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NABUK – caratteristiche e impiego nell’abbigliamento da caccia

Il nabuk, più frequentemente indicato a livello internazionale come nubuck, è un cuoio dall’aspetto vellutato ottenuto mediante una leggera smerigliatura del lato esterno della pelle, chiamato lato fiore.

La lavorazione solleva fibre estremamente corte e crea una superficie morbida, opaca e piacevole al tatto. Il materiale viene utilizzato nella produzione di scarponi, calzature, guanti, abbigliamento, borse, custodie e altri accessori destinati alla caccia e alle attività all’aperto.

Il nabuk viene spesso confuso con il camoscio o con la crosta scamosciata. L’aspetto può essere simile, ma struttura, lavorazione e resistenza sono differenti.

Che cos’è il nabuk

Il nabuk viene normalmente ricavato dallo strato superiore della pelle, quello rivolto verso l’esterno dell’animale. Dopo la concia, la superficie del fiore viene levigata con abrasivi molto fini per ottenere un pelo corto e uniforme.

La smerigliatura modifica intenzionalmente la superficie naturale. Per questo, in senso tecnico rigoroso, il nabuk non coincide con un pieno fiore completamente intatto, anche se deriva dalla parte più pregiata e resistente della pelle.

Le pelli maggiormente utilizzate provengono da bovini e vitelli. Possono essere impiegate anche altre specie, ma la denominazione nabuk descrive soprattutto la tipologia di finitura e non l’origine zoologica.

Come viene prodotto

La trasformazione della pelle grezza in nabuk comprende diverse fasi, che possono variare secondo la conceria e il risultato desiderato:

  • selezione delle pelli;
  • preparazione e rimozione dei residui organici;
  • concia;
  • eventuale riconcia;
  • tintura;
  • nutrimento delle fibre;
  • asciugatura;
  • smerigliatura del lato fiore;
  • spazzolatura;
  • applicazione di protettivi e finiture.

La smerigliatura deve essere uniforme. Un’abrasione insufficiente produce una superficie irregolare, mentre una lavorazione eccessiva può indebolire il fiore e rendere il pelo troppo lungo.

La superficie vellutata

Il caratteristico effetto del nabuk è prodotto da una peluria molto corta, chiamata anche mano vellutata. Passando un dito sulla superficie, le fibre cambiano direzione e modificano temporaneamente il modo in cui riflettono la luce.

Questo fenomeno genera zone apparentemente più chiare o più scure, senza che il colore del materiale sia realmente cambiato. È una caratteristica naturale del nabuk e non deve essere confusa con una macchia.

Il pelo corto permette inoltre di conservare una maggiore definizione rispetto alla superficie più aperta e fibrosa di molte croste scamosciate.

Differenza tra nabuk e camoscio

Nel linguaggio comune, il termine “camoscio” viene utilizzato per indicare numerosi cuoi dalla superficie vellutata. Tecnicamente è necessario distinguere tra materiali differenti.

Nabuk

Il nabuk viene smerigliato sul lato fiore, cioè sulla superficie esterna e più compatta della pelle. Presenta generalmente un pelo corto, fine e uniforme.

Scamosciato o suede

Lo scamosciato viene lavorato sul lato carne oppure ricavato da una crosta. La superficie tende ad avere fibre più lunghe e aperte. È generalmente più morbido ma può risultare meno resistente del nabuk di buona qualità.

Pelle di camoscio

L’espressione può indicare anche una pelle proveniente effettivamente dall’animale chiamato camoscio, ma nella produzione commerciale moderna il termine viene spesso utilizzato per descrivere soltanto l’aspetto della finitura.

La denominazione del prodotto dovrebbe quindi specificare sia la specie di origine sia il tipo di lavorazione.

Differenza tra nabuk e crosta

Una pelle bovina sufficientemente spessa può essere separata in più strati. La parte superiore conserva il fiore, mentre gli strati inferiori vengono chiamati croste.

La crosta può essere smerigliata per ottenere una superficie simile allo scamosciato oppure rivestita con film sintetici che imitano la pelle fiore. Il nabuk autentico deriva invece dalla parte esterna della pelle.

