CARTUCCIA TRA TEMPERATURA ED UMIDITA´


Molti amici cacciatori ci rivolgono spesso domande interessanti sulle cartucce da caccia ed, in particolare, sull’influenza che le stesse subiscono da umidità e temperatura. Abbiamo perciò deciso di portare il nostro contributo (di appassionati e non di balistici) per aiutare a capire di più.

Tutti noi sappiamo, perché i vecchi cacciatori ce lo hanno raccontato o perché abbiamo letto qualcosa, che le condizioni atmosferiche influenzano parzialmente le caratteristiche balistiche delle cartucce da caccia. In particolare, il riferimento è relativo a temperatura ed umidità che influenzano le caratteristiche della combustione della polvere. Questa fenomenologia è reale ed entrando nel dettaglio si può affermare che le condizioni atmosferiche influenzano il fenomeno esplosivo della polvere e la traiettoria dei pallini. Il primo fattore è relativo alla balistica interna, mentre il secondo afferisce alla balistica esterna.

TEMPERATURA

Il fattore termico influisce sulle caratteristiche della polvere modificando il “tempo di combustione”. Più precisamente, qualora la polvere da sparoabbia una temperatapiù elevata, questa brucia più velocemente; il fenomeno opposto è relativo alla bassa temperatura. All’atto pratico, a meno che non si tengano le cartucce lontane dal corpo (magari in bisaccia), quelle che teniamo nella cartucciera sotto il giaccone da caccia si avvicinano alla temperatura corporea e tendono a non avere un grande escursus termico. Ovviamente le cartucce da caccia non hanno una temperatura propria, perciò come tutti i corpi inanimati tendono a mettersi in equilibrio con le condizioni termiche esterne; tendono perciò a raffreddarsi quando la giornata è gelida ed a riscaldarsi se la giornata è calda.

cartucce da caccia temperatura ed umidità


È, inoltre, importante notare che in una normale giornata di caccia (che al massimo può andare dall’alba al tramonto) le condizioni di temperatura non sono mai troppo diverse e non cambiano repentinamente, quindi una cartuccia nel giro di poco tempo non può divenire scarsamente efficace. Perciò da questo punto di vista il fenomeno, che pur esiste, è assolutamente trascurabile.

È comunque buona regola garantire alle cartucce condizioni di stabilità, evitando di lasciarle per ore al ghiaccio o al sole cocente. Ovviamente tale principio va rispettato anche in casa; qui le munizioni non vanno tenute vicino a fonti di calore, non tanto per la temperatura che al momento del nuovo utilizzo si sarebbe di nuovo normalizzata, quando per la probabile perdita di umidità igroscopica della polvere che, invece, può provocare seri problemi.

Se, però, prendiamo in considerazione un arco temporale più ampio, per esempio l´intera stagione venatoria, la temperatura può differire notevolmente anche considerando la notevole differenza di latitudine che esiste tra Sicilia e Trentino. Questo fattore può significare che tra i giorni di apertura in Sicilia e il termine della stagione in Trentino ci possono essere escursioni di 35 – 38 gradi centigradi.

Questo elemento, se analizzato da un punto di vista tecnico, evidenzia che la stessa polvere da sparo a – 5 gradi o a 35 gradi possiede tempi di combustione nettamente diversi.

cartucce da caccia temperatura ed umidità




Non tutte le polveri reagiscono analogamente a tali differenze di temperature, ma è assodato che particolarmente quelle a doppia base classiche (D.N., D.N. punto nero, NIKE, SIPE, S.4., ecc.)come le balistiti, subiscono effetti evidenti di variazione delle prestazioni. Anche le polveri a doppia base perfezionate (Ball Powders) subiscono evidenti variazioni prestazionali. Stesso discorso vale per le polveri granulari non gelatinizzate che hanno, anch´esse, elevata variabilità nei confronti delle variazioni di temperatura (Acapnia, Randite).

