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FERITE da MORSO e da ZANNA di CINGHIALE nel cane da caccia

Le ferite provocate dal cinghiale nel cane da caccia rappresentano una delle emergenze più gravi dell’attività venatoria. Nella maggior parte dei casi il danno non deriva da un vero morso, ma dal colpo inferto con le zanne, soprattutto con i canini inferiori del maschio, capaci di provocare tagli profondi e penetranti.

Una lesione cutanea apparentemente piccola può nascondere lacerazioni di muscoli, vasi sanguigni, nervi e organi interni. Le ferite al torace e all’addome devono quindi essere considerate potenzialmente mortali anche quando il cane rimane in piedi e continua a muoversi.

Dopo qualsiasi contatto violento con un cinghiale, il cane deve essere fermato, controllato accuratamente e sottoposto a una visita veterinaria urgente.

Morso o colpo di zanna?

Il cinghiale può mordere, travolgere o schiacciare il cane, ma le lesioni più caratteristiche vengono prodotte dalle zanne.

Il movimento della testa dal basso verso l’alto può determinare:

  • ferite da punta;
  • tagli lineari profondi;
  • lacerazioni della cute e dei muscoli;
  • scollamento dei tessuti sottocutanei;
  • penetrazione nella cavità toracica o addominale;
  • lesioni multiple lungo il percorso della zanna;
  • emorragie interne ed esterne.

Il punto di ingresso può essere molto più piccolo del danno presente in profondità. La zanna può inoltre penetrare in una zona e uscire da un’altra, creando un tragitto contaminato difficile da valutare senza esplorazione chirurgica.

Zone del corpo maggiormente colpite

Le sedi più frequentemente coinvolte sono:

  • torace;
  • addome;
  • inguine;
  • cosce e arti posteriori;
  • spalle e arti anteriori;
  • collo;
  • testa e muso.

Un singolo cane può presentare contemporaneamente più ferite. Dopo aver individuato la lesione più evidente è quindi necessario continuare l’ispezione dell’intero corpo.

Perché queste ferite sono particolarmente pericolose

Il mantello può nascondere sangue, fori di ingresso e lacerazioni. Inoltre, la pelle del cane può spostarsi rispetto ai tessuti profondi durante il colpo: la lesione cutanea visibile può quindi non trovarsi esattamente sopra il danno muscolare o l’organo colpito.

Le principali complicazioni comprendono:

  • emorragia esterna;
  • emorragia interna;
  • shock;
  • pneumotorace;
  • emotorace;
  • lacerazione polmonare;
  • lesione di fegato, milza, intestino o vescica;
  • ernia traumatica;
  • danno a nervi e grossi vasi;
  • fratture;
  • contaminazione batterica;
  • necrosi dei tessuti;
  • peritonite o sepsi.

Cosa fare immediatamente sul terreno

La priorità è interrompere lo scontro senza mettere in pericolo altre persone o cani. Il cinghiale ferito o immobilizzato può attaccare nuovamente e deve essere considerato ancora pericoloso.

Una volta raggiunto il cane:

  1. allontanarlo dall’area dello scontro;
  2. chiamare immediatamente il veterinario o la clinica di emergenza;
  3. controllare respirazione e stato di coscienza;
  4. cercare rapidamente le emorragie più importanti;
  5. applicare pressione sulle ferite sanguinanti;
  6. limitare i movimenti;
  7. trasportarlo senza ritardi.

Le medicazioni sul campo servono soltanto a mantenere temporaneamente stabile il cane durante il trasferimento. Non sostituiscono l’esplorazione veterinaria.

Avvicinarsi al cane in sicurezza

Un cane ferito e spaventato può mordere anche il proprietario. È opportuno avvicinarsi con calma, parlare a voce bassa ed evitare movimenti improvvisi.

Una museruola improvvisata può essere utilizzata soltanto se il cane:

  • respira normalmente;
  • non sta vomitando;
  • non presenta ferite al muso;
  • non ha perso conoscenza;
  • non manifesta un colpo di calore.

La museruola non deve essere applicata a un cane con difficoltà respiratoria, trauma facciale o necessità di vomitare.

Valutazione rapida delle funzioni vitali

Prima di concentrarsi sulla ferita visibile è necessario valutare le funzioni essenziali.

Occorre controllare:

  • pervietà delle vie respiratorie;
  • presenza e qualità della respirazione;
  • colore delle mucose;
  • presenza del polso;
  • livello di coscienza;
  • emorragie importanti;
  • capacità di mantenersi in piedi.

Respirazione affannosa, mucose pallide o bluastre, polso debole, estremità fredde e perdita di coscienza indicano un’emergenza critica.

