L’EVA, acronimo di etilene-vinil acetato, è un copolimero termoplastico leggero, flessibile e resistente agli urti. Può essere utilizzato come materiale compatto, pellicola, adesivo oppure trasformato in una schiuma morbida e ammortizzante.
Nel settore venatorio viene impiegato soprattutto nelle intersuole degli scarponi, nelle solette, nelle imbottiture, nei tappetini, nelle custodie per armi e ottiche e in numerosi accessori protettivi. La sua diffusione dipende dalla possibilità di ottenere componenti leggeri, sagomati e caratterizzati da differenti livelli di densità e durezza.
La semplice indicazione “EVA” non identifica tuttavia un materiale con prestazioni univoche. Formulazione, percentuale di acetato di vinile, densità, struttura cellulare, additivi e processo di espansione possono produrre materiali molto differenti.
Che cos’è l’EVA
L’EVA è un copolimero formato dalla combinazione di:
- etilene: contribuisce alla resistenza, alla leggerezza e alla struttura del materiale;
- acetato di vinile: aumenta morbidezza, flessibilità ed elasticità.
Modificando la quantità di acetato di vinile è possibile cambiare sensibilmente il comportamento del polimero. In generale, aumentando questa componente diminuiscono rigidità e cristallinità, mentre crescono flessibilità e capacità di deformazione.
All’EVA possono inoltre essere aggiunti:
- agenti espandenti;
- pigmenti;
- cariche minerali;
- stabilizzanti contro calore e luce;
- agenti reticolanti;
- ritardanti di fiamma;
- additivi antistatici;
- materiali riciclati.
Ogni additivo modifica peso, elasticità, durata, colore e comportamento ambientale del prodotto finito.
EVA compatto ed EVA espanso
EVA compatto
Nella forma non espansa, l’EVA è un materiale flessibile simile ad alcuni tipi di polietilene morbido o gomma. Può essere utilizzato per film, guarnizioni, componenti stampati e adesivi termofusibili.
EVA espanso
L’EVA espanso contiene una struttura formata da numerose piccole celle gassose. La presenza delle celle riduce la densità e permette al materiale di comprimersi sotto carico, assorbendo una parte dell’energia.
È questa la forma maggiormente utilizzata nelle calzature e nelle imbottiture. Lo spessore e la dimensione delle celle influenzano direttamente comfort, rigidità, ritorno elastico e durata.
Struttura a celle chiuse
Molte schiume EVA utilizzate negli accessori sportivi e outdoor possiedono una struttura prevalentemente a celle chiuse. Ogni cella è separata da quelle vicine e limita l’ingresso dell’acqua.
Questa struttura offre:
- basso assorbimento di umidità;
- buon isolamento termico;
- galleggiabilità;
- facilità di pulizia;
- maggiore resistenza allo schiacciamento rispetto a molte schiume aperte.
La definizione “celle chiuse” non significa impermeabilità assoluta. Tagli, perforazioni, giunzioni e usura possono favorire l’ingresso dell’acqua, mentre il prodotto completo può comprendere altri materiali assorbenti.
Produzione della schiuma EVA
Per produrre una schiuma, il polimero viene miscelato con additivi e agenti espandenti. Durante il processo si formano bolle gassose che rimangono intrappolate nella struttura.
L’EVA può essere prodotto mediante:
- stampaggio a compressione;
- stampaggio a iniezione;
- estrusione;
- espansione in blocchi successivamente tagliati;
- termoformatura di fogli;
- laminazione con tessuti e altri materiali.
Le schiume possono essere reticolate per migliorare stabilità, resistenza termica e capacità di recuperare la forma. La reticolazione crea collegamenti tra le catene polimeriche, ma rende più complesso il riciclo mediante semplice rifusione.
Densità e durezza
La densità rappresenta la quantità di materiale presente in un determinato volume. Un’EVA a bassa densità risulta generalmente più leggero e morbido, mentre un materiale più denso offre maggiore sostegno e resistenza alla compressione.
Densità e durezza non sono però perfettamente equivalenti. Due schiume con densità simile possono presentare differenti valori di durezza in funzione della formulazione e della struttura cellulare.
Per scegliere correttamente un componente occorre considerare insieme:
- densità;
- durezza;
- spessore;
- compressione sotto carico;
- ritorno elastico;
- deformazione permanente;
- temperatura di esercizio.
Capacità ammortizzante
Quando viene compresso, l’EVA deforma la propria struttura cellulare e assorbe una parte dell’energia. Questa proprietà lo rende adatto alle intersuole delle calzature, alle imbottiture e ai rivestimenti protettivi.
