Il monogrillo è un gruppo di scatto che permette di comandare entrambe le canne di un fucile basculante utilizzando un solo grilletto. Dopo il primo colpo, il meccanismo trasferisce il comando alla seconda batteria, consentendo di sparare nuovamente dopo aver rilasciato e premuto una seconda volta il grilletto.
Le espressioni selettivo, non selettivo, meccanico e inerziale non descrivono quattro sistemi completamente alternativi. Indicano invece due caratteristiche differenti del monogrillo:
- selettivo o non selettivo indica se il tiratore può scegliere quale canna sparare per prima;
- meccanico o inerziale indica come avviene il passaggio dal primo al secondo scatto.
Un monogrillo può quindi essere contemporaneamente selettivo e meccanico, selettivo e inerziale, oppure non selettivo con funzionamento meccanico o inerziale.

Che cos’è il monogrillo
Nei fucili a due canne, ciascuna canna possiede normalmente un proprio cane, percussore e meccanismo di sgancio. Il monogrillo deve comandare in successione entrambi i sistemi attraverso una sola leva di scatto.
Il ciclo normale comprende:
- prima pressione del grilletto;
- sgancio del cane associato alla prima canna;
- rilascio del grilletto da parte del tiratore;
- trasferimento del comando alla seconda batteria;
- seconda pressione del grilletto;
- sgancio del cane della seconda canna.
Il meccanismo deve impedire che entrambe le canne sparino con una sola pressione e deve mantenere sicuro il secondo cane durante il rinculo prodotto dal primo colpo.
Monogrillo selettivo
Il monogrillo selettivo permette al tiratore di scegliere quale delle due canne deve sparare per prima. La canna non selezionata viene utilizzata con la seconda pressione del grilletto.
In un sovrapposto la selezione riguarda:
- canna inferiore come primo colpo e canna superiore come secondo;
- canna superiore come primo colpo e canna inferiore come secondo.
In una doppietta la scelta avviene invece tra:
- canna destra;
- canna sinistra.
La selezione è utile perché le due canne possono avere strozzature differenti oppure essere caricate con munizioni diverse, quando ciò è appropriato e consentito dalla situazione venatoria o sportiva.
Come funziona il selettore di canna
Il selettore modifica il collegamento tra il grilletto e i due meccanismi di scatto. Spostandolo in una posizione o nell’altra, il tiratore determina quale cane verrà liberato dalla prima pressione.
Il comando può essere:
- integrato nel cursore della sicura;
- collocato sopra o all’interno della sicura;
- azionato mediante un piccolo pulsante trasversale;
- posizionato sul ponticello;
- separato dalla sicura;
- integrato nel grilletto, in particolari costruzioni.
Una delle soluzioni più diffuse prevede un cursore della sicura che si muove longitudinalmente per inserire o disinserire la sicura e lateralmente per selezionare la prima canna.
La posizione corrispondente alle diverse canne non è universale. Deve essere verificata sul manuale del fucile o attraverso le indicazioni presenti sul selettore.
Perché scegliere la prima canna
Nei fucili da caccia e da tiro, le due canne vengono frequentemente predisposte con strozzature differenti. Per esempio, un sovrapposto può avere una strozzatura più aperta nella canna inferiore e una più accentuata in quella superiore.
Il selettore permette di utilizzare per prima la canna più adatta alla distanza prevista:
- strozzatura aperta per un bersaglio vicino;
- strozzatura più chiusa per un bersaglio lontano;
- cartuccia con caratteristiche differenti nella seconda canna;
- munizione a palla in una canna e a pallini nell’altra, negli impieghi consentiti e con armi idonee;
- scelta della canna da utilizzare in un fucile combinato.
Il monogrillo selettivo offre quindi una maggiore versatilità, soprattutto nella caccia vagante e nelle discipline dove la distanza dei bersagli può cambiare rapidamente.
Monogrillo non selettivo
Il monogrillo non selettivo utilizza una sequenza di sparo stabilita dal costruttore. Il tiratore non può decidere quale canna utilizzare per prima attraverso un comando esterno.
In molti sovrapposti il primo colpo viene assegnato alla canna inferiore e il secondo a quella superiore. Questa configurazione è frequente perché l’asse della canna inferiore è più vicino al punto di appoggio del calcio e può produrre un rilevamento leggermente più contenuto.
Non si tratta però di una regola universale: alcuni fucili adottano una sequenza differente. Nei modelli da tiro con configurazione top single, unsingle o con gruppi canne specifici, il funzionamento può cambiare.
Vantaggi del monogrillo non selettivo
L’assenza del selettore permette generalmente di ottenere un sistema più semplice. I suoi principali vantaggi sono:
- minore numero di comandi;
- sequenza di sparo sempre uguale;
- riduzione del rischio di selezionare accidentalmente la canna sbagliata;
- possibile semplificazione del meccanismo;
- impostazione adatta alle discipline con sequenze e strozzature prestabilite;
- maggiore immediatezza per il tiratore abituato a una sola configurazione.
