SUI LIMITI ALL’USO DEL PIOMBO ISPRA RISPONDE A DREOSTO

A seguito della richiesta dell’Europarlamentare il Presidente di ISPRA risponde sulle linee guida interpretative sul Regolamento dell’UE sul bando dell’utilizzo delle munizioni in piombo nelle zone umide e relative aree contigue.

ISPRA nella sua risposta ha espresso la disponibilità al coinvolgimento ala redazione delle linee guida, subordinata però ad uno specifico pronunciamento da parte del Ministero della Transazione Ecologica dal quale ISPRA dipende.
In relazione alla questione della definizione di zone umida ISPRA, attraverso il suo Presidente ritene che la stessa possa acquisita per analogia a quella precedentemente introdotta con il decreto 184/2007 che di fatto stabiliva che “divieto di utilizzo di munizioni a pallini di piombo all’interno delle zone umide, quali laghi, stagni, paludi acquitrini, lanche e lagune d’acqua dolce, salata, salmastra, nonché nel raggio di 150 metri dalle rive piú esterne”.

Per ISPRA quindi si tratterebbe di una mera estensione dei precedenti limiti che non dovrebbe determinare significative problematiche di nuovo genere.

Per Dreosto le criticità invece rimangono in particolare nella definizione di zona umida e per l’individuazione dei relativi perimetri certi. Per l’eurodeputato, l’accettazione totale della proposta dell’Agenzia ECHA e questo provocherebbe problemi di liceità in certe zone dell’attività venatoria svolta con munizionamenti tradizionali.
Dreosto in parallello ha tenuto a ringraziare il gran lavoro che sta svolgendo in merito la cabina di regia a supporto della caccia.