L’artrite nel cane è un processo infiammatorio che interessa una o più articolazioni. Può comparire improvvisamente oppure svilupparsi in maniera progressiva e può essere provocata da infezioni, alterazioni del sistema immunitario, traumi, malattie trasmesse da vettori o altre patologie sistemiche.
Il termine artrite non indica quindi una singola malattia, ma un gruppo di condizioni differenti. Identificare la causa è fondamentale perché una terapia adatta a una forma immunomediata potrebbe risultare pericolosa in presenza di un’infezione articolare.
Un’articolazione improvvisamente gonfia, calda e molto dolorosa, soprattutto se accompagnata da febbre e abbattimento, deve essere considerata un’emergenza veterinaria.
Differenza tra artrite e artrosi
Artrite e artrosi sono termini collegati, ma non perfettamente equivalenti.
L’artrite indica principalmente un’infiammazione articolare. Può essere acuta o cronica e derivare da infezioni, malattie immunomediate, traumi o altre cause.
L’artrosi, detta anche osteoartrosi, è invece una malattia degenerativa cronica dell’intera articolazione. Comporta progressiva alterazione della cartilagine, rimodellamento osseo, infiammazione e dolore.
Le due condizioni possono essere collegate. Un episodio di artrite settica o un trauma articolare possono danneggiare la cartilagine e determinare successivamente un’artrosi permanente.
Come funziona un’articolazione
Le estremità delle ossa che formano un’articolazione sono rivestite da cartilagine e racchiuse in una capsula. La membrana sinoviale produce il liquido sinoviale, che lubrifica le superfici e contribuisce al nutrimento della cartilagine.
Durante un’artrite possono verificarsi:
- infiammazione della membrana sinoviale;
- aumento e alterazione del liquido articolare;
- gonfiore della capsula;
- dolore durante il movimento;
- riduzione della mobilità;
- danneggiamento della cartilagine;
- erosione dell’osso nei casi più gravi;
- perdita progressiva della funzione articolare.
Principali forme di artrite nel cane
Le artriti possono essere classificate in base alla causa e al numero di articolazioni coinvolte.
Le forme principali comprendono:
- artrite settica o infettiva;
- poliartrite immunomediata;
- artrite reattiva;
- artrite erosiva;
- artrite conseguente a trauma;
- artrite associata a malattie trasmesse da zecche;
- artrite secondaria a tumori;
- artrite da deposizione di cristalli, rara nel cane.
Artrite settica
L’artrite settica è un’infezione dell’articolazione provocata generalmente da batteri. Più raramente possono essere coinvolti funghi, micobatteri, micoplasmi o altri microrganismi.
L’infezione può raggiungere l’articolazione attraverso:
- ferite penetranti;
- morsi;
- corpi estranei;
- interventi chirurgici;
- iniezioni intra-articolari;
- estensione da un’infezione vicina;
- diffusione attraverso il sangue da un’altra sede;
- infezioni associate a protesi o impianti ortopedici.
Nella maggior parte dei casi viene interessata una sola articolazione, ma nei cuccioli, nei cani immunodepressi o in presenza di batteriemia possono essere coinvolte più articolazioni.
Sintomi dell’artrite settica
I sintomi tendono a comparire rapidamente e possono comprendere:
- zoppia improvvisa e grave;
- mancato appoggio dell’arto;
- articolazione gonfia e calda;
- dolore intenso alla manipolazione;
- riduzione quasi completa del movimento;
- febbre;
- abbattimento;
- perdita dell’appetito;
- ferita o secrezione vicino all’articolazione.
L’artrite settica può distruggere rapidamente la cartilagine. Diagnosi e trattamento precoci sono essenziali per conservare la funzione dell’articolazione.
Poliartrite immunomediata
La poliartrite immunomediata, indicata anche con la sigla IMPA, è una malattia nella quale il sistema immunitario provoca infiammazione della membrana sinoviale di più articolazioni.
Può essere:
- idiopatica, quando non viene identificata una causa precisa;
- secondaria a infezioni presenti in altre parti dell’organismo;
- associata a malattie gastrointestinali;
- associata a tumori;
- collegata a reazioni verso alcuni farmaci;
- parte di una malattia autoimmune sistemica.
Nella maggior parte delle forme immunomediate non erosive il sistema immunitario non attacca direttamente la cartilagine, ma l’infiammazione persistente può comunque compromettere la funzione articolare.
Sintomi della poliartrite immunomediata
La poliartrite può essere difficile da riconoscere perché non sempre causa una zoppia evidente e costante.