Come fermare un’emorragia

In presenza di sanguinamento esterno è necessario applicare una garza sterile o un tessuto pulito e premere direttamente sulla ferita.

La pressione deve essere:

  • continua;
  • decisa ma non inutilmente violenta;
  • mantenuta per diversi minuti senza sollevare continuamente la garza;
  • rafforzata aggiungendo altro materiale sopra quello già impregnato.

Rimuovere ripetutamente la garza può staccare il coagulo che si sta formando e far riprendere il sanguinamento.

Se la posizione lo consente, una fasciatura compressiva può mantenere la pressione durante il trasporto. Il bendaggio non deve compromettere la respirazione o la circolazione dell’arto.

Uso del laccio emostatico

Un laccio emostatico può provocare gravi lesioni a nervi e tessuti. Deve essere considerato soltanto in caso di emorragia incontrollabile e potenzialmente mortale proveniente da un arto, quando la pressione diretta non è sufficiente e il soccorritore sa utilizzarlo correttamente.

Se viene applicato è indispensabile annotare l’ora esatta e informare immediatamente il veterinario. Non deve essere nascosto sotto coperte o bendaggi.

Ferite penetranti del torace

Una zanna può attraversare la parete toracica e permettere l’ingresso di aria nella cavità pleurica. Il polmone non riesce più a espandersi normalmente e può svilupparsi un pneumotorace.

I segnali comprendono:

  • respirazione rapida e superficiale;
  • grande sforzo respiratorio;
  • movimento anomalo di torace e addome;
  • rumore di aspirazione dalla ferita;
  • presenza di bolle o schiuma;
  • mucose bluastre;
  • debolezza o collasso.

La ferita deve essere coperta con materiale sterile e, se possibile, con una medicazione occlusiva che limiti l’ingresso di aria. Non bisogna comprimere eccessivamente l’intero torace.

Il cane deve essere mantenuto nella posizione che gli permette di respirare meglio e trasportato immediatamente. Non deve essere costretto a sdraiarsi su un fianco se manifesta maggiore difficoltà respiratoria.

Ferite dell’addome

Una ferita addominale può coinvolgere muscoli, fegato, milza, stomaco, intestino, reni, vescica e grossi vasi.

I possibili segnali comprendono:

  • dolore addominale;
  • addome teso o progressivamente gonfio;
  • mucose pallide;
  • debolezza;
  • respirazione accelerata;
  • vomito;
  • sangue nelle urine;
  • fuoriuscita di tessuti o organi;
  • collasso.

L’assenza di sangue esterno non esclude un’emorragia interna. Un cane colpito all’addome deve essere visitato anche se inizialmente appare stabile.

Cosa fare in caso di eviscerazione

Se dalla ferita fuoriescono anse intestinali o altri tessuti:

  • non tentare di reinserirli nell’addome;
  • non manipolarli inutilmente;
  • non esercitare pressione diretta sugli organi;
  • coprirli con garze sterili inumidite con soluzione fisiologica;
  • proteggere il tutto con una medicazione pulita e non stretta;
  • trasportare immediatamente il cane.

Se non è disponibile soluzione fisiologica, è preferibile proteggere delicatamente i tessuti con materiale pulito durante il trasferimento piuttosto che lasciarli esposti e asciugarsi.

Oggetti conficcati nella ferita

Rami, frammenti o altri oggetti penetrati nei tessuti non devono essere estratti sul campo. Potrebbero comprimere un vaso danneggiato e limitarne temporaneamente l’emorragia.

L’oggetto deve essere stabilizzato con garze o tessuti attorno alla base, evitando movimenti durante il trasporto. La rimozione deve essere effettuata in ambiente veterinario, con la possibilità di controllare immediatamente il sanguinamento.

Come riconoscere lo shock

Lo shock può derivare da perdita di sangue, dolore, trauma toracico o grave danno tissutale.

I segnali iniziali possono comprendere:

  • respirazione accelerata;
  • battito cardiaco rapido;
  • agitazione;
  • mucose pallide;
  • tempo di riempimento capillare alterato;
  • polso debole;
  • estremità fredde.

Nelle fasi avanzate possono comparire:

  • grave debolezza;
  • riduzione della temperatura corporea;
  • stato mentale alterato;
  • incapacità di alzarsi;
  • perdita di coscienza;
  • arresto cardiocircolatorio.

Il cane in shock deve essere mantenuto fermo e protetto dal freddo, senza essere surriscaldato. Deve raggiungere una struttura veterinaria nel minor tempo possibile.

