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FORASACCHI – perché sono pericolosi e come prevenirli

I forasacchi sono piccole spighe secche prodotte da diverse graminacee spontanee. Durante la primavera e l’estate possono attaccarsi al mantello del cane e penetrare nella cute oppure introdursi nelle orecchie, nel naso, negli occhi e, più raramente, nelle vie respiratorie.

La loro particolare conformazione, dotata di estremità appuntita e minuscole barbe orientate all’indietro, ne favorisce l’avanzamento nei tessuti e rende difficile l’espulsione spontanea. Per questo motivo un forasacco, apparentemente innocuo, può provocare infiammazioni, infezioni, ascessi e lesioni profonde.

I cani da caccia sono particolarmente esposti perché attraversano prati, incolti, stoppie e zone con vegetazione secca, spesso correndo con il muso vicino al terreno.

Che cosa sono i forasacchi

Il termine forasacco viene comunemente utilizzato per indicare le spighette secche di alcune graminacee. Quando la pianta completa il proprio ciclo vegetativo, queste strutture diventano rigide, leggere e facilmente separabili dallo stelo.

La parte anteriore è appuntita, mentre le reste e le microscopiche barbe presenti sulla superficie funzionano come un sistema di ancoraggio. I movimenti del cane e le contrazioni dei tessuti possono quindi spingere progressivamente il corpo estraneo verso l’interno.

Una volta penetrato, il forasacco generalmente non procede all’indietro. Può fermarsi vicino al punto d’ingresso oppure migrare nei tessuti, determinando una reazione infiammatoria e favorendo lo sviluppo di un’infezione batterica.

In quale periodo sono più frequenti

Il rischio aumenta quando le erbe maturano e si seccano, indicativamente dalla tarda primavera fino alla fine dell’estate. Il periodo preciso dipende dal clima, dall’altitudine e dalle condizioni della vegetazione.

Nelle annate particolarmente calde e asciutte i forasacchi possono comparire anticipatamente e rimanere nell’ambiente anche durante i primi mesi autunnali. Le aree più pericolose sono:

  • prati con erba alta e secca;
  • bordi delle strade e dei sentieri;
  • terreni incolti;
  • campi dopo lo sfalcio;
  • stoppie e zone agricole abbandonate;
  • argini e fossati con graminacee mature.

Quali parti del cane sono più esposte

I forasacchi possono penetrare in diverse zone del corpo. La gravità dipende dalla sede interessata, dalla profondità raggiunta e dal tempo trascorso prima della rimozione.

Orecchie

L’ingresso di un forasacco nel condotto uditivo è uno degli incidenti più comuni, soprattutto nei cani con orecchie pendenti e ricoperte di pelo, come Setter, Cocker Spaniel, Springer Spaniel, Breton e numerose razze da seguita.

Il cane manifesta frequentemente:

  • scuotimento improvviso e ripetuto della testa;
  • testa inclinata verso il lato interessato;
  • tentativi di grattarsi l’orecchio;
  • dolore quando la zona viene toccata;
  • arrossamento, cattivo odore o secrezioni;
  • agitazione comparsa subito dopo una passeggiata.

Il forasacco può spingersi in profondità e arrivare vicino al timpano. Non bisogna quindi introdurre pinzette, cotton fioc, liquidi o altri strumenti nel condotto uditivo.

Naso

Durante la cerca il cane esplora il terreno inspirando con forza. Una spighetta può essere aspirata all’interno di una narice e provocare una crisi improvvisa caratterizzata da:

  • starnuti violenti e ripetuti;
  • sfregamento del muso con le zampe o sul terreno;
  • scolo da una sola narice;
  • presenza di sangue dal naso;
  • respirazione rumorosa o evidente fastidio nasale.

Anche quando gli starnuti diminuiscono, il corpo estraneo potrebbe essere ancora presente. La temporanea scomparsa dei sintomi non dimostra che il forasacco sia stato espulso.

Zampe e spazi interdigitali

I forasacchi possono conficcarsi tra le dita o attraverso la cute della zampa. Il foro d’ingresso è spesso molto piccolo e può chiudersi rapidamente, mentre il corpo estraneo continua a provocare infiammazione in profondità.

