IL MOTO DEL PROIETTILE

Sparare può non essere difficile, ma sparare bene non ha la stessa semplicità; occorre conoscere la teoria e avere l’abilità per tradurla in pratica. Una recente splendida giornata vissuta a Talamone assieme allo Staff di CacciaInFiera.it, ospiti di Claudio Leonetti della Safari International, mi ha fatto pensare di scrivere un articolo che potesse spiegare con semplicità come sparare al meglio. Ho dato uno sguardo su cosa c’era in internet sull’argomento e la maggior parte dei risultati si riferiscono a leggi di balistica che è difficoltoso rendere di immediata consultazione. Perciò ho deciso di recuperare la mia memoria di sottufficiale istruttore e mi sono messo a scrivere.

Il proiettile esce dalla bocca delle carabine a canna rigata descrivendo una traiettoria curva verso il basso che è la risultante del lavoro di due forze che lavorano congiuntamente: l’energia cinetica derivate dalla spinta dell’esplosione della polvere e la forza gravità.

Questa definizione non è fine a se stessa, ma è utile per sbrogliare il campo da errate credenze o interpretazioni. Quindi la traiettoria del proiettile non è mai rettilinea, mai nemmeno a 20 centimetri dalla bocca della canna.

Ritengo però necessario, escludendo tanta altra nozionistica, che tre elementi possano essere ben chiari perché spesso sono da molti amici impropriamente intesi: la tensione, la radenza e l’azzeramento.

TENSIONE: con questo termine si considera l’altezza che il proiettile raggiunge nel suo moto curvilineo rispetto al piano orizzontale. Dipende dalla spinta ricevuta dal proiettile e dalla forma del proiettile. Esistono dati in tabelle balistiche per tutte le munizioni in commercio.

RADENZA: rappresenta analogo concetto, ma non riferito al piano orizzontale bensì all’andamento del terreno.

AZZERAMENTO: è la fase di test per la quale si porta a calibrare un preciso impatto di proiettile a specifica distanza. Quindi, per azzeramento a cento metri si intende la corretta taratura di alzo affinché uno specifico proiettile possa cadere esattamente sul bersaglio orizzontale posto a metri 100. L’azzeramento è valido per una carabina solo per proiettili identici. Se si cambia marca, polvere o peso del proiettile occorre di nuovo rieffettuare l’azzeramento.

L’elemento di maggior interesse per il cacciatore è il rapporto tra la traiettoria del proiettile e la linea di mira.
Mentre la TRAIETTORIA è un arco parabolico di tipo asimmetrico che parte dalla bocca della carabina ed ha il suo termine sul bersaglio, la LINEA di MIRA è una teorica linea orizzontale che parte dall’occhio del tiratore, passa per la tacca di mira e per il mirino e arriva al bersaglio.
La linea di mira si interseca due volte con la traiettoria.

TRAIETTORIA DEL PROIETTILE E LINEA DI MIRA

traiettoria del proiettile e linea di mira


La traiettoria del proiettile è una curva. Quando lo stesso esce dalla canna della carabina, esso si trova sotto la linea di mira che dopo un certo spazio interseca (25 m). Viaggia poi sopra la linea di mira fino ad incontrarla di nuovo (100m). Quello è il punto di azzeramento.


Quando si procede alle prove per l’azzeramento dell’arma, si opera per far coincidere in un determinato punto (a specifica distanza) la linea di mira con la traiettoria nel loro secondo punto di incontro e questo si determina in funzione delle distanze logiche del tiro di caccia, del calibro e della munizione utilizzata. Questo azzeramento sarà tanto più lontano dalla bocca della canna quanto più tesa è la traiettoria della munizione scelta.

Tale ragionamento ci consente di valutare anche un’altra cosa: se si azzera una carabina a 200 metri, significa che la palla cade sull’orizzontale del bersaglio posto a quella specifica distanza. Se il bersaglio si trova però ad una distanza inferiore (es. 150 metri), il colpo mirato risulterà leggermente alto. Viceversa, se il bersaglio è a 250 metri il colpo risulterà basso. La variazione verso l’alto o verso il basso dell’esempio precedente sarà minore nei calibri a traiettoria più tesa e maggiore nei calibri a traiettoria meno tesa (+/- TENSIONE).

Il cacciatore esperto e/o ben documentato sa, da specifiche tabelle balistiche esistenti per ogni calibro o tipo di munizione, di quanto il colpo va alto o va basso a distanze diverse dal quelle alle quali si è predisposto l’azzeramento. Queste informazioni possono essere reperite su internet (tabelle balistiche), sui siti delle case produttrici di munizioni o in armeria. Per i caricamenti fatti in proprio, che sempre di più stanno divenendo una passione nella passione, occorrerà procedere con una buona serie di tiri sperimentali al poligono la fine di crearsi una casistica soddisfacente.

Altro elemento di cui occorre tener conto per ottenere buoni tiri è la distanza in altezza della linea di mira rispetto al centro della bocca della canna. Detta linea risulta rialzata rispetto al centro della canna (corrisponderebbe solo se mirassimo per dentro la canna, cosa ovviamente irreale). In particolare, può risultare rialzata di 2/3 cm se la stessa viene presa con gli organi di mira (tacche di mira e mirino) e di 4/5 cm se ottenuta tramite cannocchiale montato sulla carabina.

C’è perciò una differenza da considerare in azzeramento: quello realizzato con la tacca di mira sarà leggermente diverso da quello ottenuto con l’ottica.

azzeramento dell´arma





Tutte le considerazioni finora esposte sono relative ad una condizione teorica, ossia che la canna della carabina ed il bersaglio siano su un piano orizzontale. Pura teoria, non capita quasi mai.

In un prossimo articolo descriveremo brevemente le problematiche relative all´ANGOLO di SITO, ossia quando il bersaglio è posto ad una quota superiore o inferiore alla bocca della canna.

Alessio Ceccarelli