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MUFLONE – l’età del Muflone

Determinare correttamente l’età del Muflone rappresenta una delle competenze più interessanti e importanti per il cacciatore di selezione, il tecnico faunistico e chiunque voglia approfondire realmente la biologia di questo ungulato.

Nel maschio di Muflone – Ovis musimon, tradizionalmente indicato come ariete, le grandi corna permanenti costituiscono infatti una sorta di archivio biologico della crescita.

A differenza dei palchi di Cervo, Capriolo e Daino, le corna del Muflone non vengono perse e ricostruite ogni anno.

Rimangono sulla testa dell’animale e continuano progressivamente a svilupparsi.

La crescita non avviene però con la stessa intensità durante tutto l’anno.

Esistono periodi di crescita importante e periodi nei quali lo sviluppo rallenta fortemente. Questa alternanza produce sulla guaina cornea delle discontinuità che, quando correttamente interpretate, possono permettere di ricostruire l’età dell’animale.

Sono i cosiddetti anelli annuali di accrescimento.

Ma attenzione: non ogni solco visibile sulle corna rappresenta un anno di vita.

Ed è proprio qui che inizia la vera difficoltà.

Perché le corna permettono di stimare l’età del Muflone

Le corna del Muflone sono strutture permanenti costituite da un nucleo osseo rivestito da una guaina cornea.

Con il passare degli anni la guaina continua a crescere alla base.

La velocità di crescita cambia in funzione della stagione.

Nei periodi favorevoli l’incremento è maggiore.

Durante la stagione riproduttiva e l’inverno rallenta fortemente.

Il passaggio tra un ciclo di crescita e quello successivo lascia una demarcazione che può essere riconosciuta sulla superficie del corno.

L’anello annuale

Un vero anello annuale corrisponde alla zona nella quale la crescita del corno si è fortemente ridotta tra due differenti fasi annuali di accrescimento.

Questo significa che, in condizioni normali, ogni anno lascia una propria traccia.

La lettura corretta di questi segni consente di ricostruire la successione degli incrementi annuali.

La crescita non è uniforme durante l’anno

Gli studi effettuati sul Muflone europeo hanno evidenziato una marcata stagionalità nella crescita delle corna.

Nei maschi adulti gli incrementi maggiori si concentrano soprattutto durante primavera ed estate, mentre la crescita diminuisce fortemente durante autunno e inverno.

Questo ritmo è strettamente collegato alla fisiologia stagionale della specie.

Perché la crescita rallenta durante il rut?

La stagione riproduttiva impone al maschio un enorme investimento energetico.

Aumentano:

attività;

spostamenti;

competizione;

combattimenti;

attività sessuale.

Contemporaneamente cambiano profondamente anche gli equilibri ormonali.

La crescita delle corna tende quindi a rallentare proprio quando aumenta l’attività riproduttiva.

Gli ormoni e la crescita delle corna

Il ciclo annuale delle corna è collegato alla fisiologia endocrina del maschio.

Studi sperimentali hanno evidenziato relazioni tra crescita delle corna, prolattina, testosterone e fotoperiodo.

In particolare, nel Muflone adulto la crescita tende a essere maggiore durante le stagioni caratterizzate da maggiore durata del giorno e a ridursi durante il periodo riproduttivo.

Il fotoperiodo

La variazione stagionale della durata delle ore di luce rappresenta uno dei grandi sincronizzatori biologici degli ungulati.

Il cambiamento del fotoperiodo influenza il sistema ormonale e contribuisce a regolare:

riproduzione;

muta;

comportamento stagionale;

crescita delle corna.

Come si forma un incremento annuale

Osservando il corno dalla punta verso la base si possono riconoscere differenti segmenti.

Ogni segmento corrisponde grossolanamente alla crescita prodotta durante una determinata fase annuale.

Tra un segmento e quello successivo compare il solco che identifica l’interruzione stagionale.

La punta è la parte più vecchia del corno

Questo concetto è fondamentale.

La parte terminale della spirale è quella formatasi per prima.

La nuova crescita viene aggiunta progressivamente alla base del corno.

Per leggere la storia dell’animale bisogna quindi interpretare la spirale come una struttura costruita dal tempo.

La base è la parte più recente

L’ultimo incremento annuale si trova vicino alla base.

Negli animali anziani questi ultimi segmenti possono essere molto corti e gli anelli risultare fortemente ravvicinati.