Il materiale non elimina completamente l’urto. L’efficacia dipende dall’energia applicata, dalla superficie di contatto e dalla quantità di schiuma disponibile per deformarsi.
Un’EVA troppo morbido può arrivare rapidamente a fondo corsa. Un materiale eccessivamente rigido può invece assorbire poco l’impatto e trasmettere maggiormente la sollecitazione.
Recupero elastico e deformazione permanente
Dopo la compressione, la schiuma tende a recuperare la forma iniziale. Se viene sottoposta ripetutamente a carichi elevati, una parte della deformazione può però diventare permanente.
Questo fenomeno, spesso percepito come schiacciamento o perdita di ammortizzazione, dipende da:
- qualità della formulazione;
- densità;
- numero dei cicli di compressione;
- peso applicato;
- temperatura;
- invecchiamento del materiale;
- tempo trascorso sotto carico.
Nelle calzature molto utilizzate, la perdita di elasticità dell’intersuola può verificarsi prima che la suola esterna mostri un’usura evidente.
EVA nelle intersuole degli scarponi
L’applicazione più comune è l’intersuola, collocata tra il battistrada e la parte interna della calzatura. La sua funzione è assorbire gli urti, distribuire il carico e migliorare il comfort durante la camminata.
Negli scarponi da caccia può contribuire a:
- ridurre il peso della calzatura;
- ammortizzare l’appoggio del piede;
- isolare dal terreno freddo;
- assorbire parte delle vibrazioni;
- adattarsi alle differenti zone della pianta;
- migliorare il comfort durante le lunghe percorrenze.
L’EVA non svolge normalmente la stessa funzione del battistrada. La parte a contatto con il terreno viene spesso realizzata in gomma o altro materiale più resistente all’abrasione e capace di offrire una buona aderenza.
Intersuole a doppia densità
Una struttura a doppia densità combina zone di EVA con caratteristiche differenti. Una parte più morbida può fornire ammortizzazione, mentre una più rigida contribuisce a sostenere il piede e controllarne i movimenti.
La distribuzione delle densità può essere progettata in relazione a:
- tallone;
- arco plantare;
- avampiede;
- bordo interno ed esterno;
- peso dell’utilizzatore;
- tipo di terreno.
Il termine “doppia densità” non garantisce automaticamente una calzatura migliore. Geometria, qualità dei materiali e corretta integrazione con la suola restano determinanti.
EVA nelle solette
L’EVA viene utilizzato anche nelle solette interne, spesso combinato con tessuti traspiranti, schiume più morbide, inserti anatomici e trattamenti antibatterici.
Una soletta può essere termoformata per seguire la forma del piede oppure sagomata mediante stampaggio. La capacità di assorbire umidità dipende soprattutto dal rivestimento superficiale, perché l’EVA a celle chiuse trattiene poca acqua.
Con l’uso prolungato la soletta può schiacciarsi nelle zone maggiormente caricate. Deve essere sostituita quando perde sostegno, si deforma o sviluppa crepe.
EVA nelle custodie per armi e ottiche
Fogli e blocchi di EVA possono essere utilizzati come imbottitura interna di valigette e custodie. Il materiale può essere tagliato o sagomato per seguire il profilo dell’oggetto da proteggere.
Una buona imbottitura deve:
- trattenere l’oggetto senza comprimerlo eccessivamente;
- assorbire urti e vibrazioni;
- non interferire con leve e parti delicate;
- non trattenere umidità contro le superfici metalliche;
- resistere al contatto occasionale con oli e detergenti;
- mantenere la forma nel tempo.
Una custodia con EVA non deve essere considerata automaticamente adatta al trasporto aereo o resistente agli urti intensi. Le prestazioni dipendono anche da guscio esterno, chiusure, spessore e progettazione complessiva.
EVA termoformato
Riscaldando il materiale entro condizioni controllate è possibile sagomarlo su uno stampo. Dopo il raffreddamento conserva la forma impressa.
Questa tecnica viene utilizzata per creare:
- gusci semirigidi;
- portaottiche;
- inserti per valigette;
- ginocchiere;
- protezioni per gomiti;
- schienali per zaini;
- imbottiture anatomiche.
Lo spessore può diminuire nelle zone maggiormente stirate durante la termoformatura. Il progetto deve quindi prevedere una distribuzione uniforme del materiale.
EVA nelle protezioni
Grazie alla sua capacità di assorbire urti, l’EVA può essere impiegato in ginocchiere, spallacci, cinture e protezioni interne dell’abbigliamento.
