Ferite da filo spinato nel cane: primo soccorso, cura e prevenzione
Le ferite da filo spinato nel cane sono tra gli incidenti traumatici più frequenti durante la caccia, l’addestramento e le escursioni in campagna. Possono sembrare semplici tagli superficiali, ma spesso presentano perforazioni profonde, lembi cutanei, contaminazione da terra e ruggine oppure lesioni a muscoli, tendini, nervi e vasi sanguigni.
Il cane da caccia, lanciato nella corsa o concentrato sull’inseguimento, può non vedere una recinzione nascosta dalla vegetazione. L’impatto ad alta velocità e il successivo tentativo di liberarsi possono trasformare una piccola perforazione in una vasta lacerazione.
Perché il filo spinato provoca ferite particolari
Le punte metalliche penetrano nella cute e possono agganciare i tessuti. Quando il cane continua a muoversi o cerca di liberarsi, la pelle viene tirata e lacerata, creando ferite irregolari e talvolta estese.
Il danno visibile può essere soltanto una parte della lesione. Una punta può infatti penetrare sotto la pelle e creare una tasca profonda, oppure raggiungere strutture importanti senza produrre una grande apertura esterna.
Le recinzioni vecchie possono inoltre essere ricoperte da terra, materiale organico e contaminanti. La ruggine, da sola, non è la causa dell’infezione: il rischio deriva soprattutto dai microrganismi e dai detriti introdotti nei tessuti.
Tipologie di ferite
Un incidente con il filo spinato può provocare:
- abrasioni, con perdita dello strato più superficiale della pelle;
- tagli e lacerazioni, spesso con margini irregolari;
- ferite penetranti, piccole all’esterno ma profonde;
- lembi di pelle parzialmente distaccati;
- lesioni del sottocute e dei muscoli;
- danni a tendini, legamenti, nervi e vasi sanguigni;
- traumi agli occhi e alle palpebre;
- ferite al torace o all’addome;
- fratture o lussazioni causate dall’impatto e dalla caduta.
Zone del corpo maggiormente colpite
Le lesioni si verificano più frequentemente su:
- torace e parte inferiore dell’addome;
- inguine e ascelle;
- zampe anteriori e posteriori;
- spalle;
- muso, labbra e tartufo;
- orecchie;
- palpebre e superficie oculare.
Le ferite alle ascelle, all’inguine e in prossimità delle articolazioni possono essere difficili da vedere e riaprirsi quando il cane cammina. Quelle al torace, all’addome e agli occhi devono essere considerate particolarmente urgenti.
Come comportarsi se il cane è ancora impigliato
Un cane intrappolato può agitarsi, allargando la ferita e avvolgendo ulteriormente il filo intorno al corpo. Bisogna avvicinarsi con calma e impedire, per quanto possibile, che continui a tirare.
Prima di intervenire è necessario proteggere le mani con guanti robusti. Un cane spaventato e dolorante può mordere involontariamente anche il proprietario.
Se una punta è profondamente conficcata nel corpo, nel torace, nell’addome, nel collo o vicino a un’articolazione, non deve essere strappata. Quando possibile si può tagliare la recinzione attorno al tratto penetrato, lasciandolo fermo e stabilizzato per consentire al veterinario di rimuoverlo in sicurezza.
Se non è possibile liberare il cane senza peggiorare la lesione, è opportuno chiamare immediatamente soccorso e attendere personale dotato degli strumenti adatti.
Valutare le condizioni generali
Prima di concentrarsi sulla ferita bisogna controllare che il cane respiri, sia cosciente e non presenti segni di shock o di grave perdita di sangue.
I segnali di emergenza comprendono:
- respirazione rapida, debole o difficoltosa;
- gengive molto pallide, grigie o bluastre;
- debolezza e incapacità di stare in piedi;
- estremità fredde;
- battito cardiaco molto accelerato;
- sanguinamento abbondante o pulsante;
- addome dolorante o gonfio;
- perdita di coscienza;
- collasso.
In presenza di questi sintomi il cane deve essere trasportato immediatamente in pronto soccorso veterinario.
Come fermare il sanguinamento
Il primo intervento consiste nell’applicare una garza sterile o un panno pulito direttamente sulla ferita, esercitando una pressione continua e uniforme.
La pressione non deve essere interrotta continuamente per controllare la lesione. Se il materiale si impregna di sangue, non bisogna rimuoverlo perché si rischia di staccare il coagulo in formazione: si aggiungono altre garze sopra le precedenti e si continua a premere.
Un’emorragia che non diminuisce dopo alcuni minuti di pressione, che impregna rapidamente diversi strati di garza o che fuoriesce a getti richiede un trasporto veterinario immediato.
Il laccio emostatico
Il laccio emostatico non deve essere applicato come intervento ordinario. Se utilizzato in modo scorretto può interrompere la circolazione e causare danni permanenti a nervi e tessuti. In caso di grave emorragia è preferibile mantenere una pressione diretta e raggiungere rapidamente il veterinario.
