Non si tratta quindi di un semiautomatico puramente ornamentale. Sotto la veste Silver rimane un’arma progettata per essere realmente utilizzata a caccia, caratterizzata da semplicità costruttiva, peso contenuto, manutenzione agevole e canne criogeniche sviluppate per produrre rosate regolari.
Le due versioni condividono la stessa impostazione tecnica, ma possiedono personalità differenti. Il calibro 12 offre maggiore versatilità nella scelta delle cartucce e una massa più stabile durante il tiro; il calibro 20 privilegia invece maneggevolezza, rapidità di brandeggio e piacere di porto.

Calibro 12

Calibro 20
Il Duca di Montefeltro nella storia dei semiautomatici Benelli
Il Montefeltro rappresenta uno dei modelli più importanti nello sviluppo dei semiautomatici Benelli. La sua architettura ha contribuito a consolidare una filosofia progettuale basata su pochi componenti essenziali, movimenti meccanici lineari e assenza di sistemi di recupero del gas collocati sotto la canna.
Questa impostazione ha permesso di realizzare fucili relativamente leggeri, equilibrati e semplici da smontare. Il sistema inerziale non necessita infatti di pistoni, valvole o gruppi di regolazione investiti direttamente dai residui della combustione.
Nel corso del tempo il Montefeltro è stato aggiornato nell’ergonomia, nelle superfici esterne e in alcuni componenti interni, senza abbandonare il principio meccanico originario. Il Duca di Montefeltro Silver si inserisce in questa evoluzione, reinterpretando il modello attraverso un livello estetico superiore.
Il risultato è un semiautomatico che conserva la concretezza della piattaforma, ma si rivolge anche al cacciatore interessato a un’arma visivamente più ricercata rispetto alle normali versioni con carcassa nera.
Una configurazione Silver tra tradizione e modernità
L’identità del modello è definita innanzitutto dalla carcassa in Ergal nichelata e incisa. La finitura argentea crea un contrasto netto con la brunitura della canna e con il colore caldo del noce.
La superficie della carcassa viene tirata a mano, una lavorazione finalizzata a uniformare l’aspetto del metallo e a valorizzare il disegno decorativo. Questa finitura contribuisce a differenziare il Silver dalle versioni più essenziali della gamma Montefeltro.
Le incisioni sono completate da soggetti venatori dorati attraverso un processo di doratura elettrolitica. Il calibro 12 presenta fagiani in volo,


mentre sul calibro 20 sono rappresentate quaglie dorate.


La scelta di differenziare i soggetti non è soltanto estetica. I fagiani richiamano una delle destinazioni classiche del calibro 12 nella caccia con il cane da ferma, mentre le quaglie sottolineano la leggerezza e la rapidità del calibro 20.
Le figure sono inserite in una composizione arricchita da volute ornamentali di ispirazione classica. L’effetto complessivo rimane elegante senza trasformare il fucile in un’arma eccessivamente appariscente.
Carcassa in Ergal: leggerezza senza rinunciare alla solidità
La carcassa è realizzata in Ergal, una lega di alluminio ad alta resistenza frequentemente utilizzata nella costruzione dei semiautomatici moderni.
La scelta permette di ridurre il peso nella zona centrale dell’arma e di ottenere un fucile più agile durante il trasporto e l’imbracciata. Nel sistema Benelli la carcassa non deve contenere direttamente la pressione della cartuccia, perché la chiusura avviene tra la testina dell’otturatore e la culatta della canna.
Le sollecitazioni principali vengono quindi assorbite da componenti in acciaio, mentre la carcassa svolge la funzione di struttura portante e guida del gruppo otturatore.
Questa separazione delle funzioni consente di utilizzare una lega leggera senza compromettere la sicurezza del sistema. La nichelatura protegge inoltre la superficie e crea la base cromatica necessaria per valorizzare incisioni e dorature.
Come funziona l’Inertia Driven System Benelli
Il cuore del Duca di Montefeltro Silver è l’Inertia Driven System, il sistema inerziale che ha reso riconoscibili i semiautomatici Benelli.

