FRANCHI EXPERIENCE 2022: A CACCIA CON LE ARMI FRANCHI

Franchi Experience è ormai divenuta una tradizione nella quali le armi Franchi vengono sottoposte alla prova del selvatico, e di tutte le difficoltà insite nella caccia, quella vera. Prova sempre dal fascino venatorio ineguagliato.

Come già successo in precedenti eventi riservati agli operatori della comunicazione venatoria, Franchi ha scelto la riserva di caccia Valle di Fiordimonte, e la scelta è sempre gradita, sia per i magnifici scenari che offre, sia perché in questa bella azienda la selvaggina è sempre decisamente scaltra ed impegnativa dando come risultate una caccia vera e per nulla scontata.

Le cacce previste dal programma magistralmente gestito dalla Dott.ssa Chiara Spinella erano due, quella alla piuma di primo mattino e quella agli ungulati con l’aspetto serale.

Tiro a Volo e Poligono

Il giorno che ha preceduto la caccia Franchi ci ha messo a disposizione il mattino il TAV di Fano, ove con sullo sfondo un favoloso mar Adriatico la nutrita schiera dei giornalisti venatori, ha potuto mettere alla frusta i semiautomatici Affinity proposti sia in calibro 12 che 20. Il test, che è andato avanti per buona parte della mattinata, non è stato solo lo sparare ai piattelli, ma si è naturalmente innescato quel fenomeno di naturale competizione tra i presenti che ti impone di ricercare la qualità nella performance di tiro. Proprio per questo clima goliardico e competitivo, il test è stato veramente probante, ove ogni tiratore, ricercando il meglio di sé, lo ha ricercato anche nelle armi utilizzate che ovviamente erano semiautomatici da caccia e nella configurazione di strozzatura e canna tipica della caccia vagante.

Personalmente avevo assegnato un calibro 12 nella configurazione Affinity 3 Cobalt, arma la cui livrea mimetica sposa perfettamente la colorazione scura antiriflesso di carcassa e canna, tanto da far immaginare che l’arma può trovare un corretto impiego in tutte le cacce da appostamento, oltre che essere decisamente efficace anche per la caccia vagante, con un peso che supera di qualche grammo i 3,1 Kg, che si sente decisamente poco per il suo naturale bilanciamento veramente invidiabile. L’arma ha un sistema di assorbimento del rinculo decisamente al top grazie al calciolo TSA che assorbe veramente tanto, particolare decisamente apprezzato nella sessione del tiro a volo ove si è sparato molto e ove anche l’eventuale secondo colpo era sottoposto ad un rilevamento davvero impercettibile.

La configurazione di canna di 71 cm, unica nel calibro 12 per l’Affinity Cobalt, ha sicuramente agevolato nel tiro a volo e magari un attimino meno nella caccia vagante del giorno successivo, ma le performance in entrambi le situazioni sono state sempre all’altezza delle aspettative. D’altro canto, e sappiamo di non affermare nulla di nuovo, l’Affinity ha già una consolidata storia di generosità nei confronti degli affezionati utilizzatori, che anche se non troppo abili nel tiro, trovano sempre nell’arma le giuste performance per fare carniere. Questo sicuramente grazie al disegno generale di questo semiautomatico, ai LOP corretti (365 con calciolo medio di serie nel nostro caso) e modificabili con altre dimensioni per qualsiasi esigenza con il cambio unicamente del calciolo. La stessa piega del calcio, che nel nostro era media, può essere facilmente modificata con il cambio di placca andando dai 50 sino oltre i 65 mm. Per la mia postura di tiro che non porta mia la testa troppo in basso, ho trovato inoltre particolarmente efficace la bindella a ponticelli un po’ rialzata, che mette perfettamente in evidenza il mirino in fibra ottica a due colori.

La presa, e con mani continuativamente sudate vista l’elevata temperatura della giornata, è sempre una piacevole scoperta; solida sia nel calcio a pistola che nell’asta grazie agli zigrini Allround Interlacement, da sempre presenti sull’Affinity. L’arma è camerata 76mm e pur avendo sia al TAV che a caccia utilizzato cartucce di lunghezza 70 mm, nessun limite di performance si è evidenziato, a conferma che gli angoli di raccordo camera di raccordo/canna sono della massima efficacia. Davvero elegante la colorazione di carcassa in ergal e canna finite a cerakote cobalt.

Franchi Affinity Cobalt calibro 13 Experience Caccia Franchi

L’esperienza al TAV si è rivelata decisamente positiva e di straforo abbiamo preso “a prestito” anche altri Affinity a disposizione, tra i quali il calibro 20 e su esso piace segnalare che pur essendo nella teoria “meno performate”, i piattelli si sono rotti copiosamente. Questo è sicuramente il risultato della grande maneggevolezza e della straordinaria cura di tutte le misure di base che Franchi ha immesso nell’arma, oltre che all’eccellenza delle canne, decisamente all’altezza della situazione.