In generale, un nabuk ben selezionato presenta:

  • struttura fibrosa più compatta;
  • maggiore resistenza alla trazione;
  • pelo più corto e uniforme;
  • aspetto più fine;
  • costo superiore.

La qualità finale dipende comunque dallo spessore, dalla concia, dalla selezione della pelle e dai trattamenti applicati.

Nabuk e pelle pieno fiore liscia

La pelle pieno fiore liscia conserva la superficie naturale senza una smerigliatura significativa. Può mostrare pori, piccole cicatrici e variazioni proprie della pelle.

Il nabuk viene invece abraso per ottenere un aspetto vellutato e cromaticamente uniforme. Questa lavorazione rende la superficie più sensibile a polvere, grasso e macchie d’acqua.

La pelle liscia è generalmente più facile da pulire e ingrassare. Il nabuk offre un aspetto più morbido e opaco, ma richiede prodotti specifici per evitare di appiattirne il pelo.

Nabuk naturale e nabuk sintetico

Alcuni materiali artificiali vengono commercializzati come “effetto nabuk” o “nabuk sintetico”. Possono essere realizzati con microfibre, poliuretano, poliestere o altri polimeri.

Questi prodotti possono imitare l’aspetto vellutato della pelle e offrire buona uniformità, peso contenuto e resistenza all’acqua. Non possiedono però la stessa struttura fibrosa del cuoio naturale.

Per distinguere correttamente i materiali è necessario verificare la composizione dichiarata. Espressioni come “touch nabuk” o “nubuck effect” non indicano necessariamente la presenza di vera pelle.

Proprietà del nabuk

Morbidezza

La superficie finemente smerigliata rende il materiale piacevole al tatto e riduce la sensazione di rigidità tipica di alcune pelli lisce.

Resistenza

Poiché viene ricavato dallo strato superiore della pelle, un nabuk di qualità conserva una buona resistenza meccanica. La durata dipende però dallo spessore e dall’intensità della smerigliatura.

Traspirabilità

Il cuoio può assorbire e rilasciare una certa quantità di umidità. La reale traspirabilità di una calzatura dipende anche da fodere, membrane, collanti, imbottiture e trattamenti superficiali.

Flessibilità

Il nabuk può adattarsi gradualmente alla forma del piede o della mano. Per questo viene apprezzato nelle calzature e nei guanti destinati a un uso prolungato.

Sensibilità alle macchie

La superficie aperta trattiene facilmente polvere, grasso e liquidi. Una goccia d’acqua può produrre un temporaneo scurimento oppure lasciare un alone se contiene sali o sporco.

Nabuk negli scarponi da caccia

Uno degli impieghi più comuni è la costruzione della tomaia degli scarponi da caccia e trekking. Il materiale può essere utilizzato sull’intera calzatura oppure combinato con tessuti tecnici, gomma e rinforzi sintetici.

I vantaggi principali sono:

  • buona resistenza all’abrasione;
  • adattabilità al piede;
  • flessibilità;
  • comfort durante la camminata;
  • aspetto opaco poco riflettente;
  • possibilità di utilizzare spessori elevati;
  • buona compatibilità con membrane impermeabili e traspiranti.

La qualità di uno scarpone non dipende però dal solo nabuk. Costruzione della suola, cuciture, membrane, fascione protettivo e forma interna sono altrettanto importanti.

Il nabuk è impermeabile?

Il nabuk naturale non è completamente impermeabile. Può resistere temporaneamente all’acqua se sottoposto a trattamenti idrorepellenti, ma con un’esposizione prolungata tende ad assorbire umidità.

L’impermeabilità di uno scarpone può essere ottenuta mediante:

  • trattamento idrorepellente della pelle;
  • membrana interna impermeabile e traspirante;
  • costruzione delle cuciture;
  • linguetta a soffietto;
  • corretta unione tra tomaia e suola;
  • manutenzione periodica.

Una calzatura con membrana può rimanere impermeabile anche quando la superficie esterna si bagna, ma il nabuk saturo diventa più pesante, asciuga lentamente e riduce la traspirabilità complessiva.

