NON CACCIABILE
Il Gallo cedrone, scientificamente Tetrao urogallus, è il più grande Tetraonino europeo e uno degli uccelli più imponenti e affascinanti delle foreste montane. Il maschio adulto può raggiungere dimensioni considerevoli e possiede un inconfondibile piumaggio scuro, una grande coda arrotondata a ventaglio, il petto caratterizzato da riflessi verdi metallici e vistose caruncole rosse sopra gli occhi.
La femmina, sensibilmente più piccola, presenta invece un piumaggio bruno, fulvo e nerastro fortemente mimetico, perfettamente adattato alla nidificazione sul terreno. Il contrasto tra i due sessi è così marcato che, osservati separatamente, possono apparire quasi come appartenenti a specie differenti.
In Italia il Gallo cedrone è una specie sedentaria presente principalmente sulle Alpi centrali e orientali, dove occupa complessi forestali montani e subalpini caratterizzati da elevata diversità strutturale. Predilige soprattutto boschi relativamente maturi e aperti, con sottobosco ricco di mirtilli, radure, rinnovazione naturale e presenza di alberi utilizzati per alimentazione, riposo e canto.
Uno degli aspetti più spettacolari della sua biologia è rappresentato dal canto nuziale del maschio. Durante la primavera i maschi raggiungono tradizionali aree di parata, dove eseguono una complessa sequenza di vocalizzazioni e posture finalizzata ad attirare le femmine e competere con gli altri maschi.
Dal punto di vista naturalistico il Gallo cedrone rappresenta inoltre una specie estremamente importante perché la sua presenza è strettamente collegata alla qualità e alla continuità degli ecosistemi forestali montani. In Italia è considerato Vulnerabile ed è una specie protetta, non inclusa nell’elenco nazionale delle specie cacciabili.

Gallo cedrone: carta d’identità
| Nome comune | Gallo cedrone |
| Nome scientifico | Tetrao urogallus |
| Ordine | Galliformes |
| Famiglia | Phasianidae |
| Sottofamiglia | Tetraoninae |
| Genere | Tetrao |
| Distribuzione italiana | Principalmente Alpi centrali e orientali |
| Lunghezza del maschio | Circa 75-95 cm |
| Lunghezza della femmina | Circa 55-65 cm |
| Peso del maschio | Generalmente circa 3-5 kg, con variazioni geografiche e individuali |
| Peso della femmina | Generalmente circa 1,5-2,5 kg |
| Habitat principale | Grandi complessi forestali montani e subalpini maturi, aperti e strutturalmente diversificati |
| Alimentazione | Prevalentemente vegetale negli adulti; insetti fondamentali nei pulcini |
| Comportamento | Sedentario e prevalentemente forestale |
| Sistema riproduttivo | Poliginico, con aree tradizionali di canto e parata |
| Nido | A terra |
| Pulcini | Precoci e nidifughi |
| Status Lista Rossa italiana | VU – Vulnerabile |
| Status venatorio in Italia | Specie protetta e non cacciabile |
Come riconoscere il Gallo cedrone
Il Gallo cedrone è difficilmente confondibile con gli altri Galliformi italiani, soprattutto quando si osserva un maschio adulto.
Il maschio possiede un corpo enorme e massiccio, collo robusto, ali relativamente corte e una grande coda arrotondata che durante la parata viene aperta completamente a ventaglio.
Il piumaggio appare prevalentemente scuro, con tonalità grigio-nerastre, brune e verdi metalliche.
Il maschio del Gallo cedrone
Il maschio adulto rappresenta uno degli uccelli più spettacolari della fauna forestale europea.
La testa e il collo sono prevalentemente grigio-scuri, il dorso presenta tonalità bruno-nerastre e il petto mostra un caratteristico riflesso verde metallico.
Sopra gli occhi spiccano due vistose caruncole rosse che diventano particolarmente evidenti durante il periodo riproduttivo.
La grande coda a ventaglio
La coda è costituita da grandi penne scure e viene aperta a ventaglio durante le esibizioni nuziali.
A differenza del Gallo forcello, nel quale le timoniere esterne formano una caratteristica lira, nel Gallo cedrone la coda appare ampia, arrotondata e quasi semicircolare.
Durante il corteggiamento rappresenta uno degli elementi visivi principali dell’esibizione.
Il petto verde metallico
Una delle caratteristiche più eleganti del maschio è rappresentata dalla colorazione del petto.
Alla luce può mostrare intensi riflessi verde-bluastri metallici, che contrastano con le tonalità più scure del resto del corpo.
Le caruncole rosse
Sopra gli occhi del maschio sono presenti vistose strutture carnose di colore rosso.
Durante il periodo riproduttivo diventano particolarmente sviluppate e contribuiscono alla spettacolarità della parata.
