Le ferite da arma da fuoco nel cane costituiscono un’emergenza veterinaria assoluta. Possono verificarsi durante l’attività venatoria, in seguito a uno sparo accidentale oppure, più raramente, per un atto intenzionale. Anche quando il foro sulla pelle appare piccolo e il cane riesce ancora a camminare, possono essere presenti gravi emorragie interne, perforazioni degli organi, fratture e lesioni neurologiche.
Il proiettile o i pallini possono attraversare diversi tessuti, cambiare direzione dopo l’impatto con un osso e provocare danni lontani dal punto di ingresso. Il cane deve quindi essere trasportato immediatamente in una struttura veterinaria, senza attendere la comparsa di sintomi più evidenti.
Perché una ferita apparentemente piccola può essere grave
Il foro cutaneo non rappresenta necessariamente l’estensione reale del trauma. L’energia trasferita dal proiettile può danneggiare muscoli, vasi sanguigni, nervi e organi interni lungo una traiettoria che raramente può essere ricostruita osservando soltanto la superficie.
Un proiettile può:
- fermarsi all’interno del corpo;
- attraversare completamente il cane;
- frammentarsi dopo l’impatto;
- deviare colpendo un osso;
- trasportare pelo, terra e altri contaminanti nei tessuti;
- causare danni ai tessuti circostanti senza attraversarli direttamente.
L’assenza di una ferita di uscita non indica necessariamente una lesione più o meno grave. Allo stesso modo, la presenza di due fori non permette di stabilire con certezza la traiettoria.
Ferite da proiettile e ferite da pallini
Le conseguenze cambiano in base al tipo di munizione, alla distanza, alla zona colpita e all’energia residua al momento dell’impatto.
Un singolo proiettile può provocare una lesione profonda lungo una determinata traiettoria, con possibile perforazione di più organi. I pallini di una cartuccia a munizione spezzata possono invece produrre numerosi canali penetranti distribuiti su un’area più ampia.
Non tutti i pallini visibili nelle radiografie devono necessariamente essere rimossi. La decisione dipende dalla posizione, dalla contaminazione, dai danni prodotti e dal rischio associato all’intervento chirurgico.
Zone del corpo maggiormente a rischio
Qualsiasi parte del corpo può essere interessata, ma alcune sedi presentano un pericolo particolarmente elevato:
- torace, per possibili lesioni a polmoni, cuore e grandi vasi;
- addome, per perforazioni di intestino, stomaco, fegato, milza, reni o vescica;
- testa e collo, per danni a cervello, occhi, trachea, esofago e vasi sanguigni;
- colonna vertebrale, per fratture e lesioni del midollo spinale;
- arti, per fratture, emorragie e danni a nervi, tendini e articolazioni.
Sintomi immediati
Dopo lo sparo il cane può guaire, cadere, correre disorientato o rimanere immobile. I segni più evidenti comprendono:
- uno o più fori nella pelle;
- sanguinamento esterno;
- dolore intenso;
- zoppia o incapacità di utilizzare un arto;
- respirazione rapida o difficoltosa;
- debolezza e perdita di equilibrio;
- agitazione o improvvisa apatia;
- gengive pallide;
- addome dolorante o gonfio;
- sangue dalla bocca, dal naso, dall’ano o nelle urine;
- paralisi o perdita di sensibilità;
- collasso e perdita di coscienza.
Segni di shock
Un’emorragia interna o esterna può provocare shock, anche quando la quantità di sangue visibile sembra limitata. I segnali comprendono:
- gengive molto pallide, grigie o bluastre;
- battito cardiaco accelerato e debole;
- respirazione rapida e superficiale;
- estremità fredde;
- debolezza estrema;
- ridotta risposta agli stimoli;
- collasso.
Il cane in shock deve essere mantenuto fermo, protetto dalla dispersione di calore e trasportato immediatamente in pronto soccorso.
Cosa fare immediatamente
La priorità è mettere in sicurezza la zona, verificare le condizioni del cane e organizzare il trasporto veterinario.
- Accertarsi che gli spari siano cessati e che non esistano ulteriori pericoli.
- Avvicinarsi con cautela, parlando al cane con voce calma.
- Controllare che respiri e che le vie aeree siano libere.
- Contattare immediatamente il veterinario o il pronto soccorso.
- Controllare il sanguinamento esterno con pressione diretta.
- Limitare al minimo i movimenti del cane.
- Trasportarlo su una coperta, una tavola o una barella improvvisata.
Un cane ferito e spaventato può mordere involontariamente. La museruola non deve però essere utilizzata se presenta difficoltà respiratoria, vomito, perdita di coscienza o ferite al muso.
Come controllare il sanguinamento
Applicare sulla ferita una garza sterile o un panno pulito ed esercitare una pressione continua e uniforme. Non sollevare ripetutamente la medicazione per controllare se il sangue si è fermato.
