CARTUCCE DA CACCIA: COMPERARLE O FARSELE IN CASA
Ho un amico che sceglie le cartucce lasciandosi prendere dai variopinti colori e dai disegni sulle scatole e conosco un altro cacciatore che acquista le cartucce in base al colore. Sì, esistono anche questi amici, ma la maggior parte dei cacciatori sceglie una cartuccia da caccia per il proprio fucile a canna liscia in funzione di altri elementi.
Calibro, tipo di fucile, tipo di selvaggina, condizioni ambientali e climatiche sono questi gli elementi a cui si pensa quando si individuano i fattori che devono essere presenti in una cartuccia da caccia. Ma non sempre è così semplice ed immediato il presente ragionamento. Io stesso a volte, pur sapendo che la giornata secca dovrebbe privilegiare cartucce da asciutto, mi ostino a portare in cartucciera anche quelle da umido per la semplice ragione che mi hanno servito bene altre volte.
Questa è, ovviamente, una preferenza poco razionale e ciò è evidente tanto più ci si allontana dalle condizioni standard di riferimento: per esempio, la cartuccia può avermi servito bene su piccola migratoria, ma quando la selvaggina si fa un po’ più consistente, o semplicemente più impennata, vengono fuori limiti per abbattimenti puliti.
Oppure sono variate le condizioni balistiche perché si adattano strozzatori diversi dai precedenti o si caccia con canna più lunga del passato. A questi fattori esterni alla cartuccia possono, poi, sommarsi specifici fattori intrinseci della stessa munizione. Per esempio, per la stessa munizione possono variare i lotti di polvere con la conseguente risultante di prestazioni leggermente diverse; oppure a volte può variare un componente (es. contenitore) e di nuovo qualche variazione in prestazioni esiste.
Tutto questo per dire che, bene o male, una munizione, per quanto accettata come preferita, non è l’unica che un cacciatore deve tenere in considerazione, perché come abbiamo visto le variabili sono effettivamente molte.
A parità di selvatico, v’è innanzitutto da rilevare che nessuna cartuccia, sia originale sia confezionata a casa, può fornire un rendimento perfetto in tutte le condizioni climatiche, perché la cartuccia dalla dose miracolosa non esiste. Ma detto questo non possiamo nemmeno passare all’altro estremo, ossia pensare che le cartucce siano tutte uguali. Un cacciatore che afferma ciò, evidentemente è uno scarso osservatore che non ha mai trovato un criterio logico per valutare le prestazioni di una cartuccia. Ma è anche inguaribile colui che è sempre alla spasmodica ricerca della cartuccia migliore della precedente, spinto dalla necessità psicologica di trovare un qualcosa che gli permetta di superare colpi non andati a bersaglio.
Per avere comunque delle buone munizioni basterà andare in armeria ed acquistarne di originali; tra tutte le proposte commerciali, saranno presenti con assoluta certezza eccellenti munizioni le cui prestazioni sono buone nella maggior parte delle condizioni di impiego e si adattano ai selvatici semplicemente variando la numerazione dei pallini.
Però, se andiamo cercando cartucce adatte a specifiche condizioni meteorologiche o di umidità o a particolari condizioni di tiro, solo un adeguato caricamento personale può risolvere il nostro problema.
Le cartucce originali in breve.

Le cartucce normalmente definite originali sono frutto del caricamento industriale operato da alcune aziende. In genere anche nel rispetto delle normative C.I.P. sono prodotte con materiali di buona qualità, adeguati al tipo di carica. Hanno buone prestazioni balistiche garantite da controlli sui lotti di produzione.
Il maggior pregio di queste cartucce consiste nell’essere studiate e fabbricate per fornire un rendimento ottimale in intermedie condizioni di impiego perciò, a parte le dispersanti, le dobbiamo considerare munizioni generiche. Ma pur essendo generiche, i caricamenti industriali prevedono spesso la scelta tra munizioni da caldo asciutto e da freddo umido.
Il caricamento personale in breve

Questa pratica, oggi che di cartucce in armeria ne esistono a bizzeffe, trova giustificazione per due motivi: quando si è in grado di produrre cartucce che per le proprie esigenze sono superiori alle originali o quando si utilizzano bossoli sparati adeguatamente rigenerati.
Un terzo motivo, che una volta era il più importante, ossia l’economicità, oggi è completamente decaduto. A mio modesto parere la possibilità di produrre buone cartucce per specifiche esigenze è l’elemento più importante, che diano essenziali risposte per la caccia praticata, per le condizioni ed il metodo di tiro e per il proprio fucile.































