PERCORSO DI CACCIA E NEOFITI di Marco Dolci

Per tutti coloro che hanno conseguito la licenza di caccia da poco, il primo consiglio che mi sento di dare per prendere confidenza con il fucile è quello di avvicinarsi al tiro a volo.
Prima di tutto perché è una bella esperienza: siamo a diretto contatto con la natura, si fanno nuove amicizie, si osserva come sparano gli altri, cercando così di capire meglio il meccanismo dell’anticipo per poi trasformarlo sul terreno di caccia; si studiano le traiettorie dei piattelli, quelli che si allontanano dalle macchine di lancio, cosiddetti “uscenti”, e quelli che si avvicinano detti “entranti”.

tiro a volo

Di tutte le discipline conosciute di tiro a volo quella che si avvicina di più alla caccia è il percorso in pedana ma, meglio ancora, molto divertente e più simile alla realtà è il percorso itinerante.

Il primo praticamente si svolge sulle classiche 6 pedane a scorrere dello skeet, negli stessi campi dove si praticano anche le altre discipline, con la variante di piattelli che simulano specie di selvatici i quali attraversano il campo di tiro in lungo e in largo, con strani lanci che vanno verso l’alto detti “candele” e altri con i nomi più svariati come allodola, storno, lepre, fringuello, starna , etc…; possiamo anche trovare delle doppie, cioè due piattelli che escono contemporaneamente.
Per i singoli abbiamo a disposizione due colpi, per le doppie solo un colpo a piattello.

Molto importante è anche il fucile; praticamente si usa lo stesso semiautomatico che poi porteremo a caccia. Vanno benissimo le cartucce da tiro con 28 grammi di piombo che si trovano presso gli stand o le armerie.

tiro a volo

Si comincia dando una giusta impostazione al nostro corpo; non dobbiamo essere particolarmente rigidi, ma liberi nei movimenti sia a destra che a sinistra, seguendo bene la linea dei piattelli e cercando di anticipare molto la fucilata da uno fino a due/tre metri, dipende dalla distanza visto poi che sono tutti molto veloci.

Una volta che siamo in pedana il fucile va tenuto nella posizione di “pronto”, con il calcio vicino all’anca e la canna nella direzione di uscita dei piattelli.

Il percorso di caccia itinerante, di recente introduzione , sta riscuotendo un grande successo ed è sempre molto usato dai cacciatori: si snoda su una serie di 5 -6 pedane, di solito nel bosco e a varia distanza tra di loro.
Ad ogni pedana si sparano da un minimo di 5 piattelli in poi; questi possono essere chiamati come la selvaggina oppure numerati come piattello n.1, n.2, n.3 etc.
La squadra è formata da un massimo di 6 persone che si alternano allo sparo.

tiro a volo

Devo sottolineare che è emozionante e si avvicina moltissimo alla caccia vera; i piattelli attraversano gli alberi, passano dietro a dossi di terreno e grossi cespugli o addirittura solcano terreni franosi e impervi simulando scene di caccia virtuali.

E’ veramente un’ottima scuola per i giovani neofiti, oltre ad essere un buon allenamento per tutti.
I tiratori che partecipano alle gare si suddividono in diverse categorie: si parte dalla terza (la base) per arrivare all’eccellenza.
I più esperti utilizzano un equipaggiamento sofisticato, preferendo fucili da tiro prevalentemente sovrapposti con canne lunghe per i piattelli difficoltosi, un abbigliamento idoneo, con cuffie e occhiali protettivi, cappellino, gilet da tiro, stivali in gomma per i sentieri fangosi, un mix per la preparazione pre gara.

Marco Dolci

Lo Staff di Caccianfiera.it ringrazia Marco Dolci, attento conoscitore della materia venatoria che, nel tempo, ha amato approfondire grazie alla propria esperienza sul campo.

Egli scrive per noi esclusivamente affinché la propria passione e le conoscenze acquisite possano divenire spunto a maggiori approfondimenti per tutti i nostri lettori.

Nessuna attività di lucro o professionale inerente il mondo della caccia coinvolgono la sua figura in questa attività divulgativa.