Il Pudelpointer è uno dei più interessanti cani da caccia polivalenti sviluppati dalla cinofilia tedesca. Nato dall’incontro genetico tra Pointer e Barbone, venne selezionato con un obiettivo estremamente preciso: ottenere un cane capace di conservare il grande naso, la cerca ampia e la ferma sicura del Pointer, aggiungendo rusticità, predisposizione al riporto, capacità di lavorare nell’acqua e una maggiore versatilità negli ambienti difficili.
Il risultato non è un semplice incrocio tra due razze, ma una popolazione stabilizzata attraverso una selezione funzionale molto rigorosa. Il Pudelpointer moderno è un cane da ferma continentale a pelo duro, potente ma atletico, capace di lavorare in pianura, nel bosco e nelle zone umide e di affrontare differenti fasi dell’azione venatoria: cerca, ferma, recupero della selvaggina abbattuta e lavoro in acqua.
La sua identità è profondamente legata al concetto tedesco di Jagdhund polivalente. Il cane non deve eccellere soltanto in una singola specialità. Deve possedere abbastanza ampiezza di cerca per lavorare efficacemente sulla selvaggina da piuma, sufficiente collegamento con il conduttore per essere gestibile nel bosco, una ferma naturale e affidabile, grande disponibilità al riporto e la rusticità necessaria per entrare in acqua o attraversare vegetazione fitta.
Il mantello ruvido e fitto, la struttura da Pointer robusto, la barba evidente e l’espressione attenta conferiscono alla razza un aspetto immediatamente funzionale. Anche il carattere è selezionato in funzione del lavoro: il Pudelpointer deve essere equilibrato, controllabile, sicuro e dotato di forte passione venatoria, senza timore del selvatico o dello sparo.

Pudelpointer: scheda tecnica della razza
| Nome ufficiale | Pudelpointer |
| Paese di origine | Germania |
| Codice FCI | 216 |
| Gruppo FCI | Gruppo 7 – Cani da ferma |
| Sezione | 1.1 – Cani da ferma continentali, tipo Bracco |
| Prova di lavoro | Sì |
| Utilizzazione | Cane da caccia polivalente per lavoro in campo, bosco e acqua |
| Origine genetica | Pointer e Barbone |
| Altezza maschi | 60-68 cm al garrese |
| Altezza femmine | 55-63 cm al garrese |
| Costruzione | Tipo Pointer robusto, atletico e muscoloso |
| Mantello | Duro, ruvido, fitto, aderente, con sottopelo denso |
| Lunghezza indicativa del pelo al garrese | Circa 4-6 cm |
| Colori ammessi | Marrone, foglia morta e nero |
| Segni bianchi | Piccole marcature tollerate |
| Temperamento | Equilibrato, controllato, sicuro e dotato di forte istinto venatorio |
| Attitudini principali | Cerca, ferma, riporto, lavoro nel bosco e in acqua |
Origine e storia del Pudelpointer
La nascita del Pudelpointer risale alla Germania della seconda metà dell’Ottocento, in un periodo nel quale la cinofilia venatoria tedesca stava sviluppando un preciso modello di cane da caccia: non uno specialista limitato a una singola funzione, ma un ausiliare polivalente capace di lavorare prima e dopo lo sparo.
La tradizione attribuisce un ruolo fondamentale a Sigismund Freiherr von Zedlitz und Neukirch, conosciuto anche con lo pseudonimo venatorio Hegewald. L’obiettivo era creare un cane capace di combinare le eccezionali qualità del Pointer inglese nel lavoro in campo con le caratteristiche venatorie allora ancora presenti nei Barboni da lavoro.
Il Pointer offriva soprattutto naso finissimo, cerca veloce e spaziosa e ferma naturale. Il Barbone contribuiva invece con qualità quali disponibilità al riporto, forte rapporto con l’acqua, intelligenza, rusticità e maggiore capacità di adattamento alle differenti situazioni venatorie.
Il Barbone venne utilizzato soprattutto nella fase fondatrice della razza. Successivamente la selezione proseguì all’interno del patrimonio genetico così ottenuto, senza ricorrere ad altri cani da ferma. Il risultato fu progressivamente fissato attraverso una forte pressione selettiva sulle prestazioni.
Questo elemento è particolarmente importante: il Pudelpointer non nasce per creare un aspetto intermedio tra Pointer e Barbone, ma per conservare e combinare determinate qualità funzionali.
