IL TIRO ACCADEMICO

Il tiro accademico è una specialità del tiro a segno nella quale si ricerca la prova performante riguardo alla precisione, il miglior punteggio. Si effettua su bersagli cartacei situati a una distanza tra 10 e 25 metri.

I bersagli sono di tipo fisso, raffiguranti il classico “centro” graduato composto da cerchi concentrici di colore alternato nero/bianco (o arancione/bianco) e con punteggi diversi a seconda della distanza dal centro. Si va da un punteggio massimo di 10 al centro, a un punteggio minimo di 0 per il fuori sagoma, ossia la parte cartacea del bersaglio bianca, al di fuori dell’ultimo cerchio.

È una disciplina di concentrazione, nella quale il tiratore cerca il massimo feeling con l’arma in modo che le prestazioni date da entrambi, fondendosi, possano dare il punteggio massimo.

Ci si pone in pedana, si espletano le operazioni di caricamento dell’arma in massima sicurezza e ci si prepara al confronto. Piedi alla larghezza delle spalle, s’impugna l’arma con entrambe le mani e, distendendo le braccia, si allinea l’occhio agli organi di mira. Massima rilassatezza, le braccia non devono essere duri pezzi di legno, ma sensibili strumenti di sostentamento dell’arma.

Il dito si contrae sul grilletto mentre limitiamo al massimo tutti i tremolii e i piccolissimi movimenti. Il dito intanto preme sul grilletto che arretra e che tra breve, ma solo quando lo vorremo noi, farà esplodere il colpo!!! BLAAM!! Il colpo ci ha sorpreso tanto la trazione del dito era leggera e sensibile sul grilletto, sapevamo che sarebbe partito, ma ugualmente non ce lo aspettavamo in quel preciso istante…

Non ci resta che controllare gli effetti che il nostro “fermo movimento” ha avuto sulla sagoma di carta. Un forellino nero di dimensioni variabili a seconda del calibro è quello che rimane di tutta la nostra concentrazione… Accidenti…ero convinto che avrei fatto centro! Che avrei sbalordito gli amici…e invece quel foro è 3 o 4 centimetri spostato in basso a destra rispetto al centro… Uff! dove ho sbagliato?

In fondo si tratta solo di prendere la mira…allineare il bersaglio con quel castelletto che si trova sul retro della pistola facendolo collimare col mirino che invece è sulla canna…non mi sembra poi così difficile… La posizione del dito sul grilletto, la giusta collimazione degli organi di mira, la tensione delle braccia, con quanta forza ho tirato il grilletto, la respirazione…tutto gioca una parte fondamentale nel tiro accademico; la somma di tanti piccoli dettagli eseguiti al meglio daranno alla nostra performance le sembianze di un bel foro proprio nel mezzo del bersaglio. Da dieci!!!

Il tiro accademico può essere praticato con qualunque arma, automatica o a tamburo, un vecchio “ferro” o un moderno “plasticone” (le armi realizzate in polimeri) l’ultima nata con tutti gli accorgimenti tecnici, organi di mira super visibili, guancette iper grippanti ecc., o con la replica di una vecchia Colt Peacekeeper da selvaggio West.

Grande assortimento nei calibri, dai più docili e gestibili per chi non vuol dover fare a chi è più forte con l’arma ad ogni sparo, ai più potenti e indomabili per chi invece, quando il colpo parte, vuole sentire nelle braccia, e non solo attraverso le cuffie, il ruggito della sua arma.

Fabio Tani ed Elia Prezioso