I traumi oculari durante la caccia rappresentano un’emergenza veterinaria particolarmente delicata. Rovi, rami, spine, semi, frammenti vegetali, terreno, morsi e impatti accidentali possono danneggiare le palpebre, la cornea o le strutture interne dell’occhio.
Anche una lesione inizialmente poco evidente può peggiorare rapidamente e compromettere la vista. Quando un cane manifesta dolore, mantiene l’occhio chiuso o presenta una ferita visibile dopo un’uscita venatoria, è quindi necessario interrompere immediatamente l’attività e contattare il veterinario.
Perché gli occhi sono esposti durante l’attività venatoria
Il cane da caccia attraversa velocemente ambienti nei quali sono presenti vegetazione fitta, sterpaglie, rovi e rami spezzati. Durante la cerca può procedere con la testa bassa e infilarsi in passaggi nei quali il muso e gli occhi sono direttamente esposti.
Il rischio aumenta in presenza di:
- boschi con sottobosco particolarmente fitto;
- siepi, rovi e arbusti spinosi;
- stoppie e vegetazione secca;
- rami spezzati o appuntiti;
- terreni polverosi o sabbiosi;
- scontri con animali selvatici;
- cadute, urti e attraversamenti difficili;
- presenza di pallini, schegge o altri proiettili.
Le razze con occhi più prominenti possono essere maggiormente vulnerabili, ma qualsiasi cane impiegato nell’attività venatoria può riportare una lesione oculare.
Principali tipi di trauma oculare
La gravità del trauma dipende dalla forza dell’impatto, dalla natura dell’oggetto e dalla profondità della lesione. Le forme più comuni comprendono abrasioni corneali, ferite palpebrali, corpi estranei e traumi perforanti.
Abrasioni e ulcere della cornea
La cornea è la superficie trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio. Può essere graffiata da foglie, rametti, spine, sabbia o altro materiale vegetale.
Un’abrasione superficiale può trasformarsi in una ulcera corneale. Questa lesione è generalmente molto dolorosa e può approfondirsi rapidamente, soprattutto se contaminata da batteri o se il cane continua a strofinarsi.
Corpi estranei
Semi, frammenti di corteccia, spine e piccoli residui vegetali possono fermarsi:
- sulla superficie della cornea;
- sotto la terza palpebra;
- nel sacco congiuntivale;
- nello spessore della cornea;
- all’interno del bulbo oculare.
Un frammento nascosto dietro la terza palpebra può continuare a sfregare la cornea a ogni movimento dell’occhio, mantenendo dolore e infiammazione.
Ferite delle palpebre
Rami, filo spinato, morsi e oggetti appuntiti possono lacerare le palpebre. Le ferite localizzate vicino al margine palpebrale richiedono una ricostruzione precisa, perché una cicatrizzazione irregolare potrebbe impedire la corretta chiusura dell’occhio o causare uno sfregamento permanente sulla cornea.
Traumi perforanti
Una spina, un ramo o una scheggia possono attraversare completamente la cornea o la sclera e penetrare nel bulbo oculare. Queste lesioni possono provocare perdita di liquidi oculari, emorragia, prolasso dell’iride, danni al cristallino, infezioni profonde e distacco della retina.
Una perforazione rappresenta una emergenza assoluta e può richiedere un intervento chirurgico immediato.
Traumi contusivi
Un urto contro un ramo, una caduta, un calcio o l’impatto con un animale possono danneggiare l’occhio anche senza produrre una ferita esterna evidente. Le conseguenze possono comprendere:
- emorragia all’interno dell’occhio;
- infiammazione dell’iride e del corpo ciliare;
- lussazione del cristallino;
- distacco della retina;
- aumento o riduzione della pressione intraoculare;
- danni al nervo ottico;
- perdita parziale o completa della vista.
Morsi e graffi
Il contatto con un cinghiale, un altro cane o un animale selvatico può causare ferite intorno all’occhio. Anche piccoli fori provocati dai denti possono nascondere lesioni profonde, fratture delle ossa del cranio o contaminazioni batteriche.
Lesioni da pallini o schegge
Le ferite provocate da pallini, frammenti metallici o schegge richiedono una valutazione veterinaria immediata. Il danno può coinvolgere non soltanto l’occhio, ma anche l’orbita, il cranio e altri organi.
Il punto visibile di ingresso non permette di stabilire il percorso seguito dal proiettile. Il cane deve quindi essere valutato nel suo complesso, anche quando sembra vigile e presenta solamente una piccola ferita vicino all’occhio.