Come trasportare il cane ferito

Il movimento può aggravare emorragie, fratture e lesioni della colonna. Il cane deve essere spostato il meno possibile.

Per il trasporto possono essere utilizzati:

  • una barella pieghevole;
  • una coperta resistente;
  • una giacca robusta;
  • un pannello rigido;
  • un telo sostenuto da più persone.

Testa, collo e colonna devono essere mantenuti il più possibile allineati. Un cane con difficoltà respiratoria deve poter mantenere la posizione che gli consente di ventilare meglio.

È utile telefonare alla clinica durante il trasferimento, comunicando:

  • ora dell’incidente;
  • zona del corpo colpita;
  • presenza di emorragia;
  • qualità della respirazione;
  • stato di coscienza;
  • tempo stimato di arrivo.

Cosa non fare sul terreno

In attesa dell’assistenza veterinaria non bisogna:

  • chiudere la ferita con punti, graffette o colle;
  • esplorare in profondità con dita o strumenti;
  • estrarre oggetti conficcati;
  • reinserire organi fuoriusciti;
  • versare alcol o acqua ossigenata nei tessuti profondi;
  • applicare polveri, spray colorati o sostanze caustiche;
  • somministrare farmaci antidolorifici per uso umano;
  • dare cibo o grandi quantità di acqua;
  • permettere al cane di continuare a cacciare;
  • rimandare la visita perché la ferita appare piccola.

Il cane potrebbe avere bisogno di sedazione o anestesia urgente; per questo motivo è preferibile non somministrare alimenti durante il trasporto, salvo diversa indicazione del veterinario.

Perché non usare acqua ossigenata nella ferita profonda

L’acqua ossigenata può danneggiare le cellule necessarie alla guarigione e non sostituisce il lavaggio chirurgico. Alcol e disinfettanti concentrati provocano dolore e possono lesionare ulteriormente i tessuti.

Sulla superficie circostante può essere effettuata soltanto una pulizia delicata, senza ritardare il trasferimento. Nelle ferite profonde la priorità è la stabilizzazione, non una disinfezione improvvisata.

Valutazione veterinaria

All’arrivo in clinica la priorità è stabilizzare respirazione e circolazione. L’esplorazione completa delle ferite viene effettuata dopo aver controllato le condizioni vitali.

Gli accertamenti possono comprendere:

  • esame clinico e neurologico;
  • emocromo e profilo biochimico;
  • valutazione della coagulazione;
  • monitoraggio seriale dell’ematocrito;
  • radiografie del torace e dell’addome;
  • ecografia d’urgenza per ricercare sangue o aria;
  • tomografia computerizzata nei casi selezionati;
  • esame delle urine;
  • esplorazione chirurgica della ferita.

Gli esami possono dover essere ripetuti. Un’emorragia interna o una lesione polmonare possono diventare più evidenti nelle ore successive al trauma.

Trattamento in clinica

Il trattamento dipende dalla sede e dalla gravità delle lesioni e può comprendere:

  • ossigenoterapia;
  • accesso venoso e fluidoterapia;
  • trasfusione di sangue o emocomponenti;
  • analgesia;
  • antibiotici;
  • drenaggio dell’aria o del sangue dal torace;
  • lavaggio abbondante delle ferite;
  • rimozione dei tessuti devitalizzati;
  • riparazione di muscoli, vasi e organi;
  • posizionamento di drenaggi;
  • chirurgia toracica o addominale;
  • ricovero e monitoraggio intensivo.

Perché la ferita non viene sempre chiusa subito

Le ferite da zanna sono generalmente contaminate da batteri, terreno, peli e materiale vegetale. Chiudere immediatamente una cavità non adeguatamente pulita può intrappolare microrganismi e tessuti morti.

In base al caso, il veterinario può scegliere:

  • chiusura immediata dopo accurato lavaggio e rimozione dei tessuti danneggiati;
  • chiusura con posizionamento di un drenaggio;
  • chiusura ritardata;
  • guarigione controllata come ferita aperta;
  • ricostruzione mediante lembi cutanei.

Rischio di infezione

Le zanne e la bocca del cinghiale, insieme al terreno e alla vegetazione, possono introdurre numerosi batteri nei tessuti. Le ferite profonde e le zone di tessuto devitalizzato offrono condizioni favorevoli alla proliferazione microbica.

I segnali di infezione comprendono:

  • aumento del dolore;
  • gonfiore;
  • calore locale;
  • secrezione purulenta;
  • cattivo odore;
  • febbre;
  • abbattimento;
  • apertura dei punti;
  • annerimento dei margini della ferita.