Un Pointer robusto rivestito di pelo duro
Lo standard descrive il tipo ideale come quello di un Pointer di struttura robusta ricoperto da un mantello ruvido non eccessivamente lungo. Questa definizione permette di comprendere immediatamente la logica morfologica della razza.
Il Pudelpointer non deve avere l’aspetto leggero e asciutto del Pointer inglese da grande cerca, ma deve conservarne l’atletismo, la potenza del galoppo e l’orientamento verso il lavoro sulla selvaggina da piuma.
La maggiore sostanza consente però di affrontare anche boschi, vegetazione fitta, terreno umido e attività prolungata in condizioni climatiche difficili.
Il corpo è leggermente più lungo dell’altezza al garrese, con un rapporto indicativo di 10 a 9. Il dorso è corto, diritto e muscoloso, il rene forte e la groppa moderatamente inclinata.
Il torace è largo e profondo, con costole ben sviluppate ma non a botte, soluzione che garantisce buona capacità respiratoria senza compromettere atletismo e mobilità.
Testa: potenza e finezza olfattiva
La testa deve essere proporzionata al corpo e al sesso. Il cranio è relativamente piatto e soltanto leggermente arrotondato lateralmente, con arcate sopracciliari ben definite.
Lo stop è pronunciato e il muso deve mantenere un corretto equilibrio tra lunghezza e larghezza, senza apparire né stretto né appuntito.
Il tartufo è ben pigmentato in armonia con il colore del mantello e presenta narici ampie. In un cane da ferma la qualità dell’apparato olfattivo è naturalmente fondamentale: il Pudelpointer deve individuare emanazioni anche a distanza e interpretarle durante una cerca dinamica.
Le mascelle sono potenti e la dentatura è completa, con 42 denti e chiusura a forbice.
La testa deve quindi unire funzionalità olfattiva, forza e corretta capacità di presa, indispensabile anche nella fase di riporto.
Occhi, espressione e orecchie
Gli occhi sono relativamente grandi, laterali e generalmente di colore ambra scuro. L’espressione deve essere vivace, attenta e intelligente.
Le palpebre sono ben aderenti e protette dal pelo, elemento utile nel lavoro tra vegetazione e sottobosco.
Le orecchie sono di media grandezza, inserite alte, aderenti alla testa e non carnose. Sono ricoperte di pelo e presentano estremità arrotondate.
Nel complesso la testa del Pudelpointer deve trasmettere l’impressione di un cane vigile ma equilibrato, pronto a entrare immediatamente in azione senza mostrare nervosismo.
Il mantello ruvido: una protezione vera, non ornamentale
Uno dei tratti distintivi della razza è il mantello duro, ruvido, aderente e molto fitto, accompagnato da un sottopelo denso.
Al garrese il pelo di copertura misura indicativamente 4-6 centimetri. Non deve quindi essere corto come quello di un Kurzhaar, ma neppure tanto lungo da trattenere eccessivamente acqua, fango e materiale vegetale.
La durezza del pelo protegge la cute da rovi, canne, rami e abrasioni, mentre il sottopelo contribuisce alla protezione termica durante il lavoro in acqua e nelle stagioni fredde.
Sulla testa si sviluppano una barba ben evidente e una caratteristica copertura sopracciliare e frontale. La presenza della barba è talmente tipica della razza che la sua assenza costituisce un difetto grave rispetto al corretto tipo.
Il ventre deve essere anch’esso ben protetto da pelo fitto, perché è una delle zone maggiormente esposte quando il cane attraversa vegetazione bassa e terreno accidentato.
Marrone, foglia morta e nero
I colori ammessi sono marrone, foglia morta e nero. La colorazione deve essere sostanzialmente uniforme e sono ammesse soltanto piccole marcature bianche.
Il cosiddetto colore foglia morta rappresenta una tonalità particolarmente coerente con l’origine venatoria della razza e si integra molto bene con boschi, vegetazione secca e terreno autunnale.
Il colore rimane naturalmente secondario rispetto a struttura, salute, temperamento e qualità di lavoro.
Carattere: equilibrio prima dell’eccitazione
Il Pudelpointer deve possedere un temperamento calmo, controllato ed equilibrato, associato però a un evidente istinto venatorio.
È una distinzione molto importante. Un cane polivalente deve essere estremamente motivato quando lavora, ma non può essere nervoso, instabile o incontrollabile.