I sintomi più frequenti comprendono:
- febbre senza causa apparente;
- abbattimento;
- perdita dell’appetito;
- andatura rigida;
- zoppia che passa da un arto all’altro;
- dolore in più articolazioni;
- gonfiore di carpi e tarsi;
- riluttanza a muoversi;
- difficoltà ad alzarsi;
- perdita di peso;
- ingrossamento dei linfonodi;
- incapacità di camminare nei casi più gravi.
Alcuni cani vengono inizialmente portati dal veterinario soltanto per febbre, stanchezza o dolore apparentemente localizzato alla colonna vertebrale.
Artrite erosiva
Le forme erosive sono meno comuni e determinano una progressiva distruzione della cartilagine e dell’osso vicino all’articolazione.
Tra queste rientrano:
- artrite reumatoide canina;
- alcune poliartriti associate a specifiche razze;
- forme infettive croniche;
- alcune malattie immunomediate aggressive.
Le radiografie possono mostrare erosioni ossee, deformità, instabilità e progressivo collasso dell’articolazione.
Artrite reattiva
In un’artrite reattiva l’articolazione si infiamma in risposta a un’infezione o a una malattia localizzata altrove, senza che all’interno dell’articolazione sia necessariamente presente il microrganismo responsabile.
Le possibili cause possono includere:
- infezioni gastrointestinali;
- infezioni urinarie;
- infezioni respiratorie;
- endocardite;
- infiammazioni croniche;
- malattie trasmesse da vettori.
Il trattamento richiede il controllo della malattia primaria oltre alla gestione dell’infiammazione articolare.
Artrite associata alle malattie trasmesse da zecche
Alcune infezioni trasmesse da zecche possono provocare zoppia, dolore articolare o poliartrite direttamente o attraverso una reazione immunitaria.
Tra gli agenti da considerare figurano:
- Borrelia burgdorferi, responsabile della borreliosi di Lyme;
- Anaplasma phagocytophilum;
- Ehrlichia spp.;
- altri patogeni presenti nella zona frequentata dal cane.
Un test positivo dimostra l’esposizione a un agente, ma non sempre prova che esso sia la causa dei sintomi. Il risultato deve essere interpretato insieme alla visita, agli esami del sangue e alla situazione epidemiologica.
Artrite traumatica
Un trauma può provocare infiammazione articolare anche senza una ferita aperta. Distorsioni, lussazioni, fratture articolari e lesioni dei legamenti modificano la distribuzione delle forze e possono danneggiare cartilagine e membrana sinoviale.
La mancata stabilizzazione dell’articolazione può trasformare l’infiammazione iniziale in instabilità cronica e artrosi post-traumatica.
Artrite neoplastica
Alcuni tumori possono originare dalle strutture articolari o invadere l’articolazione dai tessuti circostanti. Possono provocare zoppia, gonfiore, dolore e una massa vicino all’articolazione.
Una zoppia persistente che non risponde alle normali terapie, soprattutto se associata a gonfiore progressivo, richiede esami diagnostici approfonditi.
Monoartrite e poliartrite
Quando è coinvolta una sola articolazione si parla di monoartrite. Le cause più frequenti comprendono infezione, trauma, corpo estraneo, neoplasia o una patologia ortopedica localizzata.
Quando sono infiammate più articolazioni si parla di poliartrite. In questo caso devono essere considerate soprattutto malattie immunomediate, infezioni sistemiche e patologie trasmesse da vettori.
Questa distinzione aiuta a orientare gli accertamenti, ma non sostituisce l’analisi del liquido sinoviale.
Sintomi generali dell’artrite
I sintomi variano in base alla causa e al numero di articolazioni interessate.
I possibili segnali comprendono:
- zoppia;
- andatura rigida;
- articolazione gonfia;
- calore locale;
- dolore alla palpazione;
- riduzione dell’ampiezza dei movimenti;
- difficoltà ad alzarsi;
- riluttanza a camminare;
- febbre;
- abbattimento;
- perdita dell’appetito;
- vocalizzazioni o irritabilità;
- perdita di massa muscolare nelle forme croniche.
Diagnosi dell’artrite
La diagnosi richiede una visita clinica e ortopedica completa. Il veterinario deve stabilire quali articolazioni siano coinvolte e ricercare eventuali segni di malattia sistemica.
