;
- malattie note;
- eventuali casi simili nella linea familiare.
Visita clinica e neurologica
La visita neurologica può risultare completamente normale nei cani con epilessia idiopatica, soprattutto tra una crisi e l’altra. Alterazioni persistenti possono suggerire una malattia strutturale del cervello o un problema sistemico.
Esami di laboratorio
Gli accertamenti iniziali possono comprendere:
- emocromo;
- profilo biochimico;
- glicemia;
- elettroliti;
- valutazione di fegato e reni;
- esame delle urine;
- test per malattie infettive o metaboliche, quando indicati;
- indagini tossicologiche in caso di sospetto avvelenamento.
Risonanza magnetica e liquido cerebrospinale
Il veterinario può consigliare una visita neurologica specialistica, una risonanza magnetica del cervello e l’analisi del liquido cerebrospinale quando:
- l’esordio avviene molto presto o in età avanzata;
- la visita neurologica è anomala;
- le crisi sono focali o difficili da controllare;
- si sospettano infiammazione, tumore o malformazione;
- le condizioni peggiorano progressivamente.
Disturbi che possono essere confusi con una crisi
Non tutti gli episodi di caduta o tremore sono epilettici. Le possibili alternative comprendono:
- sincope di origine cardiaca;
- disturbi vestibolari;
- tremori muscolari;
- narcolessia;
- dolore acuto;
- disturbi del movimento;
- comportamenti compulsivi;
- episodi di debolezza dovuti a ipoglicemia;
- alterazioni del sonno.
Un video completo dell’inizio, dello svolgimento e del recupero può fornire informazioni diagnostiche molto importanti.
Quando iniziare una terapia continuativa
Non tutti i cani ricevono un farmaco anticonvulsivante dopo la prima crisi. Il veterinario valuta frequenza, durata, intensità , causa sospetta e rischio di peggioramento.
Una terapia continuativa viene frequentemente presa in considerazione in presenza di:
- crisi ripetute in un periodo relativamente breve;
- crisi a grappolo;
- stato epilettico;
- episodi molto lunghi o violenti;
- fase post-ictale particolarmente grave;
- aumento progressivo della frequenza;
- malattia strutturale del cervello;
- rischio elevato di nuove crisi.
Farmaci anticonvulsivanti
I medicinali comunemente utilizzati nel cane comprendono:
- fenobarbital;
- bromuro di potassio;
- levetiracetam;
- zonisamide;
- imepitoina, dove disponibile e indicata.
La scelta dipende dal tipo di epilessia, dalle condizioni del cane, dalla presenza di malattie epatiche o renali, dalla frequenza delle crisi e dalla possibilità del proprietario di rispettare gli orari.
Alcuni cani vengono controllati con un solo farmaco, mentre altri necessitano di una combinazione.
Importanza della regolaritÃ
I farmaci anticonvulsivanti devono essere somministrati agli orari stabiliti. Variazioni importanti, dosi dimenticate e sospensione improvvisa possono favorire crisi gravi.
Non bisogna:
- modificare autonomamente la dose;
- interrompere bruscamente il trattamento;
- raddoppiare una dose dimenticata;
- sostituire la formulazione senza consultare il veterinario;
- somministrare farmaci appartenenti a un altro animale.
Se una dose viene dimenticata, occorre seguire il piano concordato o contattare il veterinario.
Possibili effetti indesiderati
All’inizio della terapia o dopo un aumento della dose possono comparire:
- sonnolenza;
- andatura instabile;
- debolezza;
- aumento della fame;
- aumento della sete e della produzione di urina;
- disturbi gastrointestinali;
- cambiamenti del comportamento.
Alcuni effetti tendono a diminuire con l’adattamento, ma devono sempre essere comunicati. Vomito persistente, ittero, forte debolezza, alterazioni improvvise del comportamento o peggioramento delle crisi richiedono un controllo tempestivo.
Monitoraggio della terapia
Il trattamento richiede controlli regolari, che possono comprendere:
- visita clinica;
- emocromo e profilo biochimico;
- controllo della funzionalità epatica e renale;
- misurazione della concentrazione del farmaco nel sangue;
- valutazione della frequenza e della gravità delle crisi;
- controllo degli effetti indesiderati.
Gli esami devono essere effettuati secondo il calendario stabilito, anche quando il cane non presenta crisi da molto tempo.
Diario delle crisi epilettiche
Il proprietario dovrebbe annotare per ogni episodio:
- data e ora;
- durata esatta;
- segni osservati prima della crisi;
- tipo di movimenti;
- perdita o mantenimento della coscienza;
- presenza di minzione o defecazione;
- durata del recupero;
- farmaci d’emergenza utilizzati;
- eventuali dosi dimenticate;
- attività o eventi insoliti delle ore precedenti.