Deve accettare lo sparo senza timore, mostrare sicurezza sul selvatico e affrontare acqua, vegetazione e differenti ambienti senza esitazioni.
Allo stesso tempo deve mantenere una buona disponibilità alla conduzione, perché il lavoro tedesco del cane polivalente richiede una continua alternanza tra iniziativa e collaborazione.
La cerca in pianura: l’eredità più evidente del Pointer
Nella cerca della selvaggina da piuma emerge chiaramente l’influenza del Pointer. Il Pudelpointer deve possedere un naso capace di reagire a distanza e una cerca sufficientemente ampia e dinamica da esplorare efficacemente il terreno.
Non deve però essere giudicato attraverso gli stessi parametri estremi del Pointer inglese selezionato esclusivamente per la grande cerca.
La sua funzione è differente: deve conservare velocità e ampiezza senza perdere collegamento, adattabilità e capacità di passare successivamente ad altri lavori.
In campo aperto può quindi sviluppare un’azione relativamente spaziosa, regolata dalle condizioni del terreno, dalla vegetazione e dalla densità del selvatico.
Naso alto e interpretazione dell’emanazione
Il lavoro di un buon cane da ferma non consiste semplicemente nel seguire le particelle odorose presenti sul terreno. Il Pudelpointer deve essere capace di utilizzare il vento e l’emanazione trasportata nell’aria.
Una cerca correttamente impostata permette al cane di intercettare l’odore a distanza e di modificare progressivamente direzione e velocità.
Quando percepisce la presenza del selvatico, l’azione diventa più concentrata. La capacità di distinguere un’emanazione recente e utile da una vecchia traccia rappresenta una delle qualità che emergono con esperienza e selezione.
Il naso raffinato del Pointer costituisce una componente centrale proprio di questo patrimonio funzionale.
La ferma: sicurezza senza precipitazione
Il Pudelpointer deve possedere una ferma naturale, solida e affidabile. Quando identifica con sufficiente precisione la presenza della selvaggina deve arrestare l’azione e mantenere la posizione.
La ferma consente al cacciatore di avvicinarsi e organizzare correttamente l’azione.
Un cane che continua ad avanzare eccessivamente può provocare l’involo prematuro; uno che ferma emanazioni troppo deboli o vecchie può invece produrre numerose ferme vuote.
La qualità nasce dall’equilibrio tra prudenza, esperienza, potenza olfattiva e sicurezza nella valutazione dell’emanazione.
Guidata e avvicinamento alla selvaggina
Dopo la ferma può essere necessario avanzare progressivamente verso un selvatico che si muove a terra. Il cane deve allora mostrare una guidata controllata, mantenendo il contatto olfattivo senza precipitare l’azione.
Questa situazione è frequente soprattutto con Fagiano e altri uccelli capaci di pedinare prima di involarsi.
Il Pudelpointer deve riuscire ad adattare il proprio ritmo al comportamento della preda, continuando a fornire al cacciatore informazioni attraverso postura e movimento.
Fagiano: un selvatico ideale per valutare la polivalenza
Il Fagiano rappresenta uno dei selvatici nei quali il Pudelpointer può mostrare più chiaramente la propria completezza.
Prima dello sparo deve cercare, individuare l’emanazione, fermare e, se necessario, guidare un animale che tenta di sottrarsi a piedi.
Dopo l’abbattimento il lavoro cambia completamente. Il cane deve marcare la caduta e riportare il selvatico.
Se il Fagiano è ferito e corre nella vegetazione, il Pudelpointer deve utilizzare olfatto e perseveranza per completare il recupero.
Nell’arco di pochi minuti vengono quindi richieste cerca, ferma, controllo e riporto, cioè esattamente le qualità per le quali la razza è stata sviluppata.
Starna, Pernice e selvaggina di pianura
Starne, Pernici e altra selvaggina da piuma degli ambienti aperti permettono di valorizzare la qualità della cerca.
Il cane deve coprire terreno senza procedere inutilmente vicino al conduttore e utilizzare il vento per intercettare emanazioni lontane.
La velocità deve essere accompagnata da metodo. Una cerca apparentemente spettacolare ma incapace di esplorare sistematicamente il terreno non rappresenta un reale vantaggio venatorio.
Il Pudelpointer deve mostrare un’azione ampia ma razionale, adattando automaticamente la distanza alle condizioni.