Pulizia della ferita sul terreno
Dopo aver controllato il sanguinamento, una ferita superficiale può essere risciacquata delicatamente con abbondante soluzione fisiologica sterile oppure, se non disponibile, con acqua potabile pulita.
L’irrigazione aiuta a eliminare terra, frammenti vegetali e contaminanti visibili. Non bisogna però introdurre la punta di siringhe, pinzette o altri strumenti all’interno della lesione.
Se la ferita è profonda, sanguina molto oppure interessa torace, addome, occhio o articolazioni, è preferibile coprirla e affidarne la pulizia al veterinario.
Cosa non utilizzare sulla ferita
Non bisogna applicare autonomamente:
- acqua ossigenata;
- alcol;
- candeggina o disinfettanti concentrati;
- tinture iodate non diluite;
- polveri antibiotiche o cicatrizzanti;
- pomate e creme per uso umano;
- oli essenziali;
- collanti o prodotti destinati a chiudere la pelle.
Queste sostanze possono irritare i tessuti, rallentare la guarigione, mascherare la lesione o rendere più difficile il successivo trattamento veterinario.
Protezione durante il trasporto
La ferita può essere coperta con una medicazione sterile non aderente oppure con un panno pulito. La fasciatura deve essere sufficientemente stabile da proteggere la zona, ma non tanto stretta da compromettere la circolazione o la respirazione.
Quando viene fasciata una zampa bisogna controllare che le dita non diventino gonfie, fredde o violacee. Una fasciatura del torace non deve ostacolare l’espansione della gabbia toracica.
Il cane dovrebbe camminare il meno possibile. Se la lesione è estesa, è preferibile trasportarlo su una coperta o su una barella improvvisata.
Oggetti e frammenti conficcati
Un pezzo di filo, una punta metallica o un altro corpo estraneo profondamente penetrato non deve essere rimosso sul posto. L’oggetto potrebbe limitare temporaneamente un’emorragia e la sua estrazione potrebbe danneggiare ulteriormente vasi sanguigni, nervi o organi.
Bisogna stabilizzarlo con garze sistemate intorno, evitando di esercitare pressione direttamente sull’oggetto, e raggiungere urgentemente il veterinario.
Ferite al torace
Una perforazione toracica può interessare i polmoni anche quando l’apertura cutanea è piccola. Sono segnali di particolare gravità:
- difficoltà respiratoria;
- rumore di aspirazione proveniente dalla ferita;
- presenza di bolle d’aria o sangue;
- respirazione molto rapida e superficiale;
- gengive bluastre;
- debolezza improvvisa.
La ferita deve essere coperta delicatamente con una medicazione pulita, senza comprimere il torace, e il cane deve essere trasportato immediatamente in una struttura veterinaria.
Ferite all’addome
I tagli e le perforazioni addominali possono coinvolgere muscoli, vasi e organi interni. Se dalla ferita fuoriesce del tessuto, non bisogna tentare di reinserirlo.
La parte esposta deve essere protetta con garze sterili inumidite con soluzione fisiologica e coperta con una medicazione pulita, senza esercitare pressione. È necessario raggiungere immediatamente il pronto soccorso veterinario.
Ferite agli occhi
Il filo spinato può provocare lesioni alle palpebre, alla cornea o alle strutture interne dell’occhio. Lacrimazione, occhio chiuso, sangue, opacità, pupilla irregolare o presenza di un corpo estraneo richiedono una visita urgente.
Non bisogna estrarre oggetti penetrati, applicare colliri non prescritti o permettere al cane di strofinare l’occhio. Se possibile si utilizza un collare elisabettiano durante il trasporto.
Perché è necessaria la visita veterinaria
Il pelo può nascondere lesioni multiple e la piccola apertura lasciata da una punta non permette di stabilire la profondità del danno. Per questo motivo anche una ferita apparentemente modesta dovrebbe essere valutata dal veterinario, soprattutto se è penetrante o contaminata.
Durante la visita possono essere necessari:
- tosatura del pelo intorno alla lesione;
- esplorazione della profondità e dell’estensione della ferita;
- sedazione o anestesia;
- lavaggio con abbondante soluzione sterile;
- rimozione di terra, pelo e corpi estranei;
- eliminazione dei tessuti non vitali;
- controllo di muscoli, tendini, nervi e vasi sanguigni;
- radiografie o ecografia in caso di sospetto danno profondo;
- analisi del sangue nei traumi più importanti.
La ferita viene sempre suturata?
Non tutte le ferite da filo spinato possono essere chiuse immediatamente. La decisione dipende dal tempo trascorso, dal livello di contaminazione, dalla vitalità dei margini e dalla presenza di tasche profonde.
Una lesione recente e accuratamente pulita può essere suturata. Una ferita molto contaminata, infetta o con tessuti danneggiati può invece essere lasciata temporaneamente aperta per consentire il drenaggio e le medicazioni.