Sintomi di un trauma oculare
Il dolore oculare può comparire immediatamente oppure diventare evidente nelle ore successive. I principali segnali comprendono:
- occhio chiuso o socchiuso;
- ammiccamento frequente;
- lacrimazione abbondante;
- arrossamento della congiuntiva;
- gonfiore delle palpebre;
- sfregamento del muso con le zampe o contro il terreno;
- sensibilità alla luce;
- presenza di secrezioni;
- cornea opaca, azzurrata o biancastra;
- tracce di sangue dentro o intorno all’occhio;
- pupille di dimensioni differenti;
- forma irregolare della pupilla;
- terza palpebra sollevata;
- corpo estraneo visibile;
- difficoltà a orientarsi o urti contro gli ostacoli.
Il cane può inoltre diventare irrequieto, rifiutare il contatto con la testa o reagire aggressivamente a causa del dolore. Anche un animale normalmente docile deve essere maneggiato con prudenza.
Segnali di particolare gravitÃ
È necessario raggiungere immediatamente una struttura veterinaria quando si osserva uno dei seguenti segni:
- oggetto conficcato nell’occhio o nell’orbita;
- ferita profonda o perforazione visibile;
- fuoriuscita di tessuto o liquido dal bulbo;
- occhio deformato, spostato o apparentemente più grande;
- emorragia all’interno dell’occhio;
- pupilla irregolare o immobile;
- improvvisa perdita della vista;
- dolore molto intenso;
- trauma provocato da pallini, schegge o morsi;
- lesione associata a disorientamento, perdita di equilibrio o stato di shock.
Non bisogna aspettare il giorno successivo per verificare se il cane migliora. Alcune lesioni corneali e intraoculari possono aggravarsi nel giro di poche ore.
Come intervenire sul luogo dell’incidente
Il primo obiettivo consiste nell’impedire che il cane si procuri ulteriori danni. È opportuno interrompere l’attività , portarlo in una zona sicura e mantenerlo calmo.
In attesa del trasporto dal veterinario è consigliabile:
- evitare che il cane si strofini con le zampe o contro il terreno;
- applicare un collare elisabettiano, se disponibile e tollerato;
- tenerlo al guinzaglio e limitarne i movimenti;
- proteggerlo da luce intensa, polvere e vento;
- contattare preventivamente la struttura veterinaria;
- trasportarlo senza esercitare pressione sulla testa o sull’occhio.
Se il cane è agitato o dolorante, bisogna prestare attenzione al rischio di morsicatura. Una museruola non deve essere applicata se l’animale presenta difficoltà respiratorie, vomito o importanti lesioni al muso.
Quando è possibile risciacquare l’occhio
Un risciacquo delicato può essere utile solamente quando nell’occhio sono entrati polvere, sabbia fine o una sostanza irritante e non sono presenti oggetti conficcati, ferite profonde o segni di perforazione.
In questi casi si può utilizzare abbondante soluzione fisiologica sterile, lasciandola scorrere senza toccare la cornea con il beccuccio del contenitore. Dopo il risciacquo il cane deve comunque essere visitato se persiste dolore, arrossamento o difficoltà ad aprire l’occhio.
In caso di contatto con prodotti chimici, l’irrigazione deve iniziare subito e proseguire durante l’organizzazione del trasporto, seguendo anche le indicazioni telefoniche del veterinario.
Che cosa non bisogna fare
Manovre apparentemente semplici possono aggravare una lesione o provocare la perdita del contenuto oculare. Non bisogna:
- tentare di estrarre spine o oggetti penetrati nell’occhio;
- spingere o riposizionare il bulbo oculare;
- esercitare pressione sull’occhio;
- applicare bende compressive;
- utilizzare pinzette o cotton fioc sulla cornea;
- forzare l’apertura delle palpebre;
- usare colliri umani o rimedi casalinghi;
- applicare pomate antibiotiche senza prescrizione;
- somministrare farmaci antidolorifici destinati alle persone;
- riprendere la caccia perché il cane sembra momentaneamente migliorato.
I colliri contenenti corticosteroidi possono peggiorare gravemente un’ulcera corneale e non devono essere utilizzati senza aver escluso una lesione della cornea.
Anche i colliri anestetici impiegati durante la visita veterinaria non sono destinati all’uso domestico ripetuto, perché possono ritardare la guarigione e danneggiare i tessuti oculari.
Oggetto conficcato nell’occhio
Se un ramo, una spina o un altro corpo estraneo sporge dall’occhio, non deve essere rimosso. L’oggetto potrebbe limitare temporaneamente l’emorragia e la sua estrazione potrebbe provocare un danno ulteriore.
Occorre evitare che si muova durante il trasporto, senza premere sul bulbo o manipolare il frammento. La stabilizzazione di oggetti particolarmente lunghi o instabili deve essere concordata telefonicamente con il veterinario.
Come viene diagnosticato il trauma
Il veterinario valuta innanzitutto le condizioni generali del cane, soprattutto se il trauma è stato provocato da una caduta, un morso o un proiettile. Successivamente procede all’esame delle palpebre, della congiuntiva, della cornea e delle strutture interne dell’occhio.
