CINGHIALE: DALLA LISCIA ALLA RIGATA. TUTTA UN’ALTRA MATERIA

Coloro che decidono di fare il gran passo, ossia passare nella caccia in battuta al cinghiale dalla canna liscia alla rigata si apre un nuovo universo con tante cose nuove da sapere, apprendere e farle divenire al più presto, consolidati automatismi.

Si il cinghiale ci appassiona sempre di più, ma sinora mai abbiamo voluto abbandonare la canna liscia, per la sua praticità dell’unico fucile, che si utilizza anche per caccie tradizionali agli uccelli. Poi piano piano osservando gli amici ci si convince a lasciarlo in armadio e preferirgli una carabina. I concetti di questa sono spesso analoghi a quelli del precedente semiautomatico, ma nel tiro invece dobbiamo, come dicono gli informatici, resettarci, per ottenere soddisfazioni in questa caccia al suide.

caccia al cinghiale canna liscia e rigata carabinaCon la carabina si può sparare più lontano con maggior precisione, ma è del tutto evidente, che è utile per questo passare dalle tradizionali mire metalliche dell’arma a canna liscia a qualcosa di più evoluto. E si passa al punto rosso o addirittura all’ottica da battuta. E bisogna con essi imparare a conviverci. Si sembra facile ed in teoria con tutta calma lo è, ma poi all’atto pratico quel modo di mirare con volto spianato sul calcio del fucile a canna liscia non serve più. Il sistema di mira è in quel tubo e li occorre guardare cosa che ci porta a tenere la testa più alta, cosa che assolutamente non ci è abitudinaria. E’ uno sforzo da fare, ma non nella caccia; troppa l’adrenalina per concentrarci. Occorre andare in poligono dotato di cinghiale con la nostra nuova carabina, e provare, provare e provare sino a che la nuova posizione ci viene naturale. Solo così potremo essere immediati su una caccia, per niente facile come la caccia in battuta.

L’esercizio al poligono ci permette di superare anche un altro problema che inesorabilmente si incontra quando dalla canna liscia si passa alla rigata. Se ci facciamo mente locale i nostri trascorsi con i fucili a canna liscia, ci hanno sempre permesso di esercitarci molto e di assumere atteggiamenti di sparo quasi istintivi. Ma con la canna rigata da battuta spareremo altrettanto. No assolutamente no. Allora è il caso che ci esercitiamo a fondo, possibilmente su cinghiale corrente per acquisire quella dimestichezza non utile, ma addirittura necessaria, per essere efficaci sul cinghiale che schizza qua e la come una saetta.

Il peso di una carabina è decisamente superiore a quello del fucile a canna liscia, in particolare nella parte anteriore per via dello spessore della canna, notevolmente superiore. Questo ci porta inesorabilmente ad una considerazione; l’arma a canna rigata è notevolmente più sbilanciata in avanti e grava in modo superiore al classico fucile sulla mano debole, che è però quella che indirizza la mira. I poco allenati tendono a piazzare inesorabilmente i colpi in basso e se si vede che non si riesce a correggersi può tornare utile appesantire un attimo il calcio. E’ anche facile apponendo subito sotto il calciolo blocchetti di piombo. E’ evidente che l’arma si appesantisce un po’ ma se consideriamo che nella caccia in battuta saremmo immobili ad una posta ciò può essere anche sopportabile.

L’anticipo. Notevolmente diverso nella canna liscia e rigata. La prima fa uscire una palla asciutta a 450 metri al secondo per cui ci saremo abituati a questa velocità e a stimare l’anticipo su un cinghiale lanciato in corsa. Ma la canna rigata fa uscire il proiettile ad una velocità non doppia ma quasi. E allora occorre fare mente locale e abituarsi ad un anticipo minore, anche abbastanza minore. Ma mai dimenticarsi che con la carabina si spara a distanza anche doppia o tripla rispetto ad un fucile a canna liscia, per cui compensare l’anticipo dovrà essere di nuovo frutto di notevole esercizio.

 

_______________________________

lepre chiusura caccia stagione venatoria