La crescita è enorme nei primi anni

Il Muflone sviluppa gran parte della lunghezza complessiva delle corna durante la fase giovanile.

Gli studi sulle popolazioni europee indicano che intorno ai tre anni un maschio può avere già raggiunto una parte molto consistente della lunghezza totale che avrà durante la vita.

Questo è un concetto fondamentale per la valutazione sul vivo.

Un maschio di tre anni può avere già corna spettacolari

Sì.

Proprio perché i primi incrementi sono molto importanti, un giovane adulto può possedere corna che visivamente sembrano già estremamente sviluppate.

Per questo la sola lunghezza del trofeo non deve mai essere utilizzata come indicatore diretto dell’età.

Come cambia la crescita con l’età

Fase della vita Caratteristiche indicative della crescita
Primo anno Avvio dello sviluppo delle corna; crescita relativamente importante
Secondo anno Forte incremento longitudinale e aumento della curvatura
Terzo anno Corna già molto sviluppate rispetto alla lunghezza futura
4-6 anni Incrementi progressivamente meno lunghi; aumento della massa e completamento della conformazione adulta
Età avanzata Incrementi annuali ridotti e anelli sempre più ravvicinati alla base

La lunghezza delle corna non basta

È uno degli errori più comuni nella valutazione del Muflone.

Due arieti possono possedere corna di lunghezza molto simile e avere età differenti.

La lunghezza dipende infatti da:

genetica;

nutrizione;

ambiente;

velocità di crescita individuale;

usura delle punte;

eventuali traumi.

La forma della spirale

Con il progredire della crescita la curvatura del corno cambia continuamente.

Il giovane presenta una spirale ancora incompleta.

Nel maschio adulto le corna scendono e ruotano lateralmente acquistando la conformazione classica dell’ariete.

Nel soggetto maturo e anziano la spirale può diventare estremamente sviluppata.

La spirale può aiutare a stimare la classe d’età?

Sì, soprattutto per distinguere grossolanamente un giovane da un adulto maturo.

Non permette però di assegnare con precisione un numero di anni senza leggere gli incrementi.

Che cosa sono i falsi anelli?

Le corna possono presentare numerosi solchi superficiali che non corrispondono a veri arresti annuali della crescita.

Queste irregolarità vengono comunemente indicate come falsi anelli.

Sono una delle principali cause di errore nella determinazione dell’età.

Perché si formano falsi anelli?

La crescita del corno può essere influenzata temporaneamente da differenti condizioni:

stress;

alimentazione;

malattie;

condizione corporea;

alterazioni temporanee della crescita.

Queste variazioni possono lasciare solchi superficiali che non corrispondono al normale arresto stagionale.

Come distinguere un vero anello da un falso anello

Un vero anello annuale tende a rappresentare una demarcazione strutturale evidente tra due segmenti di crescita.

Non deve essere valutato osservando soltanto un punto del corno.

È importante seguirne l’andamento lungo la circonferenza.

Un falso anello tende frequentemente a risultare:

meno profondo;

meno regolare;

più superficiale;

non continuo lungo l’intera circonferenza.

La lettura deve essere effettuata su entrambe le corna

Quando possibile è importante confrontare il corno destro e quello sinistro.

I veri incrementi annuali dovrebbero mostrare una corrispondenza temporale tra le due strutture.

Una marcatura presente chiaramente soltanto da un lato può richiedere maggiore prudenza interpretativa.

Il problema della luce

Gli anelli più sottili possono diventare difficili da distinguere con illuminazione insufficiente.

L’esame diretto dovrebbe quindi essere effettuato:

con buona luce;

ruotando il trofeo;

osservando differenti angolazioni;

confrontando entrambe le corna.

Partire dalla base o dalla punta?

Per il principiante può essere utile comprendere innanzitutto la successione degli incrementi.

La punta rappresenta la crescita più antica.

La base quella più recente.

La lettura deve però essere effettuata sull’intera struttura evitando di trasformarla in un semplice conteggio meccanico di solchi.

Perché gli anelli vicino alla base sono difficili

Negli animali anziani l’incremento annuale diventa molto piccolo.

Gli ultimi anelli risultano quindi:

ravvicinati;

sottili;

più difficili da separare visivamente.

Ed è proprio nei vecchi arieti che l’esperienza dell’osservatore diventa più importante.