Per contro è utile sapere che le polveri alla nitrocellulosa pura gelatinizzata (Anigrina lamellare, C7 Perfecta, 205, F2, GP, JK6, M.B., M.B. 209, Rottweil, SIDNA, Universal) sono meno sensibili alle variazioni termiche.

Stesso discorso vale per le polveri granulari non gelatinizzate che hanno, anch´esse, elevata variabilità nei confronti delle variazioni di temperatura (Acapnia, Randite).

La temperatura può risultare correlata con l´umidità; è, infatti, noto come corpi freddi tendono a condensare su di essi l´umidità, mentre corpi caldi la eliminano l’evaporazione. Il fenomeno è simile a quello che noi osserviamo con i vetri freddi e caldi.

UMIDITA’

Anche questo è un fattore che entro certi termini tende ad influenzare le prestazioni delle cartucce. Ed è intuitivo partire da un assunto; la polvere da sparo umida non brucia e quindi niente fenomeno esplosivo. Ma, ovviamente, siamo in una condizione remota dato che, eliminato il caso limite di cartuccia che si è bagnata o è stata per lungo tempo esposta all’umidità, le condizioni di normale conservazione delle cartucce da caccia garantiscono una buona stabilità.

È altrettanto vero che comunque la polvere da sparo (a seconda delle tipologie) è più o meno igroscopica (ossia ha la capacita di attrarre umidità). Ovviamente questo fattore è limitato ed inoltre schermato dall’involucro del bossolo.

L’effetto principale di un aumento dell’umidità della polvere è una riduzione dell’efficacia di combustione che comporta una minore capacità della spinta esercitata sullo sciame dei pallini. Le modificazioni percentuali dell´umidità possono variare anche in modo significativo, ma tutti questi elementi portano comunque a differenziare di pochissimo i valori di Velocità (V) e pressione (P) in tutte le buone polveri e non in modo tale da rendere più o meno apprezzabile la differenza di prestazioni.

cartucce da caccia temperatura ed umidità


E´ però possibile ammettere che durante la giornata di caccia, passando dall´alba al mezzodì e poi al tramonto, alcune variazioni esistono, ma la loro percezione più che prestazionale è sensoriale (leggera variazione dell´entità del rinculo e/o diversità nel rumore del colpo di fucile).

In commercio esistono cartucce che, a ragione o per “acquisita leggenda popolare”, hanno connotati per cartucce da umido. Generalmente su questo tipo di munizione si giocasulla realizzazione con innesco leggermente più potente o sul lieve aumento della dose della polvere o ancora riducendo di qualcosa la carica dei pallini.

Quali sono i metodi migliori per evitare che le variazioni di temperatura intervengano sulle prestazioni delle polveri.

Si può intervenire in due modi:

-sulla potenza degli inneschi

– sulla dose delle polvere nella cartuccia.

Le polveri granulari non gelatinizzate sono quelle che per la loro igroscopicità tendono a subire le maggiori influenze (Acapnia, Randite).

Per contro, le polveri alla nitrocellulosa gelatinizzata (Anigrina lamellare, C7 Perfecta, 205, F2, GP, JK6, M.B., M.B. 209, Rottweil, SIDNA, Universal) subiscono effetti molto limitati. Le più resistenti in assoluto alle variazioni di umidità sono comunque quelle a doppia base (D.N., D.N. punto nero, NIKE, SIPE, S.4., ecc.).

Le variazioni innegabili che nell´arco di una stagione si verificano in temperatura e umidità possono provocare un pur minimo abbattimento dell´efficacia delle polveri da sparo; in tal senso l´utilizzo di bossoli di plastica può ridurre al minimo al fenomeno.

In particolare, mentre per le temperature possono bastare poche ore di esposizione per alterare le potenzialità delle polveri, per l´umidità il processo temporale è molto più lungo.

La maggior parte delle cartucce prodotte dall’industria, ed in particolare quelle di pregio, sono comunque efficaci sia d´estate che d´inverno. Generalmente esse hanno un caricamento di tipo “invernale”, che garantisce loro adeguata energia e che le fa risultare in estate un attimo spinte.