Il becco del maschio
Il maschio possiede un becco robusto, relativamente corto e ricurvo.
La sua forma è particolarmente adatta a tagliare e raccogliere le parti vegetali che costituiscono gran parte della dieta.
Come riconoscere la femmina
La femmina del Gallo cedrone possiede un aspetto completamente differente.
È molto più piccola e presenta un piumaggio bruno, fulvo, nero e grigiastro, attraversato da numerose barre e screziature.
Questa colorazione è fondamentale durante la nidificazione, quando la femmina rimane immobile sul terreno e deve affidarsi quasi completamente al mimetismo.
La colorazione fulva del petto della femmina
Il petto della femmina può mostrare tonalità calde, bruno-rossicce o fulve, mentre il resto del piumaggio è fittamente barrato.
Questa caratteristica può contribuire a distinguerla dalla femmina del Gallo forcello.
Maschio e femmina: un dimorfismo straordinario
Il dimorfismo sessuale è tra i più accentuati dei Galliformi europei.
Il maschio può pesare più del doppio della femmina e possiede una colorazione completamente differente.
Questa forte differenza è legata alla strategia riproduttiva: il maschio deve competere e impressionare le femmine, mentre la femmina deve soprattutto rimanere invisibile durante la nidificazione.
Maschio e femmina a confronto
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Taglia | Molto grande | Sensibilmente più piccola |
| Peso | Fino a diversi chilogrammi | Generalmente meno della metà del maschio |
| Colorazione | Scura con petto verde metallico | Bruno-fulva e barrata |
| Coda | Grande e arrotondata | Più corta |
| Caruncole rosse | Molto evidenti | Poco sviluppate |
| Funzione principale del piumaggio | Esibizione sessuale | Mimetismo |
| Cure parentali | Assenti | Interamente affidate alla femmina |
Gallo cedrone e Gallo forcello: quali differenze?
| Caratteristica | Gallo cedrone | Gallo forcello |
|---|---|---|
| Nome scientifico | Tetrao urogallus | Lyrurus tetrix |
| Dimensioni | Molto grandi | Medie |
| Peso del maschio | Circa 3-5 kg | Circa 1-1,5 kg |
| Coda | Grande e arrotondata | Forcuta a forma di lira |
| Habitat | Grandi foreste mature | Margine superiore del bosco e arbusteti |
| Dimorfismo sessuale | Estremamente marcato | Estremamente marcato |
| Aree di canto | Presenti | Presenti sotto forma di lek |
Gallo cedrone e Francolino di monte
Entrambe le specie sono fortemente legate alla foresta, ma differiscono enormemente per dimensioni e comportamento.
Il Francolino di monte, Tetrastes bonasia, è uno dei più piccoli Tetraonini europei, mentre il Gallo cedrone è il più grande.
Il Francolino utilizza frequentemente boschi con sottobosco molto ricco e giovani rinnovazioni; il Gallo cedrone necessita generalmente di complessi forestali più estesi e maturi, ma comunque strutturalmente diversificati.
Gallo cedrone e Pernice bianca
Le differenze ecologiche sono profonde.
Il Gallo cedrone è essenzialmente un uccello forestale, mentre la Pernice bianca vive al di sopra del limite degli alberi negli ambienti aperti dell’alta montagna.
Le due specie rappresentano quindi due estremi differenti degli ecosistemi alpini.
Distribuzione mondiale del Gallo cedrone
Il Gallo cedrone possiede una vasta distribuzione eurasiatica.
L’areale si estende dalla Penisola Iberica e dalla Scandinavia attraverso l’Europa centrale e orientale fino alla Russia e alla Siberia occidentale.
Le popolazioni dell’Europa centrale e meridionale sono spesso frammentate e legate ai principali sistemi montuosi.
Il Gallo cedrone in Italia
In Italia la specie è presente principalmente sulle Alpi centrali e orientali.
La distribuzione attuale è più limitata rispetto a quella storica e le popolazioni risultano frammentate.
Le aree maggiormente favorevoli sono concentrate soprattutto nei grandi complessi forestali alpini che conservano una struttura idonea.
Dove vive il Gallo cedrone sulle Alpi italiane?
La presenza interessa soprattutto settori alpini caratterizzati da ampie superfici forestali relativamente continue.
Particolare importanza assumono i boschi maturi di conifere e misti, purché non eccessivamente chiusi e dotati di un sottobosco ben sviluppato.
Una specie sedentaria
Il Gallo cedrone è una specie sedentaria.
Non compie grandi migrazioni, ma utilizza habitat differenti durante l’anno e può effettuare spostamenti stagionali tra aree di alimentazione, riproduzione e svernamento.
Habitat del Gallo cedrone
Il Gallo cedrone è strettamente legato alle grandi foreste montane, ma definirlo semplicemente “uccello dei boschi” sarebbe riduttivo.
