25 Aprile 1970
Si dice che la caccia alle tortore sia chiusa. Qualcuno dice che ancora per quest’anno si potrà sparare. Altri ancora che si potrà sparare per 5 anni. Veramente se ne sentono di tutti i colori. In ogni caso non siamo usciti a caccia ogni giorno a partire dal 15 aprile come gli altri anni.
E’ il 25 aprile e decidiamo di andare a caccia anche perchè abbiamo sentito che qualcuno ha già fatto buoni carnieri. Con zio Franco, Feluccio, Vito (Vetucc a bott !) e Bebè andiamo alla “Forcatella” tra Savelletri e Torre Canne: ottimo posto anche perchè siamo a 50 metri dalla masseria del nostro amico Santino, nella quale potremo rifugiarci in caso di pericolo. E’ già chiaro e non si sente un colpo: c’è un silenzio carico di paura!
Ad un tratto arrivano due stuoli di tortore che si dirigono uno verso Feluccio e Vito e l’altro verso di me. Quando mi arriva a tiro alzo il fucile (penso anche gli altri) ma il dito si rifiuta di premere il grilletto. Neppure Feluccio e Vito sparano. Quando gli stuoli hanno percorso circa 300 metri in linea d’aria e sono arrivati al canalone di San Domenico, dov’è appostato “Iaretidd” e tutta la sua squadra, si scatena una sparatoria inaudita. Era quello che volevamo sentire!
Rincuorati da questi colpi, anche noi cominciamo a sparare le tortore che passano sempre più numerose. Rimaniamo sino alle 10,30 ma i carnieri saranno comunque scarsi perchè la paura, sempre presente, ci farà padellare anche gli uccelli più facili.
Riccardo Turi































