ATTIMONELLI: “SIAMO PRIMI CON LODE”

Il commento del Presidente ENCI responsabile di giuria

Il 23 e 24 marzo, cortesemente richiesto da Jean Nargaud, designato dalla Commissione FCI per i cani da ferma delle razze inglesi a presiedere la terna giudicante, ho partecipato al giudizio della Coppa Europa 2010, svoltasi sui terreni di Nis, a circa 250 chilometri a sud di Belgrado.

Questa splendida manifestazione fu creata nel dopoguerra da monsieur Faroux, presidente del pointer club francese, dal signor Deloire, eminente cinofilo belga e dal nostro indimenticato Giulio Colombo.
Concepita come confronto di allevamenti in un’ epoca in cui le nazioni inizialmente partecipanti potevano effettivamente mettere in campo prodotti del proprio patrimonio cinotecnico, è venuta nel tempo a perdere solo in parte tale significato, posto che attualmente (sia detto senza alcuna presunzione) tutti o quasi i partecipanti annoverano sangue italiano.

Non senza ragione è stato detto perciò che l’Italia avrebbe vinto comunque. Resta prevalente un sano agonismo, che non supera mai i limiti della sportività e che, in ogni caso, non snatura affatto la funzione della Coppa quale prova di alto contenuto tecnico. Quest’ anno la manifestazione è stata onorata dalla partecipazione di ben quattordici rappresentative nazionali e quasi tutti i cani hanno dimostrato di essere nella piena nota della grande cerca.


Si inizia al mattino nel piazzale antistante l’albergo con una sobria presentazione delle squadre ed esecuzione degli inni nazionali. Poi sul campo per la prova vera e propria. I terreni sono splendidi, molto ampi e sufficientemente spogli per consentire una buona visione d’assieme: li troveremo assai ben popolati di coppie, il che ci consentirà di stilare una nutrita classifica. Scelgo di stare a sinistra, lontano dalla strada, ritenendo che sia il lato che offre maggiori possibilità d’incontro ma sarò smentito dai fatti perchè la maggior parte delle coppie pare essersi ubicata sul lato opposto: ci siamo accordati con i colleghi per non attribuire carattere eliminatorio, tenendone solo conto ai fini delle qualifiche e della classifica, ad un eventuale sorpasso sui lati e, puntualmente, al termine di quasi tutti i turni il giudice di destra riferisce di starne messe in ala da lui.

Ho comunque occasione di seguire tutte le prestazioni in modo da poter dire la mia con cognizione di causa. I turni si susseguono con scioltezza, grazie al supporto molto efficace dell’organizzazione, favoriti da tempo clemente e da ventilazione di giusta intensità e di direzione costante. La prova scorre perciò assai agevole, seguita da numerosi appassionati spettatori e si conclude, nel primo pomeriggio del secondo giorno, senza alcun intoppo.

La compilazione della classifica ci impegna non poco sia per il numero dei cani classificati, sia perché occorre conciliare qualche lieve diversità nell’apprezzamento di qualche dettaglio, frutto più di gusti personali che di divergenti valutazioni. In questo contesto assai apprezzata è stata la prova della squadra italiana che vede tutti i quattro soggetti presentati qualificarsi con l’eccellente ed aggiudicarsi perciò la Coppa.

Non entrerò nel dettaglio se non per dire che tutti i nostri cani mi hanno entusiasmato con prestazioni di altissimo livello. Complimenti a loro, ai loro proprietari e conduttori ed al selezionatore Sandro Pacioni. Tutti raccolgono il frutto meritatissimo del loro impegno. Rallegramenti – per finire – agli amici cinofili della Serbia, che entra a pieno titolo nel Ghota della cinofilia venatoria e che, grazie alle irripetibili condizioni di cui fortunatamente può godere, si candida a divenire l’epicentro europeo della grande cerca. Appuntamento per tutti all’anno prossimo.

Domenico Attimonelli