Se il primo strato si impregna, non rimuoverlo: aggiungere altro materiale sopra e continuare a comprimere. La rimozione potrebbe staccare il coagulo e far riprendere l’emorragia.
Se il sangue fuoriesce rapidamente, a getti o continua a impregnare le medicazioni, il trasporto deve essere immediato mantenendo la pressione durante il tragitto.
Quando non esercitare pressione diretta
Non bisogna comprimere direttamente:
- un oggetto o un frammento che sporge dalla ferita;
- un occhio lesionato;
- tessuti o organi che fuoriescono dall’addome;
- una sospetta frattura cranica;
- una ferita toracica dalla quale entra ed esce aria.
Ferite al torace
Un foro nel torace può permettere l’ingresso di aria nello spazio che circonda i polmoni, impedendone la normale espansione. Possono inoltre essere presenti emorragie interne o contusioni polmonari.
I segnali più preoccupanti comprendono:
- difficoltà respiratoria;
- respirazione rapida e superficiale;
- rumore di risucchio proveniente dalla ferita;
- bolle di aria e sangue;
- gengive bluastre;
- collasso.
La ferita può essere coperta delicatamente con una medicazione pulita e, se possibile, con uno strato impermeabile per limitare l’ingresso di aria. La fasciatura non deve comprimere il torace né ostacolare la respirazione.
Il cane deve essere mantenuto nella posizione in cui respira meglio e trasportato immediatamente in una struttura veterinaria.
Ferite all’addome
Una perforazione addominale può provocare emorragia interna, contaminazione della cavità addominale e fuoriuscita del contenuto intestinale. Il foro esterno può essere molto piccolo rispetto al danno interno.
Se dalla ferita fuoriescono tessuti o organi:
- non bisogna tentare di reinserirli;
- non devono essere manipolati o lavati energicamente;
- devono essere coperti con garze sterili inumidite con soluzione fisiologica;
- non bisogna esercitare pressione diretta;
- il cane deve essere trasportato con la massima urgenza.
Ferite agli arti
Un colpo a una zampa può causare fratture esposte o nascoste, frammentazione dell’osso e lesioni a nervi, tendini e vasi sanguigni.
L’arto deve essere mosso il meno possibile. Una stecca improvvisata può risultare dannosa se applicata senza esperienza o se ritarda il trasporto. È generalmente preferibile appoggiare il cane su una superficie stabile e lasciare l’immobilizzazione al personale veterinario.
Se è presente una frattura esposta, l’osso non deve essere spinto all’interno. La zona va coperta delicatamente con una medicazione sterile.
Ferite alla testa, al collo e alla colonna vertebrale
Queste lesioni possono provocare perdita di coscienza, convulsioni, difficoltà respiratoria, alterazioni della vista, paralisi e gravi emorragie.
Il cane deve essere spostato mantenendo testa, collo e colonna il più possibile allineati. È preferibile utilizzare una superficie rigida o una coperta tesa da più persone, evitando torsioni e movimenti bruschi.
Cosa non fare
Durante il primo soccorso non bisogna:
- cercare il proiettile con le dita o con strumenti;
- rimuovere pallini o frammenti visibili in profondità;
- sondare il foro di ingresso o di uscita;
- lavare energicamente una ferita penetrante;
- versare acqua ossigenata, alcol o disinfettanti concentrati;
- applicare polveri, creme o pomate;
- spingere all’interno tessuti o ossa esposti;
- applicare un laccio emostatico improvvisato;
- somministrare antidolorifici per uso umano;
- dare cibo al cane, perché potrebbe essere necessaria un’anestesia urgente;
- aspettare che compaiano sintomi più gravi.
Il cane può bere?
Considerata la possibile necessità di sedazione o intervento chirurgico, è preferibile non offrire cibo. Anche l’acqua deve essere somministrata soltanto seguendo le indicazioni ricevute dal veterinario.
Non bisogna mai versare liquidi nella bocca di un cane debole, confuso, privo di coscienza o con difficoltà respiratoria, perché potrebbe inalarli.
Diagnosi veterinaria
All’arrivo in clinica la priorità è stabilizzare respirazione e circolazione, controllare le emorragie e alleviare il dolore. L’esame delle ferite viene effettuato dopo aver affrontato le condizioni immediatamente pericolose per la vita.
Gli accertamenti possono comprendere:
- esame fisico completo;
- emocromo e profilo biochimico;
- valutazione della coagulazione;
- misurazione della pressione arteriosa;
- controllo dell’ossigenazione;
- radiografie del torace, dell’addome o degli arti;
- ecografia toracica e addominale;
- tomografia computerizzata nei casi complessi;
- esame neurologico;
- monitoraggio cardiaco;
- analisi dei liquidi presenti nelle cavità corporee.
Le radiografie permettono di localizzare proiettili, pallini e frammenti metallici, ma la loro posizione deve essere interpretata insieme ai danni osservati negli organi e nei tessuti.