Il monogrillo non selettivo è particolarmente diffuso nei fucili destinati a specialità di tiro nelle quali il tiratore non ha bisogno di modificare frequentemente l’ordine delle canne.
Limiti del monogrillo non selettivo
Il principale limite è l’impossibilità di scegliere rapidamente la canna più adatta alla distanza o al tipo di bersaglio.
Se le due canne presentano strozzature diverse, il tiratore deve accettare la sequenza prevista. Per modificare il primo colpo può essere necessario cambiare la disposizione degli strozzatori o delle cartucce, sempre nel rispetto delle indicazioni del costruttore.
Monogrillo meccanico
Nel monogrillo meccanico il passaggio dal primo al secondo scatto viene prodotto direttamente dal movimento dei componenti del gruppo di scatto. Non è necessario che il rinculo del primo colpo azioni una massa inerziale.
Dopo la prima pressione, il rilascio del grilletto consente al meccanismo di predisporre il collegamento con il secondo cane. Premendo nuovamente il grilletto, viene liberato il cane rimasto armato.
Il funzionamento può variare tra i diversi costruttori, ma normalmente intervengono componenti come:
- bilanciere del monogrillo;
- leve di scatto;
- connettore o disconnettore;
- selettore;
- molle di richiamo;
- dentini di aggancio;
- intercettori dei cani.
Il monogrillo meccanico ha bisogno del rinculo?
No. In un sistema realmente meccanico, il trasferimento al secondo scatto non dipende dall’accelerazione prodotta dallo sparo.
Questo significa che, se la prima cartuccia non parte, il tiratore può normalmente rilasciare il grilletto e premerlo nuovamente per tentare di sparare la seconda canna. Il comportamento preciso deve comunque essere verificato sul modello specifico.
La stessa caratteristica permette al meccanismo di funzionare con:
- cartucce a bassa carica;
- calibri di piccolo diametro;
- tubi riduttori sottocalibrati;
- assenza di rinculo dopo la caduta a vuoto del primo cane;
- fucile saldamente appoggiato, purché il gruppo di scatto completi correttamente il proprio ciclo.
Vantaggi del monogrillo meccanico
I principali vantaggi sono:
- indipendenza dal rinculo;
- possibilità di comandare la seconda canna dopo la mancata partenza della prima cartuccia;
- funzionamento affidabile anche con cartucce leggere;
- compatibilità con diversi calibri e tubi riduttori;
- sequenza più facilmente verificabile durante le prove funzionali;
- particolare idoneità per il tiro sportivo e per le armi multicalibro.
Per queste ragioni il monogrillo meccanico è molto apprezzato sui fucili da competizione, dove una mancata commutazione potrebbe compromettere il secondo colpo.
Limiti del monogrillo meccanico
Un monogrillo meccanico può richiedere una maggiore complessità nella geometria delle leve. Il passaggio al secondo scatto deve essere controllato con precisione per evitare che il secondo cane venga liberato involontariamente durante il rinculo.
La sicurezza dipende dal corretto rapporto tra:
- corsa del grilletto;
- disconnessione dopo il primo colpo;
- ritorno del grilletto;
- aggancio del secondo scatto;
- funzionamento degli intercettori;
- peso e inerzia dei componenti.
Il sistema deve essere progettato in modo che il tiratore sia obbligato a rilasciare sufficientemente il grilletto prima di poter sparare il secondo colpo.
Monogrillo inerziale
Nel monogrillo inerziale il rinculo del primo sparo aziona una massa mobile collocata all’interno del gruppo di scatto. Il suo movimento predispone il meccanismo per comandare il secondo cane.
Quando viene sparata la prima canna, il fucile arretra per effetto del rinculo. La massa inerziale tende per un istante a conservare la propria posizione e si muove quindi rispetto alla bascula. Questo movimento provoca la commutazione del monogrillo.
Dopo che il tiratore ha rilasciato il grilletto, il sistema è pronto a liberare il secondo cane con una nuova pressione.
La massa inerziale
La massa inerziale è un piccolo elemento mobile dimensionato per reagire all’accelerazione prodotta dallo sparo. Può scorrere, oscillare o agire attraverso una leva, a seconda del progetto.
Il sistema deve essere tarato con attenzione. Una massa troppo sensibile potrebbe commutare in seguito a un urto, mentre una massa eccessivamente resistente potrebbe non reagire con cartucce caratterizzate da un rinculo molto contenuto.
Il meccanismo comprende normalmente:
- massa inerziale;
- molla di contrasto o richiamo;
- bilanciere;
- leve di scatto;
- disconnettore;
- eventuale selettore della prima canna;
- sistemi di sicurezza contro il doppio sparo.