Gli antibiotici devono essere scelti dal veterinario. Nei casi infetti o resistenti può essere necessario un prelievo per coltura e antibiogramma.

Controlli dopo il trauma

Anche dopo un intervento riuscito possono comparire complicazioni tardive. Durante la convalescenza è necessario controllare:

  • respirazione a riposo;
  • colore delle mucose;
  • appetito;
  • temperatura corporea;
  • dolore;
  • gonfiore della ferita;
  • quantità e aspetto del liquido nei drenaggi;
  • produzione di urina e feci;
  • capacità di camminare.

Respirazione più rapida, addome gonfio, mucose pallide, collasso, vomito o improvviso peggioramento richiedono un ritorno immediato in clinica.

Tempi di recupero

Il tempo necessario per tornare all’attività dipende dalla profondità delle ferite e dalle strutture coinvolte. Una lesione cutanea superficiale ha un decorso molto diverso rispetto a una lacerazione di polmone, intestino, muscolo o tendine.

La ripresa deve avvenire soltanto dopo:

  • completa guarigione della ferita;
  • rimozione di punti e drenaggi;
  • assenza di infezione;
  • recupero della mobilità;
  • ricostruzione della massa muscolare;
  • autorizzazione del veterinario.

Il rientro prematuro sul terreno può provocare riapertura della ferita, ernie, emorragie e nuove lesioni.

Prevenzione delle ferite da cinghiale

Non è possibile eliminare completamente il rischio, ma una corretta organizzazione può ridurne la frequenza e la gravità.

Le misure preventive comprendono:

  • addestramento specifico e richiamo affidabile;
  • scelta di cani idonei per esperienza e condizioni fisiche;
  • uso di sistemi GPS per localizzare rapidamente il cane;
  • evitare di liberare soggetti inesperti in situazioni particolarmente rischiose;
  • non sovraccaricare cani stanchi o infortunati;
  • valutare densità della vegetazione e visibilità;
  • disporre di un piano di evacuazione;
  • conoscere in anticipo la clinica veterinaria più vicina;
  • portare sempre un kit di primo soccorso.

Corpetto protettivo anticinghiale

Un corpetto protettivo può ridurre la penetrazione delle zanne nelle zone coperte, soprattutto torace, addome e parte del collo. Non garantisce tuttavia una protezione assoluta.

Il corpetto deve:

  • essere della misura corretta;
  • proteggere torace e addome senza limitare la respirazione;
  • consentire piena mobilità degli arti;
  • non creare punti di sfregamento;
  • essere facilmente visibile;
  • non favorire un eccessivo surriscaldamento;
  • essere controllato dopo ogni urto.

Anche quando il corpetto non presenta un foro evidente, il cane può aver subito un trauma da compressione e deve essere esaminato.

Kit di primo soccorso per la caccia al cinghiale

Un kit dedicato dovrebbe comprendere:

  • guanti monouso;
  • garze sterili;
  • compresse non aderenti;
  • bende elastiche e coesive;
  • materiale emostatico veterinario;
  • soluzione fisiologica;
  • telo impermeabile pulito;
  • forbici a punta smussa;
  • coperta termica;
  • museruola adatta;
  • barella pieghevole o telo resistente;
  • numeri delle cliniche veterinarie di emergenza.

I materiali devono essere controllati prima della stagione e sostituiti quando scaduti, danneggiati o utilizzati.

Quando il cane deve essere visitato

Dopo un contatto diretto con un cinghiale è consigliabile una valutazione veterinaria anche quando:

  • il foro nella pelle appare piccolo;
  • il sanguinamento si è fermato;
  • il cane cammina normalmente;
  • il corpetto sembra integro;
  • non è visibile una ferita evidente;
  • il cane vuole continuare a cacciare.

Il dolore e l’agitazione possono mascherare temporaneamente i sintomi. Le condizioni possono peggiorare rapidamente quando l’adrenalina diminuisce o l’emorragia interna prosegue.

In sintesi

Le ferite da morso e da zanna di cinghiale possono provocare danni profondi e potenzialmente mortali nel cane da caccia. Torace e addome sono le zone più pericolose, ma ogni lesione deve essere considerata contaminata e più estesa di quanto possa apparire esternamente.

Sul terreno occorre interrompere l’attività, controllare respirazione ed emorragie, applicare pressione diretta, proteggere le ferite e trasportare il cane senza ritardi. Non bisogna esplorare, suturare o disinfettare aggressivamente la lesione.

Dopo qualsiasi colpo inferto da un cinghiale è necessaria una visita veterinaria urgente: la rapidità dell’intervento può fare la differenza tra una piena guarigione e conseguenze irreversibili.

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