L’EKA SwedBlade G5 è un coltello progettato espressamente per una delle fasi più importanti successive all’abbattimento della selvaggina: la corretta lavorazione della spoglia. La sua caratteristica fondamentale è immediatamente riconoscibile: nello stesso manico sono integrate due differenti lame, una destinata principalmente alla scuoiatura e al taglio e l’altra sviluppata specificamente per l’apertura della cavità addominale.

Attraverso il caratteristico meccanismo SwedBlade è possibile far ruotare il gruppo delle lame e passare rapidamente da una configurazione all’altra. Il cacciatore dispone così di due geometrie specializzate senza dover portare e maneggiare due coltelli separati.
È una soluzione che EKA sviluppa da molti anni e che nel G5 raggiunge una configurazione particolarmente moderna, combinando acciaio svedese Alleima 12C27, impugnatura Proflex ad alto grip e fodero rigido in Kydex.
Il concetto SwedBlade
Il principio alla base del G5 è semplice quanto efficace. Le operazioni di scuoiatura ed eviscerazione richiedono lame con caratteristiche profondamente differenti.
Per scuoiare serve un tagliente tradizionale, sufficientemente ampio e controllabile, capace di seguire le superfici dell’animale e separare progressivamente la pelle dai tessuti sottostanti.
Per aprire la cavità addominale è invece preferibile una geometria che permetta di procedere senza utilizzare una punta convenzionale rivolta verso gli organi interni.
EKA riunisce entrambe le funzioni nello stesso utensile attraverso una coppia di lame contrapposte che ruotano attorno al perno centrale. Quando una lama viene portata in posizione operativa, l’altra viene contemporaneamente alloggiata all’interno del manico.
Dall’E8 al G5: l’evoluzione del coltello combinato EKA
Il G5 appartiene a una famiglia con una storia precisa. EKA sviluppò nel 2004 il coltello combinato E8 insieme al cacciatore svedese Thomas Ekberg. Nel 2006 arrivò la seconda generazione Swingblade, dotata di sistema di blocco.
Nel 2012 fu presentato il G3 SwedBlade, che introdusse ulteriori miglioramenti alla forma, alla lama e all’impugnatura e divenne uno dei coltelli da caccia più apprezzati della casa svedese.
Nel 2020 arrivò il G4 SwedBlade, quarta generazione del progetto. Il G5 rappresenta un’ulteriore evoluzione di questa filosofia, mantenendo il principio fondamentale che ha reso riconoscibile la serie: una lama da taglio e scuoiatura e una lama per l’apertura dell’addome integrate nello stesso coltello.
La lama principale Drop Point
La lama principale del G5 misura 95 mm ed è realizzata con profilo Drop Point. È la lama destinata alle normali operazioni di taglio e soprattutto alla lavorazione e scuoiatura della selvaggina.

Il Drop Point presenta una punta abbassata rispetto alla linea superiore del dorso. Questa geometria offre un buon compromesso tra capacità di penetrazione, robustezza della punta e controllo durante il taglio.
Nella scuoiatura è particolarmente importante poter utilizzare la parte curva del filo mantenendo sotto controllo la profondità della lama. Il G5 permette inoltre di appoggiare il dito sul dorso per aumentare ulteriormente la sensibilità nei lavori più delicati.
Affilatura piana della lama da scuoiatura
EKA utilizza per la lama principale una molatura piana. L’angolo del filo dichiarato è di circa 20° per lato.

È una configurazione versatile, adatta non soltanto allo spello ma anche alle normali operazioni di taglio che possono presentarsi sul terreno. La lama principale permette quindi al G5 di svolgere anche il ruolo di vero coltello da caccia, senza limitarsi a un’unica funzione specialistica.
La seconda lama per l’apertura dell’addome
Ruotando il sistema SwedBlade compare la seconda lama, lunga 84 mm. La sua forma è radicalmente diversa: EKA utilizza un profilo concavo specificamente destinato all’apertura della cavità addominale.