Che cosa accade se la prima cartuccia non parte?
Se la prima cartuccia non esplode, non viene prodotto il rinculo necessario ad azionare la massa inerziale. In molti monogrilli inerziali la seconda pressione del grilletto non permette quindi di sparare immediatamente l’altra canna.
Su alcuni fucili è possibile predisporre la seconda canna spostando la sicura, modificando la posizione del selettore o aprendo e richiudendo l’arma. La procedura varia però da modello a modello e deve essere verificata esclusivamente sul manuale del costruttore.
In caso di mancata partenza è comunque necessario mantenere l’arma rivolta in una direzione sicura e attendere il tempo indicato dalle normali procedure di sicurezza prima di aprirla.
Cartucce leggere e monogrillo inerziale
Una cartuccia che produce un rinculo molto ridotto può, in determinate condizioni, non fornire sufficiente energia per commutare il monogrillo.
Il fenomeno può essere favorito da:
- cariche particolarmente leggere;
- calibri minori utilizzati mediante tubi riduttori;
- calcio appoggiato contro una superficie molto rigida;
- massa inerziale sporca o ostacolata;
- lubrificazione non corretta;
- molle alterate o sostituite;
- montaggio improprio del gruppo di scatto.
Nei fucili moderni correttamente regolati il monogrillo inerziale è generalmente affidabile con le munizioni previste dal costruttore.
Vantaggi del monogrillo inerziale
I principali vantaggi sono:
- principio di funzionamento semplice e collaudato;
- commutazione prodotta direttamente dall’evento di sparo;
- buona protezione contro lo sgancio simultaneo involontario dei due cani;
- ampia diffusione nei sovrapposti da caccia e da tiro;
- affidabilità elevata quando correttamente progettato e mantenuto;
- possibilità di abbinarlo a un selettore della prima canna.
Limiti del monogrillo inerziale
I suoi principali limiti sono:
- dipendenza dal rinculo del primo colpo;
- possibile mancata commutazione con cartucce estremamente leggere;
- impossibilità, su molti modelli, di sparare immediatamente la seconda canna dopo una mancata accensione;
- maggiore sensibilità alla libertà di movimento della massa inerziale;
- necessità di una corretta taratura in rapporto al calibro e al peso dell’arma.
Monogrillo meccanico e inerziale: la differenza fondamentale
La differenza essenziale riguarda l’energia che predispone il secondo scatto:
- nel monogrillo meccanico la commutazione deriva dal movimento del grilletto e delle leve interne;
- nel monogrillo inerziale la commutazione viene attivata dall’accelerazione generata dal rinculo.
Entrambi richiedono normalmente che il grilletto venga rilasciato dopo il primo colpo. L’espressione “meccanico” non significa che sia possibile sparare entrambe le canne mantenendo il grilletto continuamente premuto.
Monogrillo selettivo meccanico
Il monogrillo selettivo meccanico combina la possibilità di scegliere la prima canna con una commutazione indipendente dal rinculo.
Il tiratore può quindi:
- scegliere la canna da utilizzare per prima;
- sparare il primo colpo;
- rilasciare il grilletto;
- sparare la seconda canna senza che la commutazione dipenda dal rinculo.
È una configurazione particolarmente versatile, utilizzata anche su fucili sportivi di alta gamma, armi multicalibro e modelli destinati a impieghi nei quali vengono utilizzate cartucce con livelli di rinculo differenti.
Monogrillo selettivo inerziale
Il monogrillo selettivo inerziale permette di scegliere la prima canna, ma utilizza il rinculo del primo sparo per predisporre la seconda.
Si tratta di una delle configurazioni più diffuse nei sovrapposti moderni da caccia e da tiro. Offre una buona combinazione tra versatilità, sicurezza e semplicità costruttiva.
Il selettore determina soltanto quale cane viene sganciato per primo. Non trasforma il funzionamento inerziale in funzionamento meccanico.
Monogrillo non selettivo meccanico
In questa configurazione la sequenza delle canne è fissa, ma il passaggio al secondo scatto avviene meccanicamente.
È una soluzione adatta ai fucili sportivi nei quali:
- la prima canna è sempre prestabilita;
- non è necessario modificare la sequenza di sparo;
- si desidera l’indipendenza dal rinculo;
- si utilizzano cariche differenti o tubi sottocalibrati.
Monogrillo non selettivo inerziale
Il monogrillo non selettivo inerziale presenta una sequenza fissa e utilizza il rinculo per passare al secondo scatto.
È una configurazione semplice e funzionale, ma non consente né di scegliere la prima canna né, generalmente, di accedere immediatamente alla seconda dopo la mancata accensione della prima cartuccia.
Il selettore coincide sempre con la sicura?