Beccaccia e lavoro nel bosco
Il bosco rappresenta uno degli ambienti nei quali la maggiore polivalenza del Pudelpointer diventa particolarmente evidente.
La cerca deve inevitabilmente ridursi rispetto alla pianura. Alberi, vegetazione, pendenza e limitata visibilità impongono un collegamento molto più stretto con il cacciatore.
Sulla Beccaccia il cane deve utilizzare un naso raffinato e soprattutto imparare a interpretare emanazioni difficili, spesso disturbate da umidità, vento irregolare e movimenti del selvatico.
Il mantello duro fornisce inoltre una buona protezione contro rovi e vegetazione fitta.
Un soggetto capace di passare da una cerca ampia in pianura a una cerca più raccolta nel bosco dimostra realmente quella adattabilità ambientale che rappresenta uno dei punti di forza della razza.
Lavoro in acqua: l’altra grande anima del Pudelpointer
Il Pudelpointer è stato selezionato anche per lavorare efficacemente in acqua. Questo elemento lo distingue nettamente da un cane da ferma concepito quasi esclusivamente per il terreno asciutto.
Il cane deve entrare con decisione, nuotare correttamente e mantenere motivazione anche quando il recupero richiede una certa distanza.
Il doppio mantello ruvido e fitto offre una protezione importante contro freddo e umidità.
L’acquaticità non dovrebbe essere interpretata semplicemente come disponibilità a fare il bagno: il vero cane da caccia deve essere capace di lavorare nell’acqua con la stessa concentrazione dimostrata sul terreno.
Anatidi e riporto dall’acqua
Nella caccia agli Anatidi il Pudelpointer può sfruttare appieno il proprio patrimonio di cane polivalente.
Dopo lo sparo deve osservare la caduta e raggiungere il selvatico attraversando acqua libera o vegetazione palustre.
Un’anatra ferita può allontanarsi nuotando, immergersi o raggiungere un canneto. Il cane deve quindi combinare vista, olfatto, perseveranza e capacità natatoria.
La funzione è simile a quella di un Retriever, ma il Pudelpointer aggiunge questa competenza a quelle tipiche del cane da ferma.
Riporto: una funzione che non deve essere accessoria
Nel concetto tedesco di cane polivalente il riporto non rappresenta un esercizio secondario. Dopo l’abbattimento il cane deve essere in grado di raggiungere e recuperare correttamente la selvaggina.
La presa deve essere sufficientemente sicura da non perdere il selvatico durante il trasporto, ma non tanto forte da danneggiarlo.
Il cane deve tornare direttamente verso il conduttore e consegnare senza trasformare il riporto in un comportamento possessivo.
Questa predisposizione costituisce uno dei contributi funzionali tradizionalmente associati al patrimonio del Barbone utilizzato nella formazione della razza.
Recupero del selvatico ferito
Il vero valore di un cane da caccia completo emerge spesso dopo un colpo non perfetto. Un Fagiano ferito può allontanarsi rapidamente nella vegetazione e un’anatra può raggiungere un’area apparentemente inaccessibile.
Il Pudelpointer deve utilizzare naso, perseveranza e metodo per ricostruire lo spostamento e completare il recupero.
La funzione ha anche un importante valore etico: ridurre il numero di animali feriti che non vengono recuperati rappresenta una delle responsabilità principali dell’ausiliare da caccia.
Il lavoro nel bosco oltre la ferma
Nella tradizione del cane polivalente tedesco il bosco non è soltanto il luogo nel quale cercare Beccacce. Il cane deve essere capace di adattarsi a differenti attività e di mantenere attenzione anche quando l’ambiente riduce il contatto visivo con il conduttore.
Serve quindi un equilibrio particolarmente raffinato tra autonomia e collegamento.
Un soggetto troppo dipendente non esplora sufficientemente il terreno; un cane eccessivamente indipendente può invece diventare difficile da controllare.
Un cane capace di cambiare stile secondo il terreno
Una delle qualità più interessanti del Pudelpointer è la capacità di modulare la cerca.
In una grande pianura aperta può estendersi maggiormente e sfruttare vento e velocità. Nel bosco deve ridurre automaticamente ampiezza e distanza. In una zona umida deve affrontare vegetazione, fango e acqua.
La polivalenza non significa quindi soltanto conoscere molti esercizi differenti. Significa soprattutto possedere una struttura mentale e fisica capace di adattare il comportamento al contesto.