Gli accertamenti possono comprendere:
- emocromo;
- profilo biochimico;
- esame delle urine;
- radiografie delle articolazioni;
- ecografia;
- tomografia computerizzata;
- risonanza magnetica;
- test per malattie infettive e trasmesse da vettori;
- radiografie o ecografie di torace e addome;
- emocoltura in caso di sospetta diffusione batterica;
- artrocentesi con analisi del liquido sinoviale;
- biopsia della membrana sinoviale nei casi selezionati.
Artrocentesi e analisi del liquido sinoviale
L’artrocentesi consiste nel prelievo sterile di una piccola quantità di liquido dall’articolazione mediante un ago. È uno degli esami più importanti per distinguere le differenti forme di artrite.
Sul campione possono essere eseguiti:
- valutazione del colore e della viscosità;
- conteggio delle cellule;
- esame citologico;
- ricerca di batteri o altri microrganismi;
- coltura batterica;
- antibiogramma;
- test molecolari in casi selezionati.
Quando si sospetta una poliartrite immunomediata vengono generalmente campionate più articolazioni, comprese quelle che non appaiono chiaramente gonfie.
La coltura può risultare negativa anche in presenza di un’infezione, soprattutto se il cane ha già ricevuto antibiotici. Per questo motivo, quando possibile, i campioni devono essere raccolti prima di iniziare la terapia antimicrobica.
Perché non bisogna iniziare cortisone prima della diagnosi
I corticosteroidi e gli altri immunosoppressori rappresentano una parte importante della terapia delle poliartriti immunomediate, ma possono aggravare rapidamente un’artrite infettiva.
La somministrazione empirica di cortisone prima di aver escluso un’infezione può:
- ridurre temporaneamente i sintomi;
- favorire la moltiplicazione dei batteri;
- alterare i risultati degli esami;
- ritardare il trattamento corretto;
- aumentare il danno articolare.
I farmaci non devono quindi essere somministrati o sospesi senza indicazione veterinaria.
Trattamento dell’artrite settica
L’artrite settica richiede un trattamento rapido e aggressivo. Gli obiettivi sono eliminare l’infezione, rimuovere materiale infiammatorio e preservare la cartilagine.
La terapia può comprendere:
- antibiotici scelti in base alla coltura e all’antibiogramma;
- somministrazione iniziale di antibiotici per via endovenosa nei casi gravi;
- lavaggio dell’articolazione;
- artroscopia;
- rimozione chirurgica di tessuto danneggiato;
- rimozione di impianti infetti quando necessario;
- analgesia;
- fluidoterapia e supporto generale;
- riabilitazione dopo il controllo dell’infezione.
Il miglioramento della zoppia non giustifica l’interruzione anticipata degli antibiotici. La durata deve essere stabilita dal veterinario attraverso controlli clinici e laboratoristici.
Trattamento della poliartrite immunomediata
Dopo aver escluso con ragionevole sicurezza un’infezione, il trattamento della poliartrite immunomediata si basa generalmente su farmaci capaci di ridurre l’attività del sistema immunitario.
Il protocollo può prevedere:
- corticosteroidi a dosaggio immunosoppressivo;
- riduzione graduale della dose dopo il miglioramento;
- altri immunosoppressori nei casi resistenti o recidivanti;
- terapia della malattia primaria quando identificata;
- controlli periodici del sangue e delle urine;
- ripetizione dell’esame del liquido sinoviale in alcuni casi.
La sospensione brusca della terapia può provocare una ricaduta e, nel caso dei corticosteroidi, ulteriori problemi. Il piano di riduzione deve essere seguito scrupolosamente.
Effetti indesiderati della terapia immunosoppressiva
I cani sottoposti a immunosoppressione possono sviluppare:
- aumento della sete e della produzione di urina;
- aumento dell’appetito;
- ansimazione;
- debolezza muscolare;
- aumento di peso;
- disturbi gastrointestinali;
- alterazioni del fegato;
- maggiore suscettibilità alle infezioni;
- alterazioni delle cellule del sangue con alcuni farmaci.
Qualsiasi febbre, tosse, disturbo urinario, vomito, diarrea o lesione cutanea deve essere comunicato al veterinario.
Controllo del dolore
L’analgesia è importante in tutte le forme di artrite, ma il farmaco deve essere scelto considerando la causa, gli organi interni e le altre terapie in corso.
I farmaci antinfiammatori non steroidei possono essere indicati in alcuni casi, ma non devono essere associati autonomamente a corticosteroidi o ad altri antinfiammatori.
Ibuprofene, diclofenac, naprossene e altri medicinali destinati all’uomo possono essere tossici per il cane e non devono essere somministrati senza prescrizione.