La specie necessita di una foresta complessa, relativamente aperta e strutturalmente diversificata.
Un bosco molto fitto, uniforme e privo di sottobosco può essere poco adatto nonostante la grande quantità di alberi.
Gli ambienti preferiti dal Gallo cedrone
| Foreste mature di conifere | ★★★★★ |
| Boschi misti montani | ★★★★★ |
| Foreste relativamente aperte | ★★★★★ |
| Boschi ricchi di mirtillo | ★★★★★ |
| Radure forestali | ★★★★★ |
| Rinnovazioni naturali | ★★★★☆ |
| Margini forestali | ★★★★☆ |
| Boschi uniformi e molto fitti | ★★☆☆☆ |
| Praterie completamente aperte | ★☆☆☆☆ |
| Territori fortemente urbanizzati | ☆☆☆☆☆ |
Perché le foreste mature sono importanti?
I grandi alberi offrono riposo, protezione e importanti risorse alimentari durante l’inverno.
Le chiome possono essere utilizzate per alimentarsi, mentre i grossi rami rappresentano posatoi sicuri.
Una foresta matura offre inoltre una struttura spaziale più complessa rispetto a un giovane impianto uniforme.
Perché il bosco non deve essere troppo chiuso?
Il Gallo cedrone necessita di spazio sufficiente per muoversi e involarsi.
Una densità eccessiva di tronchi e rami può ridurre la capacità di movimento e limitare lo sviluppo del sottobosco.
I boschi migliori presentano quindi una combinazione tra alberi maturi, aperture, radure e vegetazione bassa.
L’importanza del mirtillo
Il mirtillo rappresenta una delle componenti più importanti dell’habitat del Gallo cedrone.
Offre foglie, germogli e frutti agli adulti e crea contemporaneamente un ambiente ricco di insetti, fondamentali per l’alimentazione dei pulcini.
La presenza di ampie superfici di mirtillo può quindi aumentare notevolmente la qualità dell’habitat.
Le radure forestali
Le radure permettono alla luce di raggiungere il terreno e favoriscono una maggiore diversità vegetale.
Possono ospitare erbe, arbusti, insetti e differenti risorse alimentari.
Le femmine con i giovani possono utilizzare frequentemente proprio queste aree durante l’estate.
La necessità di grandi superfici forestali
Il Gallo cedrone utilizza territori relativamente estesi.
La presenza di grandi complessi forestali continui o ben collegati rappresenta quindi un elemento importante per la sopravvivenza delle popolazioni.
La frammentazione può separare nuclei già numericamente ridotti.
A quale quota vive il Gallo cedrone?
La quota varia sensibilmente tra differenti settori alpini.
La specie può occupare boschi montani e subalpini, spesso indicativamente tra circa 800 e oltre 1.800 metri, ma non esiste una fascia altitudinale rigida valida per tutte le Alpi.
Struttura della vegetazione, esposizione e continuità forestale sono generalmente più importanti della quota assoluta.
Il comportamento del Gallo cedrone
Nonostante le grandi dimensioni, il Gallo cedrone può condurre una vita sorprendentemente discreta.
Trascorre molto tempo sul terreno, ma utilizza regolarmente gli alberi per alimentazione, riposo e protezione.
La scelta tra suolo e chiome cambia in funzione della stagione.
Un gigante che vive anche sul terreno
Gran parte dell’attività estiva si svolge al suolo.
Il Gallo cedrone cammina attraverso il sottobosco alla ricerca di bacche, foglie e altre risorse.
Le femmine con i piccoli trascorrono moltissimo tempo direttamente sul terreno.
Il riposo sugli alberi
I grandi alberi vengono utilizzati come posatoi.
Dormire sollevati dal terreno può offrire protezione da alcuni predatori terrestri.
Durante l’inverno gli alberi diventano ancora più importanti perché costituiscono anche una fonte alimentare.
Il volo del Gallo cedrone
Considerando le dimensioni, il volo è sorprendentemente efficace.
L’involo è potente, rumoroso e impressionante, soprattutto quando un grande maschio parte improvvisamente a breve distanza.
Una volta in aria l’animale può percorrere distanze considerevoli.
Le ali del Gallo cedrone
Le ali sono relativamente corte e arrotondate rispetto alla mole corporea.
Questa conformazione permette una forte accelerazione iniziale e una buona capacità di manovra negli ambienti forestali.
Alimentazione del Gallo cedrone
Gli adulti possiedono una dieta prevalentemente vegetale.
La composizione varia enormemente durante l’anno, seguendo la disponibilità delle risorse forestali.
Cosa mangia in primavera?
Con la ripresa vegetativa aumentano progressivamente le risorse disponibili.
La dieta può comprendere:
germogli;
foglie giovani;
erbe;
infiorescenze;
gemme.
Cosa mangia in estate?