Per applicazioni protettive importanti non è sufficiente verificare la sola presenza di EVA. Devono essere valutati spessore, densità, copertura anatomica e conformità a eventuali norme specifiche.
Una schiuma morbida progettata per il comfort non offre necessariamente una protezione adeguata contro impatti concentrati o perforazioni.
EVA nei calcioli
L’EVA può essere utilizzato in alcuni calcioli o come strato ammortizzante all’interno di sistemi multicomponente. La sua funzione è deformarsi durante il rinculo e distribuire la pressione sulla spalla.
I calcioli possono però essere realizzati anche con gomma, poliuretano, gel o elastomeri tecnici. Ogni materiale presenta un diverso equilibrio tra:
- morbidezza;
- ritorno elastico;
- durata;
- aderenza sulla spalla;
- resistenza alla compressione;
- comportamento alle temperature.
La sola morbidezza percepita premendo con un dito non permette di stabilire quanto efficacemente il calciolo riduca il picco di rinculo.
EVA negli zaini e nell’abbigliamento
Negli zaini viene impiegato per imbottire spallacci, cinture lombari e schienali. Può essere perforato o sagomato con canali per favorire la circolazione dell’aria.
Nell’abbigliamento tecnico viene utilizzato soprattutto per:
- ginocchiere estraibili;
- protezioni sui gomiti;
- imbottiture per le spalle;
- rinforzi anatomici;
- inserti galleggianti;
- isolamento dal terreno.
Essendo poco permeabile all’aria, una superficie continua in EVA può ridurre la traspirabilità. Per questo viene frequentemente perforata o utilizzata soltanto in zone localizzate.
Resistenza all’acqua
Le schiume EVA a celle chiuse assorbono generalmente poca acqua. Questa caratteristica è vantaggiosa per calzature, tappetini e accessori utilizzati sotto la pioggia.
Il materiale può però trattenere acqua nelle incisioni, tra gli strati incollati o sotto il rivestimento tessile. Il prodotto completo deve essere asciugato correttamente prima di essere riposto.
L’EVA non sostituisce una membrana impermeabile e non rende automaticamente stagna una calzatura o una custodia.
Isolamento termico
L’aria intrappolata nelle celle riduce il passaggio del calore. Per questo l’EVA può isolare il piede dal terreno freddo e viene utilizzato anche in tappetini e sedute portatili.
La capacità isolante dipende da:
- spessore;
- densità;
- dimensione delle celle;
- grado di compressione;
- eventuale presenza d’acqua;
- materiali associati.
Quando viene fortemente schiacciato, il materiale perde parte del volume d’aria e riduce la propria capacità isolante.
Comportamento alle basse temperature
L’EVA mantiene normalmente una buona flessibilità alle basse temperature rispetto a diversi polimeri rigidi. La prestazione effettiva dipende però dalla formulazione.
Con il freddo intenso una schiuma può diventare temporaneamente più rigida e recuperare più lentamente la forma. Calzature e protezioni destinate all’inverno devono quindi utilizzare gradi sviluppati per il relativo intervallo termico.
Comportamento al calore
Temperature elevate possono ammorbidire, deformare o restringere l’EVA. Non è consigliabile lasciare a lungo scarponi, solette o accessori vicino a stufe, termosifoni o all’interno di veicoli molto caldi.
Il materiale non deve essere utilizzato vicino a canne, camere di cartuccia o altre parti che possono raggiungere temperature elevate.
La temperatura massima di esercizio varia con la formulazione e con il grado di reticolazione. Non può essere ricavata dalla sola denominazione EVA.
Resistenza a oli e prodotti chimici
L’EVA presenta una buona resistenza all’acqua e a numerose sostanze diluite, ma oli, solventi e carburanti possono modificare volume, durezza o superficie.
Negli inserti delle valigette è opportuno evitare il contatto prolungato con armi fortemente impregnate di olio. Eventuali residui devono essere rimossi e la compatibilità dei detergenti verificata su una zona poco visibile.
EVA, poliuretano e TPU
EVA e poliuretano espanso
Il poliuretano può offrire differenti livelli di elasticità, comfort e resistenza. Alcune schiume poliuretaniche aperte assorbono più acqua, mentre altre formulazioni possono garantire ottime prestazioni ammortizzanti.
L’EVA è spesso più leggero e semplice da sagomare, ma può perdere progressivamente parte della propria capacità di recupero.
EVA e TPU
Il poliuretano termoplastico è generalmente più resistente all’abrasione e può offrire un ritorno elastico superiore. È però spesso più costoso e più pesante.