La geometria permette di far avanzare il tagliente lungo la parete addominale riducendo la necessità di utilizzare una punta tradizionale rivolta verso l’interno.
È una soluzione particolarmente interessante nella lavorazione degli ungulati, perché l’apertura dell’addome rappresenta una delle operazioni nelle quali è richiesta maggiore attenzione.
Affilatura scandinava per la lama di apertura
La seconda lama adotta una molatura scandinava, o Scandi Grind. EKA indica un angolo di circa 12° per lato.
La combinazione tra profilo concavo e affilatura specifica crea quindi uno strumento fortemente specializzato, differente dalla lama Drop Point principale sia nella geometria sia nel tipo di filo.
È proprio questa differenziazione a dare senso al sistema SwedBlade: non si tratta semplicemente di avere due taglienti, ma di disporre di due strumenti progettati per operazioni differenti.
Eviscerazione: perché la geometria della lama è importante
Durante l’apertura della cavità addominale occorre evitare, per quanto possibile, di danneggiare stomaco e intestino. Una perforazione accidentale può infatti determinare la fuoriuscita del contenuto gastrointestinale e contaminare la superficie della carcassa.
La particolare lama del G5 è progettata per facilitare un’apertura più controllata della parete addominale. Questo non elimina naturalmente la necessità di utilizzare una tecnica corretta e di rispettare tutte le procedure igieniche previste nella gestione della selvaggina.
Il coltello deve essere considerato uno strumento che facilita l’operazione, non un sostituto della competenza dell’operatore.
Il meccanismo di rotazione
Il cuore meccanico del G5 è il sistema che permette di alternare le due lame. Premendo il comando di sblocco posizionato vicino al perno, il gruppo può ruotare fino a portare la lama opposta nella posizione di utilizzo.
Il passaggio da una funzione all’altra è quindi estremamente rapido e non richiede di riporre un coltello e prenderne un secondo.
Una volta completata la rotazione, il meccanismo blocca la lama in posizione operativa. La soluzione permette di mantenere nel manico la parte non utilizzata, lasciando esposto soltanto il tagliente necessario in quel momento.
Alleima 12C27: acciaio svedese per entrambe le lame
Le lame sono costruite in Alleima 12C27, acciaio inossidabile svedese largamente utilizzato nella coltelleria.
EKA dichiara per il G5 una durezza compresa tra 57 e 59 HRC. È un intervallo pensato per trovare un equilibrio tra mantenimento del filo, robustezza, resistenza alla corrosione e possibilità di riaffilare il coltello senza difficoltà eccessive.
La denominazione Alleima 12C27 è quella attuale dell’acciaio storicamente conosciuto come Sandvik 12C27. È quindi possibile incontrare ancora la vecchia denominazione nella documentazione meno recente.
Perché questo acciaio ha senso su un coltello da caccia
Nella lavorazione della selvaggina il coltello entra inevitabilmente in contatto con sangue, grasso, tessuti e umidità. La resistenza alla corrosione rappresenta quindi una caratteristica concreta e non semplicemente un dato metallurgico.
Allo stesso tempo un coltello utilizzato sul terreno deve poter essere mantenuto efficiente senza richiedere sistemi di affilatura particolarmente complessi. Il 12C27 è apprezzato proprio per questo equilibrio tra prestazioni del filo e praticità di manutenzione.
Impugnatura Proflex
Il G5 utilizza un’impugnatura in Proflex, materiale elastomerico scelto per offrire un elevato livello di aderenza.
È una caratteristica importante perché durante la lavorazione di un animale le mani possono facilmente diventare umide o entrare in contatto con sangue e grasso. Una superficie troppo liscia renderebbe più difficile controllare la lama proprio nel momento in cui la precisione è maggiormente necessaria.
La forma ergonomica del manico è inoltre studiata per permettere differenti prese in funzione dell’operazione eseguita.
Arancione ad alta visibilità o nero
Il G5 viene proposto anche con la caratteristica impugnatura arancione ad alta visibilità. Non è soltanto una scelta estetica.
Durante la lavorazione sul terreno un coltello può essere temporaneamente appoggiato sull’erba, tra le foglie o accanto alla carcassa. Un colore molto visibile permette di individuarlo rapidamente e riduce la possibilità di dimenticarlo.
Per chi preferisce un’impostazione più tradizionale è disponibile anche la variante con impugnatura nera.
Dimensioni compatte per l’utilizzo sul terreno
Con una lunghezza complessiva di 217 mm e uno spessore della lama di 3 mm, il G5 rimane un coltello relativamente compatto.
La lama principale da 95 mm offre una lunghezza sufficiente per affrontare la lavorazione degli ungulati senza rendere lo strumento eccessivamente ingombrante.
È proprio nella combinazione tra dimensioni contenute e doppia funzione che il progetto mostra uno dei suoi vantaggi: il cacciatore porta alla cintura un solo utensile pur disponendo di due geometrie di lama.
Il fodero in Kydex
Il G5 viene proposto con un fodero rigido in Kydex. Questo materiale termoplastico è particolarmente adatto all’utilizzo outdoor perché combina rigidità, leggerezza e resistenza all’umidità.