Addestramento del cucciolo
Nel giovane Pudelpointer bisogna proteggere innanzitutto curiosità, iniziativa e passione venatoria. Un cucciolo eccessivamente controllato nelle prime fasi può perdere parte della sicurezza necessaria alla cerca autonoma.
Parallelamente devono essere costruiti richiamo, collegamento, seduto e capacità di interrompere l’azione.
Le prime esperienze con selvaggina devono essere positive e semplici. La ferma naturale va valorizzata senza trasformarla immediatamente in un esercizio troppo rigido.
Il cucciolo deve imparare progressivamente che la collaborazione con il conduttore non limita la caccia, ma gli permette di continuarla.
La prima introduzione all’acqua
Anche in una razza predisposta all’acqua è importante evitare approcci bruschi. Il giovane dovrebbe incontrare inizialmente acqua bassa, sicura e con temperatura favorevole.
Un riportello o la presenza di un cane esperto possono facilitare spontaneamente l’ingresso.
Gettare fisicamente il cucciolo nell’acqua è controproducente e può creare un problema che geneticamente non sarebbe mai esistito.
La distanza viene aumentata soltanto quando il giovane dimostra sicurezza e un nuoto naturale.
Addestramento alla ferma
La ferma dovrebbe essere inizialmente osservata e valorizzata come comportamento naturale. Il cane deve imparare a fidarsi dell’emanazione e ad arrestarsi senza essere costantemente bloccato attraverso interventi artificiali.
Successivamente si costruiscono stabilità e corretto comportamento all’involo e allo sparo.
La pressione dell’addestramento deve aumentare gradualmente. L’obiettivo non è ottenere precocemente una postura perfetta, ma costruire un cane che comprende ciò che sta facendo e mantiene entusiasmo e sicurezza.
Lo sparo e la stabilità caratteriale
Lo standard attribuisce grande importanza all’assenza di timore dello sparo e del selvatico. Un cane da caccia polivalente deve affrontare la detonazione senza mostrare paura o perdita di equilibrio.
La predisposizione genetica è fondamentale, ma anche l’introduzione allo sparo deve essere condotta correttamente.
Il giovane non dovrebbe essere esposto improvvisamente a detonazioni ravvicinate senza averle precedentemente associate a situazioni positive e venatoriamente motivanti.
Un problema creato attraverso una cattiva gestione può essere molto più difficile da correggere di quanto sarebbe stato prevenirlo.
Riporto e consegna
Il riporto deve essere costruito in modo che il cane consideri naturale tornare verso il conduttore con l’oggetto o il selvatico.
Nel cucciolo è utile iniziare con sessioni brevi e mantenere alta la motivazione.
Successivamente vengono introdotte attesa, invio, presa corretta e consegna.
Il lavoro deve diventare progressivamente affidabile anche in presenza di acqua, vegetazione e differenti tipi di selvaggina.
Il Pudelpointer rispetto al Pointer
Il rapporto con il Pointer è centrale nella storia della razza, ma i due cani non dovrebbero essere valutati con gli stessi parametri.
| Caratteristica | Pudelpointer | Pointer Inglese |
|---|---|---|
| Impostazione | Polivalente | Specialista della grande cerca |
| Mantello | Ruvido con sottopelo | Corto e liscio |
| Cerca | Ampia ma adattabile | Generalmente molto ampia e veloce |
| Ferma | Molto importante | Qualità centrale della razza |
| Acqua | Forte predisposizione | Non rappresenta la specializzazione principale |
| Riporto | Parte integrante del lavoro | Secondario rispetto alla funzione di cerca e ferma |
| Bosco | Buona adattabilità | Possibile, ma non origine primaria della selezione |
Il Pudelpointer conserva quindi una parte significativa del patrimonio del Pointer, ma la inserisce all’interno di una struttura venatoria molto più ampia.
Pudelpointer e Drahthaar
Il confronto più naturale nel panorama tedesco è quello con il Deutsch Drahthaar. Entrambi sono cani da ferma a pelo duro orientati verso la polivalenza, ma possiedono origini genetiche e tradizioni selettive differenti.
Il Pudelpointer nasce essenzialmente dall’incontro tra Pointer e Barbone e la selezione ha continuato a svilupparsi all’interno di quel patrimonio. Il Drahthaar deriva invece da una costruzione genealogica più complessa che ha coinvolto differenti ceppi di cani da ferma tedeschi a pelo duro.