L’usura della punta

Con il passare degli anni la parte terminale delle corna può subire usura.

Combattimenti, contatto con rocce, vegetazione e normale attività dell’animale contribuiscono progressivamente al consumo.

Nei vecchi arieti l’usura può superare la nuova crescita

Questo è un fenomeno particolarmente interessante.

Negli animali molto anziani la quantità di corno consumata alla punta può diventare superiore all’incremento prodotto alla base.

La lunghezza complessiva può quindi smettere di aumentare e persino ridursi.

Un vecchio Muflone può avere corna apparentemente più corte di un adulto?

Sì.

Ed è un’altra dimostrazione del motivo per cui la semplice lunghezza non può identificare l’età.

La massa delle corna

Con la maturità cambia non soltanto la lunghezza ma anche la percezione della massa.

La base può apparire molto robusta e la struttura complessiva estremamente pesante.

Anche questo carattere deve essere valutato insieme al corpo dell’animale.

Determinare l’età sul capo abbattuto

La disponibilità diretta del trofeo permette una valutazione molto più accurata rispetto all’osservazione sul vivo.

L’esame dovrebbe seguire un metodo ordinato.

1. Osservare l’intero trofeo

Prima del conteggio bisogna valutare:

forma generale;

curvatura;

simmetria;

usura;

eventuali rotture;

anomalie.

2. Individuare i principali arresti di crescita

Si cercano quindi le demarcazioni più evidenti e continue.

Questi sono i primi candidati a essere interpretati come veri anelli annuali.

3. Confrontare entrambe le corna

La corrispondenza tra i due lati aumenta l’affidabilità dell’interpretazione.

4. Eliminare i falsi anelli

I solchi superficiali e non coerenti con l’intera struttura devono essere esclusi dal conteggio.

5. Osservare gli ultimi incrementi

La distanza tra gli anelli vicini alla base fornisce informazioni importanti.

In un animale maturo gli ultimi incrementi saranno generalmente molto più corti dei primi.

6. Considerare l’usura

Una punta fortemente consumata deve essere interpretata come parte della storia del trofeo.

Non bisogna quindi giudicare l’animale soltanto sulla lunghezza residua.

Stimare l’età sul Muflone vivo

La valutazione sul campo è profondamente diversa.

A distanza non è normalmente possibile leggere tutti gli anelli con la precisione necessaria.

L’obiettivo realistico diventa quindi riconoscere una classe d’età.

Quali elementi bisogna osservare?

La valutazione deve includere:

corna;

corpo;

collo;

torace;

linea dorsale;

linea ventrale;

mantello;

postura;

comportamento sociale.

Classe 1: giovane maschio

Il giovane presenta generalmente:

struttura leggera;

arti apparentemente lunghi;

collo sottile;

torace poco profondo;

corna ancora chiaramente incomplete.

Classe 2: giovane adulto

Il corpo comincia ad acquistare massa.

La curvatura delle corna aumenta e la spirale diventa più evidente.

Nonostante questo, la silhouette conserva ancora una certa leggerezza.

Classe 3: maschio maturo

Il maschio maturo presenta generalmente:

collo potente;

torace profondo;

avantreno sviluppato;

corna fortemente ricurve;

aspetto complessivamente compatto.

Classe 4: vecchio ariete

Nel soggetto anziano possono comparire:

corpo molto massiccio;

postura meno tesa;

ventre più rilassato;

linea dorsale modificata;

corna molto sviluppate ma con incremento recente ridotto;

eventuale forte usura delle punte.

La sella bianca aiuta?

Può contribuire alla valutazione complessiva del maschio, ma non deve essere trasformata in un indicatore numerico dell’età.

Intensità ed estensione della sella presentano variabilità individuale.

Il collo

Il collo costituisce uno degli elementi più utili.

Nel giovane appare sottile e nettamente separato dal torace.

Nel maschio maturo diventa potente e si integra visivamente con l’avantreno.

Il torace

La profondità toracica aumenta con lo sviluppo corporeo.

Un animale maturo tende quindi a sembrare più “basso sugli arti” non perché le zampe siano realmente più corte, ma perché il corpo è diventato più profondo e massiccio.

La linea ventrale

Nel giovane tende a essere relativamente alta e tesa.

Con la maturità il corpo acquista volume.

Negli individui anziani può apparire maggiormente rilassata.