Nabuk in guanti e abbigliamento

Nei guanti il nabuk può offrire una presa sicura, buona sensibilità e comfort. Viene utilizzato soprattutto sul palmo, sulle dita o come rinforzo nelle zone soggette a sfregamento.

Nell’abbigliamento può essere impiegato per:

  • giacche e gilet;
  • rinforzi su spalle e gomiti;
  • inserti decorativi;
  • bordature;
  • tasche e pattine;
  • protezioni nelle zone di maggiore usura.

Rispetto a molti tessuti tecnici, il nabuk è più pesante e richiede maggiore manutenzione, ma offre resistenza, comfort e un aspetto tradizionale particolarmente apprezzato nell’abbigliamento venatorio.

Nabuk negli accessori da caccia

Il materiale può essere utilizzato anche per:

  • cinghie per fucile;
  • custodie e foderi;
  • borse e zaini;
  • portacartucce;
  • protezioni per ottiche;
  • rivestimenti di sedute e supporti;
  • inserti antiscivolo;
  • accessori per cani.

Nei prodotti sottoposti a trazione, la resistenza deve essere affidata alla struttura completa e non alla sola superficie. Cuciture, rinforzi, fibbie e orientamento del cuoio devono essere dimensionati correttamente.

Resistenza a rovi e abrasioni

Un nabuk spesso e di buona qualità può resistere efficacemente al contatto con terreno, rami e vegetazione. La superficie opaca tende però a evidenziare segni e variazioni di pelo.

I graffi superficiali possono spesso essere attenuati mediante una spazzolatura specifica. Un taglio profondo, invece, può danneggiare la struttura e non è eliminabile con la normale manutenzione.

Nelle calzature destinate a terreni molto rocciosi viene frequentemente aggiunto un fascione in gomma o poliuretano per proteggere la zona bassa della tomaia.

Trattamenti idrorepellenti

L’applicazione periodica di un protettivo aiuta a ridurre l’assorbimento di acqua e sporco. Il prodotto deve essere espressamente formulato per nabuk e compatibile con eventuali membrane interne.

I protettivi possono essere disponibili sotto forma di:

  • spray;
  • emulsioni;
  • prodotti a base acquosa;
  • cere specifiche;
  • impregnanti liquidi.

Cere e grassi tradizionali possono scurire notevolmente il nabuk, rendere la superficie più liscia e ridurre l’effetto vellutato. Possono essere appropriati quando si privilegia la protezione, ma modificano l’aspetto originale.

Come pulire il nabuk

La pulizia deve essere delicata e progressiva. Prima di utilizzare qualsiasi prodotto è opportuno consultare le indicazioni del produttore e provarlo in una zona poco visibile.

La procedura generale comprende:

  • lasciare asciugare completamente fango e terra;
  • rimuovere lo sporco secco con una spazzola per nabuk;
  • utilizzare una gomma specifica per i segni localizzati;
  • applicare un detergente dedicato in caso di sporco persistente;
  • risciacquare solo secondo le indicazioni del prodotto;
  • lasciare asciugare naturalmente;
  • spazzolare nuovamente per sollevare il pelo;
  • ripristinare il trattamento idrorepellente.

Non è consigliabile strofinare energicamente una macchia bagnata, perché potrebbe essere spinta più in profondità e creare un alone più esteso.

Come asciugare scarponi e accessori

Dopo l’utilizzo sotto la pioggia, il nabuk deve asciugare lentamente a temperatura ambiente. Gli scarponi possono essere riempiti con carta assorbente pulita, sostituendola quando diventa umida.

Devono essere evitati:

  • termosifoni;
  • stufe;
  • asciugacapelli;
  • fiamme;
  • sole diretto intenso;
  • asciugatrici.

Il calore eccessivo può indurire il cuoio, alterare i grassi interni, provocare restringimenti e indebolire collanti e membrane.

Macchie di olio e grasso

Le sostanze oleose penetrano facilmente nella superficie e producono macchie scure. È importante intervenire rapidamente con prodotti assorbenti e detergenti specifici.

