UNA REGINA DEDICATA AD UN AMICO di Renzo Stella

Possibile che alla mia età, questa frase del Poeta mi venga in mente scarpinando sotto un pioggerella insistente?
Le previsioni del colonnello non sono buone affatto, un’altra perturbazione dall’Atlantico sta per investirci e portare ancora piogge e freddo.
Almeno il freddo sia benedetto, ma la pioggia di questi ultimi venti giorni è stata anche troppa.
Comunque in questa giornata uggiosa mi trovo tutto bagnato a seguire un cane che non sta fermo nemmeno se gli spari. Fa il suo mestiere, che diamine, e vorrei vedere. Ma le mie gambe bruciano, i miei polmoni ansimano, e il mio sangue bolle a vederlo cosi atletico e possente. Che invidia.
La mattina si presenta molto triste, uggiosa, con il cielo di un monocromatismo grigio, scuro, carico di quell’acqua annunciata dal colonnello. Il “mio “ bosco è lì, davanti a me, la salita è tanta, la fatica che mi aspetta è quasi titanica, ma la passione riesce ad addolcire tutto.
Lui, il cane, quasi sparisce inghiottito da quelle felci e da quei pruni spinosi, e per quanto mi riguarda sarebbe stato meglio mi fossi vestito con una muta da sub.
A volte mi chiedo se tutto questo sia sanità mentale, o una sorta di autolesionismo. Ma va bene così …..che la diritta via era smarrita …. e continuo a salire, bagnato fino all’osso.
Arrivo in cima alla collina, mi pare l’Everest, e non vedo più il cane; mannaggia a me e a quando ho dimenticato il bubbolo.
Lo trovo più sotto, in mezzo ad un cespuglio, fermo come una statua, indifferente alle spine e all’acqua che ha preso a cadere copiosa. Un poco stralunato con gli occhi appannati e ansimando mi appresto a servirlo, sperando che non sia una ferma inutile, di quelle che hanno un bel nome: bianca, ma che ti fanno incazzare, e non poco.

Un colpo del mio ventino, tirato ad occhi aperti per non perdere nemmeno un fotogramma di quella scena, mette fine a quel volo, sicuramente più per fortuna che per perizia. E grazie anche ad una cartuccetta dispersante.
Tornando a valle i miei pensieri volano, penso a quell’amico che senza volerlo, forse, mi ha contagiato di quella febbre che sarà difficile abbassare.
Una febbre che vale più di ogni oro, più di un bel bacio di donna fatale, più di ……
Spero solo che questa febbre mi duri ancora tanto, una febbre Reale, e che nessuno si permetta di curarmi.
E pensare che è “solo” un uccello.
.. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura… ..Tantè amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’ì vi trovai, dirò de l’altre cose ch’ ì vò scorte……
Renzo Stella































