La Lega Italiana Protezione Uccelli dopo l’episodio di bracconaggio in Sicilia, con l’abbattimento dell’aquila di Bonelli, richiede un intervento speciale e norme speciali, a partire dal Daspo.
L’aquila lo sa la LIPU come lo sa qualunque cacciatore è specie particolarmente protetta. E lo sa pure il bracconiere che evidentemente delle logiche di protezione di un determinata specie se ne infischia abbastanza. E di fatto abbattendo l’aquila del Bonelli di macchia evidentemente oltre che del mancato rispetto della specie in difficoltà anche di una seria violazione di legge. E LIPU fa bene a parlare di bracconaggio e caccia illegale perché è chiaro che il soggetto in questione ha commesso un atto illecito ed è quindi reo.
Ma la proposta di Daspo Territoriale Venatorio e di leggi speciali, appare fuori luogo visto che per il colpevole se individuato la legge prevede già la sanzione. Penalizzare un territorio e tutti i cacciatori che lo fruiscono nel pieno rispetto della legge, per fortuna non è concetto presente nelle democrazie occidentali, dove chi ha colpa viene indagato e perseguito.
Altrimenti si fa come nelle prima guerra mondiale, ove in occasione di un ordine di fucilazione emanato da un generale per presunta codardia di un reparto al suo comando, si tirò a sorte e due degli estratti furono reclute appena arrivate e non in forza al reparto al momento dei fatti. Nonostante questa giustificazione furono fucilati.
Diciamo che speriamo di aver superato quella funesta epoca e che ci sia più vigilanza e controllo del bracconaggio senza inventarsi Daspo, tanto l’idiota che ha sparato all’aquila del bonelli in certe zone impervie che magari conosce meglio di chiunque altro ci andrebbe ugualmente.
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