L’idea proposta alla giunta Regionale dell’Umbria attraverso un mozione è della consigliera Regionale Carla Casciari. Piano economico e scientifico elaborato con il prof. Bernardino Ragni, purtroppo recentemente scomparso.
La mozione della Casciari è stata presa in carico e portata in Commissione e di questo la consigliera del PD ha espresso soddisfazione anche perché sarà il momento utile per porre allo studio le attuali modalità di abbattimento selettivo valutando nel contempo la possibilità di attivare nella Regione Umbria un nuovo filone economico in grado di portare carni di elevata qualità sulle tavole.
La mozione chiede nello specifico una analisi per prevedere un conferimento degli selvatici abbattuti nelle operazioni di caccia di contenimento e la loro lavorazione in mattatoi specializzati messi a disposizione delle squadre di caccia che operano gli abbattimenti. La Casciari intende coinvolgere nella filiera gli Enti ed anche in particolare i Parchi presenti in Umbria, luoghi ove la forte presenza dei cinghiali risulta invasiva e potenziale causa di squilibri faunistici. L’obiettivo non nascosto a livello economico è anche quello di creare un marchio di qualità per queste carni ed accedere a mercati internazionali del prodotto alimentare di pregio.
Arcicaccia Umbria afferma che probabilmente questa ipotesi di lavoro non risolverà in toto il problema del proliferare dei cinghiali, ma il fatto di poter avere un riscontro economico dalla commercializzazione delle carni è sicuramente un potenziale valore utile per andare coprire i costi degli indennizzi dei danni che gli agricoltori subiscono.
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