Quando la cartuccia viene sparata, il fucile arretra per effetto del rinculo. La testina rotante dell’otturatore rimane inizialmente vincolata alla culatta della canna, mentre il corpo dell’otturatore tende, per inerzia, a opporsi per una frazione di secondo al movimento retrogrado dell’arma.
Tra testina e corpo otturatore è presente una robusta molla inerziale. La differenza di movimento tra i componenti comprime questa molla, immagazzinando una parte dell’energia prodotta dallo sparo.
Quando la pressione all’interno della canna è scesa a un livello sicuro, la molla si distende e imprime al corpo otturatore il movimento necessario ad avviare l’apertura. La testina ruota, si svincola dalla culatta e l’intero gruppo arretra.
Durante la corsa retrograda vengono estratti ed espulsi il bossolo, armato il cane e predisposto il sistema di alimentazione. La molla di recupero riporta quindi l’otturatore in avanti, camerando la cartuccia successiva e completando nuovamente la chiusura.
Semplicità meccanica e facilità di manutenzione
Il vantaggio principale del sistema inerziale risiede nella sua essenzialità. Non sono presenti pistoni a gas, cilindri o valvole collocati intorno al tubo serbatoio, e tutto questo lo dobbiamo al genio creativo di Bruno Cigolani che nel 1966 inventò e brevetto questo sistema per Benelli Armi.
I residui della combustione rimangono prevalentemente nella canna e nella zona della camera, senza essere convogliati verso un sistema di recupero posto sotto l’astina. Questo contribuisce a mantenere più pulita la meccanica interna.
Il fucile richiede comunque una manutenzione regolare. Canna, camera, otturatore, guide e molla di recupero devono essere controllati e puliti seguendo le indicazioni del costruttore.
La differenza consiste nel numero contenuto di componenti e nella facilità con cui il sistema può essere smontato. Per il cacciatore che utilizza intensamente l’arma, questa semplicità si traduce in tempi di pulizia più brevi e in una minore presenza di organi esposti ai residui carboniosi.
Testina rotante e sicurezza della chiusura
La testina dell’otturatore utilizza tenoni che si inseriscono direttamente nelle sedi ricavate nella culatta della canna. Questa soluzione realizza una chiusura rigida tra i componenti incaricati di contenere la pressione.
Durante l’avanzamento, la geometria interna del gruppo otturatore costringe la testina a ruotare e a impegnare le sedi. Durante l’apertura il movimento viene invertito, liberando i tenoni soltanto dopo la fase iniziale del rinculo.
La chiusura rotante permette di mantenere la carcassa leggera e contribuisce alla longevità del sistema, perché le superfici maggiormente sollecitate sono realizzate in acciaio.
La precisione degli accoppiamenti è fondamentale. Un semiautomatico inerziale deve combinare sufficiente libertà di movimento con un controllo rigoroso delle tempistiche di apertura e alimentazione.
Canne criogeniche Benelli
Il Duca di Montefeltro Silver utilizza canne criogeniche, sottoposte a uno specifico trattamento a temperature estremamente basse.

Durante la produzione e le lavorazioni meccaniche possono formarsi tensioni residue all’interno dell’acciaio. Il trattamento criogenico contribuisce a stabilizzare la struttura del materiale e a rendere più uniforme la superficie interna.
Secondo la filosofia Benelli, una superficie più regolare riduce l’attrito e limita la deformazione dei pallini durante il passaggio nella canna e nello strozzatore.
Pallini meno deformati tendono a conservare una traiettoria più prevedibile. Il risultato ricercato è una rosata con distribuzione regolare, centro ben definito e minore presenza di elementi fortemente dispersi nella zona periferica.
Il comportamento effettivo dipende comunque dalla combinazione tra canna, strozzatore e cartuccia. Per individuare la configurazione migliore è sempre consigliabile effettuare prove su placca alle distanze normalmente affrontate durante la caccia.
Bindella ventilata e linea di mira
Le canne sono completate da una bindella flat in acciaio ventilata. Il profilo ribassato crea una linea superiore pulita e coerente con la vocazione venatoria del fucile.
Durante il tiro a selvatici in movimento, la bindella non deve essere osservata come gli organi di mira di una carabina. Lo sguardo rimane concentrato sul bersaglio, mentre la linea superiore del fucile viene percepita perifericamente.
Una bindella piana facilita un’imbracciata istintiva e permette di controllare rapidamente la posizione dell’occhio rispetto all’asse della canna.
La struttura ventilata riduce la quantità di materiale e contribuisce a contenere il peso nella parte anteriore, mantenendo il brandeggio fluido.
Strozzatori intercambiabili KND
Il Duca di Montefeltro Silver viene fornito con strozzatori intercambiabili KND da 70+20 millimetri. La misura indica una struttura particolarmente estesa, progettata per accompagnare progressivamente la colonna di pallini verso il diametro finale.
La dotazione ufficiale comprende cinque strozzatori, consentendo di adattare il fucile alle differenti condizioni di caccia.
Le strozzature più aperte favoriscono rosate ampie alle brevi distanze e possono risultare adatte al bosco o ai selvatici che si involano vicino al cacciatore. Le strozzature più chiuse mantengono invece una maggiore concentrazione aumentando la distanza.
La semplice marcatura dello strozzatore non garantisce però lo stesso risultato con ogni cartuccia. Diametro, durezza dei pallini, tipo di borra, velocità e grammatura influenzano sensibilmente la distribuzione.
Camera Magnum da 76 millimetri
Sia il calibro 12 sia il calibro 20 utilizzano una camera Magnum da 76 millimetri. Possono quindi camerare cartucce standard da 70 mm e munizioni Magnum compatibili con la specifica configurazione.
La cameratura amplia la versatilità, ma non significa che le cartucce più potenti siano sempre necessarie. Il caricamento deve essere scelto in relazione al selvatico, alla distanza e alla capacità del tiratore di gestire rinculo e rilevamento.
Il sistema inerziale utilizza l’energia generata dal rinculo per completare il ciclo. Per funzionare correttamente richiede quindi una cartuccia capace di produrre un impulso sufficiente e un’imbracciata che permetta all’arma di arretrare in modo regolare.
Legni in noce con trattamento Wood Fx
Calcio e astina sono realizzati in noce e valorizzati attraverso il trattamento Wood Fx. Benelli utilizza una laseratura progettata per evidenziare la struttura e il contrasto delle venature.