I segnali più frequenti sono:

  • zoppia comparsa improvvisamente;
  • leccamento insistente di una zampa;
  • gonfiore tra le dita;
  • arrossamento e dolore;
  • comparsa di un nodulo o di un ascesso;
  • fuoriuscita di pus o sangue da un piccolo tramite cutaneo.

Occhi

Un frammento vegetale può rimanere sotto le palpebre o dietro la terza palpebra, provocando irritazione e possibili lesioni della cornea. Il cane può presentare:

  • occhio improvvisamente chiuso o socchiuso;
  • lacrimazione abbondante;
  • arrossamento;
  • fastidio alla luce;
  • tentativi di strofinare l’occhio;
  • secrezione o gonfiore delle palpebre.

Le lesioni oculari possono peggiorare rapidamente. In presenza di dolore o difficoltà ad aprire l’occhio è necessaria una visita veterinaria tempestiva.

Cute e mantello

Le spighe possono aderire al pelo e raggiungere progressivamente la pelle, soprattutto in corrispondenza di ascelle, inguine, collo, torace, addome e regione perianale.

La penetrazione cutanea può causare piccoli fori, croste, gonfiori, dolore localizzato, ascessi e fistole che sembrano guarire per poi ricomparire. La presenza di una lesione ricorrente nello stesso punto deve far sospettare un corpo estraneo vegetale non ancora rimosso.

Bocca e vie respiratorie

Più raramente il forasacco può entrare attraverso la bocca, essere inalato o raggiungere faringe, trachea, bronchi e polmoni. In questi casi i sintomi possono comprendere:

  • tosse improvvisa e persistente;
  • conati o difficoltà a deglutire;
  • respirazione affannosa;
  • abbattimento;
  • febbre;
  • riduzione dell’appetito;
  • peggioramento delle condizioni generali.

La comparsa di difficoltà respiratoria rappresenta un’emergenza veterinaria.

Perché i cani da caccia sono maggiormente esposti

I cani impiegati nell’attività venatoria attraversano frequentemente ambienti nei quali le graminacee secche sono molto diffuse. La velocità della corsa, il contatto continuo con la vegetazione e l’esplorazione olfattiva del terreno aumentano la possibilità che le spighette si attacchino al mantello o penetrino negli orifizi naturali.

Sono particolarmente esposti i soggetti con:

  • pelo lungo, folto o lanoso;
  • frange sulle zampe e sulle orecchie;
  • orecchie lunghe e pendenti;
  • spazi interdigitali profondi e ricchi di pelo;
  • mantello capace di trattenere facilmente semi e frammenti vegetali.

Ciò non significa che i cani a pelo corto siano immuni. Pointer, Kurzhaar, Segugi e altre razze con mantello raso possono comunque subire la penetrazione di forasacchi nelle narici, negli occhi, nelle orecchie e tra le dita.

Come viene individuato un forasacco

La diagnosi inizia dalla descrizione dei sintomi e da un’accurata visita clinica. Quando il corpo estraneo è superficiale può essere individuato direttamente. Se è penetrato in profondità, il veterinario può ricorrere, secondo la sede interessata, a:

  • otoscopia per l’esame del condotto uditivo;
  • rinoscopia per l’esplorazione delle cavità nasali;
  • endoscopia delle vie respiratorie;
  • esame oftalmologico;
  • ecografia dei tessuti molli;
  • radiografie o tomografia computerizzata;
  • esplorazione chirurgica di ascessi e tragitti fistolosi.

Essendo composto da materiale vegetale, il forasacco non è sempre visibile direttamente nelle radiografie. Gli esami diagnostici possono tuttavia mostrare le alterazioni provocate dalla sua presenza e aiutare a localizzarlo.

Come si rimuove un forasacco

Il trattamento consiste nella completa rimozione del corpo estraneo e nella cura delle eventuali lesioni associate. A seconda della sede e della profondità, può essere necessario ricorrere a sedazione, anestesia, endoscopia o intervento chirurgico.

Antibiotici e antinfiammatori possono essere prescritti quando sono presenti infezione, dolore o infiammazione, ma non sostituiscono l’estrazione del forasacco. Se il corpo estraneo rimane nei tessuti, il problema può ripresentarsi dopo un apparente miglioramento.

