Le punture di insetti nel cane provocano generalmente dolore, arrossamento e gonfiore localizzato. In alcuni casi, tuttavia, il veleno inoculato da api, vespe e calabroni può causare una grave reazione allergica, uno shock anafilattico oppure un’intossicazione sistemica conseguente a numerose punture.
Le punture sulla lingua, all’interno della bocca o nella gola sono particolarmente pericolose, perché il gonfiore può ostacolare rapidamente la respirazione. Anche un cane che inizialmente sembra stare bene deve essere controllato attentamente: la reazione può comparire dopo pochi minuti oppure, più raramente, a distanza di alcune ore.
Insetti maggiormente responsabili
Api
L’ape può lasciare nella pelle il proprio pungiglione uncinato con il sacco velenifero. La zona diventa improvvisamente dolorosa, arrossata e gonfia.
Il pungiglione può essere difficile da individuare nel mantello, soprattutto nei cani a pelo lungo. Le aree maggiormente colpite sono muso, labbra, lingua, zampe e spazi interdigitali.
Vespe e calabroni
Vespe e calabroni normalmente non lasciano il pungiglione e possono colpire ripetutamente. Il cane può essere punto mentre tenta di afferrare l’insetto con la bocca oppure quando disturba accidentalmente un nido nel terreno, in un tronco o sotto una struttura.
Le punture multiple possono inoculare una quantità elevata di veleno e causare danni sistemici anche in un animale che non presenta una specifica allergia.
Formiche
Alcune formiche mordono la cute e possono inoculare o depositare sostanze irritanti. Le reazioni sono generalmente locali, ma un numero elevato di punture può provocare dolore intenso, gonfiore e, nei soggetti sensibili, una reazione allergica.
Tafani, zanzare e moscerini
Gli insetti ematofagi possono provocare piccoli rigonfiamenti, prurito, arrossamento e dermatite. Le zone meno protette dal pelo, come orecchie, tartufo, addome e interno delle cosce, sono maggiormente esposte.
Zanzare e flebotomi possono inoltre trasmettere importanti malattie, tra cui filariosi e leishmaniosi. La prevenzione deve quindi comprendere antiparassitari veterinari adeguati alla zona, alla stagione e allo stile di vita del cane.
Dove viene punto più frequentemente il cane
Il cane esplora l’ambiente usando soprattutto naso e bocca e può cercare di mordere un insetto in volo. Le sedi più frequentemente interessate sono:
- muso e tartufo;
- labbra;
- palpebre e zona intorno agli occhi;
- lingua e interno della bocca;
- gola;
- padiglioni auricolari;
- zampe e spazi tra le dita;
- addome e inguine.
Una puntura sulla zampa può manifestarsi con zoppia improvvisa, leccamento insistente e rifiuto di appoggiare l’arto. Una puntura nel cavo orale può invece provocare salivazione, conati, difficoltà a deglutire e rapido gonfiore del muso.
Reazione locale
La maggior parte delle punture causa una reazione circoscritta. I sintomi possono comprendere:
- dolore improvviso e guaito;
- arrossamento;
- gonfiore limitato;
- calore della zona;
- prurito;
- leccamento o grattamento insistente;
- zoppia se è stata colpita una zampa.
Un gonfiore lieve e localizzato può ridursi progressivamente. Il cane deve comunque essere sorvegliato, perché una reazione inizialmente circoscritta può estendersi.
Orticaria e reazione allergica
L’orticaria si manifesta con numerosi rilievi cutanei simili a pomfi, che possono sollevare il pelo. Possono comparire prurito, arrossamento e gonfiore delle palpebre, delle labbra e del muso.
La presenza di orticaria indica che la reazione non è più limitata al punto della puntura. Può precedere un’anafilassi e richiede un rapido contatto con il veterinario, anche quando il cane respira ancora normalmente.
Shock anafilattico
L’anafilassi è una reazione allergica improvvisa e potenzialmente mortale. Può comparire entro pochi minuti dalla puntura, ma in alcuni casi l’esordio è più tardivo.
Nel cane l’anafilassi non si manifesta necessariamente soltanto con difficoltà respiratoria. Possono essere particolarmente evidenti vomito, diarrea, salivazione e collasso cardiocircolatorio.
I segnali di emergenza comprendono:
- gonfiore rapido del muso, delle labbra o del collo;
- orticaria diffusa;
- vomito o diarrea improvvisi;
- salivazione abbondante;
- agitazione seguita da marcata debolezza;
- respirazione rumorosa, rapida o difficoltosa;
- mucose pallide o bluastre;
- battito cardiaco rapido e polso debole;
- estremità fredde;
- disorientamento;
- perdita di equilibrio;
- collasso, convulsioni o perdita di coscienza.
L’anafilassi è un’emergenza veterinaria assoluta. Il cane deve essere trasportato immediatamente presso una struttura attrezzata, avvertendo telefonicamente il personale durante il tragitto.
