CALIBRO 16: SOLO DI UN PELO MINORE

 Parafrasando un noto film di fine novecento “Figli di un Dio minore! …. Ma solo di un pelo minore! E con tante tante doti. Ma andiamo per ordine.

Il calibro 16 si è notevolmente rarefatto negli scaffali delle armerie non perché non avesse qualità balistiche tutt’altro, ma perché l’industria ha giudicato che un calibro intermedio tra il 12 ed il 20 fosse inutile. E questo con estrema irriverenza visto che era stato il calibro di elezione di tutti maestri inglesi che hanno creato il fucile basculante moderno.

Ma oggi oltre a essere un calibro degnamente rappresentato in molte nazioni del mondo è in ripresa nella stessa Italia grazie all’opera di un gruppo di appassionati riunitisi in un Club: il Club calibro 16.

Ma veniamo alle caratteristiche balistiche del calibro 16 partendo dal peso della carica che è in grado di sparare. La commissione internazionale riunitasi a Brexelles nel 1910 ha fissato in un diametro di 16,8 mm il diametro del calibro 16 contro i 18:05 mm del fratello maggiore del calibro 12.

calibro 16 caccia

Il peso nominale di carica ottimale per il 16 è di 28,15 grammi mentre per il 12 si calcola una carica ottimale di 34,91. Dati ottenuti dal calcolo del volume di sfera di piombo di egual diametro. Nella realtà dei fatti e di applicazione della balistica moderna è possibile affermare che range ottimali di carica per il calibro 16 sono compresi tra i 27 e i 29 grammi e per il calibro 12 dai 33 ai 35 grammi.

Se, partendo da questi dati andiamo ad analizzare le potenzialità di caccia dei due calibri ci accorgiamo che per la stragrande maggioranza della selvaggina cacciabile in Italia e nella maggior parte dei paesi del mondo ove si utilizza la canna liscia le cariche del 16 sono ampiamente sufficienti agli abbattimenti puliti analogamente al 12. Unico limite per grandi anatre e le oche che essendo animali particolarmente robusti e per i quali le distanze di tiro sono spesso medio lunghe, necessitano quantità di piombo da portare alle massime distanze alquanto superiori. Qui risulta limitato anche lo stesso calibro 12 standard per cui si ricorre a12 supermagnum o ove consentiti a calibri superiori quali il 10, con armi anche particolarmente pesanti visto che alla agilità di brandeggio si preferisce il contenimento dell’effetto rinculo

calibro 16 caccia

Del resto è noto che il .410 (36 magnum) non è solo un fenomeno di moda ma è presente in molti paesi da anni e proficuamente utilizzato per abbattere la maggior parte della selvaggina da piuma. Quindi in questo senso il calibro 16 di limiti non ne ha.
Se consideriamo inoltre che il fucile da caccia per essere utilizzato con una normale capacità di brandeggio deve avere un peso contenuto e giuste proporzioni il 16 segna sicuramente un punto a proprio favore.

In riferimento ai valori storici delle tabelle del Journee del rapporto peso carica che si attestava 1:100 (1 peso della carica, 100 peso dell’arma), il peso ideale di un’arma che spara dai 33 ai 35 grammi (un calibro 12 standard) è da considerarsi tra i kg 3,3 e 3,5, mentre quello di una calibro 16 tra i kg 2,7 ei 2,9 nel calibro (per i basculanti se realizzato in bascula dedicata). La moderna tecnologia metallurgica permette oggi la realizzazione di armi con peso inferiore compreso tra un 10-15% in meno.

Ci attestiamo perciò con armi in calibro 12 del peso di 2,8 kg mentre per il calibro 16 possiamo partale di kg 2,5-2,6.

calibro 16 caccia

Risultati che parlano da soli non solo in termini di maneggevolezza ma anche per ragioni di pura praticità in relazione al gravare del peso dell’arma sulle braccia e a maggior ragione per caccie ad elevato impegno fisico. La ulteriore tendenza ad una caccia meno impattante e più sportiva non fanno che deporre verso la affermazione del calibro 16.

Perciò minore, ma solo di un pelo.

Teresa Renda – Club Calibro 16