UN BUON APPOGGIO PER UN BUON TIRO

Il tiro con arma a canna rigata ha, tra le sue notevoli difficoltà, il rischio di movimento dell’arma.
Un movimento anche impercettibile comporta una notevole differenza sul bersaglio e, spesso, determina anche un fuori bersaglio.
Questo i cacciatori ed i tiratori lo sanno bene e perciò, nel tempo, hanno imparato ad occuparsi del problema cercando, nelle loro azioni di tiro, di perfezionare il proprio appoggio.

L’industria si è adeguata anche sulla scorta delle soluzioni militari che, se vincenti, sono state opportunamente riutilizzate. È questo il caso del bipiede, elemento presente in molte armi militari ed oggi accessorio delle armi da caccia e da tiro. In particolare, l´utilizzo del bipiede come appoggio per il fucile, da diversi anni a questa parte, è divenuto sempre più frequente anche per determinate tipologie di attività venatoria.

Esistono comunque due correnti di pensiero opposte in merito al suo utilizzo; c´è chi lo critica considerandolo come un “mezzo” per aiutare chi non dotato di buona mira o, comunque, non di pieno controllo dell´arma, chi al contrario lo ritiene (anch´io sono di questo parere) uno strumento molto utile e forse indispensabile in determinate condizioni di caccia come, ad esempio, quella praticata ai grossi ungulati di montagna che richiede un solido appoggio del fucile, soprattutto per tiri a notevole distanza con l´ausilio della palla.

E´ ovvio altresì che questo accessorio diventa perfettamente inutile per la classica caccia vagante in cui la differenza la fanno una buona arma, gli ottimi riflessi ed un´ottima mira ed il cacciatore non ha bisogno di nessun appoggio, se non quello della propria spalla per il calcio del fucile.

Quando nella caccia a palla in altura si spara a bersagli a lunga distanza è pressoché impossibile non utilizzare uno strumento del genere perchè si deve tener conto di due aspetti fondamentali:
• la precisione deve essere massima e, quindi, l´appoggio del fucile ben saldo per terra;
• è necessariodefinire con precisione la distanza a cui sparare.

A questo scopo alcune tipologie di bipiedi sono dotati di telemetri a guida laser che permettono di ridurre al minimo l´errore nel calcolo della distanza del bersaglio. Utilizzare, quindi, per particolari tipi di caccia un buon bipiede permette di ottenere risultati che non si potrebbero avere attraverso nessun altro accessorio applicabile all´arma.

bipiede tiro caccia

L´unico limite sta nella necessità di avere davanti a sé una zona completa di piena visibilità nella direttrice che dal fucile arriva fino alla sagoma dell´ungulato da colpire.
Il bipiede diventa, infatti, completamente inutile se utilizzato in zone frastagliate ed anche per tiri a breve o brevissima distanza.
Al contrario, esso risulta particolarmente vantaggioso per il tiro a lunga distanza dove lo spazio visivo che intercorre tra chi spara e la preda è privo di qualsiasi ostacolo (arbusti, alberi, rocce ecc..) che limitano la visuale del tiratore.

Le tipologie di fissaggio del bipiede possono essere di vario tipo, ma devono tener sempre conto di tre aspetti fondamentali:
• una volta fissato, il bipiede non deve subire il pur minimo spostamento, neanche a seguito degli spari;
• le operazioni di montaggio e smontaggio devono essere semplici e rapide;
• il peso deve essere sempre il più contenuto possibile in quanto spesso, nella caccia in montagna ai grossi ungulati, è necessario spostarsi frequentemente a piedi in ambienti impervi e meno peso si deve trasportare meglio è.

Generalmente, per far fronte ai sopraccitati aspetti, il bipiede viene bloccato al fucile tramite “cravatta” che viene stretta al medesimo attraverso l´ausilio di due o tre viti di fissaggio.

Se il bipiede può essere definito accessorio per il fucile da caccia, non lo è sicuramente quello applicato ad armi per uso bellico e/o appannaggio delle forze speciali; in questo caso diventa parte integrante dell´arma e, come molte altre sue componenti, permette alla stessa di essere efficiente al massimo dando la totale garanzia di colpire il bersaglio in quanto spesso il tiratore scelto (altrimenti detto sniper), o chi impegnato in attività belliche, potrebbe non avere una seconda opportunità di sparare.

Personalmente ho avuto l´opportunità di sparare moltissime volte con il fucile FAL BM 59, sia in modalità semiautomatica che a ripetizione (lo avevo in dotazione durante l´anno del servizio militare) e vi posso garantire, cari lettori, che l´utilizzo in casi specifici del bipiede richiudibile permette di ottenere prestazioni notevolmente migliori in un´arma che, già di per sé, è molto affidabile.

Alessio Ceccarelli

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