Punture nella bocca e nella gola
Il cane può ingoiare o mordere un’ape, una vespa o un calabrone. In questi casi la puntura può interessare lingua, palato, faringe o gola.
Anche una reazione non allergica può diventare pericolosa, perché il gonfiore si sviluppa in uno spazio ristretto e può ridurre il passaggio dell’aria.
I segnali comprendono:
- gonfiore della lingua o delle labbra;
- salivazione intensa;
- conati e ripetuti tentativi di deglutire;
- sfregamento del muso con le zampe;
- respirazione a bocca aperta;
- rumori respiratori insoliti;
- agitazione o panico;
- mucose bluastre.
Non bisogna tentare di esplorare profondamente la gola con le dita: il cane potrebbe mordere involontariamente e qualsiasi materiale presente potrebbe essere spinto più in profondità . È necessario raggiungere immediatamente il pronto soccorso veterinario.
Punture multiple
Un cane che disturba un alveare o un nido di vespe può ricevere decine di punture. La quantità complessiva di veleno può provocare un’intossicazione anche in assenza di una vera allergia.
Le conseguenze possono comprendere:
- dolore intenso e gonfiore diffuso;
- vomito e diarrea, anche con sangue;
- debolezza e abbattimento;
- aumento della temperatura corporea;
- tremori e convulsioni;
- distruzione dei globuli rossi;
- alterazioni della coagulazione;
- danni epatici;
- insufficienza renale;
- collasso cardiocircolatorio.
Le punture multiple richiedono sempre una valutazione veterinaria urgente. Il cane può apparire inizialmente stabile e sviluppare complicazioni nelle ore successive.
Cosa fare dopo una puntura
Se la reazione appare limitata, occorre mantenere il cane tranquillo e controllarlo attentamente.
- Allontanare il cane dalla zona per evitare altre punture.
- Controllare rapidamente respirazione, mucose e stato generale.
- Esaminare la zona senza comprimerla eccessivamente.
- Cercare il pungiglione soltanto se l’operazione può essere eseguita in sicurezza.
- Applicare un impacco fresco protetto da un panno.
- Impedire al cane di leccare o grattare insistentemente la parte.
- Contattare il veterinario se il gonfiore aumenta o compare qualsiasi sintomo generale.
Il cane deve essere sorvegliato nelle ore successive. Vomito, diarrea, orticaria, debolezza o gonfiore del muso richiedono assistenza veterinaria immediata.
Come rimuovere il pungiglione
Le api possono lasciare nella cute il pungiglione con il sacco velenifero. Se è chiaramente visibile e facilmente raggiungibile, deve essere rimosso rapidamente.
Può essere fatto scorrere lateralmente utilizzando il bordo di una tessera rigida o un oggetto simile. L’obiettivo principale è rimuoverlo senza schiacciare inutilmente il sacco velenifero e senza prolungare la manipolazione.
Se il pungiglione si trova vicino all’occhio, dentro la bocca, profondamente nella cute o in una zona difficile da raggiungere, la rimozione deve essere affidata al veterinario.
Applicazione del freddo
Un impacco fresco può contribuire a ridurre dolore e gonfiore locale. Il ghiaccio non deve essere appoggiato direttamente sulla pelle: deve essere avvolto in un panno e utilizzato per brevi periodi.
Il freddo non cura una reazione allergica generalizzata e non deve ritardare il trasporto del cane quando sono presenti sintomi di emergenza.
Cosa non fare
Dopo una puntura non bisogna:
- somministrare autonomamente antistaminici o cortisonici;
- utilizzare antidolorifici per uso umano;
- applicare ammoniaca, alcol o oli essenziali;
- incidere o spremere il punto della puntura;
- stringere la zona con lacci o fasciature;
- applicare ghiaccio direttamente sulla cute;
- forzare l’apertura della bocca di un cane agitato;
- applicare una museruola se il muso è gonfio, il cane vomita o respira male;
- attendere a casa se i sintomi stanno progredendo.
Le formulazioni umane possono contenere principi attivi, associazioni o eccipienti non adatti al cane. Il farmaco e la dose devono essere stabiliti dal veterinario in base al peso e alle condizioni dell’animale.
Quando andare immediatamente dal veterinario
Il pronto soccorso è necessario quando:
- la puntura interessa bocca, lingua, gola o zona intorno agli occhi;
- il gonfiore del muso aumenta rapidamente;
- compaiono orticaria o pomfi diffusi;
- il cane vomita o presenta diarrea improvvisa;
- la respirazione diventa rumorosa o difficoltosa;
- il cane appare debole, disorientato o barcollante;
- le mucose sono pallide o bluastre;
- si verifica un collasso;
- sono presenti numerose punture;
- il cane ha già manifestato una grave reazione allergica;
- si tratta di un cucciolo, di un cane molto piccolo, anziano o affetto da altre patologie.