Durante l’estate la dieta diventa molto più varia.
Tra le risorse maggiormente utilizzate possono figurare:
mirtilli;
bacche;
foglie;
germogli;
semi;
erbe;
piccoli invertebrati.
L’importanza delle bacche
I frutti del sottobosco possono rappresentare un’importante fonte energetica durante estate e autunno.
Mirtilli e altre bacche vengono ricercati attivamente quando disponibili.
Cosa mangia in inverno?
L’inverno rappresenta una fase completamente differente.
Quando il terreno è coperto dalla neve, la specie può trascorrere molto tempo sugli alberi e alimentarsi soprattutto di aghi e altre parti delle conifere.
In molte popolazioni il pino costituisce una risorsa fondamentale durante la stagione fredda.
Come riesce a digerire gli aghi?
Gli aghi di conifera rappresentano un alimento fibroso e relativamente povero.
Il sistema digerente dei Tetraonini è però fortemente adattato all’utilizzo di materiale vegetale difficile da digerire.
La presenza di grandi ciechi intestinali e di una flora microbica specializzata permette di ricavare energia anche da queste risorse.
I gastroliti
Come molti Galliformi, il Gallo cedrone ingerisce piccoli sassolini.
Questi gastroliti vengono trattenuti nel ventriglio e contribuiscono alla triturazione meccanica del materiale vegetale.
L’alimentazione dei pulcini
La dieta dei giovani è profondamente differente da quella degli adulti.
Durante le prime settimane i pulcini necessitano di una grande quantità di insetti e piccoli invertebrati.
Le proteine animali sono indispensabili per la crescita rapida.
Perché gli insetti sono fondamentali?
I giovani devono sviluppare rapidamente muscoli e piumaggio.
Una ridotta disponibilità di artropodi può quindi diminuire significativamente la sopravvivenza delle covate.
Per questo un sottobosco diversificato e ricco di insetti rappresenta una componente essenziale dell’habitat riproduttivo.
Riproduzione del Gallo cedrone
La stagione riproduttiva rappresenta uno dei fenomeni più spettacolari della fauna forestale europea.
Durante la primavera i maschi raggiungono tradizionali aree di canto e di parata.
Qui competono per attirare le femmine attraverso vocalizzazioni, posture e combattimenti.
Le aree di canto
I siti utilizzati per le parate possono essere frequentati per molti anni consecutivi.
Questa fedeltà rende le aree di canto particolarmente importanti dal punto di vista conservazionistico.
La trasformazione o il disturbo ripetuto di questi luoghi può avere conseguenze significative sulla popolazione locale.
Quando canta il Gallo cedrone?
L’attività riproduttiva si concentra soprattutto in primavera.
I maschi iniziano normalmente l’esibizione nelle ore notturne e raggiungono il massimo dell’attività nelle prime ore dell’alba.
Il canto del Gallo cedrone
Il canto è costituito da una sequenza molto particolare di suoni.
La tradizione venatoria e naturalistica europea ha descritto le differenti fasi con termini onomatopeici che ricordano schiocchi, accelerazioni e suoni strisciati.
L’intera sequenza viene ripetuta molte volte durante la parata.
Le fasi del canto
La vocalizzazione presenta una struttura caratteristica e progressiva.
Inizia con suoni relativamente separati, aumenta gradualmente di ritmo e culmina in una fase finale molto particolare.
La complessità del canto permette ai maschi di segnalare presenza, vigore e posizione.
La temporanea riduzione della percezione durante il canto
Una famosa particolarità del Gallo cedrone riguarda la fase culminante della vocalizzazione.
Durante alcuni brevissimi momenti dell’esibizione la capacità di percepire ciò che avviene intorno può risultare temporaneamente ridotta.
Questa caratteristica ha contribuito a creare numerose tradizioni e racconti legati alla specie.
La parata del maschio
Durante il corteggiamento il maschio assume una postura spettacolare.
La grande coda viene aperta a ventaglio, le ali vengono leggermente abbassate, il collo viene esteso e le caruncole rosse diventano particolarmente evidenti.
L’animale cerca contemporaneamente di apparire più grande e dominante.
I combattimenti tra maschi
La competizione può produrre scontri diretti.
I maschi possono affrontarsi con posture aggressive, colpi d’ala e beccate.
Gli individui più forti tendono a occupare le zone migliori e ottenere maggiori opportunità di accoppiamento.
La scelta della femmina
Le femmine visitano i siti di canto e selezionano i maschi.
Come avviene in altri sistemi poliginici, il successo riproduttivo non è distribuito uniformemente tra tutti i maschi.
Alcuni individui dominanti possono ottenere una parte importante degli accoppiamenti.
Il maschio partecipa alle cure parentali?
No.
Dopo l’accoppiamento il maschio non partecipa alla costruzione del nido, alla cova o all’allevamento dei giovani.