Nel Pudelpointer può emergere in maniera particolarmente evidente una certa impronta pointeriana nella cerca e nella qualità del naso, mentre il Drahthaar rappresenta forse l’espressione più diffusa del cane tedesco polivalente.
Non ha senso stabilire una superiorità generale: la qualità del singolo soggetto, la selezione e il tipo di caccia rimangono determinanti.
Pudelpointer e Kurzhaar
Rispetto al Deutsch Kurzhaar, il Pudelpointer offre soprattutto una maggiore protezione del mantello contro freddo, acqua e vegetazione.
Il Kurzhaar presenta una copertura molto più corta e una silhouette estremamente pulita e atletica; il Pudelpointer sacrifica parte di questa essenzialità per ottenere una vera barriera protettiva.
Entrambe le razze possono essere altamente polivalenti e utilizzate dalla pianura all’acqua.
Pudelpointer e Griffone Korthals
Il Griffone a pelo duro Korthals condivide con il Pudelpointer l’idea di un cane da ferma continentale protetto da un mantello ruvido e capace di lavorare in differenti ambienti.
Il Korthals tende generalmente a esprimere una cerca più raccolta e metodica, mentre nel Pudelpointer può emergere maggiormente l’influenza del Pointer attraverso una cerca più dinamica e spaziosa.
Entrambi rappresentano comunque eccellenti esempi di come la cinofilia europea abbia sviluppato cani capaci di unire ferma, rusticità e versatilità.
Pregi venatori del Pudelpointer
- Ottimo naso e capacità di percepire l’emanazione a distanza.
- Cerca ampia e dinamica senza perdere necessariamente il collegamento.
- Ferma naturale e sicura.
- Grande adattabilità tra pianura, bosco e acqua.
- Forte predisposizione al riporto.
- Buona acquaticità e protezione dal freddo.
- Mantello ruvido e fitto adatto alla vegetazione difficile.
- Temperamento equilibrato associato a forte passione venatoria.
- Buona resistenza fisica.
- Capacità di lavorare prima e dopo lo sparo.
- Versatilità sulla selvaggina da piuma e nei recuperi.
Aspetti da valutare prima di scegliere un Pudelpointer
Il Pudelpointer è un cane da caccia fortemente selezionato sul lavoro e non dovrebbe essere scelto soltanto per estetica o rarità.
Ha bisogno di attività, utilizzo del naso e rapporto costante con il conduttore. Un soggetto proveniente da linee realmente funzionali può possedere livelli di energia e passione venatoria elevati.
La relativa rarità della razza può inoltre rendere importante una valutazione particolarmente attenta dell’allevamento e dei riproduttori.
Per il cacciatore è preferibile cercare soggetti nei quali siano documentate attitudini, carattere, salute e risultati nelle prove di lavoro.
Una selezione esclusivamente morfologica rischierebbe di perdere proprio ciò che rende il Pudelpointer interessante: la capacità di svolgere numerosi compiti venatori mantenendo un buon equilibrio generale.
Salute e selezione
La tradizione allevatoriale della razza attribuisce particolare importanza alla salute funzionale. Nella selezione vengono considerati con attenzione problemi quali displasia dell’anca ed epilessia.
Questo approccio è particolarmente coerente con un cane destinato a lavoro intenso. Un grande naso e un eccellente istinto venatorio diventano inutili se la struttura fisica non permette al cane di sostenere anni di attività.
La scelta del cucciolo dovrebbe quindi considerare sempre controlli sanitari, carattere e qualità funzionali dei riproduttori insieme alla morfologia.
Vita quotidiana e rapporto con la famiglia
Fuori dall’attività venatoria il Pudelpointer può essere un cane equilibrato e fortemente legato alla famiglia, soprattutto quando riceve sufficiente movimento e stimolazione mentale.
Non dovrebbe però essere considerato un cane sedentario. Il patrimonio genetico è quello di un ausiliare selezionato per coprire terreno, utilizzare continuamente il naso, entrare in acqua e risolvere problemi.
Le attività olfattive, il riporto e le lunghe uscite rappresentano quindi strumenti fondamentali anche nei periodi nei quali non viene utilizzato a caccia.
Un cane fisicamente allenato ma mentalmente poco stimolato può rimanere insoddisfatto; nel Pudelpointer bisogna utilizzare corpo e capacità cognitive contemporaneamente.