Gli accertamenti possono comprendere:
- valutazione della capacità visiva e dei riflessi oculari;
- esame con lampada a fessura e oftalmoscopio;
- test con fluoresceina per evidenziare ulcere e perforazioni;
- misurazione della produzione lacrimale;
- controllo della pressione intraoculare, quando non si sospetta una rottura del bulbo;
- esame sotto la terza palpebra;
- ecografia oculare;
- radiografie o tomografia computerizzata dell’orbita e del cranio.
Nei cani molto doloranti può essere necessaria una sedazione o un’anestesia generale per eseguire l’esame in sicurezza e rimuovere eventuali corpi estranei.
Trattamento
La terapia dipende dal tipo e dalla profondità della lesione. Le abrasioni superficiali possono essere trattate con farmaci oculari specifici, antidolorifici e collare elisabettiano, accompagnati da controlli ravvicinati.
Le ulcere profonde, le lacerazioni e le perforazioni possono invece richiedere:
- rimozione del corpo estraneo in sedazione o anestesia;
- sutura della cornea o della palpebra;
- innesti o tecniche chirurgiche di protezione della cornea;
- farmaci antimicrobici locali o sistemici;
- terapia antinfiammatoria e antidolorifica;
- trattamento dell’aumento della pressione oculare;
- ricovero e monitoraggio specialistico.
Quando l’occhio è gravemente danneggiato, cieco e doloroso, può rendersi necessaria la sua rimozione. Questa decisione viene presa per eliminare il dolore e prevenire ulteriori complicazioni, dopo aver valutato ogni possibilità di recupero.
Controlli durante la guarigione
Le lesioni oculari devono essere ricontrollate secondo il calendario stabilito dal veterinario. Il miglioramento del dolore non garantisce che la cornea sia completamente guarita.
Durante la convalescenza è importante:
- somministrare i farmaci con gli intervalli prescritti;
- non sospendere autonomamente la terapia;
- mantenere sempre il collare elisabettiano;
- evitare corsa, caccia e vegetazione fitta;
- segnalare immediatamente qualsiasi peggioramento;
- presentarsi ai controlli anche se l’occhio appare normale.
Prognosi
La prognosi dipende dalla sede, dalla profondità e dall’estensione del danno, oltre che dalla rapidità dell’intervento. Le abrasioni superficiali trattate tempestivamente possono guarire senza conseguenze permanenti.
La prognosi diventa più prudente in presenza di perforazione, infezione interna, lesione del cristallino, emorragia, distacco della retina o danno al nervo ottico. Anche quando non è possibile recuperare la vista, un trattamento tempestivo rimane fondamentale per controllare il dolore e preservare il benessere del cane.
Prevenzione durante la caccia
Non tutti gli incidenti possono essere evitati, ma un’attenta gestione del cane e del terreno può ridurne la frequenza.
È consigliabile:
- controllare il tipo di vegetazione presente prima dell’uscita;
- evitare, quando possibile, roveti impenetrabili e zone con molti rami spezzati;
- richiamare il cane nei passaggi particolarmente pericolosi;
- valutare protezioni oculari canine adatte all’attività e correttamente regolate;
- abituare gradualmente il cane agli eventuali occhiali protettivi;
- portare nel kit di primo soccorso soluzione fisiologica sterile e collare elisabettiano;
- conoscere in anticipo le strutture veterinarie presenti nella zona di caccia;
- ispezionare occhi e palpebre dopo ogni uscita.
Gli occhiali protettivi devono essere della misura corretta, permettere una visione adeguata e non causare sfregamenti. Non offrono una protezione assoluta e non sostituiscono il controllo del cane e dell’ambiente.
Controllo del cane al termine della battuta
Dopo ogni uscita è opportuno osservare entrambi gli occhi in un luogo ben illuminato. Devono essere verificati:
- simmetria delle pupille;
- capacità di tenere aperte entrambe le palpebre;
- presenza di lacrimazione o secrezioni;
- eventuali arrossamenti;
- trasparenza della cornea;
- ferite o gonfiori intorno alle palpebre;
- comportamento del cane negli spostamenti.
Se il cane strizza un occhio, lacrima o evita la luce, non bisogna attribuire automaticamente il disturbo alla polvere. Un piccolo graffio corneale può essere molto doloroso e richiedere un trattamento tempestivo.
In sintesi
I traumi oculari durante la caccia possono essere provocati da rovi, rami, corpi estranei, morsi, urti, pallini e schegge. Occhio chiuso, lacrimazione, arrossamento, opacità della cornea, sangue o alterazioni della pupilla richiedono una rapida valutazione veterinaria.
Non bisogna estrarre oggetti penetrati, applicare pressione o utilizzare colliri senza prescrizione. Proteggere il cane dallo sfregamento, interrompere immediatamente l’attività e raggiungere una struttura veterinaria sono le misure più importanti per limitare il danno e aumentare le possibilità di salvare l’occhio e la vista.