Tutto il lavoro parentale è affidato alla femmina.
Il nido del Gallo cedrone
La femmina costruisce il nido direttamente sul terreno.
Generalmente viene scelta una posizione riparata vicino a un tronco, sotto vegetazione, tra radici o in altri punti che offrano copertura.
Il piumaggio bruno barrato permette alla femmina di risultare praticamente invisibile.
Quante uova depone?
La femmina depone generalmente circa 5-10 uova, anche se il numero può variare.
Le uova vengono deposte progressivamente e successivamente incubate dalla femmina.
L’incubazione
L’incubazione dura indicativamente circa 26-29 giorni.
Durante questo periodo la femmina si affida principalmente all’immobilità e al mimetismo.
I pulcini del Gallo cedrone
I giovani sono precoci e nidifughi.
Poco dopo la schiusa sono già capaci di abbandonare il nido e seguire la madre.
Le prime settimane rappresentano però una fase estremamente delicata.
Il ruolo della femmina
La femmina protegge e guida la covata verso le aree maggiormente ricche di alimento.
Può assumere comportamenti di distrazione nei confronti di un potenziale predatore, cercando di allontanarlo dai piccoli.
Quando iniziano a volare i giovani?
Lo sviluppo è relativamente rapido.
Già nelle prime settimane i pulcini iniziano a compiere brevi voli, aumentando notevolmente le possibilità di sottrarsi ai predatori.
Il ciclo annuale del Gallo cedrone
| Periodo | Fase principale |
|---|---|
| Inverno | Alimentazione prevalentemente arborea e riduzione degli spostamenti |
| Fine inverno | Progressivo aumento dell’attività dei maschi |
| Primavera | Canto, parate e accoppiamenti |
| Fine primavera | Nidificazione e incubazione |
| Inizio estate | Schiusa |
| Estate | Allevamento e crescita dei giovani |
| Autunno | Dispersione dei giovani e preparazione all’inverno |
I predatori del Gallo cedrone
Nonostante le dimensioni, il Gallo cedrone può essere predato in differenti fasi della vita.
Tra i potenziali predatori figurano:
volpe;
martora;
altri mustelidi;
astore;
aquila reale;
corvidi, soprattutto per uova e giovani;
altri carnivori opportunisti.
La predazione dei nidi
La nidificazione sul terreno rende uova e femmina particolarmente vulnerabili.
La struttura del sottobosco assume quindi grande importanza nel garantire copertura.
Il Gallo cedrone in inverno
L’inverno rappresenta una stagione molto impegnativa.
La disponibilità alimentare al suolo diminuisce drasticamente e gli animali utilizzano maggiormente le risorse arboree.
Contemporaneamente diventa fondamentale limitare gli sprechi energetici.
Il risparmio energetico
Un grande organismo deve mantenere una temperatura corporea elevata anche quando l’ambiente è molto freddo.
Il Gallo cedrone riduce quindi gli spostamenti inutili e concentra l’attività alimentare nelle fasi più favorevoli.
Perché il disturbo invernale può essere pericoloso?
Ogni fuga comporta un significativo consumo energetico.
Se gli animali vengono disturbati ripetutamente da sciatori, escursionisti o altre attività, possono essere costretti a spendere energia che durante l’inverno risulta difficile recuperare.
Il turismo invernale
Sci, fuoripista, ciaspolate e altre attività ricreative possono interferire con aree utilizzate dalla specie.
La gestione delle zone maggiormente sensibili può quindi prevedere specifiche misure di tranquillità.
Le strade forestali
Una rete eccessiva di strade può aumentare la frammentazione e soprattutto facilitare l’accesso umano a zone precedentemente tranquille.
Il problema non dipende soltanto dalla superficie direttamente occupata dalla strada, ma anche dall’aumento del disturbo.
Frammentazione dell’habitat
Il Gallo cedrone necessita di complessi forestali relativamente estesi.
La frammentazione può isolare nuclei di popolazione e ridurre gli scambi tra individui.
Per popolazioni già numericamente limitate, questo processo può diventare particolarmente importante.
Gestione forestale e Gallo cedrone
La selvicoltura può influenzare profondamente la qualità dell’habitat.
L’obiettivo non consiste necessariamente nel lasciare ogni bosco completamente privo di gestione, ma nel mantenere una struttura forestale diversificata.
Il problema delle foreste troppo uniformi
Un bosco costituito da alberi tutti della stessa età e densamente distribuiti può offrire poco sottobosco e scarsa diversità.
La specie beneficia invece della presenza contemporanea di:
grandi alberi;
radure;
sottobosco;
mirtilli;
rinnovazioni naturali;
zone di diversa densità forestale.
La selvicoltura naturalistica
Una gestione capace di imitare maggiormente la struttura naturale della foresta può contribuire alla conservazione della specie.