La rimozione domestica può essere valutata esclusivamente quando la spighetta è appoggiata sul mantello o completamente visibile e facilmente afferrabile, senza alcuna porzione penetrata nella cute. Non bisogna scavare nella pelle né tentare manovre alla cieca nelle orecchie, nel naso o negli occhi.

Quando bisogna rivolgersi subito al veterinario

È consigliabile contattare rapidamente il veterinario quando, dopo una passeggiata o una giornata di caccia, il cane presenta:

  • starnuti violenti e ripetuti;
  • sangue da una narice;
  • scuotimento continuo della testa;
  • dolore improvviso a un orecchio;
  • occhio chiuso, arrossato o molto lacrimoso;
  • zoppia e leccamento insistente della zampa;
  • gonfiore, ascesso o fistola cutanea;
  • tosse comparsa improvvisamente;
  • febbre, abbattimento o perdita di appetito;
  • difficoltà respiratoria.

Intervenire precocemente rende generalmente più semplice la localizzazione e l’estrazione. Con il trascorrere del tempo il forasacco può spostarsi, frammentarsi o determinare un’infezione più estesa.

Come prevenire i forasacchi nel cane

Non è possibile eliminare completamente il rischio, ma alcune precauzioni possono ridurlo sensibilmente.

  • Evitare, quando possibile, prati con erba alta e secca.
  • Tagliare regolarmente l’erba del giardino prima della formazione delle spighe.
  • Controllare il cane al termine di ogni uscita.
  • Ispezionare accuratamente orecchie, narici, ascelle, inguine e regione perianale.
  • Aprire e controllare gli spazi tra tutte le dita.
  • Spazzolare il mantello per eliminare spighe e semi rimasti impigliati.
  • Mantenere corto e ordinato il pelo tra i cuscinetti plantari.
  • Ridurre le frange eccessive intorno alle orecchie quando consigliato dal veterinario o dal toelettatore.
  • Osservare il comportamento del cane nelle ore successive all’uscita.

Il controllo del cane dopo la caccia

Per il cane da caccia l’ispezione deve diventare una procedura abituale al termine di ogni giornata sul terreno. Il controllo dovrebbe iniziare dalla testa e proseguire lungo tutto il corpo, separando il pelo con le dita e prestando particolare attenzione alle zone meno visibili.

È opportuno verificare:

  • interno ed esterno dei padiglioni auricolari;
  • contorno degli occhi e delle narici;
  • labbra e cavità orale, quando il cane lo consente;
  • collo, ascelle e torace;
  • addome e inguine;
  • regione genitale e perianale;
  • spazi interdigitali e cuscinetti;
  • intera superficie del mantello.

Un controllo accurato richiede pochi minuti e permette di rimuovere le spighette ancora appoggiate al pelo prima che possano raggiungere la cute.

Forasacchi nel cane: cosa non fare

In presenza di un sospetto forasacco è importante evitare manovre che potrebbero spingerlo più in profondità o provocare ulteriori lesioni.

  • Non introdurre pinzette o cotton fioc nel condotto uditivo.
  • Non versare olio, acqua o detergenti nell’orecchio.
  • Non tentare di estrarre corpi estranei dal naso.
  • Non strofinare un occhio dolorante o arrossato.
  • Non scavare all’interno di gonfiori, ascessi o ferite.
  • Non somministrare antibiotici o antinfiammatori senza prescrizione veterinaria.
  • Non attendere diversi giorni confidando nella scomparsa spontanea dei sintomi.

Prognosi e possibili complicazioni

Quando il forasacco viene individuato e rimosso tempestivamente, la prognosi è generalmente favorevole. Le complicazioni diventano più probabili quando il corpo estraneo rimane a lungo nell’organismo o migra in profondità.

Tra le conseguenze possibili figurano otiti, perforazione del timpano, ulcere corneali, ascessi, fistole cutanee, infezioni interdigitali, infiammazioni delle vie respiratorie e, nei casi più complessi, infezioni toraciche o lesioni dei tessuti profondi.

La regola fondamentale è quindi semplice: dopo ogni uscita in un ambiente a rischio occorre controllare accuratamente il cane e non sottovalutare sintomi improvvisi, anche quando sembrano destinati a risolversi da soli.

Questa scheda ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce la visita, la diagnosi o le indicazioni del medico veterinario.

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