Trattamento veterinario
La terapia dipende dalla sede e dalla gravità delle lesioni. Può comprendere:
- ossigenoterapia;
- accesso venoso e fluidoterapia controllata;
- analgesia;
- trasfusioni di sangue o plasma;
- drenaggio di aria o sangue dal torace;
- lavaggio e pulizia chirurgica delle ferite;
- rimozione dei tessuti non vitali;
- riparazione di organi, vasi e muscoli;
- stabilizzazione delle fratture;
- somministrazione di antibiotici quando indicata;
- ricovero e monitoraggio intensivo.
Quando è necessario l’intervento chirurgico
La chirurgia può essere indispensabile in presenza di:
- emorragia interna;
- perforazione dello stomaco o dell’intestino;
- danno a fegato, milza, reni o vescica;
- lesioni polmonari importanti;
- fratture instabili o esposte;
- contaminazione profonda;
- tessuti gravemente danneggiati;
- proiettili o frammenti che comprimono strutture vitali;
- lesioni oculari o neurologiche.
In altri casi il proiettile o alcuni pallini possono essere lasciati in sede se la rimozione comporta un rischio maggiore rispetto alla loro permanenza.
Le ferite vengono sempre suturate?
Una ferita da arma da fuoco è generalmente contaminata da pelo, residui e materiale trasportato all’interno dal proiettile. Per questo motivo non viene necessariamente chiusa subito.
Dopo la pulizia e la rimozione dei tessuti danneggiati, il veterinario può decidere di:
- suturare immediatamente la ferita;
- posizionare un drenaggio;
- lasciarla temporaneamente aperta;
- eseguire una chiusura differita dopo alcuni giorni;
- lasciarla guarire gradualmente mediante medicazioni.
Complicazioni possibili
Le conseguenze possono manifestarsi anche nelle ore o nei giorni successivi. Le principali complicazioni comprendono:
- emorragia interna;
- pneumotorace o emotorace;
- contusione polmonare;
- peritonite;
- infezione profonda e formazione di ascessi;
- necrosi dei tessuti;
- sepsi;
- fratture che non consolidano correttamente;
- danni neurologici permanenti;
- perdita della funzionalità di un arto;
- insufficienza di uno o più organi.
Prognosi
La prognosi dipende dalla zona colpita, dall’energia del proiettile, dagli organi coinvolti, dalla quantità di sangue persa e dal tempo trascorso prima delle cure.
Le ferite limitate ai tessuti superficiali o a un arto possono avere una prognosi favorevole se trattate tempestivamente. Le lesioni al cuore, ai grandi vasi, al cervello, alla colonna vertebrale o a più organi presentano invece una prognosi molto più prudente.
Il fatto che il cane riesca a camminare non esclude un’emorragia interna o una perforazione. Alcuni animali peggiorano rapidamente dopo un iniziale periodo di apparente stabilità.
Assistenza dopo la dimissione
Durante la convalescenza è necessario:
- somministrare tutti i farmaci prescritti;
- mantenere le medicazioni pulite e asciutte;
- impedire al cane di leccare o mordere la ferita;
- utilizzare il collare elisabettiano quando indicato;
- limitare rigorosamente corsa, salti e attività venatoria;
- controllare appetito, respirazione, urine e feci;
- rispettare le visite e gli esami di controllo;
- segnalare immediatamente qualsiasi peggioramento.
Difficoltà respiratoria, debolezza, gengive pallide, addome gonfio, sanguinamento, febbre, secrezioni maleodoranti o apertura della ferita richiedono una nuova valutazione urgente.
Prevenzione durante l’attività venatoria
La prevenzione richiede disciplina e coordinamento tra tutti i partecipanti. È fondamentale:
- identificare sempre la posizione dei cani e degli altri cacciatori;
- non sparare quando il cane è vicino alla linea di tiro o al selvatico;
- evitare qualsiasi tiro verso vegetazione che impedisca di vedere chiaramente ciò che si trova oltre;
- conoscere il terreno e le zone occupate dalle squadre;
- utilizzare corpetti e collari ad alta visibilità;
- mantenere un’efficace comunicazione tra i partecipanti;
- interrompere l’azione quando non si conosce la posizione del cane;
- trasportare e maneggiare l’arma rispettando rigorosamente le norme di sicurezza;
- conoscere la posizione delle strutture veterinarie della zona;
- portare sempre un kit di primo soccorso e una coperta utilizzabile come barella.
In sintesi
Una ferita da arma da fuoco nel cane è sempre un’emergenza, indipendentemente dalle dimensioni del foro esterno e dalle condizioni iniziali dell’animale. Bisogna mettere in sicurezza la zona, controllare il sanguinamento, limitare i movimenti e raggiungere immediatamente una struttura veterinaria.
Non bisogna cercare o rimuovere proiettili e pallini, sondare la ferita o attendere la comparsa di sintomi gravi. La rapidità della stabilizzazione e degli accertamenti può determinare la sopravvivenza del cane e limitare le conseguenze permanenti.