Mantenere alberi maturi, discontinuità, sottobosco e diversità di età aumenta la complessità dell’habitat.
Il cambiamento climatico
Anche il Gallo cedrone può essere influenzato dal cambiamento climatico.
Le trasformazioni possono riguardare composizione forestale, copertura nevosa, distribuzione altitudinale degli habitat e disponibilità delle risorse.
Gli effetti possono essere complessi e differire tra differenti settori alpini.
Status di conservazione del Gallo cedrone
La situazione italiana è considerata delicata.
La Lista Rossa italiana classifica Tetrao urogallus come Vulnerabile – VU.
Le popolazioni italiane costituiscono inoltre la parte meridionale di un areale europeo molto più ampio e risultano frammentate.
Il Gallo cedrone nella Direttiva Uccelli
Il Gallo cedrone è inserito nell’Allegato I della Direttiva Uccelli.
Questo comporta l’esigenza di adottare specifiche misure di conservazione degli habitat e delle popolazioni.
Le principali criticità
Tra i fattori che possono influenzare negativamente la specie troviamo:
frammentazione delle foreste;
semplificazione strutturale dei boschi;
riduzione del sottobosco;
disturbo nelle aree di canto;
turismo invernale;
infrastrutture e strade forestali;
isolamento delle popolazioni;
cambiamento climatico;
condizioni meteorologiche sfavorevoli durante l’allevamento dei giovani.
Il Gallo cedrone è cacciabile in Italia?
No. Il Gallo cedrone, Tetrao urogallus, non compare tra le specie cacciabili indicate dall’articolo 18 della Legge 11 febbraio 1992 n. 157.
È quindi una specie protetta sul territorio italiano.
La sua presenza nell’Enciclopedia della Caccia assume pertanto soprattutto valore naturalistico, storico, cinofilo e gestionale.
La caccia storica al Gallo cedrone
Il Gallo cedrone possiede una lunghissima tradizione venatoria in molte regioni dell’Europa centrale e settentrionale.
In passato una delle forme più caratteristiche era collegata proprio al periodo del canto primaverile.
I cacciatori sfruttavano la conoscenza delle aree tradizionali frequentate dai maschi e del loro particolare comportamento durante la parata.
Questa pratica appartiene oggi in Italia alla storia della cultura venatoria e non all’attività consentita sulla specie.
Il Gallo cedrone davanti al cane da ferma
Pur essendo oggi protetto in Italia, il comportamento del Gallo cedrone davanti al cane conserva grande interesse cinofilo e storico.
La specie può essere incontrata incidentalmente durante attività cinofile o durante la ricerca di altri Galliformi alpini.
In questi casi la conoscenza del suo comportamento consente anche di evitare un disturbo eccessivo.
Il comportamento davanti al cane
Il Gallo cedrone può reagire in maniera molto differente in funzione di sesso, stagione e tipo di vegetazione.
Può rimanere immobile, allontanarsi camminando oppure involarsi con largo anticipo.
Gli adulti esperti possono presentare distanze di fuga notevoli.
Il pedinamento
Un animale può allontanarsi lentamente sul terreno sfruttando tronchi, vegetazione e cambi di pendenza.
Il cane deve quindi interpretare un’emanazione che può spostarsi continuamente.
La ferma
Quando il Gallo cedrone rimane immobile, l’emanazione prodotta da un animale di grandi dimensioni può essere importante.
La vegetazione forestale può però frammentarla e deviarla, rendendo difficile localizzare con precisione il selvatico.
L’involo del maschio
L’involo di un grande maschio a breve distanza rappresenta un evento impressionante.
Il forte battito delle ali produce un rumore improvviso e l’animale acquista rapidamente velocità nonostante il peso.
L’involo della femmina
La femmina è più leggera e agile.
Durante il periodo riproduttivo può utilizzare differenti strategie per allontanare un pericolo dalla covata.
Cosa fare in presenza di una femmina con piccoli?
La presenza di una femmina accompagnata dai giovani richiede particolare prudenza.
Il cane dovrebbe essere richiamato e allontanato rapidamente dall’area per evitare di separare la covata o sottoporre i giovani a uno stress inutile.
Quali cani possono incontrare il Gallo cedrone?
La seguente valutazione ha esclusivamente valore cinofilo e descrittivo, poiché la specie non è cacciabile in Italia.
| Setter Inglese | ★★★★★ |
| Setter Gordon | ★★★★★ |
| Pointer Inglese | ★★★★☆ |
| Kurzhaar | ★★★★★ |
| Drahthaar | ★★★★★ |
| Epagneul Breton | ★★★★☆ |
| Spinone Italiano | ★★★★☆ |
| Bracco Italiano | ★★★★☆ |
Le valutazioni descrivono esclusivamente caratteristiche cinofile generali e non costituiscono indicazione all’attività venatoria sul Gallo cedrone, specie protetta in Italia.