La linea dorsale

Una schiena relativamente diritta e tesa è tipica dei soggetti giovani e adulti in buona condizione.

Negli animali molto anziani possono comparire cambiamenti della postura.

Il comportamento

Il comportamento può fornire informazioni importanti ma mai definitive.

Un grande ariete maturo può:

muoversi con maggiore sicurezza;

occupare posizioni dominanti;

interagire diversamente con i giovani maschi;

mostrare maggiore esperienza nei confronti del disturbo.

Il rango sociale non equivale all’età esatta

Un individuo dominante è normalmente un soggetto fisicamente competitivo, ma non è possibile trasformare il rango sociale in una precisa età anagrafica.

La prospettiva può ingannare

Le corna del Muflone rappresentano un esempio perfetto di quanto la prospettiva possa alterare la percezione.

Un trofeo visto frontalmente può sembrare stretto.

Visto lateralmente può apparire enormemente sviluppato.

Visto dall’alto cambia ancora.

Mai classificare un ariete da una sola angolazione

Quando possibile bisogna attendere che il soggetto:

si giri;

mostri entrambi i lati;

sollevi e abbassi la testa;

si muova.

Il cannocchiale da osservazione

Nella selezione del Muflone lo spotting scope rappresenta uno strumento particolarmente importante.

Permette di valutare dettagli che il binocolo può non mostrare con sufficiente precisione.

Lo zoom non sostituisce l’esperienza

Un’immagine ingrandita non diventa automaticamente un’interpretazione corretta.

Bisogna sapere quali caratteri osservare e quanto peso attribuire a ciascuno.

La determinazione dell’età della femmina

Nelle femmine l’assenza o il ridotto sviluppo delle corna rende impossibile utilizzare lo stesso sistema applicato ai grandi maschi.

La stima sul vivo deve quindi basarsi soprattutto su:

struttura corporea;

proporzioni;

mantello;

comportamento;

rapporto con gli agnelli;

condizione fisica.

La dentatura

Dopo il prelievo la dentatura può fornire ulteriori informazioni sull’età.

Nei soggetti giovani, eruzione e sostituzione dentaria rappresentano riferimenti particolarmente utili.

Negli adulti l’usura dentaria è meno precisa

Con l’età aumenta il consumo delle superfici masticatorie.

La velocità dell’usura dipende però anche da:

tipo di alimentazione;

caratteristiche del terreno;

popolazione;

condizioni individuali.

L’esame dentario deve quindi integrare, non necessariamente sostituire, le informazioni ottenute dalle corna.

Corna e dentatura: due orologi differenti

Le corna registrano soprattutto la successione delle fasi di crescita.

I denti registrano sviluppo e successivamente usura.

Combinare più indicatori permette di aumentare l’affidabilità della valutazione.

Gli errori più comuni nel determinare l’età del Muflone

Errore Perché è sbagliato
Contare ogni solco Non tutti i solchi sono veri anelli annuali
Usare soltanto la lunghezza Gran parte della crescita avviene nei primi anni e varia tra individui
Usare soltanto la sella La colorazione presenta forte variabilità individuale
Guardare il trofeo da un solo lato La prospettiva altera enormemente la percezione della spirale
Confondere trofeo ed età Genetica, ambiente e nutrizione influenzano fortemente lo sviluppo
Ignorare l’usura della punta Nei vecchi maschi può ridurre la lunghezza residua
Assegnare un’età precisa sul vivo troppo rapidamente La classificazione visiva è intrinsecamente meno precisa dell’esame diretto

Muflone di 1 anno: caratteristiche indicative

Il giovane maschio mostra ancora chiaramente la propria struttura giovanile.

Le corna hanno iniziato lo sviluppo ma la spirale è molto lontana dalla conformazione definitiva.

Il corpo appare sottile e gli arti proporzionalmente lunghi.

Muflone di 2 anni

Le corna mostrano un importante incremento.

La curvatura è molto più evidente e il corpo inizia ad acquistare massa.

La silhouette rimane però chiaramente differente da quella di un ariete maturo.

Muflone di 3 anni

A questa età le corna possono aver già raggiunto una parte molto importante della propria lunghezza futura.

Questo rende il soggetto potenzialmente ingannevole per chi utilizza il solo trofeo come riferimento.

Il corpo conserva normalmente caratteristiche da giovane adulto.

