CURE E ATTENZIONI PER IL NOSTRO FUCILE
Si… forse questo articolo doveva anticipare le pre-aperture della caccia, celebrate con la solita, immensa passione in molte regioni italiane. Ma tutto quello che segue ha valenza continuativa nel tempo e non ci dobbiamo ricordare di porre attenzione alla pulizia del fucile solo a ridosso dell’inizio della stagione venatoria.
Le azioni di sparo e l’esposizione agli agenti atmosferici più diversi, ai quali lo sottoponiamo nella nostra appassionata ricerca di selvaggina, tendono a logorare le componenti del fucile da caccia in maniera costante; con la medesima solerzia con la quale ci alziamo all’alba mentre il resto degli umani dorme beata, e pur stanchi, ci dobbiamo impegnare nella pulizia dell’arma.
La pulizia del fucile è fondamentale per mantenere nel tempo le prestazioni del medesimo all´altezza delle aspettative del cacciatore e del tiratore in genere. Questo, ovviamente, vale in generale per tutti materiali od oggetti sottoposti ad usura a causa del loro utilizzo ed a ciò non sfugge l´arma da fuoco, anzi ne rappresenta l´esempio più classico.
La corretta attività di pulizia ci consente di ottenere alcuni vantaggi:
• riduzione del rischio di guasti meccanici dell´arma;
• la pulizia e la lubrificazione ritardano molto gli effetti di deterioramento provocati all´acciaio dalla corrosione;
• vantaggio economico per il cacciatore nel mantenere in piena efficienza l´arma, allungando nel tempo la “vita utile” della compagna di “affascinanti avventure” ed evitando la frequente sostituzione dell´arma o sua riparazione, operazioni sempre piuttosto onerose;
• eliminazione dei tempi di adattamento che una nuova arma sempre richiede, a causa delle differenze di peso, bilanciamento, di piega e forma di calcio;
• mantenimento di un´arma in stato di seminuovo, anche dal punto di vista estetico, se pur dopo diversi anni e molte battute di caccia;
• protezione dell´arma “dall’ossidazione” delle parti meccaniche, causata da umidità, sudore delle mani, pioggia e dai depositi corrosivi che restano soprattutto all´interno delle canna a seguito dello sparo.
Al di là delle sopraindicate motivazioni tecniche che comportano la pulizia dell´arma, l´utilizzo “dell´olio di gomito”, cioè la manutenzione che non può che essere svolta manualmente, generalmente rappresenta per il cacciatore una “fase integrata” della battuta di caccia, vale a dire che questa operazione è anch´essa parte viva della battuta e non considerata qualcosa di indipendente.
E´ ovvio che il concetto è soggettivo perchè c´è anche chi considera questa operazione noiosa e per nulla gratificante. Ma è necessaria. La pulizia dell´arma è, comunque, indispensabile ad intervalli regolari quando è in fase di inutilizzo e tutte le volte che è stata effettuata una battuta di caccia che fa accumulare nella stessa residui usuranti; in quest´ultimo caso è opportuno effettuare quanto prima almeno la “lubrificazione”, per evitare che si inneschi il fenomeno della “corrosione chimica” che ha effetto irreversibile e che riguarda, in special modo, acciaio della canna e della bascula e otturatore.
COME PULIRE AL MEGLIO IL FUCILE DA CACCIA
Le azioni da mettere in pratica nella pulizia dell’arma sono molteplici, ma tutte riconducibili ad una metodologia operativa volta a rimuovere residui di qualunque tipo incorporati dall’arma e a proteggere, con appositi prodotti, le varie componenti dell’arma che sono o metalliche o in legno. Alcuni fucili moderni sono, allo stato attuale, prodotti in materiale sintetico, in sostituzione completa delle parti in legno. Questi creano molti meno problemi di usura e relativo danneggiamento.
Residui possibili – In questo caso abbiamo di tutto e di più. Mano a mano che si utilizza il fucile sulle canne, si depositano residui di combustione delle polveri da sparo, parti di piombo, residui di acciaio e altre componenti facenti parte delle componenti della cartuccia. Parallelamente a ciò che avviene nelle canne, altre componenti del fucile, in particolare il castello dei fucili semiautomatici, subiscono la presenza non desiderata di parti vegetali, particelle terrose e residui dello sparo.
Questi elementi si fissano nell’architettura di questa parte dell’arma e vengono cementati dai residui della lubrificazione, risultando sempre difficilmente rimovibili in maniera completa. Protezione dell’arma – In commercio esistono una moltitudine di prodotti, sia sotto forma di spray che di liquidi, finalizzati alla protezione sia delle parti metalliche che in legno. Il loro appropriato utilizzo è fondamentale per garantire l’integrità dell’arma.

Ma quali prodotti dobbiamo utilizzare per una sicura protezione dell’arma? Cerchiamo di individuarli con correttezza:
Solventi – Hanno la funzione di sciogliere tutti i residui della combustione che si generano all´atto dello sparo e che tendono a depositarsi sull´acciaio; debbono però essere rimossi dopo qualche ora altrimenti, non essendo lubrificanti, danneggerebbero la superficie interna della canna.
Olii lubrificanti – Hanno funzione termostatica, di protezione dagli agenti atmosferici ed anticorrosiva. Essi sono costituiti da miscele di idrocarburi derivanti dal petrolio, addizionati con siliconi. Alcuni amici, non conoscitori delle nozioni di base di pulizia dell’arma, credono che questi abbiano la stessa valenza degli olii vegetali e utilizzano questi ultimi in alternativa ai primi.