Il diario consente al veterinario di valutare l’efficacia della terapia e riconoscere un progressivo peggioramento.
Esistono fattori scatenanti?
Alcuni proprietari osservano crisi in corrispondenza di stress, variazioni della routine, privazione del sonno, eccitazione, calore o cambiamenti ormonali. Queste associazioni non sono uguali per tutti i cani e non dimostrano necessariamente un rapporto di causa ed effetto.
È utile mantenere:
- orari regolari per pasti e farmaci;
- una routine prevedibile;
- riposo adeguato;
- attività fisica controllata;
- protezione dal caldo eccessivo;
- una dieta stabile.
Alimentazione ed epilessia
La dieta non sostituisce i medicinali prescritti. Cambiamenti alimentari e integratori devono essere concordati con il veterinario, perché possono modificare l’assorbimento o il metabolismo di alcuni anticonvulsivanti.
Nei cani trattati con bromuro di potassio è particolarmente importante evitare variazioni improvvise dell’apporto di sale, che possono alterare la concentrazione del farmaco nell’organismo.
Alcune diete formulate con specifiche fonti di grassi possono essere utilizzate come supporto in casi selezionati, ma non garantiscono il controllo delle crisi e devono essere integrate in un piano terapeutico completo.
Epilessia e cani da caccia
Un cane epilettico non deve svolgere attività venatoria finché la diagnosi e il controllo delle crisi non sono stati definiti dal veterinario.
Una crisi durante l’attività può essere particolarmente pericolosa in prossimità di:
- strade;
- corsi d’acqua e zone paludose;
- dirupi e terreni scoscesi;
- recinzioni e filo spinato;
- armi e mezzi in movimento;
- animali selvatici;
- aree lontane dall’assistenza veterinaria.
Per i cani autorizzati a riprendere gradualmente l’attività è opportuno:
- non lasciarli mai lavorare senza controllo;
- evitare caldo intenso e sforzi estremi;
- rispettare rigorosamente gli orari dei farmaci;
- portare con sé il medicinale d’emergenza prescritto;
- conoscere la struttura veterinaria più vicina;
- utilizzare un sistema di localizzazione;
- evitare zone nelle quali una perdita di coscienza sarebbe fatale.
Il cane non deve rientrare al lavoro subito dopo una crisi, anche se sembra essersi ripreso.
Il cane epilettico può condurre una vita normale?
Molti cani con epilessia idiopatica, correttamente trattati e monitorati, mantengono una buona qualità di vita. L’obiettivo della terapia è ridurre frequenza, durata e intensità delle crisi, limitando gli effetti indesiderati.
Non sempre è possibile eliminare completamente gli episodi. Circa una parte dei cani sviluppa una forma resistente a più farmaci e necessita di combinazioni terapeutiche e valutazioni neurologiche specialistiche.
Epilessia e riproduzione
Quando si sospetta una componente ereditaria, è generalmente sconsigliato utilizzare il cane per la riproduzione. La decisione deve considerare razza, storia familiare, diagnosi e indicazioni del veterinario.
La selezione responsabile contribuisce a ridurre la diffusione delle forme familiari.
Errori da evitare durante una crisi
- Mettere le mani nella bocca del cane.
- Tirare la lingua.
- Inserire oggetti tra i denti.
- Immobilizzare gli arti.
- Gridare o scuotere il cane.
- Versare acqua sul muso.
- Somministrare farmaci o liquidi per bocca.
- Perdere tempo senza controllare la durata.
- Avvicinare altri animali.
- Considerare conclusa l’emergenza se le crisi si ripetono.
- Modificare autonomamente la terapia.
Quando contattare il veterinario
Una prima crisi deve sempre essere segnalata e valutata. È inoltre necessario contattare il veterinario se:
- le crisi diventano più frequenti;
- la durata aumenta;
- compaiono nuovi segni focali;
- il recupero è più lento del solito;
- si verificano effetti indesiderati dei farmaci;
- una dose è stata dimenticata o somministrata due volte;
- il cane ha ingerito il medicinale in quantità eccessiva;
- compaiono alterazioni neurologiche tra le crisi;
- si sospetta un’intossicazione.
In sintesi
L’epilessia canina provoca crisi ricorrenti che possono essere generalizzate o focali. Durante un episodio bisogna controllare il tempo, mettere in sicurezza l’ambiente, ridurre gli stimoli e non introdurre mai mani o oggetti nella bocca.
Una crisi che raggiunge i cinque minuti, più episodi ravvicinati o un recupero incompleto richiedono assistenza veterinaria immediata. Diagnosi accurata, terapia regolare, monitoraggio e diario delle crisi permettono a molti cani epilettici di mantenere una buona qualità di vita.