In alcuni casi la chiusura viene eseguita dopo 24-72 ore, quando il rischio di infezione è diminuito. Le ferite profonde possono richiedere suture su più strati oppure il posizionamento temporaneo di un drenaggio.
Antibiotici e antidolorifici
Il veterinario valuta la necessità di antibiotici in base alla profondità, alla contaminazione, al tempo trascorso e ai tessuti coinvolti. Le ferite penetranti, sporche o già infette presentano un rischio maggiore.
Non bisogna utilizzare antibiotici avanzati da precedenti terapie, modificare le dosi o interrompere autonomamente il trattamento prescritto.
Il controllo del dolore è importante, ma i medicinali per uso umano possono essere tossici per il cane. Paracetamolo, ibuprofene, aspirina e altri farmaci non devono essere somministrati senza una specifica indicazione veterinaria.
Filo arrugginito e rischio di tetano
Il tetano è causato dal batterio Clostridium tetani, che può contaminare le ferite attraverso terra e materiale organico. Non è la ruggine in sé a provocare la malattia.
I cani sono molto meno sensibili al tetano rispetto all’uomo e al cavallo, ma possono comunque ammalarsi. La vaccinazione antitetanica non rientra normalmente nei protocolli vaccinali di routine del cane.
Il veterinario valuterà il rischio in base alla profondità della ferita, alla contaminazione e alle condizioni dell’animale. Non bisogna somministrare autonomamente vaccini, sieri o prodotti destinati all’uomo.
Segni di infezione
Nei giorni successivi bisogna contattare il veterinario se compaiono:
- gonfiore crescente;
- arrossamento e calore della zona;
- dolore in aumento;
- secrezione gialla, verde o maleodorante;
- apertura dei punti di sutura;
- annerimento dei margini cutanei;
- febbre, abbattimento o perdita di appetito;
- zoppia persistente;
- cattivo odore proveniente dalla fasciatura.
Una ferita penetrante può richiudersi superficialmente mentre l’infezione continua a svilupparsi in profondità, formando un ascesso.
Gestione a casa dopo il trattamento
Durante la guarigione è importante:
- somministrare i farmaci esattamente come prescritti;
- mantenere la medicazione pulita e asciutta;
- effettuare i cambi di bendaggio secondo le indicazioni ricevute;
- impedire al cane di leccare o mordere la ferita;
- utilizzare un collare elisabettiano quando necessario;
- limitare corsa, salti e attività venatoria;
- controllare quotidianamente gonfiore, dolore e secrezioni;
- rispettare le visite di controllo e la rimozione dei punti.
Una fasciatura bagnata, scivolata o maleodorante deve essere sostituita rapidamente. Non bisogna modificarla senza aver ricevuto istruzioni, soprattutto quando interessa un arto o un’articolazione.
Prevenzione per i cani da caccia
Per ridurre il rischio di incidenti è consigliabile:
- conoscere la presenza di recinzioni lungo il percorso di caccia;
- prestare particolare attenzione nei terreni abbandonati e vicino agli allevamenti;
- controllare siepi, rovi ed erba alta che possono nascondere il filo;
- rafforzare il richiamo e il comando di arresto;
- evitare di spingere il cane verso passaggi non visibili;
- segnalare ai compagni di caccia le recinzioni pericolose individuate;
- utilizzare un corpetto protettivo ad alta visibilità adatto al tipo di attività;
- portare un tronchese robusto, guanti da lavoro e un kit di primo soccorso;
- ispezionare completamente il cane al termine di ogni uscita.
I corpetti protettivi possono limitare alcune lesioni del torace e dell’addome, ma non eliminano il rischio e non proteggono completamente zampe, inguine, collo e muso.
Kit di primo soccorso consigliato
Durante caccia e addestramento può essere utile avere con sé:
- guanti monouso e guanti robusti da lavoro;
- soluzione fisiologica sterile;
- garze sterili e medicazioni non aderenti;
- bende elastiche e materiale per imbottitura;
- cerotto medicale;
- forbici con punta arrotondata;
- tronchese adatto al filo metallico;
- coperta utilizzabile come barella;
- collare elisabettiano pieghevole;
- numeri e posizione delle strutture veterinarie della zona.
In sintesi
Le ferite da filo spinato nel cane possono nascondere danni molto più profondi di quanto suggerisca il loro aspetto esterno. Bisogna impedire che il cane continui a tirare, controllare il sanguinamento con pressione diretta, risciacquare soltanto le lesioni superficiali, proteggere la ferita e raggiungere il veterinario.
Non bisogna strappare oggetti profondamente conficcati, applicare prodotti irritanti o chiudere autonomamente la lesione. Una valutazione precoce riduce il rischio di infezioni, necrosi e danni permanenti a muscoli, tendini, nervi e articolazioni.























