SPRINGFIELD 1903: UN FUCILE A STELLE E STRISCIE

Carissimi amici lettori, continuiamo oggi nella nostra carrellata di articoli che ci porta a conoscere più da vicino i fucili che hanno fatto la storia di tante battaglie e guerre, in tempi più o meno lontani, e che hanno contribuito in maniera determinante a far prevalere alcuni eserciti e popoli nei confronti di altri.

Fucili questi che, pur essendo dotati, con i loro pregi e difetti, di una tecnologia inferiore rispetto ai fucili di ultima generazione, hanno acquistato, con il passare degli anni, un fascino sempre maggiore proprio per essere stati protagonisti di epoche storiche.

Oggi parliamo dello Springfield1903, partendo dalle fasi che hanno portato alla sua progettazione e produzione e, per far questo, bisogna risalire all´anno 1898. In quell´anno l´esercito degli U.S.A. era impegnato nella guerra “Ispano-Americana” ed aveva in dotazione come fucile d´ordinanza il Krag-Jorgensen, con calibro 30-40 e munizione prodotta dalla stessa casa, in dotazione sin dal 1892.

L´Esercito Statunitense, però, si trovava in seria difficoltà, fronteggiando un avversario dotato di un “Mauser” di produzione spagnola, progettato e costruito nel 1893 che presentava due fondamentali vantaggi rispetto al fucile Krag-Jorgensen: caratteristiche balistiche migliori in termini di precisione sul tiro utile ed una maggiore velocità di caricamento dell´arma, caratteristica che consentiva di disporre di un volume di fuoco nettamente maggiore.

I vertici militari Statunitensi vollero correre ai ripari commissionando alla Springfield un´arma che avesse caratteristiche simili ed anche migliori rispetto al Mauser. In seguito si seppe che gli stessi vertici militari riuscirono a fare pressioni nei confronti della Mauser per ottenere informazioni e progetti, che in parte saranno poi trasferiti nello Springfield con tanto di “royalties” pagate alla Mauser per quanto fornito.


NASCITA dello SPRINGFIELD 1903

La Springfield completa nel 1902 la progettazione del fucile e comincia la produzione su scala industriale per l´esercito nel 1903, anno da cui il medesimo prende il nome. Nello stesso anno viene siglato l´accordo con cui questo fucile diventa d´ordinanza per l´esercito Statunitense.



Springfield 1903



Inizialmente ci sono però perplessità in seno ai vertici degli organi militari, in quanto si ritiene che quest´arma presenti alcuni difetti quali un attacco per la baionetta troppo fragile e una munizione che mal si adatta al fucile e dotata di stondatura al suo vertice che, rallentandone la velocità durante la traiettoria, ne riduce la prestazione e, quindi, il grado di offesa all´avversario.

E´ il Presidente Theodore Roosvelt stesso, già precedentemente alto ufficiale dell´Esercito U.S.A., ad ordinare il ritorno dei modelli in uso presso la Springfield nel 1905 per la sostituzione dell´attacco baionetta con uno più efficace.

Quasi contemporaneamente, i tedeschi sperimentano una nuova pallottola modello “Spitzer”che significa “appuntita”: essa presenta caratteristiche balistiche all´avanguardia per “stabilità” durante la traiettoria e maggiore velocità di uscita dalla canna dell’arma, elementi entrambi che consentono un’elevata capacità di penetrazione e, quindi, grande efficienza dal punto di vista bellico. Gli U.S.A. corrono nuovamente ai ripari e riescono a progettare una munizione, denominata 30-06, che ha quasi le stesse caratteristiche di quella tedesca, ma nel 1906 sono costretti ancora una volta a far rientrare alla Springfield i fucili per la sostituzione delle canna e la ritaratura degli organi di mira.

La nuova munizione ha caratteristiche balistiche diverse da quella usata in precedenza e lo scoppio delle polveri genera partenza a maggior velocità della pallottola, creando all´interno della canna pressioni molto più elevate che diventano eccessive per quelle in dotazione fino a quel momento. Di fatto si arriva al I° conflitto mondiale, con l´esercito Statunitense che non è ancora dotato di fucili Springfield sufficienti per tutti gli effettivi, a causa di questi continui interventi migliorativi del progetto iniziale.


Springfield 1903



Si intensifica allora anche la produzione dello stesso modello che, fra il 1915 ed 1918, porta a costruirne altri 265.000, oltre agli altri 850.000 che, a termine delle modifiche meccaniche necessarie, venivano ridati in dotazione all´esercito. Un progettista di nome John D. Petersen progetta un esemplare di Springfield che ha un sistema di riarmo simile ad un prototipo di semiautomatico, ma siccome questo obbliga la modifica del “receiver” con nuovo sguarnimento di fucili per l´esercito, esso rimane solo un prototipo.

Durante questo periodo, e per tutto il tempo in cui questo fucile è rimasto come arma di ordinanza dell´esercito degli U.S.A., vennero progettati e realizzati diversi prototipi di Springfield1903 con differenti caratteristiche i quali però, essendo prototipi, non vennero mai prodotti in larga scala ma in serie molto limitata.

Gli altri modelli furono:
fucile M1903Mark1 già sopramenzionato, con culatta e, soprattutto, dente d´arresto modificati che permettono il funzionamento semiautomatico;
fucile M1903A1 munito di calcio con impugnatura a pistola e dotazione di calciolo e grilletto zigrinati;
fucile M1903A che ha le stesse caratteristiche di quelli sopraccitati, ma realizzato con una struttura complessivamente più leggera;
fucile M1903A4 che è la versione “sniper” con impugnatura a pistola e possibilità di applicazione di ottica a 2,5 ingrandimenti, più disponibili sul mercato rispetto ai precedenti modelli, in numero stimato di 25.000 unità.

Oggi l´arma “smilitarizzata” è di largo uso per il “tiro in poligono” perchè molto precisa, in particolare il modello A3 dotato di canna a quattro rigature. Vista la limitata disponibilità sul mercato dello Springfield, soprattutto nelle versioni successive al primo modello, costruite solo a livello di prototipi, l´acquisto sia per uso sportivo nel tiro che, e soprattutto, per il collezionismo comporta un prezzo molto alto.

E´ però vero, altresì, che per il collezionista puro questo rappresenta una “perla” rara per la propria collezione, incarnando un “pezzo di storia” dei primi decenni del secolo scorso.

Alessio Ceccarelli

Sito specifico sul fucile 91