Nelle calzature moderne EVA e TPU possono essere combinati: l’EVA garantisce leggerezza e ammortizzazione, mentre il TPU viene utilizzato per stabilità, protezione e ritorno di energia.
EVA e gomma
La gomma offre normalmente maggiore resistenza all’abrasione e migliore aderenza sulle superfici difficili. Per questo viene utilizzata frequentemente nel battistrada degli scarponi.
L’EVA è più leggero e ammortizzante, ma si consuma più rapidamente se posto direttamente a contatto con terreno roccioso. Nelle suole composite i due materiali svolgono quindi funzioni complementari.
Durata e invecchiamento
Con il tempo l’EVA può:
- schiacciarsi;
- indurirsi;
- perdere elasticità;
- sviluppare crepe;
- deformarsi per effetto del calore;
- scolorire con l’esposizione solare;
- separarsi dai materiali incollati.
La durata dipende dall’intensità d’uso e dalle condizioni di conservazione. Anche un accessorio poco utilizzato può invecchiare se lasciato a lungo sotto carico, al caldo o alla luce diretta.
Pulizia e manutenzione
L’EVA può essere pulito con acqua tiepida, una spazzola morbida e detergente neutro. Prima di riporre il prodotto è necessario lasciarlo asciugare completamente.
È consigliabile:
- evitare solventi aggressivi;
- non utilizzare fonti di calore diretto;
- non conservare il materiale fortemente compresso;
- proteggere gli accessori dalla luce solare prolungata;
- controllare periodicamente crepe e deformazioni;
- sostituire le imbottiture che non recuperano più la forma.
Aspetti ambientali
L’EVA è un materiale sintetico e non è normalmente biodegradabile in tempi brevi. Le schiume reticolate risultano inoltre difficili da riciclare mediante i comuni processi di fusione.
Scarti e prodotti a fine vita possono essere macinati e utilizzati come carica in nuovi materiali, superfici ammortizzanti o pannelli. Le possibilità effettive dipendono dai sistemi di raccolta e dagli impianti disponibili.
Un prodotto durevole e sostituibile soltanto dopo molti anni può ridurre il consumo complessivo di materiale. Riparabilità, qualità costruttiva e disponibilità di componenti di ricambio devono quindi essere considerate insieme alla composizione.
Vantaggi dell’EVA
- peso molto contenuto;
- buona capacità ammortizzante;
- flessibilità;
- buon comportamento alle basse temperature;
- basso assorbimento d’acqua nelle versioni a celle chiuse;
- isolamento termico;
- facilità di taglio e sagomatura;
- possibilità di ottenere differenti densità e durezze;
- costo generalmente contenuto;
- ampia versatilità produttiva.
Limiti dell’EVA
- progressiva perdita di elasticità sotto carichi ripetuti;
- possibile deformazione permanente;
- resistenza all’abrasione inferiore alla gomma;
- sensibilità alle temperature elevate;
- qualità molto variabile tra formulazioni differenti;
- compatibilità limitata con alcuni oli e solventi;
- ridotta traspirabilità nelle strutture continue;
- difficoltà di riciclo delle schiume reticolate;
- assenza di biodegradabilità significativa.
Come valutare un componente in EVA
Prima dell’acquisto è utile considerare:
- densità e durezza dichiarate;
- spessore effettivo;
- capacità di recuperare la forma;
- struttura a celle chiuse o aperte;
- resistenza alla temperatura;
- tipo di utilizzo previsto;
- materiali associati;
- possibilità di sostituzione;
- qualità delle incollature;
- eventuali certificazioni del prodotto completo.
Premere semplicemente la schiuma con un dito permette di percepirne la morbidezza iniziale, ma non fornisce informazioni sufficienti su durata, assorbimento degli urti e deformazione permanente.
Considerazioni finali
L’EVA è un materiale estremamente versatile, apprezzato soprattutto per leggerezza, flessibilità e capacità ammortizzante. Negli accessori da caccia trova le applicazioni più importanti nelle intersuole degli scarponi, nelle solette, nelle imbottiture e negli inserti protettivi delle custodie.
Le prestazioni non dipendono soltanto dalla presenza del materiale, ma dalla sua formulazione, densità, struttura cellulare e integrazione con gli altri componenti. Un’EVA morbido non è necessariamente più confortevole o protettivo di uno più rigido.
La scelta corretta deve trovare un equilibrio tra ammortizzazione, sostegno, peso, durata e condizioni ambientali. Quando progettato e utilizzato correttamente, l’EVA può migliorare sensibilmente il comfort e la protezione dell’equipaggiamento venatorio.























