CARTUCCIA A PALLINI: QUANDO E COME DEVE ESSERE LA BORRA CONTENITORE

Uno degli elementi sostanziali della cartuccia a pallini è indubbiamente il borraggio.
Questo ha lo scopo di trasferire la spinta fornita dalla pressione generata per la combustione della polvere da sparo al proietto e, nello specifico caso, alla massa dei pallini.

Il borraggio tradizionale è stato gradualmente sostituito quasi del tutto dalla borra contenitore in plastica che rappresenta la soluzione ideale per molti tipi di tiro, sia venatorio sia sportivo, anche se la tradizionale borra resiste in determinati casi.

E’ per questo motivo che molte aziende hanno mantenuto in commercio le classiche borre in feltro od in plastica senza contenitore, anche se le versioni disponibili in commercio sono in gamma più limitata rispetto al passato.

E’, quindi, necessario capire quando utilizzare le borre in feltro e/o in plastica senza contenitore e quando, invece, ricorrere a quelle sempre in plastica ma con borra contenitore di più moderna concezione.

L’utilizzo della borra contenitore in plastica è estremamente valido per:
• Tutte le discipline di Tiro Sportivo fra cui Trap, Double Trap e Skeet;
• Attività venatoria che presupponga tiri a lunga distanza con ampia ed omogenea rosata. Attraverso l’uso della borra contenitore si hanno i seguenti vantaggi:
• Aumento della distanza utile di tiro di almeno 5 o 6 metri; • Riduzione della “deformazione dei pallini” in virtù del minor “colpo d’ariete” che determina deformazione dei pallini stessi anche per sfregamento sulle pareti della canna; tale deformazione causerebbe sia una gittata complessiva inferiore che una rosata meno compatta.
Il minor colpo d’ariete è determinato dal fatto che parte della pressione generata all’atto dello sparo viene assorbita e compensata dall’elasticità della plastica che costituisce la borra contenitore;
• Spinta più omogenea dei pallini;
• Innesco della polvere meno repentino e, quindi, più omogeneo.

La caratteristiche sopraindicate permettono di ottenere buone “performances” sia nelle discipline di tiro che nell’uso venatorio con tiri a lunga distanza contro prede di media dimensione.
La borra contenitore può essere utilizzata, al limite, anche per ogni tipologia di caccia e, quindi, anche per prede di piccola dimensione, ma solo come cartuccia per “tiro di seconda canna” ossia quello sparato solo nel caso in cui il primo tiro non abbia abbattuto la preda e sia necessario un secondo colpo efficace ad una distanza maggiore.

Spararlo come primo colpo avrebbe effetti devastanti sulla sagoma della selvaggina a causa della maggiore ristrettezza e densità della rosata. Ecco, allora, per la caccia “tradizionale” alla piccola selvaggina praticata sulla breve distanza la necessità di rimanere su cartucce caricate con borraggio tradizionale.
Per caccia tradizionale s’intende quella concernente il fagiano, la lepre, la starna, la quaglia, l’allodola, la pernice e selvaggina similare. Molti produttori di cartucce, onde contenere i costi di produzione che il borraggio in feltro comporta, hanno messo in commercio borraggi cosiddetti “misti” aventi, oltre al borraggio in feltro, una coppetta in plastica che funge da intercapedine tra la polvere ed il piombo e che permette, all’atto dello sparo, una sua compressione.

Quest’ultima va a ridurre, di fatto, quella che invece sarebbe interamente sopportata dai pallini per effetto del colpo d’ariete. Ciò è una buona soluzione sia per i produttori (in termini di costi di produzione) sia per il cacciatore che dispone di cartuccia per tiri a breve distanza più performante di quella costituita da sola borra in feltro. E’ ovvio che la tecnica di ricarica di queste cartucce varia da tipologia a tipologia, ma quello della ricarica è un argomento che non si può trattare in poche righe e che richiede un adeguato approfondimento.

Nel caso della ricarica, questa va effettuata sempre avvalendosi della giusta esperienza in materia e con la massima attenzione onde evitare che la cartuccia, oltre a non offrire le performances richieste, possa rappresentare un pericolo per la meccanica del fucile e per l’incolumità di chi né fa uso.