Il Setter Inglese nei territori del Gallo cedrone
Il Setter Inglese possiede fondo, agilità e capacità olfattiva particolarmente adatte agli ambienti montani.
Nel grande bosco deve però modificare la cerca rispetto alle praterie aperte, mantenendo maggiore collegamento e adattando continuamente l’ampiezza alla vegetazione.
Il Setter Gordon
Il Setter Gordon possiede caratteristiche particolarmente interessanti negli ambienti forestali montani.
Robustezza, fondo e un lavoro spesso metodico possono risultare adatti ai grandi territori boschivi frequentati dai Tetraonini.
Il Kurzhaar
Il Kurzhaar combina velocità, potenza fisica e versatilità.
La capacità di adattare la cerca al bosco e di lavorare efficacemente su emanazioni complesse rappresenta una qualità importante.
Il Drahthaar
Il mantello protettivo e la robustezza permettono al Drahthaar di affrontare sottobosco, rinnovazioni e condizioni meteorologiche difficili.
Il collegamento e la controllabilità risultano però fondamentali in presenza di fauna protetta.
Il cane nei territori del Gallo cedrone
La presenza della specie richiede una gestione particolarmente attenta dell’attività cinofila.
Durante i periodi sensibili, soprattutto nidificazione e allevamento dei giovani, il disturbo prodotto da cani liberi può rappresentare un problema.
La conoscenza delle aree di presenza permette quindi di conciliare meglio cinofilia e conservazione.
Come si monitora il Gallo cedrone?
La specie può essere monitorata utilizzando differenti metodologie.
Particolare importanza assumono:
monitoraggio delle aree di canto;
ricerca di segni di presenza;
osservazioni standardizzate;
analisi genetiche non invasive;
fototrappolaggio;
telemetria in specifici progetti scientifici.
Il censimento nelle aree di canto
Le aree di canto rappresentano uno dei luoghi più importanti per monitorare i maschi.
Il numero degli individui presenti e la continuità di utilizzo dei siti possono fornire informazioni preziose sull’andamento della popolazione.
Le tracce sulla neve
Durante l’inverno la neve può rendere particolarmente evidenti le tracce lasciate dagli animali.
Impronte, escrementi e segni di alimentazione possono contribuire alla valutazione della presenza senza disturbare direttamente gli individui.
Gli escrementi
La forma e le dimensioni degli escrementi possono fornire indicazioni sulla presenza del Gallo cedrone.
Durante l’inverno il contenuto riflette spesso una dieta molto ricca di materiale vegetale proveniente dalle conifere.
Conservazione del Gallo cedrone
La conservazione deve essere impostata principalmente sulla protezione e corretta gestione dei grandi ecosistemi forestali.
Tra gli interventi utili possono rientrare:
mantenimento di foreste mature e diversificate;
conservazione degli alberi di grandi dimensioni;
mantenimento delle radure;
protezione delle aree ricche di mirtillo;
conservazione delle rinnovazioni naturali;
protezione delle aree di canto;
riduzione del disturbo invernale;
mantenimento della connettività tra popolazioni;
regolamentazione delle attività ricreative nelle aree sensibili;
monitoraggio costante delle popolazioni.
I ripopolamenti del Gallo cedrone
I Tetraonini non si prestano ai tradizionali ripopolamenti venatori utilizzati per altre specie.
ISPRA sottolinea come per questo gruppo siano prioritari soprattutto conservazione delle popolazioni naturali e miglioramento dell’habitat.
Eventuali programmi di reintroduzione devono essere considerati interventi conservazionistici complessi e non semplici immissioni di animali allevati.
Perché allevare e liberare Galli cedroni non basta?
La specie necessita di habitat molto specifici e possiede comportamenti complessi.
Se le cause che hanno determinato il declino rimangono presenti, l’introduzione di nuovi individui difficilmente può produrre una popolazione stabile.
La priorità rimane quindi la qualità del territorio.
Il Gallo cedrone come specie indicatrice
La presenza di una popolazione vitale di Gallo cedrone indica generalmente l’esistenza di ecosistemi forestali estesi, complessi e relativamente poco disturbati.
La specie può quindi essere considerata un importante indicatore della qualità ecologica delle foreste montane.
Una specie ombrello
Proteggere grandi superfici di habitat adatto al Gallo cedrone significa contemporaneamente proteggere numerose altre specie forestali.
Per questo può essere considerato anche una specie ombrello: le misure adottate per la sua conservazione producono benefici sull’intero ecosistema.