Cura del mantello dopo la caccia
Il pelo ruvido richiede una manutenzione relativamente semplice ma deve essere controllato dopo ogni giornata impegnativa.
Barba, zampe, ascelle, ventre, orecchie e spazi interdigitali possono trattenere semi, spine, piccoli rami e altro materiale vegetale.
La tessitura dura non dovrebbe essere alterata attraverso tosature eccessive che rendano la copertura più morbida e meno protettiva.
Dopo il lavoro in acqua è inoltre opportuno verificare orecchie e cute e permettere al cane di asciugarsi correttamente.
Il Pudelpointer nell’Enciclopedia della Caccia
Il Pudelpointer rappresenta uno dei più interessanti esperimenti riusciti della cinofilia venatoria europea. L’obiettivo non era semplicemente incrociare due cani molto differenti, ma individuare in ciascuno di essi qualità complementari e trasformarle in una nuova razza stabile.
Dal Pointer si cercavano soprattutto naso, velocità, ampiezza di cerca e fermezza. Dal Barbone da lavoro si volevano conservare predisposizione al riporto, acquaticità, intelligenza, rusticità e versatilità. La successiva selezione avrebbe dovuto eliminare gli individui nei quali queste caratteristiche non trovavano un equilibrio soddisfacente.
È proprio questo equilibrio la chiave per comprendere la razza moderna. Un Pudelpointer che possedesse soltanto una grande cerca ma rifiutasse l’acqua sarebbe incompleto. Lo sarebbe allo stesso modo un cane eccezionale nel riporto ma privo di un buon naso e di una ferma sicura.
La polivalenza impone infatti un livello di selezione particolarmente complesso perché richiede di mantenere contemporaneamente caratteristiche che, in altre razze, vengono sviluppate separatamente.
Il Pointer inglese può essere portato verso una specializzazione estrema nella grande cerca. Un Retriever può essere selezionato quasi esclusivamente per marking, memoria e riporto. Il Pudelpointer deve invece conservare una quantità sufficiente di entrambe le anime e aggiungere la capacità di lavorare nel bosco e nell’acqua.
La sua morfologia racconta esattamente questa filosofia. Il corpo ricorda un Pointer robusto, ma il mantello cambia completamente la possibilità di utilizzo. Il pelo duro, il sottopelo fitto e la barba proteggono il cane nei rovi, nelle zone umide e nelle condizioni climatiche che metterebbero maggiormente alla prova un soggetto a pelo raso.
La versatilità emerge chiaramente anche durante una singola giornata di caccia. In pianura il cane può utilizzare vento e grande naso per cercare Fagiani o Starne. Entrando nel bosco riduce la distanza e modifica il ritmo. Davanti a una zona umida deve dimostrare acquaticità e, dopo lo sparo, trasformarsi da cane da ferma in ausiliare da recupero.
Questa capacità di cambiare funzione senza perdere equilibrio rappresenta probabilmente il vero valore del Pudelpointer.
Il confronto con Drahthaar, Kurzhaar e Korthals permette inoltre di comprendere quanto sia ricca la tradizione europea dei cani da ferma continentali. Le razze condividono spesso l’obiettivo della polivalenza, ma arrivano allo stesso risultato attraverso patrimoni genetici e stili differenti.
Nel Pudelpointer rimane particolarmente affascinante la chiarezza dell’idea originaria: la velocità e il grande naso del Pointer associati alle qualità acquatiche e alla versatilità del Barbone da lavoro.
Per questo la razza dovrebbe essere valutata soprattutto sul terreno. Un mantello perfetto e una bella struttura hanno valore soltanto se accompagnati da equilibrio, passione, naso, ferma, capacità di riporto e disponibilità al lavoro nell’acqua.
La selezione tedesca ha tradizionalmente attribuito grande importanza anche alla salute e alla stabilità caratteriale, perché un cane polivalente deve prima di tutto essere un ausiliare affidabile e fisicamente capace di sostenere anni di attività.
Il Pudelpointer è quindi uno dei più completi cani da ferma continentali: un ausiliare nel quale l’eredità del Pointer e quella del Barbone sono state trasformate attraverso una rigorosa selezione in cerca, ferma, riporto, acquaticità e rusticità, creando un cane capace di accompagnare il cacciatore dalla pianura al bosco e fino all’acqua senza perdere la propria identità di autentico cane da lavoro.