Muflone di 4-5 anni

L’animale entra progressivamente nella piena maturità.

Il collo diventa importante.

Il torace si approfondisce.

La spirale delle corna assume una conformazione decisamente adulta.

Muflone di 6-8 anni

Il maschio presenta normalmente caratteristiche di piena maturità.

Gli incrementi annuali sono ormai nettamente più corti rispetto a quelli giovanili.

Le corna possono raggiungere grande massa e sviluppo.

Muflone di oltre 8 anni

Negli arieti anziani gli ultimi incrementi diventano molto ridotti.

L’usura delle punte può assumere grande importanza.

Gli anelli vicino alla base sono ravvicinati e richiedono un esame accurato.

Tabella orientativa delle classi d’età

Età indicativa Corna Corpo
1 anno Prime fasi di sviluppo Molto leggero e giovanile
2 anni Forte incremento e curvatura evidente Ancora snello
3 anni Già molto sviluppate in lunghezza Giovane adulto
4-5 anni Spirale matura in formazione Collo e torace robusti
6-8 anni Grande sviluppo; incrementi annuali ridotti Piena maturità
Oltre 8 anni Anelli basali ravvicinati e possibile forte usura Caratteristiche da animale anziano

Perché oltre i tre anni la lunghezza diventa poco affidabile

Gli studi sul Muflone hanno mostrato che una parte molto elevata della lunghezza finale delle corna viene raggiunta nei primi anni.

Successivamente l’incremento longitudinale diminuisce.

Questo significa che distinguere un maschio di quattro anni da uno di sei semplicemente confrontando la lunghezza delle corna può essere estremamente difficile.

Un esempio pratico

Immaginiamo due arieti osservati sullo stesso versante.

Il primo possiede corna apparentemente molto lunghe ma un corpo ancora relativamente leggero.

Il secondo presenta corna di lunghezza simile, ma collo più massiccio, torace profondo e una struttura complessivamente più pesante.

La prima impressione potrebbe suggerire due animali quasi equivalenti.

La lettura dell’intero corpo suggerisce invece una differenza di maturità.

Il vecchio ariete può essere meno spettacolare di quanto immaginiamo

È un concetto importante.

Nell’immaginario venatorio l’animale più vecchio dovrebbe avere sempre il trofeo più lungo e perfetto.

La natura non funziona così.

Usura, traumi, caratteristiche genetiche e riduzione dell’incremento annuale possono produrre situazioni molto differenti.

Età reale ed età apparente

La valutazione sul vivo è sempre una stima.

Per questo è utile distinguere tra:

età reale;

classe d’età;

impressione morfologica.

Confondere questi tre concetti porta facilmente a errori.

Il ruolo della genetica

Non tutti i Mufloni possiedono lo stesso potenziale di sviluppo del trofeo.

La genetica influenza:

lunghezza;

circonferenza;

forma;

curvatura;

simmetria.

Il ruolo dell’alimentazione

La formazione delle corna richiede nutrienti e minerali.

Un animale cresciuto in condizioni nutrizionali favorevoli può sviluppare un trofeo più importante rispetto a un soggetto della stessa età cresciuto in condizioni limitanti.

Il ruolo del clima

Le condizioni climatiche possono influenzare quantità e qualità della vegetazione e quindi, indirettamente, lo sviluppo corporeo e delle corna.

Perché confrontare animali di popolazioni differenti è rischioso

Un maschio di una popolazione particolarmente produttiva dal punto di vista trofico può svilupparsi diversamente da un coetaneo proveniente da un ambiente povero.

Le regole di valutazione devono quindi essere adattate alla popolazione reale che si sta osservando.

L’età e la gestione

La determinazione dell’età non deve essere considerata un esercizio fine a se stesso.

Serve a comprendere la struttura della popolazione.

Perché servono maschi di differenti età?

Una popolazione equilibrata dovrebbe contenere differenti classi:

giovani;

subadulti;

adulti;

maschi maturi.

Concentrare sistematicamente il prelievo su una sola classe può alterare questa struttura.

Il vecchio maschio nella popolazione

Un ariete che raggiunge un’età elevata rappresenta un individuo che ha superato numerose stagioni riproduttive, inverni, competizione e predazione.

Il suo valore biologico non deriva dal punteggio del trofeo, ma dalla sua presenza all’interno della struttura naturale della popolazione.

