LIMITI D’IMPIEGO DEI FUCILI E DELLE CARTUCCE DA CACCIA (1°Parte) dell´Ing Claudio Leonetti

Questo terzo articolo è estrapolato da “LE CARTUCCE DA CACCIA”, materiale di balistica venatoria prodotto e gentilmente messoci a disposizione dall’Ing Claudio Leonetti.

Tutto il materiale concessoci, evidente frutto di cultura del settore ed esperienza sul campo, risulta piuttosto lungo. Pertanto, per motivi legati ai limiti che inevitabilmente la lettura in video ci pone, abbiamo deciso di proporlo suddiviso per argomenti, per renderlo più usufruibile da parte di tutti:
cosa sono le cartucce da caccia (1° e 2° parte);
– quali sono i limiti di impiego dei fucili e delle cartucce da caccia (1° e 2° parte);
– quali sono le modalità da seguire per poter raggiungere le migliori prestazioni;

Al termine delle pubblicazioni, che si susseguiranno settimanalmente, provvederemo ad unire tutti i singoli articoli pubblicati, in un unico testo, scaricabile in pdf dalla sezione “Balistica Venatoria”, che ciascuno potrà stampare e tenere per consultarlo in qualsivoglia occasione.



LIMITI DI IMPIEGO DEI FUCILI E DELLE CARTUCCE DA CACCIA (1°PARTE)

Oziando ed ascoltando in qualche amica armeria, si impara che, molto spesso, i limiti di impiego delle cartucce da caccia, sono affidati alle “intuizioni” del tiratore e di quelle, poetiche un po’ meno, dell’armiere che gliele ha vendute. In questo campo davvero esiste la massima confusione: c’è chi dice che il cal. 20 “porta” più lontano del cal. 12; altri assicurano che quel certo fucile tira a 70 metri; mentre un suo gemello arriva appena a fare il solletico alle quaglie; c’è chi, nel decantare le doti dei fucili si dimentica delle cartucce, mentre altri, parlando di munizioni, trascurano di prendere in considerazione i pregi o i difetti delle armi, e così via.

In verità non sempre si tiene presente la differenza che esiste tra gittata e portata del fucile ad anima liscia, cioè fra i valori teorici e pratici di impiego della cartuccia da caccia.
La gittata dipende dalla massa del proiettile, dalla sua velocità, dal suo coefficiente di penetrazione nell’aria, dall’angolo sull’orizzonte della sua traiettoria. Il massimo della gittata, nel vuoto, si avrebbe sparando a 45° mentre nell’aria quest’angolo varia da 14 gradi per i pallini minuti (1mm) a 25° per una palla cal. 12. Praticamente la gittata è la distanza massima cui arrivano i proiettili, e può teoricamente considerarsi uguale, in metri, a 80 volte il diametro dei proiettili stessi.

Per esempio:
pallini numero 12 7 2 4/0
diametro pallini mm 1,5 2,5 3,5 4,5
gittata max in metri 120 200 280360

La portata invece è la gittata alla quale i proiettili producono ancora gli effetti richiesti, e per il cal. 12 essa varia dal 25 al 17% della gittata teorica. Si passerebbe quindi dai 30 metri dl pallino del 12 ai 50 metri del pallino, poco usato, del n.4/0. Per fortuna oltre alle invenzioni delle polveri senza fumo si è accompagnato un perfezionamento dei fucili con la strozzatura delle canne che influisce in maniera determinante sull’addensamento e sulla regolarità della rosata.

L’inglese Greener fu il vero perfezionatore della strozzatura delle canne, che era stata escogitata, nel 1866, dal suo connazionale Pape. La strozzatura (“choke”) consisteva nel forare la canna ad un diametro minore di quello desiderato come finale (per es. mezzo calibro in meno cioè ad un diametro corrispondente al cal. 14 se si desiderava alla fine un cal.12) e quindi nel rilavorare la canna al suo diametro giusto, partendo dalla culatta, ma arrestando l’alesatura a circa un pollice di distanza dalla bocca.

Canna con strozzatura

Canna con strozzatura



Canna senza strozzatura

Canna senza strozzatura

Da questo punto, secondo i vari brevetti, si procedeva al raccordo con la bocca stessa attraverso un profilo conico oppure con un primo tratto conico e poi parallelo, di diametro pari al calibro richiesto. Il funzionamento della strozzatura appare intuitivo quando si pensi alla funzione di una comune lancia da pompiere: i pallini, scivolando lungo il raccordo conico, ricevono una componente di spinta tale da deviarli verso il centro della canna, e fuoriescono quindi dalla stessa incolonnati “più stretti” di quanto avverrebbe se fossero stati espulsi da una canna cilindrica.

Sciame di pallini fuoriusciti da canne con strozzatura


Canne con strozzatura



Sciame di pallini fuoriusciti da canne senza strozzatura


Canne senza strozzatura



La penetrazione del dardo di pallini risulta migliorata ed i singoli pallini risentono meno delle azioni di attrito dell’aria, perdono velocità in grado minore di quanto avverrebbe se fossero dispersi più largamente. Risultato finale: rosate più addensate, velocità residua dei pallini sul bersaglio, cioè potere cinegetico maggiore, possibilità di regolare l’addensamento delle rosate variando opportunamente la strozzatura (strozzatori intercambiabili).

Un successivo miglioramento della portata si ebbe con l’introduzione dei fucili “magnum” , fucili capaci di sparare ad alta velocità iniziale dosi più alte di piombo rispetto a quelle abitualmente usate . E’ così possibile confezionare cartucce magnum, impiegando necessariamente una polvere ad alta progressività che contengono, rispetto a quelle normali, un uguale numero di pallini, il cui peso unitario è però maggiore. In questo modo i pallini potranno giungere sul bersaglio con una velocità residua maggiore oppure sul bersaglio posto più lontano con sufficiente velocità residua.

Ing. Claudio Leonetti

Nel prossimo articolo: LIMITI D’IMPEGO DEI FUCILI E DELLE CARTUCCE DA CACCIA (2° Parte)