Nella lubrificazione delle armi bisogna, invece, evitare nel modo più assoluto l´utilizzo di olio vegetale o naturale prodotto per l´alimentazione, come olio di oliva, di semi, oppure olio e grassi di originale animale; questi prodotti, avendo una certa percentuale di “acidi liberi”, rovinano in modo irreversibile l´acciaio anziché proteggerlo.
Grassi lubrificanti – Sono utili per aumentare la resistenza dei metalli all´azione degli agenti atmosferici e sono, quindi, particolarmente consigliati per la manutenzione di armi che vanno incontro ad un lungo periodo di inattività o che sono molto soggette all´azione di umidità, pioggia, fango ed altri molteplici fattori corrosivi (per esempio le armi militari). I “grassi lubrificanti” sono composti da olii minerali addizionati con agenti gelificanti ed anticorrosivi.
Siccome i grassi creano una patina protettiva, è comunque sempre importante rimuoverli con un panno ben liscio e non corrosivo, in quanto l´eventuale permanenza di questi grassi tende a ridurre, anche se di poco, il diametro della canna, provocando durante lo sparo l´aumento della pressione all´interno della stessa. Questa particolare attenzione si deve prestare soprattutto nelle armi a canna rigata le quali, già di per sé, generano elevatissime pressioni di esercizio.
LA PULIZIA DELLE ALTRE PARTI IN METALLO
Per quanto riguarda le parti in metallo del fucile, la pulizia va effettuata su canna/e, bascula, superficie esterna dei fori dei percussori e, comunque, su tutte le altre parti esterne in acciaio.
Per le canne occorre rimuovere fisicamente i residui presenti, utilizzando scovoli di metallo dolce o lana di metallo che consentono, con l’azione meccanica, di asportare tutte le parti grossolane depositate. Gli stessi scovoli a testata intercambiabile vanno poi usati per ripassare la canna, apponendo sulla testa panni bagnati prima con solventi e poi con olii lubrificanti.

Per le parti esterne occorre utilizzare un panno di lana imbevuto di solvente che, successivamente, viene asciugato e con un leggero velo di olio di spray ai siliconi che rende l´arma anche più brillante, attraverso le bombolette che permettono di accedere a punti meno raggiungibili come l´interno dei tubi dei percussori od i grilletti.
Se si dispone di un´arma non basculante, come ad es. l´automatico, è possibile scomporre in maniera maggiore le parti metalliche dell´arma (vedi ad es. otturatore e castello), permettendo, quindi, una pulizia più accurata. Come regola generale va comunque ricordato che la manutenzione contribuisce in modo fondamentale ad attenuare il fenomeno della corrosione (ruggine), mentre invece nulla si può fare contro l´erosione dei componenti che, con il tempo, è inevitabile.
MANUTENZIONE DEL CALCIO E DELLE PARTI IN LEGNO
Per quanto riguarda la manutenzione e pulizia delle parti in legno del fucile, se il legno è rivestito di vernice impermeabilizzante bisogna intervenire utilizzando un sottile strato di olio altrettanto impermeabilizzante, usato per le altre parti dell´arma e poi provvedere ad asciugarlo con un panno di lana ben pulito, al fine di dare maggiore brillantezza e protezione al legno.
Se invece i legni sono trattati ad olio od a cera, bisogna fare due interventi. Un primo è passare tutto il legno con delicatezza con un panno in lana ben liscio, onde evitare di graffiare il medesimo; il secondo è passare il legno con un tampone imbevuto di olio di cera per legno per mantenere inalterata la brillantezza. Nel caso in cui la parte in legno, calcio in particolare, risulti sbiadita, graffiata o ha subito deterioramenti anche maggiori, l´unica soluzione è rivolgersi ad un professionista che valuterà l´opportunità di risistemare il calcio esistente o provvederà alla sua sostituzione.
OPERAZIONI DA NON EFFETTUARE
Esistono delle operazioni a livello di manutenzione che non andrebbero mai effettuate, onde pregiudicare il funzionamento dell´arma stessa sia in termini di prestazioni immediate sia di durata nel tempo. Per rendere semplice e rapido il concetto le elenchiamo in sintesi:
• evitare l’ utilizzo di tutte le tipologie di scovoli metallici non protetti da alcun panno (in particolare quelli a riccio);
• evitare l’utilizzo di scovoli elicoidali in acciaio, rame o bronzo che rigano la parte interna della canna;
• evitare l’utilizzo di bacchette di metallo per la pulizia delle canne (a meno che non siano protette da uno strato in plastica);
• se si utilizzano pomate al mercurio per togliere dalle canne le impiombature, provvedere a rimuoverle con un panno entro pochissime ore e con la massima accuratezza, a causa della rapida corrosione che possono determinare alle canne;
Contrariamente a quanto citato da alcuni, vanno utilizzati scovoli con diametro ben inferiore alle canne, adeguatamente ricoperti da un panno di lana che, tramite il loro ripetuto inserimento nelle stesse, comportano l´asportazione di ogni tipo di residuo, evitando rigature di qualsiasi genere. L´operazione va poi ripetuta con un panno asciutto e ben ruvido, prima di procedere alla lubrificazione di cui già parlato.
E adesso, dopo tanta teoria, buon lavoro.
Alessio Ceccarelli