La lavorazione permette di conferire ai legni un aspetto più ricco e profondo, mantenendo una buona uniformità estetica tra i diversi esemplari.
Il risultato si abbina efficacemente alla carcassa nichelata. Le tonalità calde del noce creano un contrasto elegante con il metallo chiaro e con i soggetti dorati.
La calciatura non svolge però soltanto una funzione estetica. Geometria dell’impugnatura, lunghezza, piega e deviazione determinano il modo in cui il fucile sale alla spalla e la posizione dell’occhio rispetto alla bindella.
Zigrinatura ad alta aderenza ed ergonomia
Impugnatura e astina presentano una zigrinatura antiscivolo ad alta aderenza, sviluppata per offrire un contatto sicuro senza risultare eccessivamente aggressiva sulle mani.
La forma dell’astina è stata studiata per facilitare la presa durante il porto e l’imbracciata. La mano debole deve poter guidare il fucile senza essere costretta in una posizione troppo rigida.
Una presa stabile diventa particolarmente importante con il calibro 12, soprattutto utilizzando cartucce più energiche. Nel calibro 20 contribuisce invece a sfruttare pienamente la maggiore rapidità del fucile.
Il grilletto dorato e il cappellotto del serbatoio nichelato completano l’impostazione Silver, creando una continuità cromatica con le figure dorate e la carcassa.
Calciatura regolabile in lunghezza, piega e deviazione
La lunghezza standard del calcio dal grilletto è di 365 millimetri. Attraverso calcioli opzionali può essere portata indicativamente a 355 o 375 millimetri.
Il kit di variazione della piega permette inoltre di modificare la posizione del calcio rispetto alla carcassa. La deviazione può essere regolata sia verso destra sia verso sinistra.
Queste possibilità sono importanti perché il corretto adattamento della calciatura influenza precisione istintiva, comfort e gestione del rinculo.
Quando il calcio è adeguato alla corporatura, l’occhio raggiunge naturalmente la linea della bindella e la spalla riceve l’impulso su una superficie più ampia. Una calciatura non corretta può invece costringere il tiratore a modificare la posizione della testa o a cercare il mirino dopo ogni imbracciata.
Benelli Duca di Montefeltro Silver calibro 12
Il Duca di Montefeltro Silver calibro 12 rappresenta la versione più versatile della gamma. La maggiore disponibilità di caricamenti, grammature e diametri di pallino permette di adattarlo a numerose forme di caccia.
È proposto con canne da 65, 70 e 76 centimetri. La canna da 65 cm privilegia rapidità e maneggevolezza; quella da 70 cm rappresenta la configurazione più equilibrata; la canna da 76 cm offre una linea di mira più lunga e maggiore continuità nello swing.
Con canna da 70 cm, il peso indicativo è di circa 3.000 grammi. La massa offre una buona stabilità e contribuisce a rendere più progressivo il movimento dell’arma.
Il calibro 12 può essere utilizzato nella caccia con il cane da ferma, ai migratori, agli acquatici in condizioni non estreme e in numerose situazioni di appostamento.
Benelli Duca di Montefeltro Silver calibro 20
Il Duca di Montefeltro Silver calibro 20 conserva la stessa impostazione meccanica, ma la riduzione delle dimensioni e delle masse crea un’esperienza sensibilmente diversa.
Il peso dichiarato con canna da 70 cm è di circa 2.700 grammi, 300 grammi in meno rispetto alla corrispondente versione calibro 12.
La differenza diventa evidente durante le lunghe giornate di caccia vagante. Il fucile risulta più leggero da portare e particolarmente rapido nei cambi di direzione.
Le lunghezze disponibili sono 65 e 70 centimetri. La prima configurazione è orientata alla massima agilità; la seconda offre un compromesso tra rapidità e stabilità.
Il calibro 20 non deve essere interpretato semplicemente come una versione ridotta del 12. Utilizzato con cartucce e strozzature appropriate, può offrire prestazioni efficaci in molte forme di caccia alla piuma, richiedendo però una maggiore attenzione nella scelta della munizione e nella valutazione delle distanze.
Scatto, elevatore e alimentazione
Il peso di scatto dichiarato è di circa 2 chilogrammi. Si tratta di un valore coerente con la destinazione venatoria, dove il comando deve essere sufficientemente netto ma anche sicuro nell’utilizzo con guanti e in condizioni ambientali variabili.
La piattaforma Montefeltro aggiornata utilizza un gruppo elevatore progettato per ridurre vibrazioni e rumori metallici durante il funzionamento.
Il caricamento avviene attraverso la finestra inferiore della carcassa, mentre l’espulsione del bossolo si realizza sul lato destro.
Scheda tecnica Benelli Duca di Montefeltro Silver
| Caratteristica | Calibro 12 | Calibro 20 |
|---|---|---|
| Produttore | Benelli Armi S.p.A. | |
| Modello | Duca di Montefeltro Silver | |
| Tipologia | Fucile semiautomatico inerziale | |
| Sistema | Benelli Inertia Driven System | |
| Calibro | 12 | 20 |
| Camera | 76 mm Magnum | 76 mm Magnum |
| Canne | Criogeniche | |
| Lunghezze | 65, 70 e 76 cm | 65 e 70 cm |
| Bindella | Flat in acciaio ventilata | |
| Strozzatori | Intercambiabili KND 70+20 mm; kit di cinque strozzatori | |
| Carcassa | Ergal nichelata e incisa | |
| Decorazione | Fagiani con doratura elettrolitica | Quaglie con doratura elettrolitica |
| Calcio e astina | Noce con trattamento Wood Fx | |
| Lunghezza calcio | 365 ± 2 mm; modificabile indicativamente a 355 o 375 mm | |
| Deviazione | Variabile a destra e a sinistra | |
| Peso indicativo | 3.000 g con canna da 70 cm | 2.700 g con canna da 70 cm |
| Peso di scatto | Circa 2 kg | |
| Dettagli estetici | Grilletto dorato e cappellotto del serbatoio nichelato | |
| Dotazione | Kit strozzatori, chiave, kit variazione piega, magliette portacinghia, manuale, garanzia e Ben Oil | |
Le configurazioni, la capacità del serbatoio, le dotazioni e le caratteristiche possono variare in base al mercato e agli aggiornamenti del produttore. Prima dell’acquisto è opportuno verificare la versione distribuita ufficialmente in Italia.
Benelli Duca di Montefeltro Silver: considerazioni finali