Il pomeriggio ci ha visto spostarci al poligono per il secondo test, o meglio per la taratura delle carabine Horizon che il giorno successivo sarebbero state destinate all’aspetto dell’ungulato. L’arma assegnataci in calibro 223 Rem e dotata di ottica Steiner con campana da 56 è stata una Horizon Elite Strata, con la quale abbiamo effettuato la taratura finale, che pur nella nostra non particolare eccellenza di tiratori di canna rigata, ci ha regalato una bella soddisfazione a fine percorso di taratura con una serie di colpi raggruppati a ridosso del centro con bersaglio a 100 metri. Testata la caduta delle palle Fiocchi da 55 gr a 200 metri, sempre ridottissima in questo calibro, ci siamo ritenuti particolarmente soddisfatti della taratura e della straordinaria efficacia di precisione di questa elegante versione della Horizon di Franchi.

Franchi Horizon Strata calibro 13 Experience Caccia Franchi

A caccia

L’indomani per anticipare la calura, siamo saliti sulle pendici di Valle di Fiordimonte molto presto e grazie all’ausilio di valenti cinofili accompagnati da eccellenti setter, abbiamo iniziato la caccia a starne, ove tutte le buone sensazioni avute al TAV si sono puntualmente confermate. Assegnato in uso l’Affinity 3 del giorno precedente, il Cobalt. Tiri di stoccata, dopo belle ferme dei setter e starne colpite a distanza di recupero hanno contraddistinto la nostra azione di caccia, ove per l’affanno a correre in salita arrivavamo in ritardo sulla ferma dei cani e dovevamo compensare con tiri un po’ più impegnativi. Il gran caldo di questa fine giugno ci ha anche permesso di apprezzare, se mai ce ne fosse stato bisogno, alcuni elementi. In primis il grande bilanciamento dell’arma, che anche nel trasporto oltre che nel tiro, te la rende facile al maneggio e non ti fa percepire i 3,1 kg che si hanno in mano.

In secondo luogo, con mani sudate e affanno dovuto alla temperatura, si sono potute ancor più apprezzare le tre peculiarità tecniche che distinguono la serie 3 dalla precedente serie. Manetta dell’otturatore sovradimensionata alla stessa stregua del pulsante del comando elevatore e della finestra di caricamento, in condizioni limite come le nostre, rendono l’arma davvero amichevole ed intuitiva in tutte le funzioni di gestione del riarmo, che avviene fluido senza nessuna difficoltà.

Il sistema Front-Inertia di cui è dotato il Franchi Affinity è poi veramente totalmente affidabile dato che mai ha fallito un riarmo sia caccia, che il giorno precedente al TAV dove di colpi ne sono stati esplosi molti. Con buona soddisfazione per il numero di starne viste e catturate siamo poi tornati alla casa di caccia e l’attesa per accedere poi all’appostamento serale all’ungulato è stata parzialmente occupata da una accurata presentazione del sistema satellitare Benelli Caddy utilizzato ormai da molti cacciatori cinofili e che ha introdotto in upgrade una notevole quantità di utility e di supporto alla sicurezza del gruppo di caccia e dei cani, oltre alle consuete caratteristiche già possedute nel rapporto venatorio uomo/cane.

franchi experience caccia affinity cobal horizon strata

L’aspetto serale è stato veramente quello che si potrebbe dire, caccia vera ove cose strane possono accadere. Raggiunta l’altana, posta di fronte ad un’ampia radura, nel massimo silenzio, abbiamo svolto in totale sicurezza tutte le attività di predisposizione dell’arma al tiro e fatto una lunga preliminare osservazione dell’area. Solo dopo è avvenuto il caricamento e alla chiusura dell’otturatore, un improvviso rumore del bosco ci ha fatto capire, che proprio dietro di noi, da un folto roveto, è scappato nel fitto del bosco un capriolo maschio che ci aveva sicuramente osservato per una decina di minuti; scappando ha ripetutamente lanciato il suo classico grido di allarme, relegandoci di fatto ad un successivo ed inutile aspetto per tutta la sera. In quei momenti è noto arriva lo sconforto e abbiamo solo potuto rimanere ad ammirare gli aspetti estetici della Elite Strata, che in 223 Rem non avevamo mai avuto tra le mani. Arma di soli 3,2 kg, con canna in questo calibro di 56 cm, e corretto LOP di 365 mm.

franchi experience caccia horizon strata

Il calcio in tecnopolimero con una bella colorazione camo, fa il paio con il bel colore bronzée della canna mentre l’otturatore è un fluted color acciaio lucido, molto bello anche a vedersi, oltre che essere oltretutto funzionale nell’alleggerimento generale della carabina. In effetti le grandi doti balistiche della canna di questa bella Horizon, dotata in questo calibro di passo di rigatura di 9 pollici, lo avevamo apprezzato il giorno prima al poligono come pure la praticità il caricatore 4+1.

Due giorni di piacere puro nell’utilizzo delle due armi Franchi, che ci hanno permesso il presente racconto ed un grazie particolare alla sempre puntuale e cordiale assistenza del personale dell’azienda Chiara e Mirko, come del resto a Domenico e Luca per l’illustrazione del Caddy ed il supporto relativo.

Alla prossima avvincente avventura con Franchi, la stessa che del resto i fortunati possessori di queste armi vivono ogni giorno.

 

Per maggiori inforrmazioni sito interrnet Franchi www.franchi.com