GARAND M1: IL SEMIAUTOMATICO IN UNIFORME

Il Garand M1 è un’arma di fabbricazione statunitense e si può considerare, senza rischio di essere smentiti, la più famosa arma a canna lunga del XX secolo, con il primato di primo fucile semiautomatico distribuito ed utilizzato su larga scala.

fucile garand M1


Fra i fucili ex ordinanza, è sicuramente l´arma più conosciuta, anche se solo pochi collezionisti sono riusciti ad accaparrarsi gli ultimi esemplari rimasti in circolazione e reperiti presso gli arsenali della S.M.A.L. di Terni. D´ora in poi, sicuramente, quest´arma sarà sempre più oggetto di trattativa tra gli appassionati che lo ricercano, un po´ come accade per il nostro ´91.

Il progettista John Garand concepì il progetto del fucile, a cui attribuì il proprio cognome, negli anni ´30; l´arma in calibro 30-06 sin dal progetto iniziale presentava caratteristiche che sarebbero state poi alla base del suo successo e che citiamo sinteticamente:

* fucile semiautomatico con una meccanica pressoché perfetta;

* possibilità di dotare l´arma di una funzionale ottica modello “M84”;

* posizionamento del kit di pulizia dell´arma all´interno del calcio della stessa, il che permette di annullarne l´ingombro e, al contempo, renderlo molto funzionale;

* grande precisione di tiro con possibilità di colpire in modo letale anche a distanze notevoli (fino oltre i 300 mt.);

* ottima maneggevolezza rispetto alle armi progettate nello stesso periodo;

* possibilità di incepparsi pressoché nulle: fattore che l´ha resa, nei periodi di guerra, amica fidata e sicura di ogni soldato che l´aveva in dotazione.

Il Garand M1 divenne l´arma a canna lunga d’ordinanza dell´Esercito U.S.A. a partire dal 1936, in sostituzione dello Springfield 1903. Tale passaggio non fu semplice a causa della diffidenza che quest’arma incontrò presso il Dipartimento della difesa americano, poiché essa utilizzava un tipo di munizionamento che, all´epoca, creava problemi d’approvvigionamento e difficoltà per il suo spostamento logistico verso il fronte.

Inoltre, essendo il Garand M1 un semiautomatico, poteva portare chi lo utilizzava, in questo caso il soldato, a sparare quasi a ripetizione e quindi a sprecare gran parte delle munizioni a disposizione. La capacità e la tenacia di John Garand, e del suo staff di collaboratori, vengono però premiate in quanto egli riesce a convincere le Autorità militari che quest’arma, e relativi proiettili, possono essere prodotti in serie, in tempi rapidi e con costi contenuti, parallelamente alle innovazioni tecnologiche e le prestazioni che il fucile fornisce.

Con l´avvento della Seconda Guerra Mondiale, si punta quindi fortemente su quest´arma migliorandola ulteriormente nella canna, che viene resa più resistente all´uso continuato nel tempo, e nel gruppo di scatto reso anch´esso più funzionale. Questo nuovo fucile viene ribattezzato GARAND M1 D.

Il suo utilizzo bellico non si ferma alla Seconda Guerra Mondiale, ma arma gli Americani prima nella Guerra di Corea (1950-1953) e quindi in Vietnam. Successivamente verrà sostituito dall´M14 e poi dall´M21.

FUNZIONAMENTO

Il Garand è un fucile semiautomatico, con funzionamento a presa di gas e pistone a corsa lunga. Il munizionamento è costituito da pacchetti da 8 proiettili calibro 7,62 Nato; essi vengono inseriti aprendo l´otturatore e premendo sopra il pacchetto stesso che, facendo leva sull´asta di scatto, permette la chiusura automatica dell´otturatore e l´ingresso della munizione all´interno della canna.

Quando si spara, l´otturatore scorre sul “castello” del fucile che funge da guida e tutta la fase di “riarmo” avviene con il recupero di gas che agiscono da propulsore fino a che, una volta terminate le munizioni, e quindi la spinta dei gas, l´otturatore rimane aperto e l´elevatore del serbatoio espelle il pacchetto vuoto; il fucile è quindi pronto per essere ricaricato.