Solventi domestici, benzina, acetone e sgrassatori aggressivi possono scolorire o danneggiare il materiale. Una macchia estesa dovrebbe essere affidata a un professionista specializzato nella pulizia della pelle.

Negli accessori utilizzati vicino alle armi bisogna prestare attenzione agli oli lubrificanti, che possono trasferirsi facilmente sul nabuk.

Ripristinare l’effetto vellutato

Con l’uso, le fibre superficiali possono appiattirsi e creare zone più scure e lucide. Una spazzola in gomma, crêpe o setole adatte può aiutare a sollevare nuovamente il pelo.

La spazzolatura deve essere uniforme e non troppo energica. Abrasivi generici o spazzole metalliche possono asportare la superficie e produrre differenze permanenti di colore.

Nabuk oliato

Il nabuk oliato viene trattato con oli o cere che ne aumentano la resistenza all’umidità e conferiscono un aspetto più scuro e leggermente ingrassato.

Rispetto al nabuk classico presenta normalmente:

  • pelo meno evidente;
  • colore più profondo;
  • maggiore resistenza all’acqua;
  • aspetto che cambia quando viene piegato o sfregato;
  • manutenzione differente.

È particolarmente adatto agli scarponi da lavoro, da caccia e da trekking. Deve essere trattato con prodotti compatibili con la finitura oliata.

Traspirabilità e membrane

Una membrana impermeabile può impedire all’acqua di raggiungere il piede e contemporaneamente permettere la fuoriuscita di una parte del vapore acqueo. La traspirabilità effettiva dipende però dall’intera struttura della calzatura.

Quando il nabuk esterno perde il trattamento idrorepellente e si satura d’acqua, il trasferimento del vapore diminuisce. Per mantenere le prestazioni è quindi importante ripristinare periodicamente la protezione superficiale.

Vantaggi del nabuk

  • aspetto naturale, elegante e poco riflettente;
  • superficie morbida e vellutata;
  • buona resistenza meccanica nei prodotti di qualità;
  • flessibilità e capacità di adattarsi all’utilizzatore;
  • buona resistenza all’abrasione;
  • presa confortevole nei guanti e negli accessori;
  • possibilità di essere trattato contro acqua e sporco;
  • adatto a calzature e abbigliamento venatorio.

Limiti del nabuk

  • elevata sensibilità alle macchie di grasso;
  • tendenza ad assorbire acqua se non trattato;
  • possibile formazione di aloni;
  • necessità di manutenzione periodica;
  • asciugatura più lenta rispetto a molti materiali sintetici;
  • possibile variazione del colore con oli e cere;
  • superficie più delicata rispetto alla pelle liscia protetta;
  • qualità molto variabile secondo pelle e lavorazione.

Come valutare un prodotto in nabuk

Prima dell’acquisto è utile verificare:

  • origine e tipologia della pelle;
  • uniformità della smerigliatura;
  • spessore del materiale;
  • presenza di trattamenti idrorepellenti;
  • qualità delle cuciture;
  • rinforzi nelle zone maggiormente sollecitate;
  • compatibilità con membrane interne;
  • istruzioni di pulizia e manutenzione;
  • tracciabilità e caratteristiche della concia.

Un pelo molto lungo e irregolare può indicare una crosta scamosciata piuttosto che un vero nabuk. La sola sensazione di morbidezza non è sufficiente per stabilire la qualità.

Considerazioni finali

Il nabuk combina la resistenza dello strato superiore della pelle con una superficie morbida, opaca e vellutata. Queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto a scarponi, guanti e accessori destinati alla caccia.

Non deve essere confuso con la crosta o con i materiali sintetici effetto nabuk. La qualità dipende dalla selezione della pelle, dalla concia, dalla smerigliatura, dallo spessore e dai trattamenti protettivi.

Con una pulizia corretta e un’impermeabilizzazione periodica, il nabuk può offrire lunga durata, comfort e resistenza. Richiede però maggiore attenzione rispetto a una pelle liscia fortemente protetta o a un tessuto sintetico.

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