Diagnosi
La diagnosi si basa sulla storia dell’evento e sui sintomi. L’insetto responsabile non viene sempre identificato, soprattutto quando la puntura avviene durante un’uscita all’aperto.
Nei casi più gravi il veterinario può effettuare:
- controllo della respirazione e della circolazione;
- misurazione della pressione;
- emocromo e profilo biochimico;
- valutazione degli elettroliti;
- esami della coagulazione;
- controllo della funzionalità renale ed epatica;
- esame delle urine;
- ecografia addominale;
- monitoraggio cardiaco.
Dopo numerose punture possono essere necessari controlli ripetuti per individuare tempestivamente anemia, danni renali o alterazioni della coagulazione.
Trattamento veterinario
Il trattamento dipende dalla gravità della reazione. Nei casi lievi possono essere sufficienti la rimozione del pungiglione, il controllo del dolore e i farmaci prescritti dal veterinario.
Le reazioni più importanti possono richiedere:
- antistaminici;
- farmaci corticosteroidi quando indicati;
- adrenalina in caso di anafilassi;
- ossigenoterapia;
- fluidoterapia endovenosa;
- farmaci per sostenere pressione e circolazione;
- controllo delle convulsioni;
- trattamento del dolore;
- monitoraggio della funzionalità renale ed epatica;
- ricovero in osservazione.
L’adrenalina può essere determinante nello shock anafilattico, ma deve essere somministrata secondo indicazione veterinaria. Non bisogna utilizzare autonomamente dispositivi o medicinali destinati alle persone.
Punture di insetti nei cani da caccia
I cani da caccia sono particolarmente esposti perché attraversano cespugli, prati, boschi, coltivazioni, argini e terreni incolti. Possono urtare nidi nascosti nel terreno o nei tronchi e tentare di afferrare gli insetti in volo.
Durante l’attività venatoria è opportuno:
- evitare le zone nelle quali siano stati individuati nidi o sciami;
- richiamare immediatamente il cane se mostra agitazione improvvisa;
- allontanarsi rapidamente senza fermarsi vicino al nido;
- controllare muso, bocca, orecchie e zampe dopo l’uscita;
- portare con sé i recapiti del veterinario e del pronto soccorso più vicino;
- segnalare al veterinario eventuali precedenti reazioni allergiche;
- non somministrare farmaci presenti nel kit di primo soccorso senza precise istruzioni.
Cosa fare in caso di attacco da uno sciame
Se il cane e il conduttore vengono circondati da api o vespe, la priorità è lasciare rapidamente l’area. Non bisogna fermarsi sul posto per cercare o rimuovere i pungiglioni.
Occorre raggiungere un ambiente chiuso, come un edificio o un veicolo. Non è consigliabile gettarsi in acqua, perché gli insetti potrebbero attendere in superficie e tornare a colpire quando il cane riemerge.
Una volta al sicuro, bisogna contattare immediatamente il veterinario e iniziare il trasporto. Le punture numerose richiedono assistenza anche quando il cane è ancora vigile e cammina normalmente.
Prevenzione
Non è possibile evitare ogni puntura, ma il rischio può essere ridotto:
- controllando periodicamente giardini, cucce e ricoveri;
- facendo rimuovere i nidi da personale specializzato;
- non lasciando alimenti dolci o rifiuti all’aperto;
- impedendo al cane di giocare con insetti in volo;
- utilizzando antiparassitari veterinari adeguati;
- evitando repellenti per uso umano non autorizzati sul cane;
- mantenendo il cane sotto controllo nelle aree ad alto rischio.
Un cane che ha già manifestato anafilassi o una grave reazione deve essere considerato maggiormente a rischio durante le esposizioni successive. Il veterinario può predisporre un piano di emergenza personalizzato per uscite e viaggi.
Prognosi
Le reazioni locali hanno generalmente una prognosi favorevole. Anche molte reazioni allergiche rispondono rapidamente alle cure quando vengono riconosciute e trattate tempestivamente.
La prognosi diventa più prudente in presenza di shock anafilattico, ostruzione delle vie respiratorie, collasso o numerose punture. La rapidità del trasporto e del trattamento veterinario può fare la differenza.
In sintesi
La maggior parte delle punture di insetti nel cane provoca dolore e gonfiore locale, ma una puntura nella bocca, una reazione allergica o un attacco multiplo possono trasformarsi rapidamente in un’emergenza.
Gonfiore del muso, orticaria, vomito improvviso, difficoltà respiratoria, debolezza o collasso richiedono un intervento veterinario immediato. Non bisogna somministrare farmaci umani né attendere che la reazione si risolva spontaneamente quando i sintomi stanno progredendo.