La caccia di selezione richiede classi, non supposizioni

Il cacciatore deve cercare di assegnare il capo alla classe prevista dal piano con il massimo grado possibile di sicurezza.

Quando la valutazione non è sufficientemente affidabile, la decisione corretta è attendere.

Quando rinunciare

Un maschio appare soltanto per pochi secondi.

Le corna sono imponenti.

Il corpo è parzialmente nascosto.

La luce è scarsa.

Non è possibile valutarne correttamente la classe.

Il fatto che il trofeo sia interessante non cambia la situazione.

Non è ancora un capo correttamente classificato.

Le corna viste attraverso il cannocchiale

Il selecontrollore osserva il maschio.

Prima frontalmente.

Poi il Muflone gira la testa.

La spirale acquista improvvisamente una forma differente.

Il soggetto cammina.

Adesso è possibile osservare il corpo intero.

Il collo appare più sottile di quanto sembrasse inizialmente.

Il torace non è quello di un vecchio ariete.

La prima impressione era stata prodotta dalle corna.

La seconda valutazione è prodotta dall’animale.

Questo è il vero scopo della valutazione sul vivo

Non cercare conferma della prima impressione.

Cercare invece elementi che potrebbero dimostrare che quella prima impressione era sbagliata.

È uno dei principi più importanti della selezione.

Quando il trofeo è sul tavolo

Dopo il prelievo cambia tutto.

Quello che a distanza appariva come una superficie uniforme rivela una successione di segni.

La luce laterale mostra gli anelli.

I primi incrementi sono lunghi.

Poi diventano progressivamente più corti.

Vicino alla base quasi si sovrappongono.

La spirale diventa una linea temporale

Il primo tratto appartiene alla giovinezza.

Il successivo all’anno seguente.

Poi un altro.

E un altro ancora.

La forma che il cacciatore aveva osservato sul versante diventa adesso leggibile come una successione di stagioni.

Ogni anello non racconta soltanto un anno

Dietro ogni separazione c’è stato:

un inverno.

Una primavera.

Un’estate.

Un rut.

Una nuova fase di crescita.

L’animale ha superato tutte queste stagioni e le corna hanno continuato a registrarle.

Le corna del Muflone come biografia

È forse questo l’aspetto più affascinante del trofeo.

Non rappresenta soltanto una misura.

Non rappresenta soltanto un punteggio.

Non rappresenta soltanto una bella spirale.

È una struttura cresciuta insieme all’animale.

Porta i segni del tempo.

Della crescita.

Dell’usura.

Talvolta dei combattimenti.

Talvolta di un trauma.

Il trofeo perfetto non esiste in natura

Una piccola asimmetria può raccontare una storia.

Una punta consumata può raccontare l’età.

Una rottura può raccontare un combattimento.

Un incremento particolarmente ridotto può corrispondere a una fase difficile.

Il valore biologico del trofeo è quindi molto più interessante della sua semplice perfezione estetica.

Come leggere correttamente l’età del Muflone: regole finali

Prima regola: non contare automaticamente tutti i solchi.

Seconda regola: cercare la continuità dei veri anelli annuali.

Terza regola: confrontare entrambe le corna.

Quarta regola: ricordare che gli incrementi diminuiscono con l’età.

Quinta regola: considerare l’usura della punta.

Sesta regola: non utilizzare la sola lunghezza per determinare l’età.

Settima regola: sul vivo classificare l’intero animale e non soltanto le corna.

Ottava regola: distinguere sempre tra età precisa e classe d’età.

Nona regola: interpretare ogni soggetto nel contesto della propria popolazione.

Decima regola: quando esiste un dubbio significativo, non trasformare un’ipotesi in una certezza.

Il tempo scritto nelle corna

Il Muflone possiede una caratteristica che pochi altri grandi ungulati cacciabili in Italia possono offrire con la stessa evidenza.

Il tempo rimane sulla sua testa.

Il maschio non perde ogni anno ciò che ha costruito.

Aggiunge.

Una stagione dopo l’altra.

All’inizio velocemente.

Poi sempre più lentamente.

Le corna si allungano.

Curvano.

Si consumano.

Raccolgono segni.

E quando l’ariete raggiunge la maturità, quella grande spirale è diventata molto più di un trofeo.

È una cronologia biologica.

Saperla leggere significa non limitarsi a misurare il Muflone.

Significa cercare di comprenderne la storia.

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