Nella regione del Nord Est, la specie è stimata in un numero di circa settantamila esemplari ed è considerata molto seriamente come una minaccia alla sicurezza idrogeologica ed alla agricoltura. Per questo si è deciso di intervenire.
La Giunta Regionale ha perciò deciso per una azione che vada verso il completo eradicamento della specie alloctona, anche se nella più ottimistica previsione si potrà arrivare solo ad una effettiva e drastica riduzione degli esemplari presenti.
Singolari gli attori e le modalità attuative.
E’ vietato, come naturale l’uso di veleni e la cattura può essere effettuata con gabbie trappola e poi l’uccisione è realizzata con fucile. E chi sono gli operatori? Corpo forestale regionale, guardie comunali munite di licenza di caccia, operatori non cacciatori appositamente addestrati, guardaparco nei parchi e agricoltori o loro “delegati”. Siccome è previsto l’uso di fucile a canna liscia (anche carabine ad aria compressa con potenza inferiore a 7,5 joule – ma eviterà sofferenze agli animali?). E poi i delegati con quale autorizzazione potranno portare le armi dal luogo di detenzione al luogo di abbattimento?
Ma non era meglio includere i cacciatori tra gli operatori, ovviamente debitamente formati. Ma la legge attualmente non lo consente!!!! E l’unico emendamento che lo avrebbe potuto consentire non è arrivato in porto.
Italia, la nazione dei perché senza logica risposta.
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