Riposo e riabilitazione
Durante la fase acuta può essere necessario limitare l’attività per ridurre dolore e danno articolare. Il riposo assoluto prolungato, tuttavia, favorisce rigidità e perdita muscolare.
Dopo il controllo della fase infiammatoria, il veterinario può introdurre gradualmente:
- passeggiate brevi al guinzaglio;
- mobilizzazioni controllate;
- esercizi per recuperare la muscolatura;
- attività propriocettive;
- idroterapia nei casi appropriati;
- fisioterapia personalizzata.
Nell’artrite settica la riabilitazione deve essere coordinata con il trattamento dell’infezione e con l’eventuale procedura chirurgica.
Alimentazione e peso corporeo
Il mantenimento del peso ideale riduce il carico sulle articolazioni infiammate. L’obesità può peggiorare dolore, mobilità e recupero.
Il cane dovrebbe ricevere un alimento completo in quantità misurate. Integratori e nutraceutici non sostituiscono il trattamento della causa e non devono ritardare gli esami diagnostici.
Artrite e cani da caccia
I cani da caccia sono esposti a traumi, ferite penetranti, morsi, corpi estranei e malattie trasmesse da zecche. Una zoppia comparsa dopo un’uscita non deve essere attribuita automaticamente a una semplice distorsione.
È necessario controllare:
- presenza di ferite vicino alle articolazioni;
- fori provocati da spine o morsi;
- gonfiore e calore locale;
- febbre;
- dolore durante la flessione;
- zoppia che cambia arto;
- abbattimento e perdita dell’appetito;
- presenza recente di zecche.
Gestione del cane da caccia con artrite
Un cane con artrite acuta non deve continuare l’attività venatoria finché la causa non è stata identificata e il veterinario non ha autorizzato la ripresa.
La prosecuzione del lavoro può:
- aumentare l’infiammazione;
- aggravare un’infezione;
- estendere una lesione articolare;
- accelerare il danno alla cartilagine;
- mascherare la reale gravità del problema.
La ripresa deve essere graduale e accompagnata da controllo del peso, ricondizionamento muscolare e monitoraggio nelle ore successive allo sforzo.
Prevenzione
Non tutte le forme di artrite possono essere prevenute, ma è possibile ridurre alcuni fattori di rischio.
Le misure utili comprendono:
- pulire e far controllare rapidamente le ferite penetranti;
- non sottovalutare morsi vicino alle articolazioni;
- rispettare le istruzioni dopo gli interventi ortopedici;
- controllare quotidianamente le incisioni chirurgiche;
- utilizzare una protezione regolare contro le zecche;
- mantenere il peso ideale;
- evitare sovraccarichi e traumi ripetitivi;
- trattare tempestivamente infezioni presenti in altre parti dell’organismo;
- non somministrare farmaci senza indicazione veterinaria.
Prognosi
La prognosi dipende dalla causa e dalla rapidità del trattamento.
Nelle poliartriti immunomediate idiopatiche molti cani rispondono bene alla terapia, ma sono possibili ricadute e può essere necessario un trattamento prolungato.
Nell’artrite settica la prognosi è migliore quando l’infezione viene diagnosticata e trattata precocemente. Il ritardo può determinare distruzione della cartilagine, instabilità, artrosi permanente e riduzione della funzione.
Le forme erosive e neoplastiche richiedono una prognosi più prudente e una gestione specialistica.
Quando rivolgersi urgentemente al veterinario
È necessario richiedere assistenza immediata quando il cane presenta:
- articolazione improvvisamente gonfia e calda;
- dolore intenso;
- mancato appoggio di un arto;
- febbre;
- grave abbattimento;
- ferita o morso vicino a un’articolazione;
- secrezione da una ferita chirurgica;
- zoppia associata a perdita dell’appetito;
- dolore contemporaneo in più arti;
- incapacità di alzarsi o camminare.
In sintesi
L’artrite nel cane è un’infiammazione articolare che può avere origine infettiva, immunomediata, traumatica o sistemica. Può colpire una sola articolazione oppure presentarsi come poliartrite.
L’analisi del liquido sinoviale è spesso indispensabile per distinguere un’infezione da una malattia immunomediata. Questa differenza è fondamentale perché l’artrite settica richiede antibiotici e spesso lavaggio articolare, mentre la poliartrite immunomediata viene generalmente trattata con farmaci immunosoppressori.
Ogni zoppia associata a gonfiore articolare, febbre o abbattimento deve essere valutata tempestivamente dal medico veterinario.