No. Nei fucili dotati di monogrillo selettivo, il comando della sicura e quello del selettore possono essere riuniti nello stesso componente, ma svolgono funzioni differenti.
La sicura impedisce o limita l’azionamento del gruppo di scatto. Il selettore stabilisce invece quale batteria verrà comandata per prima.
Su alcuni modelli il selettore può essere azionato soltanto quando la sicura è inserita. Su altri può essere spostato indipendentemente. È necessario attenersi alle istruzioni specifiche dell’arma.
Sicura automatica e monogrillo
La presenza di un monogrillo selettivo o non selettivo non determina se la sicura sia automatica oppure manuale.
Una sicura automatica si inserisce quando il fucile viene aperto e richiede di essere disinserita prima di sparare. Una sicura manuale mantiene invece la posizione impostata dal tiratore, salvo differenti caratteristiche progettuali.
Anche in questo caso si tratta di una classificazione indipendente dal tipo di monogrillo.
Il monogrillo inerziale è meno affidabile?
Non necessariamente. Un monogrillo inerziale ben progettato e mantenuto può funzionare per un numero elevatissimo di colpi. La sua affidabilità deve però essere valutata utilizzando munizioni compatibili con le caratteristiche dell’arma.
Il meccanico offre un vantaggio funzionale nelle situazioni in cui il rinculo è molto ridotto o completamente assente, ma può essere più complesso nella gestione della disconnessione e della sequenza delle leve.
La qualità del progetto e dell’esecuzione è più importante della classificazione generale del sistema.
Doppio sparo involontario
Il cosiddetto doppio sparo si verifica quando entrambe le canne partono quasi simultaneamente o quando il secondo colpo viene liberato senza una volontaria seconda pressione del grilletto.
Le possibili cause possono comprendere:
- agganci dei cani usurati;
- peso di scatto eccessivamente ridotto;
- molle modificate;
- intercettori non efficienti;
- disconnettore danneggiato;
- componenti sporchi o montati in modo errato;
- interventi artigianali non corretti;
- mancato rilascio del grilletto associato al movimento dell’arma sotto rinculo.
Un fucile che manifesta doppi spari, partenze impreviste o irregolarità nella commutazione non deve essere utilizzato fino al controllo da parte di un armaiolo qualificato.
Come riconoscere un monogrillo selettivo
La presenza di un selettore visibile è il primo indizio. Può essere riconosciuto attraverso:
- cursore laterale inserito nella sicura;
- lettere o simboli riferiti alle due canne;
- pulsante trasversale;
- leva separata vicino al ponticello;
- indicazioni nel manuale o nelle specifiche tecniche.
L’assenza di un comando evidente non garantisce però che il monogrillo sia non selettivo. Alcuni sistemi utilizzano soluzioni meno comuni o richiedono una particolare procedura di selezione.
Come riconoscere un monogrillo meccanico o inerziale
La distinzione non è sempre possibile attraverso una semplice osservazione esterna. Il metodo più sicuro consiste nel consultare il manuale o la documentazione tecnica del costruttore.
Una prova funzionale a secco non deve essere improvvisata. La caduta ripetuta dei cani senza cartucce inerti idonee può danneggiare alcuni percussori o componenti. Inoltre, scuotere o colpire il calcio per simulare il rinculo non costituisce una procedura tecnica sicura.
Qualsiasi verifica del gruppo di scatto deve essere eseguita con arma completamente scarica, in ambiente controllato e secondo le istruzioni del produttore.
Quale monogrillo scegliere?
Per la caccia, un monogrillo selettivo offre la possibilità di scegliere rapidamente la strozzatura o la cartuccia più adatta. Un sistema meccanico aggiunge l’indipendenza dal rinculo, mentre un inerziale rappresenta una soluzione diffusa, collaudata e generalmente affidabile.
Nel tiro sportivo la scelta dipende dalla disciplina:
- il selettore può essere poco necessario quando la sequenza delle canne è sempre la stessa;
- il sistema meccanico è vantaggioso con tubi sottocalibrati e cariche leggere;
- l’inerziale può essere perfettamente adeguato con cartucce standard e configurazione costante;
- peso, corsa, posizione e qualità dello scatto possono essere più importanti della presenza del selettore.
Le differenze in sintesi
Per comprendere correttamente le denominazioni bisogna ricordare quattro concetti:
- selettivo: il tiratore può scegliere la canna del primo colpo;
- non selettivo: la sequenza delle canne è prestabilita;
- meccanico: la commutazione al secondo scatto non dipende dal rinculo;
- inerziale: il rinculo del primo colpo aziona il sistema che predispone il secondo.
Selettività e principio di commutazione sono quindi caratteristiche indipendenti. Per descrivere completamente il monogrillo di un fucile è necessario indicarle entrambe.