Questo meccanismo, durante l´uso bellico, è stato un fattore fondamentale in quanto permetteva di effettuare la ricarica in maniera rapidissima, a tutto vantaggio dell´efficienza complessiva dell´arma. L´otturatore viene aperto tramite l´asta d’armamento collegata al “castello” e che scorre sul fianco destro dello stesso. Si può chiudere l´otturatore anche senza inserire il pacchetto di munizioni, ma premendo manualmente l´elevatore del serbatoio.
L´Arma, anche se scarica, è comunque “armata”.
Questo fucile si definisce “semiautomatico” in quanto si ricarica automaticamente senza che intervenga manualmente l´operatore, tutto ciò grazie ai gas di recupero.

Quando si spara il primo colpo, parte dei gas generati dall´esplosione affluisce nel foro deputato al loro parziale recupero, situato all´estremità anteriore dell´arma sotto la canna; i gas spingono violentemente all´indietro un pistone che, collegato all´otturatore, ne provoca la completa apertura spingendolo a ritroso. In questo movimento, l´otturatore compie una rotazione che permette di espellere il bossolo lateralmente. Scorre all´indietro anche l´asta d’armamento, fino a comprimere al massimo la molla posta nella sua parte posteriore. Quando cessa l´effetto di spinta dei gas di recupero, l´asta ritorna in avanti, spinge avanti l´otturatore che preleva dal pacchetto un´altra munizione, inserendola automaticamente nella canna.

Tutta la fase sopradescritta viene definita di “riarmamento” ed avviene nella sua completezza in una frazione di secondo, quindi in modo impercettibile per l´occhio umano. Il rumore metallico che si sprigiona durante lo sparo è il frutto del movimento in contemporanea di tutte le parti metalliche dell´arma, eccetto la canna; il movimento provoca, infatti, uno sfregamento tra le stesse.

Il GARAND M1D ha poi in dotazione standard l’ottica modello M84, molto robusta, e che permette di migliorare il colpo a distanza di un´arma, già di per sé, molto precisa.
Il sistema di puntamento dell´arma presenta poi rotelle regolabili manualmente che vanno a modificare “l´alzo” e la “deriva” del fucile, durante lo sparo; esse si vanno a regolare quando il puntamento si basa non sul mirino “ottico”, ma su quello metallico; quest’ultimo si trova in cima alla canna e ha come corrispondenza una piccola tacca, posta all´estremità anteriore dell´otturatore.

Da quando il GARAND è diventata arma ex ordinanza, vengono utilizzati anche munizionamenti diversi da quello classico di 30-06 (7,62 mm x 63), però è sconsigliabile l’uso di munizioni molto spinte, in quanto comunque sia, questo fucile è costruito con canne ed organi metallici meno resistenti rispetto a quelli della produzione attuale. Per questo motivo, utilizzare cariche troppo spinte può comportare guai seri all´arma e all´incolumità di chi la usa.
Molti appassionati hanno avuto, ed hanno tuttora, l´opportunità di utilizzare il Garand di loro proprietà anche in poligono, riscontrando la sua grande precisione anche a media e lunga distanza (fino oltre i 300 mt).

Tutto ciò dimostra la bontà di questo fucile che mantiene inalterate le sue doti balistiche, anche sparando lunghe serie di pacchetti di munizioni, senza che si vada incontro ad un suo surriscaldamento o malfunzionamento.
Sparare con il GARAND M1 è sempre emozionante, anche per il suo classico rumore “metallico” dovuto ai motivi sopramenzionati.

Forse il paragone può sembrare inadeguato ma, visto che si parla di epoche diverse, possiamo affermare che, per l´orgoglio dell´Esercito statunitense, il GARAND M1D rappresenta quello che per l´Esercito italiano è il ´91.

Quindi, se possedete un esemplare di questo fucile, prendete coscienza di avere un´arma che ha fatto epoca e quindi custoditelo con tutte le accortezze possibili, sapendo che molti v’invidieranno per non poterlo avere.


Alessio Ceccarelli

Sito specifico sul fucile 91