A differenza di un fodero tessile, il Kydex non assorbe facilmente sangue e liquidi e può essere pulito con maggiore semplicità dopo la lavorazione della selvaggina.
La configurazione permette inoltre di adattare il porto del fodero, rendendo possibile una disposizione verticale oppure orizzontale in funzione delle preferenze dell’utilizzatore.
Disponibile anche un fodero EKA in Cordura
Per chi preferisce una custodia tessile, EKA produce anche un fodero in Cordura compatibile con G3, G4, G5 e G6. La Cordura offre elevata resistenza all’abrasione e buona resistenza all’acqua ed è una soluzione più morbida rispetto al Kydex.
Il fodero dispone di passante per la cintura e sistema di chiusura con bottone a pressione. Rappresenta quindi un’alternativa interessante per chi preferisce il porto tradizionale in una custodia flessibile.
Pulizia dopo la lavorazione della selvaggina
La possibilità di pulire accuratamente un coltello destinato alla lavorazione della carne è fondamentale. Sangue, grasso e piccoli residui organici possono infatti accumularsi nelle zone vicine al perno e all’interno dell’impugnatura.
Dopo ogni utilizzo il G5 dovrebbe quindi essere lavato accuratamente, disinfettato quando necessario e completamente asciugato prima di essere riposto.
Particolare attenzione va dedicata proprio alla zona del meccanismo rotante, perché un sistema a doppia lama possiede inevitabilmente più superfici interne rispetto a un semplice coltello a lama fissa.
Un coltello pensato soprattutto per gli ungulati
Il campo d’impiego naturale dell’EKA G5 è la lavorazione degli ungulati selvatici. Capriolo, daino, cervo e cinghiale richiedono operazioni di eviscerazione e scuoiatura nelle quali le due geometrie del SwedBlade possono essere sfruttate in successione.
Dopo l’abbattimento si utilizza la lama specializzata per l’apertura controllata dell’addome; nelle successive operazioni si passa rapidamente alla Drop Point per il taglio e la scuoiatura.
Per il disosso e la lavorazione completa della carne rimangono naturalmente preferibili coltelli professionali specifici, come quelli della serie EKA Butcher. Il G5 è invece pensato soprattutto come strumento da campo per le prime fasi della gestione della spoglia.
EKA SwedBlade G5: caratteristiche tecniche
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Prodotto | EKA SwedBlade G5 |
| Tipologia | Coltello combinato da caccia a doppia lama rotante |
| Lunghezza totale | 217 mm |
| Lama principale | 95 mm |
| Profilo lama principale | Drop Point |
| Molatura lama principale | Flat Grind |
| Angolo lama principale | Circa 20° per lato |
| Lama per apertura addome | 84 mm |
| Profilo seconda lama | Concavo |
| Molatura seconda lama | Scandinavian Grind |
| Angolo seconda lama | Circa 12° per lato |
| Spessore lama | 3,0 mm |
| Acciaio | Alleima 12C27 |
| Durezza | 57-59 HRC |
| Finitura lame | Lucidata |
| Impugnatura | Proflex |
| Colorazioni | Arancione / Nero |
| Fodero | Kydex |
| Fodero alternativo | Cordura EKA compatibile |
| Impiego principale | Eviscerazione, scuoiatura e lavorazione sul terreno della selvaggina |
G5 e coltello tradizionale: dove sta la differenza
Il vero vantaggio del G5 non consiste nell’avere semplicemente una lama in più. La differenza è nella possibilità di passare immediatamente da una geometria da scuoiatura a una specificamente progettata per l’apertura dell’addome.
Con un normale coltello Drop Point entrambe le operazioni possono essere effettuate utilizzando lo stesso tagliente, ma richiedono una maggiore attenzione nella gestione della punta durante l’eviscerazione. Il SwedBlade offre invece una seconda geometria pensata espressamente per questa fase.
Il risultato è uno strumento molto specializzato per il cacciatore che desidera effettuare personalmente le prime lavorazioni dell’animale direttamente sul terreno.
Conclusioni
L’EKA SwedBlade G5 è un esempio interessante di come un coltello da caccia possa essere progettato partendo dalle operazioni che il cacciatore deve realmente eseguire dopo l’abbattimento.
La Drop Point da 95 mm svolge le normali funzioni di taglio e scuoiatura; la seconda lama concava da 84 mm è dedicata all’apertura della cavità addominale. Il meccanismo SwedBlade permette di passare rapidamente dall’una all’altra mantenendo entrambe nello stesso manico.
L’acciaio svedese Alleima 12C27 temprato a 57-59 HRC, il grip dell’impugnatura Proflex e il fodero in Kydex completano un progetto nel quale ogni elemento è orientato all’utilizzo pratico.
Più che un normale coltello da caccia, il G5 può quindi essere considerato un utensile combinato per la gestione della selvaggina sul terreno: compatto da portare alla cintura, ma capace di offrire immediatamente due lame molto diverse quando inizia il lavoro sulla spoglia.
Eka è un marchio distribuito in Italia da Forest Italia

















































