Gallo cedrone, Francolino, Gallo forcello e Pernice bianca: gli habitat a confronto
| Specie | Ambiente caratteristico |
|---|---|
| Gallo cedrone | Grandi complessi forestali maturi, aperti e strutturalmente diversificati |
| Francolino di monte | Boschi ricchi di sottobosco, giovani rinnovazioni e margini |
| Gallo forcello | Fascia di transizione tra bosco, arbusteti subalpini e praterie |
| Pernice bianca | Tundra alpina e ambienti aperti d’alta quota sopra il limite degli alberi |
Il Gallo cedrone: caratteristiche principali
| Dimensioni | ★★★★★ |
| Dimorfismo sessuale | ★★★★★ |
| Spettacolarità del corteggiamento | ★★★★★ |
| Adattamento alla foresta montana | ★★★★★ |
| Adattamento al freddo | ★★★★★ |
| Mimetismo della femmina | ★★★★★ |
| Dipendenza dalla qualità forestale | ★★★★★ |
| Sensibilità alla frammentazione | ★★★★★ |
| Valore naturalistico | ★★★★★ |
| Interesse conservazionistico | ★★★★★ |
Curiosità sul Gallo cedrone
È il più grande Tetraonino europeo: un grande maschio può superare diversi chilogrammi di peso.
Maschio e femmina sono profondamente diversi: il primo è enorme e scuro, la seconda molto più piccola e perfettamente mimetica.
Il petto del maschio ha riflessi verde metallico: uno dei caratteri più eleganti della specie.
La coda viene aperta come un grande ventaglio: è uno degli elementi principali della parata nuziale.
Le aree di canto possono essere utilizzate per molti anni: alcuni siti possiedono quindi un’importanza fondamentale per intere popolazioni locali.
Il maschio non alleva i piccoli: tutte le cure parentali sono affidate alla femmina.
Durante l’inverno può vivere quasi sugli alberi: aghi e altre parti delle conifere diventano una risorsa alimentare fondamentale.
I pulcini sono invece fortemente insettivori: nelle prime settimane necessitano di una dieta molto ricca di proteine animali.
È specie protetta in Italia: non figura nell’elenco delle specie cacciabili della Legge 157/1992.
È classificato Vulnerabile in Italia: la conservazione delle popolazioni alpine richiede una gestione forestale particolarmente attenta.
Perché il Gallo cedrone è il grande simbolo delle foreste alpine
Il Gallo cedrone – Tetrao urogallus può essere considerato uno dei più straordinari simboli della foresta alpina.
Le sue dimensioni impressionanti potrebbero far pensare a un animale facilmente osservabile. In realtà può trascorrere gran parte della propria vita nascosto all’interno di grandi complessi forestali, muovendosi silenziosamente tra sottobosco, radure e alberi maturi.
La sua presenza racconta soprattutto la qualità della foresta. Il Cedrone non necessita semplicemente di alberi: necessita di una foresta completa. Grandi conifere, sottobosco di mirtillo, radure, rinnovazioni e differenti età degli alberi devono formare una struttura complessa e continua.
La primavera rivela invece il lato più spettacolare della specie. I maschi raggiungono le tradizionali aree di canto prima dell’alba e trasformano completamente il proprio comportamento. La grande coda viene aperta, le caruncole rosse diventano evidenti e la particolare sequenza sonora del canto viene ripetuta davanti alle femmine e ai maschi rivali.
La differenza tra i sessi racconta due differenti strategie evolutive. Il maschio deve essere grande, spettacolare e competitivo; la femmina deve invece diventare quasi invisibile, perché sarà lei sola a covare le uova e accompagnare i piccoli durante le prime settimane di vita.
Il Gallo cedrone rappresenta inoltre un esempio perfetto di adattamento stagionale. In estate utilizza soprattutto le risorse del sottobosco, mentre durante l’inverno può spostare gran parte della propria alimentazione sulle conifere, consumando materiale vegetale che per molti altri uccelli sarebbe praticamente inutilizzabile.
Proprio questa forte specializzazione rende la specie vulnerabile alle trasformazioni dell’ambiente. Frammentazione delle foreste, gestione forestale troppo uniforme, disturbo turistico e riduzione della tranquillità possono compromettere habitat che richiedono decenni per sviluppare la struttura necessaria.
La sua classificazione come Vulnerabile in Italia e l’inclusione tra le specie protette rendono oggi il Gallo cedrone soprattutto un patrimonio naturalistico da conservare. La tradizione venatoria legata alla specie appartiene alla storia, mentre la sfida moderna consiste nel garantire la sopravvivenza delle popolazioni alpine residue.
Conoscere il Gallo cedrone – Tetrao urogallus significa quindi comprendere contemporaneamente ecologia delle foreste alpine, selezione sessuale, adattamento all’inverno, gestione forestale, conservazione dei Tetraonini e storia della cultura venatoria europea: il grande gigante silenzioso dei boschi di montagna.