Il Benelli Duca di Montefeltro Silver riesce a mantenere l’identità essenziale della piattaforma Montefeltro aggiungendo un livello estetico superiore.
La meccanica inerziale rimane semplice, pulita e affidabile. La testina rotante realizza una chiusura diretta nella culatta della canna, mentre l’assenza di un sistema a gas contribuisce a ridurre componenti, peso e accumulo di residui.
Le canne criogeniche, la bindella flat e gli strozzatori KND completano una configurazione balistica pensata per offrire rosate uniformi e adattabilità alle differenti forme di caccia.
La versione calibro 12 si distingue per versatilità, maggiore stabilità e disponibilità di tre lunghezze di canna. È la scelta più trasversale per chi desidera utilizzare lo stesso semiautomatico in contesti venatori differenti.
Il calibro 20 interpreta invece in maniera ancora più evidente la filosofia Montefeltro. Con circa 2.700 grammi di peso offre una notevole piacevolezza di porto e un brandeggio rapido, risultando particolarmente adatto alla caccia vagante.
La differenziazione dei soggetti incisi rafforza la personalità delle due versioni: fagiani per il calibro 12, quaglie per il calibro 20. Dorature, grilletto e cappellotto nichelato vengono inseriti con equilibrio, senza compromettere la sobrietà dell’insieme.
Il trattamento Wood Fx valorizza i legni e crea un efficace contrasto con la carcassa argentea. La possibilità di modificare lunghezza, piega e deviazione permette inoltre di adattare la calciatura alle caratteristiche del tiratore.
Il Duca di Montefeltro Silver non cerca di competere con i semiautomatici più tecnologicamente complessi della gamma Benelli. La sua forza risiede nella coerenza: una meccanica collaudata, un comportamento dinamico equilibrato e una veste capace di richiamare la tradizione venatoria italiana.
È un fucile destinato al cacciatore che desidera l’affidabilità del sistema inerziale, ma non vuole rinunciare al piacere di possedere un’arma elegante e riconoscibile. Nel calibro 12 esprime versatilità e solidità; nel calibro 20 leggerezza e immediatezza.
Due interpretazioni differenti della stessa filosofia, unite da una caratteristica che ha accompagnato il Montefeltro fin dalle sue origini: ottenere molto attraverso una meccanica semplice, precisa e costruita per durare.




















